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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Roma colpaccio derby e scavalca la Juventus, vincono tutte le pretendenti Champions. La squadra bianconera è da prendere a calci nel sedere. Verdetti e verdetti mancati in una penultima giornata da infarto.



​Il Napoli vola in Champions, l’Inter si gode la festa e i bianconeri sprofondano nel caos a 90 minuti dalla fine del campionato


di: Mancio   

Il penultimo atto della Serie A regala novanta minuti di pura follia, ribaltoni epici e verdetti pesantissimi, lasciando però aperti gli scenari più caldi in vista del gran finale. 

Una trentasettesima giornata che ha ridisegnato la geografia del nostro calcio, tra chi può far partire i caroselli, chi si morde le mani e chi, inevitabilmente, deve fare i conti con la realtà.

​La copertina è giallorossa: Roma da urlo, Juventus da "calci nel sedere"

​Il fatto del giorno, inutile girarci intorno, si è consumato all'Olimpico. 
Nel derby più pesante degli ultimi anni, la Roma si prende la stracittadina e firma il sorpasso dell'anno: un 2-0 firmato dalla doppietta di uno scatenato Gianluca Mancini che vale il quarto posto solitario a quota 70 punti. 
Una vittoria di nervi, carattere e cinismo che spedisce i giallorossi in piena zona Champions proprio sul filo di lana.
Dall'altra parte della medaglia c'è il dramma sportivo di una Juventus inguardabile. 
La sconfitta interna contro la Fiorentina (0-1) è lo specchio di una stagione che sta colando a picco nel momento cruciale. 
Inutile aggrapparsi agli episodi o ai due gol annullati dal VAR a McKennie e Vlahovic nella ripresa: la squadra è scesa in campo senza l'atteggiamento giusto, fallendo la partita più importante dell'anno. Questa è stata la prestazione più brutta della gestione Spalletti, una prova senza un briciolo di personalità. Per come è stato approcciato questo snodo vitale, la stragrande maggioranza di questi giocatori meriterebbe semplicemente di essere presa a calci nel sedere. 
Ora la Juve scivola al sesto posto, agganciata dal Como, e al momento si ritroverebbe clamorosamente fuori dall'Europa che conta.

​Napoli in paradiso, l’Inter sfila a San Siro

​Chi può finalmente stappare lo spumante è il Napoli
I ragazzi di Conte liquidano la pratica con un rotondo 3-0, blindano il secondo posto a quota 73 punti e conquistano la certezza matematica del pass per la prossima Champions League
Una cavalcata trionfale che certifica il ritorno dei partenopei nell'élite del calcio europeo dopo una buona  prova di forza.
A San Siro, intanto, l'Inter capolista (86 punti) continua le sue celebrazioni per lo scudetto in un palcoscenico tutto esaurito. 
Contro il Verona finisce 1-1, con il gol di Bonny a inizio ripresa neutralizzato solo al 91° dalla beffa di Bowie, ma il pareggio non rovina minimamente il clima di festa totale del popolo nerazzurro, che si gode l'ennesima passerella d'onore.

​Volata Europa: Como da sogno, l'Atalanta difende la Conference

​Dietro le prime tre (Inter, Napoli e un Milan solido al terzo posto a 70 punti dopo il 2-1 sul Genoa), la lotta per l'Europa è un vero e proprio thriller. 
Detto del sorpasso della Roma, l'incredibile favola di questo finale di stagione si chiama Como
I lariani piegano il Parma e salgono al quinto posto a quota 68 punti, a pari merito con la Juventus ma con l'inerzia tutta a favore. 
A novanta minuti dalla fine, il sogno Champions per gli uomini di Fabregas è incredibilmente vivo.

​In quota Conference League, l'Atalanta (58 punti) difende con le unghie la settima piazza nonostante il ko interno per 1-0 contro il Bologna (deciso da Orsolini). 
Ai felsinei il successo di prestigio non basta per il sorpasso, e la Dea resta padrona del proprio destino europeo.

​Bagarre Salvezza: il Cagliari festeggia, Lecce e Cremonese all'ultimo respiro

​Se nei piani alti si lotta per la gloria, in coda si gioca per la sopravvivenza. 
L'Udinese scivola in casa contro la Cremonese (0-1, sigillo di Vardy), regalando ai grigiorossi tre punti di vitale importanza che li tengono ancora aggrappati alla speranza a quota 34 punti.

​Chi compie il capolavoro della domenica è il Cagliari, che batte in rimonta 2-1 il Torino nel giorno dell'addio al calcio di Pavoletti e festeggia la salvezza matematica con un turno d'anticipo. 

Esplode anche il cuore del Lecce: una vittoria pazzesca per 3-2 contro il Sassuolo, decisa dal gol drammatico di Stulic al 95° minuto, permette ai salentini di mantenere un punto di vantaggio sulla Cremonese (35 contro 34).

