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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

33ª Giornata: Inter in fuga Scudetto, Juve all'attacco e Napoli al bivio.



​I nerazzurri prenotano il titolo, mentre il crollo azzurro e la risalita rossonera rimescolano il podio. In coda, è una guerra di nervi per non retrocedere.



diMancio 

​Siamo arrivati alla battute finali di questo campionato e la 33ª giornata sembra aver emesso verdetti quasi definitivi per la vetta, rimescolando però clamorosamente le gerarchie alle spalle della capolista. 

L'Internazionale, con il rotondo 3-0 rifilato al Cagliari (sigillato da Thuram e Zielinski), vede ormai il tricolore materializzarsi sulle maglie. 
Una marcia trionfale che non ammette repliche, figlia di una profondità di rosa che le inseguitrici hanno solo sognato.

​Il paradosso del secondo posto

​La vera notizia, però, arriva dalle inseguitrici. 
Fino a quindici giorni fa, la narrazione collettiva voleva Milan e Napoli come le uniche credibili antagoniste per il titolo. 
Oggi la realtà ci dice altro: le due compagini sono appaiate a quota 66 punti, tallonate a sole tre lunghezze da quella Juventus di Spalletti che, pur tra mille critiche e scetticismi, si è portata a 63 punti dopo il solido 2-0 sul Bologna.
Bisogna avere il coraggio di dirlo: Milan e Napoli sono state probabilmente sopravvalutate dal punto di vista strutturale. 
Sono state tenute in linea di galleggiamento nei piani altissimi solo grazie al lavoro titanico dei loro allenatori. 
Allegri e Conte hanno spremuto ogni goccia di talento e motivazione dai loro uomini, ma una volta esaurita la spinta nervosa, i limiti tecnici sono emersi. 
Se il Milan al Bentegodi ha saputo rialzare la testa grazie a un lampo di Rabiot dopo due ko di fila, il Napoli di Conte appare oggi in caduta libera, travolto in casa da una Lazio cinica e incapace di reagire anche davanti al proprio pubblico.

​L'Europa e le sorprese

​Dietro il terzetto che insegue l'Inter, la lotta per l'Europa resta una bolgia. Il Como di Fabregas cade sotto i colpi di un Sassuolo mai domo (trascinato da Volpato e dalle parate di Turati), ma resta agganciato al sogno Champions insieme alla Roma, fermata sul pari da un'Atalanta sempre ostica. 
Proprio i bergamaschi dimostrano di essere l'anima ribelle del torneo, capaci di frenare le grandi con il solito Krstovic. 
Delusione per il Bologna, ormai lontano dai fasti europei dopo la tredicesima sconfitta stagionale.

​La zona calda: una lotta fratricida

​Se in alto si vola, in fondo si scava. 
La zona salvezza è diventata un labirinto di nervi e disperazione. 
Il pareggio del Via del Mare tra Lecce e Fiorentina fotografa perfettamente il momento: un punto che regala ossigeno alla viola ma che lascia il Lecce nel limbo del terzultimo posto, ora in coabitazione con la Cremonese (fermata sullo 0-0 dal Torino).
Per alcune squadre, la Serie B sembra un destino ormai scritto. 
Il Pisa, uscito tra i fischi dopo il ko interno contro il Genoa di De Rossi, e l'Hellas Verona paiono aver perso il filo del discorso salvezza. 
Discorso diverso per il Parma, che grazie alla zampata di Elphege vince una gara sporca e si regala una boccata d'aria pura. 
Anche il Genoa può finalmente sorridere: la vittoria in rimonta firmata Colombo blinda una salvezza che sa di impresa.

​Mancano poche stazioni alla fine del viaggio. 
Mentre l'Inter prepara la festa, per tutte le altre inizia il momento della verità: chi avrà ancora benzina per l'Europa e chi, invece, soccomberà nel fango della lotta per non retrocedere.

Adesso vediamo più nel dettaglio le singole gare e le relative classifiche: 👇🏼 

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Juventus-Bologna 2-0 
⚽ 2' pt David, 12' st Thuram

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio, Kalulu, Bremer, Kelly, Holm (1' st Thuram), McKennie, Locatelli, Cambiaso (34' st Gatti), Conceicao (27' st Zhegrova), Boga (41' st Openda), David (27' st Yildiz). 
All. Spalletti

BOLOGNA (4-3-3): Ravaglia, Zortea, Lucumì, Helland (23' st Heggem), Miranda, Sohm (13' st Ferguson), Freuler, Pobega (13' st Moro), Orsolini, Castro (32' st Bernardeschi), Cambiaghi (13' st Rowe). 
All. Italiano

Ammoniti: Locatelli per gioco falloso.

