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Al Foro Italico l’altoatesino batte Ruud, centra il sesto Master 1000 consecutivo e completa il “Career Golden Masters” davanti al Presidente Mattarella. Festa totale per l'Italia con il trionfo di Bolelli e Vavassori nel doppio.

di: Mancio
E ancora una volta, come ormai ci stiamo abituando a fare, possiamo urlarlo a squarciagola: L’HA VINTA JANNIK!
Mezzo secolo di attesa cancellato in un’ora e 45 minuti di tennis totale.
Jannik Sinner ha sfatato un tabù che anno dopo anno era diventato un macigno insostenibile per lo sport nazionale, e lo ha fatto nel modo più glorioso possibile: davanti agli occhi commossi del Presidente della Repubblica,
Sergio Mattarella, e sotto lo sguardo di Panatta stesso, in un ideale e poetico passaggio di consegne tra leggende del nostro tennis.
Con questo trionfo Sinner non si limita a vincere: riscrive, perfeziona e trascina il suo status direttamente nel mito.
Quello di Roma è il suo
sesto Master 1000 consecutivo (il quinto in un sensazionale inizio di 2026), un filotto mostruoso che gli permette di completare il
Career Golden Masters (ovvero aver vinto almeno una volta tutti i nove tornei stagionali di questa categoria), un’impresa titanica riuscita finora nell'era moderna al solo
Novak Djokovic.
La cronaca della finale: Sinner doma Ruud e la tensione
Il match contro
Casper Ruud non era iniziato sotto i migliori auspici.
Sentendo forse il peso della storia e del pubblico di casa, l'azzurro è apparso inizialmente teso, subendo l'aggressività del norvegese che ha strappato subito il break in apertura.
Ma il Sinner del 2026 ha la corazza dei grandissimi: senza farsi prendere dal panico, il numero 1 del mondo ha reagito immediatamente, trovando il contro-break.
Nonostante qualche imprecisione insolita, Jannik ha piazzato la zampata da campione nel momento cruciale, chiudendo il primo set per 6-4.
Nel secondo parziale la resistenza psicologica di Ruud ha iniziato a vacillare.
Demotivato dal cinismo dell'italiano, il norvegese ha subito la pressione costante di Sinner, abile a guadagnare campo minuto dopo minuto.
Preso il break di vantaggio, il n.1 ATP ha blindato i propri turni di battuta fino al definitivo 6-4, 6-4, facendo esplodere la gioia dei diecimila del Centrale.
L'abbraccio con Mattarella e la commozione di Jannik
Ad accompagnare Sinner verso la gloria c'era una guida d'eccezione in tribuna d'onore.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accolto da un boato e da un caloroso applauso da parte di tutto il
Foro Italico prima dell'incontro, è stato il re indiscusso della cerimonia di premiazione. Mattarella ha consegnato personalmente la coppa nelle mani di Sinner, stringendolo in un caloroso e sincero abbraccio.
Una cartolina che fotografa due delle figure più limpide, preziose e necessarie dell'Italia contemporanea.
"Sono molto emozionato", ha ammesso un Sinner visibilmente toccato ai microfoni durante il discorso sul campo. "È un giorno storico per me e per tutto il movimento.
Vincere un torneo così importante in Italia, davanti ad Adriano Panatta e al Presidente Mattarella, (in realtà ha detto il signor Mattarella) è qualcosa di incredibile.
Proviamo ogni giorno a dare il massimo.
Sono state settimane lunghe e faticose, ma costellate da momenti bellissimi che non dimenticherò mai".
Non solo Sinner: Bolelli e Vavassori firmano l'en plein nel doppio
La domenica del Foro Italico è stata una festa totale per i colori azzurri.
Dopo aver superato in semifinale la coppia Harrison-Skupski, i due azzurri hanno completato l'opera sconfiggendo nell'atto conclusivo i fortissimi Granollers e Zeballos al termine di una battaglia di nervi risolta al super tie-break: 7-6, 6-7, 10-3 il punteggio finale.
Subito dopo aver premiato Sinner, il Presidente Mattarella ha voluto incontrare privatamente i due doppisti per complimentarsi: "Complimenti, una partita davvero molto combattuta" ha detto il Capo dello Stato. "E vincerla in casa ha tutto un altro sapore" ha replicato Bolelli, a cui il Presidente ha fatto eco sottolineando la straordinarietà del momento: "Singolo e doppio insieme, avete fatto un en plein. Proprio come l'anno scorso".
Il bolognese ha poi concluso con un sorriso: "L'anno scorso era toccato alle donne, quest'anno è toccato a noi". Il riferimento è alla clamorosa passata edizione del torneo, dove a brillare in singolare era stata Jasmine Paolini, a dimostrazione di un movimento tennistico italiano che non smette di dominare il mondo.
Da segnalare, infine, per il tabellone del singolare femminile, il successo dell'ucraina Elina Svitolina, capace di imporsi in finale sulla statunitense Coco Gauff, coronando così un'edizione degli Internazionali d'Italia che rimarrà per sempre scolpita negli annali dello sport.
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