​La volata salvezza si deciderà negli ultimi, infuocati 90 minuti: il Lecce ospiterà il Genoa, mentre la Cremonese se la vedrà con il Como. Un finale vietato ai deboli di cuore. 

Dopo questo

​#MancioThoughts #Manciopensiero

Andiamo a vedere le partite più nel dettaglio e le conseguenti classifiche:👇🏼 


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Juventus-Fiorentina 0-2
⚽ nel pt 34' Ndour, nel st 38' Mandragora

JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio, Kalulu, Bremer, Kelly (35' st Gatti), Cambiaso (24' st Thuram), Locatelli, Koopmeiners (1' st Boga), Conceicao (24' st Zhegrova), McKennie, Yildiz (45' st Miretti), Vlahovic. 
All.: Spalletti 

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea, Dodò, Pongracic, Ranieri (19' st Comuzzo), Gosens (29' st Balbo), Fagioli (19' st Gudmundsson), Parisi (32' pt Harrison), Ndour, Brescianini (19' st Mandragora), Solomon, Piccoli. 
All. Vanoli

Espulso: al 28' st Ranieri dalla panchina per proteste. Ammoniti: Pongracic, Bremer, Harrison, Gudmundsson.

La Fiorentina espugna Torino e fa uno sgarro alla.Jugentus solamente andando in campo e giocando una partita onesta.
La Juventus ha fallito.
​Inutile aggrapparsi alla sfortuna o agli episodi. 
Certo, nel primo tempo ci hanno provato Locatelli e Piccoli, e poi è servito un super De Gea per fermare Vlahovic. 
Ma la realtà è che al 34° la Fiorentina è passata meritatamente in vantaggio con Ndour, imbeccato da Solomon. 

Nella ripresa la Juventus ha anche visto l'annullamento di due reti — prima a McKennie per un fallo su Gosens, poi a Vlahovic per una posizione irregolare — ma nascondersi dietro i gol cancellati o la sfortuna sarebbe un enorme errore. 
Questa volta non ci sono scuse che tengano: bisogna essere spietati nell'analisi. 
La squadra è scesa sul terreno di gioco con l'atteggiamento completamente sbagliato, fallendo l'appuntamento più importante dell'intero anno. Senza giri di parole, è stata la prestazione più indegna della gestione Spalletti. 
Questo gruppo ha dimostrato una totale assenza di carattere e di personalità. 
Non l'ho mai accennato in maniera così evidente prima d'ora, ma oggi è inevitabile dirlo: la stragrande maggioranza di questi calciatori meriterebbe solo di essere presa a calci nel sedere. 
A chiudere definitivamente i giochi ci ha pensato Mandragora all'83°, firmando il raddoppio viola con una perla balistica dal limite dell'area dritta sotto l'incrocio. 
Con questa sconfitta la Juve sprofonda in sesta posizione: a novanta minuti dalla fine del campionato, oggi i bianconeri sarebbero clamorosamente fuori dalla Champions e condannati all'Europa League.

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Como-Parma 1-0
⚽ nel st 13' Moreno

COMO (4-2-3-1): Butez; Van Der Brempt (26' st Smolcic), Ramón, Kempf (34' st Carlos), Moreno; Perrone, Da Cunha; Diao, Caqueret (8' st Rodriguez), Baturina (34' st Roberto); Douvikas (34' st Morata). 
All.: Fabregas

PARMA (3-5-2): Suzuki; Circati, Troilo, Valenti; Del Prato; Ordonez (25' st Sorensen), Nicolussi (25' st Estevez), Keita, Carboni (25' st Valeri); Strefezza (14' st Elphege (40' st Mikolajewski), Pellegrino. 
All. Cuesta

Ammoniti: Moreno, Ramon per gioco falloso.

Un Como d'assalto si prende tre punti d'oro e mette nel mirino l'Europa che conta. 
I lariani partono subito forte nel primo tempo, creando diverse occasioni e andando a un passo dal vantaggio nel finale di frazione, quando Douvikas si vede negare il gol solo dal palo. 

La musica non cambia nella ripresa: la squadra spinge sull'acceleratore, si rende pericolosa prima con Diao e ancora con Douvikas, per poi imprecare nuovamente contro la sfortuna quando Baturina stampa una spaccata su calcio di punizione contro il secondo legno di giornata. 
Il fortino del Parma, però, cede meritatamente al 58°: Alberto Moreno sblocca il risultato, capitalizzando al meglio un assist perfetto di Jesus Rodriguez.
I ducali provano a reagire e al 73° troverebbero anche il pareggio con Pellegrino, ma l'urlo del gol viene strozzato in gola dalla segnalazione di fuorigioco. 
Al triplice fischio esulta il Como, che vola al quinto posto in classifica e continua a credere in una clamorosa e meritata qualificazione alla prossima Champions League.