La serata dello Stadium si apre con un momento di profonda commozione: il tributo a Manninger, l'ex portiere bianconero tragicamente scomparso a soli 48 anni. 
Il silenzio e il ricordo lasciano poi spazio al fischio d'inizio, con la squadra di Spalletti decisa a imporre subito il proprio ritmo. 
Bastano appena 90 secondi alla Juventus per sbloccare il match: Kalulu pennella un cross perfetto per David, che non sbaglia e firma l'1-0. 
I padroni di casa sono padroni assoluti del campo; Conceicao troverebbe anche il raddoppio, ma la gioia è strozzata da una segnalazione di fuorigioco. 
Anche Holm tenta la via della rete, senza fortuna. 
Nonostante il possesso palla schiacciante e una superiorità evidente, la Juve non riesce a capitalizzare la mole di gioco prodotta. 
Il gol per David sembra un episodio isolato piuttosto che l'inizio di una goleada, e così una prima frazione che avrebbe potuto avere un passivo molto più pesante per gli ospiti si chiude sul minimo scarto. 

Nel secondo tempo, i cambi di Spalletti danno nuova linfa ai bianconeri. 
Al 12’, il neo-entrato Thuram sale in cattedra (e in cielo): su un traversone di McKennie, il francese svetta imperioso tra tre difensori e sigla il raddoppio di testa. 
Il Bologna non resta a guardare e prova a riaprire la gara colpendo un palo con Rowe, ma la fiammata emiliana si spegne lì. 
Nonostante l'ingresso in campo di Kenan Yildiz per dare ulteriore brio alla manovra, il punteggio resta inchiodato sul 2-0 fino al triplice fischio. 
Per la ​Juventus: Quinta vittoria in sei gare. 
I tre punti blindano ulteriormente il piazzamento per la prossima Champions League
Il Bologna: Incassa la 13ª sconfitta in campionato. 
Con questo stop, il sogno di una qualificazione europea diventa ormai un miraggio difficile da raggiungere.

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Pisa-Genoa 1-2 
⚽ 19' pt Canestrelli (P), 41' pt Ekathor (G), 55' st rigore Colombo (G)

PISA (3-5-2): Semper; Calabresi (60' Vural), Caracciolo, Canestrelli; Touré (69' Piccinini), Aebischer, Akinsanmiro (60' Cuadrado), Loyola (55' Meister), Angori; Tramoni (69' Durosinmi), Moreo. 
All.: Hiljemark

GENOA (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Sabelli (85' Otoa), Amorim (78' Vitinha), Masini, Baldanzi (64' Messias), Martin; Ekhator (64' Onana), Colombo (78' Ekuban). 
All.: De Rossi

Ammoniti: Calabresi, Ostigard, Aebischer e Caracciolo. 

In una trasferta cruciale, il Genoa di De Rossi conquista tre punti d'oro vincendo 2-1 contro un Pisa che, dopo un buon avvio, non è riuscito a contenere il ritorno dei liguri. 
Nonostante un inizio incoraggiante degli ospiti, è il Pisa a sbloccare il match al 19’. 
Sugli sviluppi di un corner, Angori pennella un cross perfetto per Canestrelli, che svetta di testa siglando la sua prima rete in Serie A. 
I toscani avrebbero subito l'occasione per raddoppiare proprio con Angori, ma la sua conclusione ravvicinata sbatte contro il portiere genoano. 
Scampato il pericolo, il Genoa prende campo e al 41’ trova il pari: Ekathor riceve palla in area e lascia partire un sinistro potente che si insacca sotto l'incrocio dei pali, mandando le squadre negli spogliatoi sull'1-1. 

