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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Solo sospeso il rinnovo automatico con Israele - L'illusione del pugno duro: tra furbate di Palazzo e la spinta popolare che spaventa il Governo.



Dalla sospensione del rinnovo automatico con Israele al milione di firme per l'UE: perché la propaganda della Meloni non basta più a coprire il silenzio sui crimini di guerra.


diMancio

​C’è un vizio di forma che accompagna costantemente la narrazione della politica nostrana: l’idea che il cittadino sia un soggetto distratto, incline a scambiare il fumo per arrosto. 
Ma in un contesto internazionale incendiato, le "furbate" comunicative faticano a reggere l’urto della realtà.

​Il preambolo della coerenza mancata

​Prima di analizzare il nodo dei rapporti con Tel Aviv, è necessario osservare il clima interno. 
Recentemente, abbiamo assistito a un paradosso istituzionale: Elly Schlein, mossa da un profondo senso dello Stato, ha espresso solidarietà a Giorgia Meloni dopo gli attacchi ricevuti da Donald Trump
Un gesto di cortesia istituzionale che la maggioranza ha prontamente ignorato nei fatti, scegliendo la via dello scudo politico. 
Il caso Almasri e la protezione accordata a Giusi Bartolozzi (ex capo di gabinetto di Nordio) dimostrano come a destra l'arroganza dell'impunità resti la bussola: si preferisce blindare il cerchio magico piuttosto che rispondere del mancato rispetto del diritto internazionale.

​Il bluff dell'accordo sulla Difesa

​In queste ore, la macchina comunicativa del Governo sta cercando di vendere un presunto atto di coraggio: la "rottura" dell'accordo di difesa con Israele
Ma guardando le carte, la realtà è ben diversa.
  1. Non è una revoca, ma un rinvio: Non è stato stracciato alcun trattato. Semplicemente, è stato sospeso il rinnovo automatico. L'accordo del 2016 resterà pienamente operativo fino all'ottobre 2026.
  2. Il ritardo morale: Ci sono voluti due anni e mezzo di quello che molti definiscono, a ragione (e direi pure conclamata) un genocidio, e l'assalto (senza feriti) ai mezzi UNIFIL, perché Roma si accorgesse della gravità della situazione. Le bombe al fosforo e la distruzione sistematica di Gaza non erano state sufficienti a scuotere la coscienza dell'esecutivo.
  3. L’ammissione di Israele: La prova definitiva dell'irrilevanza pratica di questa mossa arriva da Tel Aviv. Fonti israeliane hanno liquidato la decisione come un atto "privo di significato pratico", definendo l'intesa un semplice memorandum d'intesa senza contenuti di sicurezza reali.

​La strategia del consenso e lo spettro del Referendum

​Perché, allora, tanto rumore per nulla? 
La risposta è elettorale. 
La Meloni, da leader populista, ha compreso che il sostegno incondizionato a un Paese che bombarda il Libano e contribuisce all'instabilità dei prezzi energetici (con il diesel che sfiora vette insostenibili) è un boomerang politico.
A ricordarglielo sono stati i 15 milioni di italiani che il 22 e 23 marzo hanno espresso un "No" chiaro e nitido. 
Senza la pressione del Referendum e il timore di perdere la base, questo accordo sarebbe scivolato via nel silenzio del rinnovo tacito, come già accaduto nel 2021.

​La forza del basso: un milione di firme per l'Europa

​Mentre il Governo si rifugia in tecnicismi burocratici, la vera politica si muove nelle piazze e nelle petizioni. In soli tre mesi, la mobilitazione popolare ha raggiunto un traguardo storico: oltre 1 milione di firme in tutta Europa per chiedere la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele.

​L’Italia ha fatto la parte del leone con 250.000 sottoscrizioni, un quarto del totale. 
È un segnale di orgoglio civile nato dalla spinta di forze come AVS, con Fratoianni e Bonelli in prima linea, ma alimentato soprattutto dal "potere della matita" di migliaia di cittadini che non vogliono essere complici del massacro a Gaza.

Conclusione: ora serve sostanza
#Manciopensiero

​La Commissione Europea e Palazzo Chigi non possono più voltarsi dall'altra parte. 
La partecipazione popolare ha dimostrato che esiste un'Europa che vuole essere coerente con i propri valori di pace e legalità internazionale. 
Le chiacchiere di circostanza sono finite; ora gli italiani, e gli europei tutti, pretendono la sostanza: azioni nette, definitive e il rispetto sacrosanto del diritto internazionale.

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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