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Inter-H.Verona 1-1
⚽ 47' aut. Edmundsson (V), 91' Bowie 

INTER (3-5-2): Sommer; Acerbi, De Dvrij, Carlos Augusto; Darmian (62' Dimarco), Diouf (62' Zielinski), Sucic, Mkhitaryan, Luis Henrique; Bonny (62' Esposito), Lautaro. 
All. Chivu.

H.VERONA (3-5-1-1): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Valentini; Belghali (61' Akpa-Akpro), Lovric, Gagliardini, Bernede (46' Harroui), Frese; Suslov (61' Sarr); Bowie. 
All. Sammarco.

Ammoniti: Valentini (V)

San Siro si veste a festa per il primo tempo, con lo stadio completamente esaurito e un'atmosfera caldissima tutta dedicata alle celebrazioni per lo scudetto dei nerazzurri. 
Una prima frazione vissuta sul filo dell'entusiasmo, che lascia spazio alle emozioni della ripresa. 

Nemmeno il tempo di rientrare in campo e al 46' i padroni di casa la sbloccano: dopo aver fallito una ghiotta chance un attimo prima, Bonny svetta di testa sugli sviluppi del corner successivo, trovando la deviazione vincente di Edmundsson che trafigge il portiere. 
Nel finale l'Inter spinge per chiudere i giochi, trascinata dalle invenzioni di Dimarco: i nerazzurri sfiorano il raddoppio prima con Sucic e poi con Mkhitaryan, ma la retroguardia del Verona riesce a salvarsi con affanno. 
Quando i titoli di coda sembrano ormai già scritti, al 91' arriva la doccia fredda: Bowie sbuca a sorpresa e firma la rete del definitivo pareggio.
A titoli ormai acquisiti, però, non si rovina Nemmeno in parte il pomeriggio di festa totale del popolo interista. 

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Atalanta-Bologna 0-1
⚽ Orsolini 78'

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Zappacosta, De Roon, Ederson, Zalewski; De Ketelaere, Raspadori; Krstovic. 
All.: Palladino.

BOLOGNA (4-3-3): Skorupski; Joao Mario, Helland, Heggem, Miranda; Freuler, Ferguson, Pobega; Bernardeschi, Castro, Rowe. 
All.: Italiano. 

Novanta minuti di battaglia a Bergamo che si chiudono con un verdetto agrodolce. 
Il primo tempo scivola via senza regalare grandi sussulti, bloccato sul filo dell'equilibrio e con le difese a fare buona guardia, lasciando i due portieri praticamente inoperosi. 

La fiammata che spacca l'equilibrio arriva soltanto nella fase finale della ripresa: al 78' ci pensa Orsolini a trafiggere la retroguardia nerazzurra, capitalizzando al meglio un invito perfetto di Rowe J. e regalando il vantaggio ai rossoblù. 
Una vittoria di prestigio e d'orgoglio per il Bologna che, tuttavia, si rivela inutile ai fini del traguardo finale: i tre punti odierni non bastano per il sorpasso e la qualificazione in Conference League resta saldamente nelle mani dell'Atalanta.

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Roma-Lazio 2-0 
⚽ nel pt 40' Mancini, nel st 21' Mancini

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini (38' st Ziolkowski), Ndicka (37' pt Rensch), Hermoso; Celik, El Aynaoui, Cristante, Wesley; Pisilli (1' st El Shaarawy), Dybala (43' st Dovbik); Malen (38' st Soulè). 
All.: Gasperini

LAZIO (4-3-3): Furlanetto, Marusic (34' st Lazzari), Provstgaard, Gila, Tavares; Taylor (17' st Dele-Bashiru), Rovella, Basic; Cancellieri (26' st Isaksen), Dia (17' st Maldini), Noslin (35' st Pedro). 
All.: Sarri

Espulsi: al 26' st Rovella e Wesley per condotta violenta. Ammoniti: Taylor, Tavares ed El Shaarawy per gioco falloso, Cancellieri e Hermoso per comportamento scorretto.

Un derby ad altissima tensione decide una fetta enorme di stagione. 
La prima frazione vive sul filo dell'equilibrio, con una fiammata della Lazio al 29° che porta al gol di Dia, poi però annullato per una netta posizione di fuorigioco. La svolta arriva al 40°: calcio d'angolo perfetto disegnato da Pisilli e stacco imperioso di Gianluca Mancini, che di testa fa esplodere la sponda giallorossa. 

Nella ripresa la Roma spinge per chiuderla, ma si scontra contro un super Furlanetto, autore di interventi miracolosi prima su Malen e poi su Dybala per tenere a galla la Lazio.
Il fortino biancoceleste cede però al 65° con un copione fotocopia: ancora un corner, ancora la testa di uno scatenato Mancini a firmare il raddoppio e la sua personalissima doppietta. 
Nel finale i nervi saltano del tutto: una rissa in campo costa il cartellino rosso sia a Rovella che a Wesley, lasciando le squadre in dieci. 
Nello scampolo finale c'è tempo solo per un'altra chance ravvicinata di El Shaarawy e per un palo clamoroso colpito da Dovbyk. 
Al triplice fischio esulta la Roma, che si prende la stracittadina, scavalca la Juventus e si siede sul quarto scranno della classifica, in piena zona Champions, quando mancano appena 90 minuti alla fine del campionato.