Nella seconda frazione è solo il Genoa a dettare i ritmi. 
L'episodio decisivo arriva al 55’: un tiro di Baldanzi viene intercettato con il braccio proprio da Canestrelli. 
Per l'arbitro è calcio di rigore
Dagli undici metri si presenta Colombo, che non sbaglia, firma il suo settimo centro stagionale e completa il sorpasso. 
Il Pisa tenta una reazione nervosa, ma la difesa di De Rossi amministra il vantaggio senza soffrire troppo le offensive dei padroni di casa. 
Il ​Genoa con questo 2-1 blinda ufficialmente la salvezza, regalandosi un finale di stagione tranquillo. 
Per il ​Pisa: Una sconfitta pesante, la 19ª dell'anno, che scatena la contestazione dei tifosi: la squadra esce dal campo sommersa dai fischi. 

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H.Verona-Milan 0-1 
⚽ 41' pt Rabiot

H.VERONA (3-5-2): Montipò, Edmundsson, Nelsson, Valentini, Oyegoke (21'pt Lirola), Akpa Akpro (17'st Al Musrati), Gagliardini (39'st Lovric), Bernede (39'st Isaac), Belghali, Bradarić (1'st Vermesan), Orban. 
All.: Sammarco

MILAN (3-5-2): Maignan, Tomori, Gabbia, Pavlović, Athekame (17'st Saelemaekers), Fofana (17'st Ricci), Modrić, Rabiot, Bartesaghi, Leão (17'st Gimenez), Pulisic (34'st Nkunku). 
All.: Allegri

Ammoniti: Akpa-Akpro, Al Musrati per gioco falloso. 

​Dopo due stop consecutivi, la squadra di Max Allegri torna al successo con il più classico dei risultati: un 1-0 che vale tre punti pesantissimi per la classifica. 
La partita fatica a decollare, con ritmi bassi e poche emozioni. 
L'equilibrio si spezza solo al 41' grazie alla giocata più limpida della serata: Leao vede l'inserimento profondo di Rabiot, lo serve con precisione e il francese, con un sinistro chirurgico, batte il portiere avversario. 
Nonostante il vantaggio, il Milan si limita a gestire il possesso senza affondare il colpo, rischiando qualcosa nel finale di frazione. 
È infatti necessario un intervento provvidenziale di Maignan per blindare il risultato e respingere l'assalto dei padroni di casa. 

Il secondo tempo non offre grandi scossoni. 
I rossoneri si vedono annullare il raddoppio per una posizione di fuorigioco, mentre il Verona tenta il tutto per tutto negli ultimi minuti alla ricerca del pareggio, senza però trovare lo spunto vincente. 
Per il Milan: Una vittoria di carattere e pragmatismo che permette ai rossoneri di agganciare il Napoli al secondo posto in graduatoria. 
Per l'​Hellas Verona: Una prestazione generosa ma poco concreta, che lascia la squadra con l'amaro in bocca per non aver sfruttato le poche occasioni create.

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Cremonese-Torino 0-0 

CREMONESE (4-4-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto (37'st Barbieri), Pezzella; Floriani Mussolini (14'st Zerbin), Bondo, Grassi (26'st Payero), Vandeputte (14'st Okereke); Bonazzoli, Sanabria (37'st Djuric). 
All.: Giampaolo.

TORINO (3-4-1-2): Paleari; Coco, Maripan (22'st Marianucci), Ebosse; Pedersen, Casadei, Gineitis, Obrador (30'st Biraghi); Vlasic (30'st Anjorn); Simeone (22'st Njie, 45' Kulenovic), Adams.. 
All.: D'Aversa.

Ammoniti: Coco ed Ebosse per gioco falloso.

Allo stadio Zini va in scena un pareggio a reti bianche tra Cremonese e Torino, in una sfida che regala poche emozioni ma molta tensione agonistica. 
Per la squadra di casa, a caccia di punti vitali per non retrocedere, è un'occasione sfruttata solo a metà. 
La prima frazione di gioco scivola via senza sussulti. Entrambe le formazioni appaiono contratte e faticano a costruire manovre offensive degne di nota; la paura di sbagliare prevale sulla voglia di osare, lasciando i portieri sostanzialmente inoperosi per i primi 45 minuti. 

Nella ripresa, la partita sembra subire una scossa quando gli uomini di Giampaolo trovano la via del gol con Baschirotto
La gioia della Cremonese è però di breve durata: l'arbitro, richiamato al VAR, annulla la rete per un contatto irregolare ai danni del portiere Paleari. 
Nel finale di gara, i padroni di casa tentano il tutto per tutto, riversandosi in avanti con generosità per strappare i tre punti. 
Nonostante la pressione crescente, la difesa del Torino regge l'urto e il risultato non si sblocca dallo 0-0 iniziale.