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Genoa-Milan 1-2
⚽ nel st, 5' st Nkunku (rig), 36' Athekame, 42' Vasquez

GENOA (3-5-1-1) Bijlow, Marcandalli, Otoa, Vásquez, Ellertsson, Frendrup, Amorim (45' st Martin), Malinovskyi, Vitinha, Baldanzi (19' st Ekhator), Colombo (40' st Ekuban). 
All.: De Rossi

MILAN (3-5-2): Maignan, Tomori (30' st De Winter), Gabbia, Pavlovic, Athekame, Fofana (23' st Ricci), Jashari (40 st Loftus-Cheek), Rabiot, Bartesaghi, Nkunku (30' st Pulisic), Gimenez (23' st Fullkrug). 
All.: Allegri

Ammoniti: Bijlow, Gabbia, Tomori, Ricci per gioco falloso, Vitinha per proteste. 

Novanta minuti di pura intensità a San Siro regalano al Milan tre punti pesantissimi per l'Europa che conta. Il primo tempo è una battaglia agonistica vera, con ritmi alti ma pochissimi sussulti e difese bloccate che non lasciano spazio allo spettacolo. 

La partita si sblocca nella ripresa grazie a un clamoroso harakiri della retroguardia ligure: Amorim sbaglia completamente il retropassaggio per Bijlow, Nkunku si avventa sul pallone e viene travolto dal portiere in uscita.
È calcio di rigore. Sul dischetto si presenta lo stesso attaccante francese che, con una freddezza glaciale, spiazza l'estremo difensore e porta avanti i rossoneri. La squadra di Allegri gestisce il vantaggio e all'81° mette in cassaforte il risultato: Athekame fa partire un fendente micidiale da fuori area che si insacca per il raddoppio. 
​Il Genoa non molla e all'87° riapre improvvisamente la contesa, risolvendo una mischia furibonda in area con la zampata di Vasquez. 
Nei dieci, interminabili minuti di recupero i rossoblù tentano l'assalto disperato, ma il fortino milanista regge l'urto. 
Al triplice fischio esplode la gioia del Milan, che difende con le unghie il terzo posto e si presenta agli ultimi 90 minuti della stagione con il pass Champions saldamente in mano. 

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Pisa-Napoli 0-3
⚽ nel pt, 21' McTominay, 27' Rahmani; nel st 92' Hojlund

PISA (3-5-2): Semper; Calabresi (25' st Touré), Caracciolo, Canestrelli; Leris (25' st Cuadrado), Akinsanmiro (15' st Piccinini), Aebischer, Hojholt, Angori; Moreo (25' st Vural), Stojilkovic (15' st Meister). 
All. Hiljemark

NAPOLI (3-4-3): Meret; Beukema, Rrahmani, Buongiorno (13' st Olivera); Di Lorenzo (42' st Mazzocchi), Lobotka, McTominay, Spinazzola (34' st Gutierez); Elmas (13' st De Bruyne), Hojlund, Alisson Santos (34' st Vergara). 
All.: Conte

Ammoniti: Elmas, Calabresi, Caracciolo e Alisson Santos.

​Una prova di forza assoluta del Napoli, che liquida la pratica con autorità e timbra ufficialmente il passaporto per l'Europa dei grandi. 
Il match si sblocca già al 21° grazie a un'azione corale perfetta: Lobotka pennella un pallone in area per Hojlund, bravissimo a fare da spon seda per l'accorrente McTominay, che non lascia scampo a Semper. 
I padroni di casa non allentano la presa e appena sei minuti più tardi, al 27°, trovano il raddoppio: corner perfetto traiettato da Elmas e stacco vincente di Rrahmani che firma il 2-0. 

​La seconda frazione di gioco si trasforma in un vero e proprio monologo azzurro, con la squadra di Conte che gestisce i ritmi in totale controllo, senza mai rischiare nulla. Nel finale c'è ancora spazio per la ciliegina sulla torta: al 92° Mazzocchi serve un assist d'oro per Hojlund, che si mette in proprio e firma il definitivo 3-0. Con questo successo i partenopei blindano la seconda piazza in classifica e festeggiano con una giornata d'anticipo la certezza matematica della qualificazione alla prossima Champions League.


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Udinese-Cremonese 0-1
⚽ Vardy al 9’ pt

Udinese (3-4-2-1): Okoye; Kristensen, Kabasele (dal 1’ st Bertola), Solet; Arizala (dal 14’ st Zemura), Karlstrom (cap.), Atta, Kamara (dal 38’ st Camara); Buksa, Miller (dal 26’ st Gueye); Davis (dal 26’ st Bayo). 
All. Runjaic
 
Cremonese (3-5-2): Audero; Terracciano, Bianchetti (cap.), Luperto; Barbieri (dal 14’ st Floriani M.), Thorsby (dal 36’ st Vandeputte), Grassi, Maleh (dal 36’ st Collocolo), Pezzella; Bonazzoli (dal 14’ st Okereke), Vardy (dal 43’ st Djuric). 
All. Giampaolo
 
Ammoniti: Bonazzoli (C) al 6’ st, Barbieri (C) al 10’ st, Kamara (U) al 22’ st, Grassi (C) al 46’ st
Espulsi: nessuno 

Dopo aver infilato i due convincenti 2-0 contro Torino e Cagliari, l'Udinese scivola proprio nell'ultimo appuntamento casalingo della stagione, cedendo per 0-1 a una Cremonese disperata e affamata di punti per non retrocedere. 
L'avvio sorride proprio ai grigiorossi, che approcciano meglio la gara e sbloccano il risultato già al 9° minuto: la retroguardia bianconera si fa scippare il pallone sulla trequarti, Bonazzoli calcia impegnando Okoye, ma sulla respinta del portiere il più lesto di tutti è Vardy, che insacca a porta vuota. La reazione dei padroni di casa c'è, ma gli ospiti si arroccano con ordine sbarrando ogni varco. Anzi, poco dopo il 20° è ancora la Cremonese a farsi pericolosa in contropiede con un diagonale di Maleh che costringe Okoye agli straordinari. Il copione del primo tempo non cambia: l'Udinese mantiene il controllo del gioco ma non punge, eccezion fatta per un colpo di testa di Davis nel finale su invito di Kamara, bloccato senza troppi affanni.

​Nella ripresa la musica resta identica, con i friulani a fare la partita e la Cremonese tutta rintanata a protezione del prezioso vantaggio. I cambi non svoltano la manovra: i subentrati Gueye e Bayo ci provano senza fortuna, mentre a Buksa viene strozzato in gola l'urlo del pareggio per un fallo commesso proprio da Gueye ai danni del portiere prima del gol. L'assalto finale si accende in pieno recupero ed è tutto nel segno di Solet: prima il francese spara un missile dal limite che Audero toglie miracolosamente dall'incrocio, poi svetta di testa su assist di Camara mandando però alto sopra la traversa. È l'ultimo sussulto di una sfida che premia il cinismo della Cremonese, lasciando l'Udinese ferma al decimo posto a quota 50 punti.

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Cagliari-Torino 2-1
⚽ 36' Rafa Obrador (T), 38' Esposito (C), 47' Mina (C)

Cagliari (3-5-2):Caprile; Zappa, Mina, Dossena; Palestra, Adopo (27' st Sulemana), Gaetano, Deiola (27' st Folorunsho), Obert; Mendy (38' st Belotti), Esposito (38' st Rodriguez). 
All.: Pisacane

Torino (3-4-1-2): Paleari; Marianucci (1' st Maripan), Saul Coco, Ebosse; Pedersen (32' st Njie), Prati (14' st Casadei), Ilkhan (40' st Kulenovic), Rafa Obrador; Vlasic; Simeone, Zapata (14' st Adams).
All.: D'Aversa

Ammoniti: Maripan (T), Mendy (C)

​La missione è compiuta e la matematica non è più un'opinione: 
il Cagliari resta in Serie A. 
Una salvezza pesantissima, timbrata con una giornata d'anticipo grazie a una rimonta di cuore ed orgoglio contro il Torino (2-1), arrivata proprio nella giornata più emozionante, quella del tributo e dell'addio al pubblico di casa di Leonardo Pavoletti. 
I ragazzi di Pisacane centrano l'obiettivo ribaltando il vantaggio iniziale granata firmato da Obrador, grazie alle reti di Esposito e Mina, e condannando il Toro di D'Aversa a un altro stop esterno che spegne le residue speranze di raggiungere quota 50 punti prima del derby finale. 
Un primo tempo vivace ed equilibrato si accende all'improvviso in un pazzesco botta e risposta tra il 38° e il 39° minuto. 
A sbloccare il match sono gli ospiti con una vera e propria magia: lo spagnolo Obrador fa partire una fucilata micidiale da fuori area che non lascia scampo al portiere, siglando la sua prima storica rete tra i professionisti.
Il vantaggio granata, però, dura appena sessanta secondi. 
Giusto il tempo di rimettere il pallone al centro e la retroguardia del Toro si addormenta: Marianucci perde completamente la marcatura di Esposito, che ha tutto il tempo di controllare al limite dell'area e pescare l'angolino basso per l'immediato 1-1. 
Fino a quel momento il Torino aveva mostrato una manovra fluida, guidata dal solito Zapata a scardinare la difesa sarda, sprecando anche una chance clamorosa alla mezz'ora con Simeone, che da ottima posizione ha sparato altissimo in curva. 
Il Cagliari ha però il merito di restare compatto e, in pieno recupero, capitalizza un'altra amnesia difensiva ospite. Al 47° arriva il sorpasso: Paleari compie un miracolo ravvicinato su Zappa, ma il pallone si impenna e il difensore colombiano Mina, appostato sulla linea di porta, deve solo spingerlo dentro di testa per il 2-1. 