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Roma-Atalanta 1-1
⚽ nel pt 12' Krstovic, 46' Hermoso

ROMA (3-4-2-1): Svilar, Mancini (15' st Ghilardi), Ndicka, Hermoso, Celik, Cristante, El Aynaoui (15' st Pisilli), Rensch (32' Tsimikas), Soulé (26' st Vaz), El Shaarawy (15' st Venturino), Malen. 
All.: Gasperini.    

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi, Scalvini (1' st Kossonou), Djimsiti, Kolasinac (1' st Ahanor), Bellanova (9' st Bernasconi), De Roon, Ederson (35' st Pasalic), Zappacosta, De Ketelaere (1' st Zalewski), Raspadori, Krstovic. 
All.: Palladino.    

Ammoniti: Ederson, Pisilli Djimisiti per gioco falloso.

Atalanta e Roma si dividono la posta in palio in un match vibrante, dove i portieri e gli episodi hanno fatto la differenza. 
Una gara giocata a viso aperto da entrambe le formazioni regala spettacolo e intensità, ma al triplice fischio il punteggio recita 1-1
L'equilibrio si rompe al 12’: l'Atalanta ringhia sui portatori di palla, recupera il possesso e innesca la ripartenza. 
De Roon serve Krstovic, che dal limite dell'area lascia partire una conclusione precisa che trafigge Svilar per l'1-0. 
La reazione della Roma non si fa attendere e il match diventa una girandola di occasioni da una parte e dall'altra. 
Carnesecchi sale in cattedra con due interventi prodigiosi che salvano il vantaggio orobico, ma proprio allo scadere della prima frazione deve arrendersi: su una sponda aerea di Rensch, Hermoso si coordina perfettamente e trova il pareggio con una splendida conclusione al volo. 

Nel secondo tempo i ritmi restano alti. 
La Roma sfiora il sorpasso con Malen, ma trova ancora una volta un Carnesecchi in serata di grazia a sbarrargli la strada. 
Nonostante i tentativi finali di entrambe le squadre per strappare l'intera posta in palio, le difese reggono e la partita si conclude senza ulteriori scossoni. 
L'​Atalanta ringrazia la freddezza di Krstovic e i riflessi del suo portiere, portando a casa un punto contro un'avversaria in salute. 
Per la Roma Una prestazione di carattere, coronata dal gran gol di Hermoso, che conferma la crescita del gruppo negli scontri diretti.

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Napoli-Lazio 0-2
⚽ nel pt 5' Cancellieri; nel st 11' Basic

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic, Beukema, Buongiorno, Olivera, Politano (27' st Mazzocchi), Anguissa (1' st Elmas), Lobotka (18' st Giovane), Spinazzola (18' st Gutierrez), De Bruyne (1' st Alisson), McTominay, Hojlund. 
All.: Conte.

LAZIO (4-3-3): Motta, Lazzari (36' st Hysaj), Gila (15' st Provstgaard), Romagnoli, Tavares, Basic (25' st Dele-Bashiru), Cataldi (15' st Patric), Taylor, Cancellieri, Noslin, Zaccagni (15' st Dia). 
All.: Sarri.   

Ammoniti: Lobotka, Castaldi, Taylor, Dia per gioco falloso. 

Il Napoli crolla in casa sotto i colpi di una Lazio cinica e organizzata, che espugna il Maradona con una prestazione di grande sostanza. 
Insomma, Una serata amara per gli azzurri, trafitti da una Lazio capace di colpire subito e di gestire con personalità i momenti chiave della gara. 
L'avvio è tutto di marca laziale: passano appena 6 minuti e la difesa partenopea viene bucata dall'asse Taylor-Cancellieri, con quest'ultimo freddo nel trasformare l'assist del compagno per l'1-0. 
​Il Napoli barcolla e al 29' rischia il tracollo: un errore in uscita di Buongiorno regala campo a Noslin, steso in area da Lobotka. 
Sul dischetto si presenta Zaccagni, ma Milinkovic-Savic intuisce la traiettoria e neutralizza il penalty, tenendo a galla i suoi. 
Prima dell'intervallo, gli ospiti sfiorano più volte il raddoppio ancora con Cancellieri e con le folate di un ispiratissimo Tavares. 