Nella ripresa i ritmi calano e la sfida si sposta sul piano dei muscoli e dell'agonismo, con la girandola dei cambi da una parte e dall'altra. Il Cagliari si barrica a protezione del preziosissimo vantaggio, ma al 75° trema: un rinvio sbilenco di ginocchio di Zappa si trasforma in un assist d'oro per Adams, che calcia a botta sicura ravvicinata. 
A strozzare in gola l'urlo del pareggio granata ci pensa però Caprile, autore di un riflesso prodigioso con il piede sinistro che blinda il risultato. 
Al triplice fischio parte la grande festa sarda: il Cagliari resta tra le grandi del calcio italiano.

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Sassuolo-Lecce 2-3
⚽ 14’ Cheddira, 20’ Laurienté, 25’ Cheddira, 82’ Pinamonti, 96’ Stulic

SASSUOLO (4-3-3): Turati; Coulibaly, Felipe, Muharemovic, Garcia; Koné (72’ Bakola), Matic (63’ Lipani), Thorstvedt; Berardi (72’ Volpato), Nzola (63’ Pinamonti), Lauriente (88’ Frangella). 
Allenatore: Grosso

LECCE (4-2-3-1): Falcone (cap.); Veiga (86’ N’Dri), Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Ramadani (86’ Stulic), Ngom; Pierotti (76’ Gandelman), Coulibaly, Banda (64’ Jean); Cheddira (76’ Camarda). 
Allenatore: Di Francesco

Ammoniti: 54’ Ramadani, 77’ Muharemovic, 81’ Veiga, 85’ Tiago Gabriel, 91’ Gallo

Una partita letteralmente pazzesca regala al Lecce tre punti che profumano intensamente di Serie A. 
I salentini piegano il Sassuolo all'ultimo respiro, respingono l'assalto della Cremonese (vincente 1-0 a Udine) e mantengono quel preziosissimo punto di vantaggio sui grigiorossi che, a novanta minuti dalla fine, ipoteca la quinta conferma consecutiva nel massimo campionato. 
Il definitivo 3-2 porta la firma di Stulic, arrivato oltre il novantacinquesimo, un secondo dopo lo scadere del recupero concesso dall'arbitro La Penna. 
Un gol che ha fatto esplodere i seimila tifosi giallorossi in trasferta e liberato il presidente Sticchi Damiani, che un attimo prima aveva visto le streghe sulla clamorosa chance sprecata da Volpato a tu per tu con Falcone. 
I ragazzi di Di Francesco restano padroni del proprio destino: all'ultima giornata ospiteranno il Genoa, mentre la Cremonese di Giampaolo riceverà un Como affamato di punti Champions. 
Il vantaggio, soprattutto psicologico, ora è tutto per i salentini. 
La prima frazione si chiude sul 2-1 per i giallorossi, trascinati da uno scatenato Cheddira. 
L'ex della gara ringrazia una difesa neroverde a dir poco allegra: al 14° si avventa come un falco su un retropassaggio suicida di Garcia per l'1-0, e al 25° concede il bis, punendo la solitudine concessagli da Felipe per spingere in rete un cross perfetto di Banda. 
In mezzo, al 20°, il Sassuolo aveva trovato il momentaneo pareggio con Laurienté, bravo a capitalizzare una ripartenza fulminea avviata da Berardi (capace di saltare Ramadani e resistere a Pierotti) e rifinita dall'assist di Felipe. 
Un primo tempo apertissimo, che nei primi tredici minuti aveva già visto tre nitide palle gol per gli emiliani (due con Koné e una con Berardi) e due per i pugliesi. 

Anche il secondo tempo parte forte: al 55° Nzola fallisce il pari per il Sassuolo, e sul ribaltamento di fronte Turati compie un miracolo sul diagonale di Banda. 
Fallito il colpo del KO, il Lecce si abbassa troppo e subisce la sfuriata neroverde. 
Prima Koné centra il palo al 60°, poi Thorstvedt stampa la palla sulla traversa, preludio al pareggio firmato allo scadere dell'82° da Pinamonti con uno splendido colpo di tacco. 
A quel punto Di Francesco, che aveva già inserito Jean (per l'infortunato Banda), Gandelman e Camarda, ridisegna la squadra buttando nella mischia anche N’Dri e Stulic. 
La Dea Bendata, spesso avversa al tecnico in passato, questa volta si schiera con lui. 
Dopo aver trattenuto il respiro sul brivido ravvicinato di Volpato, al 95° si scatena l'apoteosi: sponda aerea di Gandelman, Stulic brucia Felipe con un movimento da grande centravanti e insacca il gol più pesante e incredibile dell'intera stagione.