Chi si aspetta una reazione rabbiosa della squadra di Conte rimane deluso. La Lazio continua a spingere e al 57' trova il meritato 2-0: Tavares semina il panico sulla fascia e serve a Basic un pallone che il centrocampista deve solo controllare e spingere in rete. 
Il Napoli prova a scuotersi con un sussulto d'orgoglio di Alisson Santos, la cui conclusione si infrange però contro il palo
È l'ultimo vero brivido per la retroguardia biancoceleste: i padroni di casa perdono lucidità e non riescono più a impensierire una Lazio solida, che porta a casa tre punti pesantissimi. Perl la Lazio 
una vittoria autorevole che rilancia le ambizioni della squadra, trascinata dai suoi esterni. 
Una prova incolore per il Napoli che evidenzia limiti di tenuta mentale e precisione; la cura Conte stasera non ha funzionato.

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Udinese-Parma 0-1
⚽ nel st 6' Elphege

UDINESE (3-4-2-1): Okoye; Kristensen (37' st Mlacic), Kabasele, Solet; Ehizibue (29' st Zarraga), Piotrowski (19' st Gueye), Karlstrom, Kamara (20' st Arizala); Atta, Ekkelenkamp (29' st Buksa); Zaniolo. 
All. Runjaic.

PARMA (5-3-2): Suzuki; Circati, Troilo, Ndiaye (31' st Britschgi); Delprato, Bernabé (Ondrejka), Keita, Nicolussi Caviglia (28' st Estevez), Valeri; Pellegrino (1' st Elphege), Strefezza (21' st Ordonez). 
All. Cuesta.     

Ammoniti: Karlstrom, Zaniolo per gioco falloso.

Il Parma espugna il campo avversario grazie a un secondo tempo arrembante, portando a casa una vittoria preziosa che porta la firma di un protagonista inaspettato. 
Dopo una prima frazione opaca, la gara si infiamma nella ripresa, premiando il cinismo dei ducali e lasciando ai padroni di casa il rammarico per i legni colpiti. 
Il primo tempo regala davvero pochi spunti di cronaca. 
Le squadre si studiano, gli spazi sono intasati e le occasioni latitano, portando le formazioni negli spogliatoi su un inevitabile 0-0 che rispecchia l'equilibrio (e la prudenza) visto in campo. 
Il copione cambia radicalmente al 50’: mossa vincente dalla panchina per il Parma, con Elphege che, appena entrato, trova l'impatto perfetto con il match siglando la rete del vantaggio. 
Per il giovane attaccante è una gioia doppia, trattandosi del suo primo gol in Serie A
I crociati provano a cavalcare l'entusiasmo e sfiorano il raddoppio poco dopo con Strefezza. 
La risposta dei padroni di casa è affidata ad Atta, ma trova un Suzuki attento a sbarrare la strada. 
Negli ultimi quindici minuti il forcing dei padroni di casa si fa asfissiante. 
Al 75' l'urlo del gol viene strozzato in gola dalla sfortuna: Gueye svetta di testa ma colpisce in pieno la traversa, e sulla ribattuta Zaniolo non trova il tap-in vincente per il pareggio. 
Nonostante un recupero extralarge di 6 minuti, il fortino emiliano regge l'urto fino al triplice fischio. Per il  Parma Una vittoria di carattere e intuito, che lancia Elphege nel calcio dei grandi e regala tre punti fondamentali. 
Tanta pressione e un pizzico di sfortuna nel finale,per i padroni di casa, ma la scarsa precisione sotto porta è costata cara.

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Inter-Cagliari 3-0 
⚽ nel st 7' Thuram, 11' Barella, 47' Zielinski

INTER (3-5-2): Martinez; Akanji, De Vrij, Carlos Augusto; Dumfries, Barella (44' st Diouf), Calhanoglu (40' st Frattesi), Mkhitaryan (31' st Zielinski), Dimarco (31' st Luis Henrique); Esposito, Thuram (31' st Bonny). 
All.: Cristian Chivu.    

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zé Pedro (43' st Belotti), Mina, Obert (31' st Zappa); Palestra, Adopo, Gaetano (12' st Deiola), Sulemana, (31' st Folorunsho) Rodriguez; Borrelli (12' st Mendy), S. Esposito. 
All.: Fabio Pisacane. 