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Classifica 


Squadra

Punti

Internazionale

86

Napoli

73

Milan

70

Roma

70

Como

68

Juventus

68

Atalanta

58

Bologna

55

Lazio

51

Udinese

50

Sassuolo

49

Torino

44

Parma

42

Genoa

41

Fiorentina

41

Cagliari

40

Lecce

35

Cremonese

34

Hellas Verona

21

Pisa

18

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Marcatori


​17 Reti

  • Lautaro Martínez (Internazionale)

​13 Reti

  • Donyell Malen (Roma)
  • Marcus Thuram (Internazionale)
  • Anastasios Douvikas (Como)

​12 Reti

  • Nico Paz (Como)

​11 Reti

  • Giovanni Simeone (Torino)
  • Rasmus Højlund (Napoli)

​10 Reti

  • Scott McTominay (Napoli)
  • Gianluca Scamacca (Atalanta)
  • Keinan Davis (Udinese)
  • Riccardo Orsolini (Bologna)
  • Nikola Krstovic (Atalanta)
  • Kenan Yildiz (Juventus)

​9 Reti

  • Hakan Çalhanoglu (Internazionale)
  • Federico Bonazzoli (Cremonese)
  • Andrea Pinamonti (Sassuolo)
  • Rafael Leão (Milan)

​8 Reti

  • Domenico Berardi (Sassuolo)
  • Christian Pulisic (Milan)
  • Nikola Vlasic (Torino)
  • Moise Kean (Fiorentina)
  • Mateo Pellegrino (Parma)

​7 Reti

  • Jamie Vardy (Cremonese)
  • Rolando Mandragora (Fiorentina)
  • Christopher Nkunku (Milan)
  • Armand Laurienté (Sassuolo)
  • Lorenzo Colombo (Genoa)
  • Sebastiano Esposito (Cagliari)
  • Santiago Castro (Bologna)
  • Gift Orban (Hellas Verona)

​6 Reti

  • Adrien Rabiot (Milan)
  • Piotr Zielinski (Internazionale)
  • Ruslan Malinovskyi (Genoa)
  • Federico Dimarco (Internazionale)
  • Stefano Moreo (Pisa)
  • Jonathan David (Juventus)
  • Matías Soulé (Roma)
  • Martin Baturina (Como)
  • Ismaël Koné (Sassuolo)
  • Francesco Pio Esposito (Internazionale)

​5 Reti

  • Ché Adams (Torino)
  • Albert Gudmundsson (Fiorentina)
  • Jens Odgaard (Bologna)
  • Jurgen Ekkelenkamp (Udinese)
  • Dusan Vlahovic (Juventus)
  • Weston McKennie (Juventus)
  • Nicolò Zaniolo (Udinese)
  • Gustav Isaksen (Lazio)
  • Leo Østigård (Genoa)
  • Strahinja Pavlovic (Milan)
  • Cesare Casadei (Torino)
  • Ange-Yoan Bonny (Internazionale)
  • Vítinha (Genoa)
  • Wesley (Roma)
  • Arthur Atta (Udinese)
  • Kevin De Bruyne (Napoli)

​4 Reti

  • ​Kempf (Como), Ekuban (Genoa), Pellegrini (Roma), Mancini (Roma), Anguissa (Napoli), Nzola (Pisa), Bremer (Juventus), Banda (Lecce), Thorstvedt (Sassuolo), da Cunha (Como), Cancellieri (Lazio), Borrelli (Cagliari), Cheddira (Sassuolo), Pedro (Lazio), Stulic (Lecce), Noslin (Lazio), Kiliçsoy (Cagliari), Mkhitaryan (Internazionale).

​3 Reti

  • ​Zapata (Torino), Kostic (Juventus), Zappacosta (Atalanta), Loftus-Cheek (Milan), Cataldi (Lazio), Bernardeschi (Bologna), Zaccagni (Lazio), Pasalic (Atalanta), Barella (Internazionale), Gosens (Fiorentina), Thorsby (Genoa), Buksa (Udinese), Dumfries (Internazionale), Ndicka (Roma), Dovbyk (Roma), Hermoso (Roma), Coulibaly (Lecce), Piccoli (Fiorentina), Neres (Napoli), Thuram (Juventus), Messias (Genoa), Solet (Udinese), Bisseck (Internazionale), Raspadori (Napoli), Bernabé (Parma), Conceição (Juventus), De Ketelaere (Atalanta), Perrone (Como), Cambiaghi (Bologna), Rowe (Bologna), Ferguson (Roma), Kristensen (Udinese), Cambiaso (Juventus), Scalvini (Atalanta), Ndour (Fiorentina), Addai (Como), Giovane (Hellas Verona), Ekhator (Genoa), Spinazzola (Napoli), Kabasele (Udinese).