L'Inter cala il tris a San Siro contro un Cagliari coriaceo, risolvendo la pratica con un secondo tempo d'autorità. 
Dopo un primo tempo di sofferenza e resistenza sarda, i nerazzurri trovano i guizzi giusti nella seconda frazione, blindando una vittoria che consolida la loro posizione. 
L'avvio di gara è sorprendente: il Cagliari non si chiude e spaventa i campioni d'Italia con l'intraprendenza di Gaetano e Sebastiano Esposito. L'Inter prova a scuotersi con Thuram, ma trova sulla sua strada un Caprile in serata di grazia. 
Nonostante il forcing costante dei padroni di casa, trascinati dalle spinte di Dimarco e Pio Esposito, la difesa rossoblù tiene botta con ordine. 
Proprio allo scadere della prima frazione, un altro intervento prodigioso del portiere del Cagliari strozza in gola l'urlo del gol ai nerazzurri, mandando le squadre negli spogliatoi a reti bianche. 

Nella seconda metà di gara, la musica cambia radicalmente nel giro di pochi minuti: 
Al 52', la pressione dell'Inter dà finalmente i suoi frutti: Thuram trova lo spunto vincente per l'1-0. 
Al 56', prima ancora che il Cagliari possa riorganizzarsi, Barella raddoppia con una giocata precisa, mettendo il match in ghiaccio. 
Gli ospiti provano generosamente a riaprire la contesa nel finale, ma la squadra di Chivu gestisce il ritmo senza correre rischi eccessivi. 
In pieno recupero, al 92', arriva la ciliegina sulla torta: Zielinski firma il definitivo 3-0, mettendo il sigillo su una vittoria convincente. 
Per l'​Inter: Una prova di maturità. Dopo un primo tempo bloccato, la squadra ha dimostrato di saper colpire con ferocia e precisione al momento opportuno. 
Per il ​Cagliari: Una sconfitta pesante nel punteggio, ma resta la buona prestazione difensiva della prima parte di gara e la prova superlativa di Caprile.


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Sassuolo-Como 2-1
⚽ 42' Volpato (S), 44' Nzola (S), 45' + 2' Nico Paz (C)

SASSUOLO (4-3-3): Turati; Walukievicz, Idzes, Muharemovic, Coulibaly; Thorstvedt, Matic (31' s.t. Lipani), Konè; Volpato (19' s.t. Fadera), Nzola (31' s.t. Pinamonti), Laurientè. 
All.: Grosso

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic (1' s.t. Perrone), Ramon, Kempf, Moreno; Caqueret (1' s.t. Vojvoda), Da Cunha (27' s.t. Khun); Diao (15' s.t. Rordriguez), Paz, Baturina (1' s.t. Douvikas); Morata. 
All.: Fabregas

Ammoniti: Ramon (C), Morata (C), Konè (S), Moreno (C), Thorstvedt (S) per gioco scorretto, Volpato (S) per comportamento non regolamentare.  

Al Mapei Stadium va in scena una sfida vibrante e ricca di colpi di scena, dove il Sassuolo riesce a spuntarla di misura su un Como mai domo. 
Una partita giocata a ritmi altissimi fin dai primi minuti, decisa dalla concretezza dei neroverdi e dalle parate dei portieri. 
Il Sassuolo parte subito con il piede sull'acceleratore: Thorstvedt sfiora il palo, poi Coulibaly e Laurienté mettono alla prova i riflessi di Butez. 
Dall'altra parte, il Como risponde colpo su colpo con il talento di Nico Paz, le cui conclusioni vengono però deviate in corner. 
Il match cambia volto in soli 120 secondi sul finire della frazione. 
​Al 42’, Volpato trova il guizzo giusto per sbloccare la gara. 
Al 44’, il Sassuolo raddoppia immediatamente con Nzola, stordendo la difesa di Fabregas. 
Sembra un colpo da KO, ma il Como ha il merito di riaprirla subito: al 47’, proprio allo scadere del tempo, Nico Paz accorcia le distanze portando le squadre al riposo sul 2-1. 

Nel secondo tempo le emozioni non calano. 
Volpato cerca la doppietta personale con un rasoterra velenoso, ma Butez tiene a galla i lariani. 
Il vero momento chiave arriva però nell'area opposta: Turati, schierato a sorpresa tra i pali, compie un vero e proprio miracolo sulla linea di porta, negando il pareggio a Nico Paz che aveva cercato di sorprendere tutti con un pallonetto per servire l'accorrente Morata. 
Nel finale, Laurienté spreca una punizione invitante calciando alto, mentre un contropiede neroverde all'88' sfuma sul fondo. 
Nonostante i 5 minuti di assedio finale del Como, il muro emiliano regge l'urto. 
Per il  ​Sassuolo: Tre punti d'oro ottenuti grazie a un finale di primo tempo devastante e alla solidità del reparto difensivo. 
Per il Como: Una prestazione di qualità trascinata da Nico Paz, ma punita da un blackout di pochi minuti e dalla serata di grazia dei portieri avversari.

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Lecce-Fiorentina 1-1 
⚽ Gol: 30' Harrison (F), 71' Tiago Gabriel (L)

Lecce (4-2-3-1): Falcone; Danilo Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo (85' Ndaba); Ngom (57' Gandelman), Ramadani; Pierotti, Coulibaly, N'Dri (57' Banda); Cheddira (57' Stulic). 
All. Di Francesco

Fiorentina (4-3-3): De Gea; Dodô, Pongracic, Ranieri, Gosens (11' Balbo); Mandragora (80' Fabbian), Fagioli (80' Brescianini), Ndour; Harrison (80' Fazzini), Piccoli, Gudmundsson (60' Solomon). 
All. Vanoli

Ammoniti: Pierotti, Tiago Gabriel, Pongracic, Fazzini

Al Via del Mare cala il sipario sulla trentatreesima giornata con un pareggio che lascia sentimenti opposti: un punto che sa di beffa per il Lecce e un sospiro di sollievo per la Fiorentina. 
Una partita dalle due facce, dove il cinismo iniziale dei toscani è stato travolto dalla veemente reazione salentina nella ripresa. 
La Fiorentina parte con il piglio giusto e, alla mezz'ora, sblocca l'incontro grazie a una prodezza balistica: Harrison estrae dal cilindro un sinistro a giro telecomandato che non lascia scampo al portiere. Gli ospiti avrebbero persino la chance per il colpo del KO, ma Piccoli spreca clamorosamente la palla del raddoppio, tenendo di fatto in partita i padroni di casa. 

Dopo l'intervallo, il copione cambia radicalmente. 
La squadra di Vanoli accusa la stanchezza, perdendo brillantezza e metri sul campo, mentre il Lecce alza il baricentro in modo asfissiante. 
Il match si trasforma in un vero e proprio monologo salentino, con la Fiorentina arroccata nella propria area di rigore. 
La pressione costante viene premiata a circa venti minuti dal termine: sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Tiago Gabriel svetta più in alto di tutti e trafigge la difesa viola con un'incornata precisa, siglando l'1-1. 
Nel finale, il Lecce tenta il tutto per tutto per completare la rimonta, ma il fortino gigliato, seppur con estrema fatica, regge fino al triplice fischio. 
Per il Lecce: Un pareggio che sta stretto per quanto visto in campo, ma fondamentale per la classifica: i salentini agganciano la Cremonese al terzultimo posto, riaprendo completamente la corsa salvezza. 
Per la ​Fiorentina: Un punto sofferto che vale oro in ottica permanenza nella massima serie. 
La squadra esce stremata dal Via del Mare, ma con un passettino in più verso il traguardo stagionale.

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Classifica 


Squadra

Punti

Internazionale

78

Milan

66

Napoli

66

Juventus

63

Como

58

Roma

58

Atalanta

54

Bologna

48

Lazio

47

Sassuolo

45

Udinese

43

Torino

40

Genoa

39

Parma

39

Fiorentina

36

Cagliari

33

Cremonese

28

Lecce

28

Hellas Verona

18

Pisa

18



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Marcatori


​16 reti

  • ​Lautaro Martínez (Internazionale)

​12 reti

  • ​Nico Paz (Como)

​11 reti

  • ​Marcus Thuram (Internazionale)
  • ​Anastasios Douvikas (Como)

​10 reti

  • ​Keinan Davis (Udinese)
  • ​Nikola Krstovic (Atalanta)
  • ​Rasmus Højlund (Napoli)
  • ​Kenan Yildiz (Juventus)
  • ​Donyell Malen (Roma)