​2 Reti

  • ​Moreno (Como), Cristante (Roma), Belotti (Cagliari), Dybala (Roma), Politano (Napoli), Maripán (Torino), Mazzitelli (Cagliari), Mina (Cagliari), Rrahmani (Napoli), Ehizibue (Udinese), Akanji (Internazionale), Vojvoda (Como), Basic (Lazio), Serdar (Hellas Verona), Moro (Bologna), Caqueret (Como), Lookman (Atalanta), Okereke (Cremonese), Fagioli (Fiorentina), Guendouzi (Lazio), Folorunsho (Cagliari), Castellanos (Lazio), Frese (Hellas Verona), Modric (Milan), Strefezza (Como), Léris (Pisa), Tramoni (Pisa), Beukema (Napoli), Saelemaekers (Milan), Gaetano (Cagliari), Dallinga (Bologna), Delprato (Parma), Brescianini (Atalanta), Pobega (Bologna), Fofana (Milan), Éderson (Atalanta), Kalulu (Juventus), Zalewski (Atalanta), Koné (Roma), Felici (Cagliari), N’Dri (Lecce), Samardzic (Atalanta), Cabal (Juventus), Maldini (Atalanta), Norton-Cuffy (Genoa), Sulemana (Atalanta), Terracciano (Cremonese), Fadera (Sassuolo), Fabbian (Bologna), Muharemovic (Sassuolo), Belghali (Hellas Verona), Gatti (Juventus), Baschirotto (Cremonese), Berisha (Lecce), Meister (Pisa), Volpato (Sassuolo), Sucic (Internazionale), Bartesaghi (Milan), Ramón (Como), Pisilli (Roma), Athekame (Milan), Diao (Como), Gabriel (Lecce), Idrissi (Cagliari), Caracciolo (Pisa), Di Lorenzo (Napoli).

​1 Rete

  • ​Vázquez (Cremonese), Lobotka (Napoli), Akpa Akpro (Hellas Verona), Karlström (Udinese), Carlos (Como), Vandeputte (Cremonese), Sanabria (Cremonese), Luperto (Cagliari), Marusic (Lazio), Locatelli (Juventus), Çelik (Roma), Posch (Como), Estupiñán (Milan), Kossounou (Atalanta), Cutrone (Parma), Bastoni (Internazionale), Pellegrini (Lazio), Ranieri (Fiorentina), Lucumí (Bologna), Dodô (Fiorentina), Piotrowski (Udinese), Touré (Pisa), Elmas (Napoli), Bernede (Hellas Verona), Ramadani (Lecce), Augusto (Internazionale), Maleh (Lecce), Martín (Genoa), Harroui (Hellas Verona), Openda (Juventus), Sottil (Lecce), Kelly (Juventus), Aebischer (Pisa), De Luca (Cremonese), Gilmour (Napoli), Musah (Atalanta), Johnsen (Cremonese), Kühn (Como), Gutiérrez (Napoli), De Winter (Milan), Lang (Napoli), Vásquez (Genoa), Miranda (Bologna), Payero (Cremonese), Mário (Juventus), Ferguson (Bologna), Canestrelli (Pisa), Zanoli (Udinese), Frendrup (Genoa), Benedyczak (Parma), Adopo (Cagliari), Ricci (Milan), Pedersen (Torino), Coco (Torino), Ngonge (Torino), Oristanio (Parma), Rensch (Roma), Dia (Lazio), Lucca (Napoli), Henrique (Internazionale), Holm (Bologna), Pierotti (Lecce), Ellertsson (Genoa), Miretti (Juventus), Sørensen (Parma), Circati (Parma), Iannoni (Sassuolo), Siebert (Lecce), Parisi (Fiorentina), Baldanzi (Roma), Hien (Atalanta), Keita (Parma), El Aynaoui (Roma), Valle (Como), Ilkhan (Torino), Bravo (Udinese), Vergara (Napoli), Ordóñez (Parma), Adzic (Juventus), Prati (Cagliari), Sulemana (Bologna), Lorran (Pisa), Palestra (Cagliari), Matic (Sassuolo), Troilo (Parma), Comuzzo (Fiorentina), Njie (Torino), Gueye (Udinese), Camarda (Lecce), Rodriguez (Como), Folino (Cremonese), Cuadrado (Pisa), Lukaku (Napoli), Pavoletti (Cagliari), de Roon (Atalanta), Freuler (Bologna).

​Autogol

  • ​Muharemovic (Sassuolo - 2), Terracciano (Cremonese - 2), Cambiaso (Juventus - 2), Otoa (Genoa - 1), Núñez (Hellas Verona - 1), Nelsson (Hellas Verona - 1), Sabelli (Genoa - 1), Freuler (Bologna - 1), Keita (Parma - 1), Hien (Atalanta - 1), Parisi (Fiorentina - 1), Caracciolo (Pisa - 1), Gabriel (Lecce - 1), Bartesaghi (Milan - 1), Frese (Hellas Verona - 1), Solet (Udinese - 1).

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