​9 reti

  • ​Hakan Çalhanoglu (Internazionale)
  • ​Giovanni Simeone (Torino)
  • ​Rafael Leão (Milan)

​8 reti

  • ​Christian Pulisic (Milan)
  • ​Scott McTominay (Napoli)
  • ​Gianluca Scamacca (Atalanta)
  • ​Andrea Pinamonti (Sassuolo)
  • ​Riccardo Orsolini (Bologna)
  • ​Moise Kean (Fiorentina)
  • ​Marco Pellegrino (Parma)

​7 reti

  • ​Domenico Berardi (Sassuolo)
  • ​Federico Bonazzoli (Cremonese)
  • ​Nikola Vlasic (Torino)
  • ​Lorenzo Colombo (Genoa)
  • ​Santiago Castro (Bologna)
  • ​Gift Orban (Hellas Verona)

​6 reti

  • ​Adrien Rabiot (Milan)
  • ​Piotr Zielinski (Internazionale)
  • ​Ruslan Malinovskyi (Genoa)
  • ​Federico Dimarco (Internazionale)
  • ​Rolando Mandragora (Fiorentina)
  • ​Stefano Moreo (Pisa)
  • ​Jonathan David (Juventus)
  • ​Sebastiano Esposito (Cagliari)
  • ​Matías Soulé (Roma)
  • ​Martin Baturina (Como)
  • ​Ismaël Koné (Sassuolo)
  • ​Francesco Pio Esposito (Internazionale)

​5 reti

  • ​Jamie Vardy (Cremonese)
  • ​Ché Adams (Torino)
  • ​Christopher Nkunku (Milan)
  • ​Albert Gudmundsson (Fiorentina)
  • ​Jens Odgaard (Bologna)
  • ​Jurgen Ekkelenkamp (Udinese)
  • ​Weston McKennie (Juventus)
  • ​Nicolò Zaniolo (Udinese)
  • ​Armand Laurienté (Sassuolo)
  • ​Leo Østigård (Genoa)
  • ​Cesare Casadei (Torino)
  • ​Ange-Yoan Bonny (Internazionale)
  • Vítinha (Genoa)

4 reti
Kempf (Como);
Ekuban (Genoa);
Pellegrini (Roma);
Anguissa (Napoli);
Nzola (Pisa);
Bremer (Juventus);
Isaksen (Lazio);
da Cunha (Como);
Cancellieri (Lazio);
Pavlovic (Milan);
Kiliçsoy (Cagliari);
Wesley (Roma);
De Bruyne (Napoli);

3 reti
Zapata (Torino);
Kostic (Juventus);
Loftus-Cheek (Milan);
Cataldi (Lazio);
Zaccagni (Lazio);
Pasalic (Atalanta);
Barella (Internazionale);
Gosens (Fiorentina);
Thorsby (Genoa);
Dumfries (Internazionale);
Ndicka (Roma);
Dovbyk (Roma);
Coulibaly (Lecce);
Vlahovic (Juventus);
Piccoli (Fiorentina);
Neres (Napoli);
Thuram (Juventus);
Messias (Genoa);
Solet (Udinese);
Banda (Lecce);
Thorstvedt (Sassuolo);
Bernabé (Parma);
Conceição (Juventus);
De Ketelaere (Atalanta);
Borrelli (Cagliari);
Perrone (Como);
Cambiaghi (Bologna);
Ferguson (Roma);
Pedro (Lazio);
Stulic (Lecce);
Cambiaso (Juventus);
Scalvini (Atalanta);
Noslin (Lazio);
Addai (Como);
Giovane (Hellas Verona);
Ekhator (Genoa);
Atta (Udinese);
Spinazzola (Napoli);
Kabasele (Udinese);

2 reti
Zappacosta (Atalanta);
Cristante (Roma);
Belotti (Cagliari);
Dybala (Roma);
Bernardeschi (Bologna);
Politano (Napoli);
Maripán (Torino);
Mazzitelli (Cagliari);
Buksa (Udinese);
Akanji (Internazionale);
Vojvoda (Como);
Basic (Lazio);
Hermoso (Roma);
Serdar (Hellas Verona);
Moro (Bologna);
Caqueret (Como);
Lookman (Atalanta);
Fagioli (Fiorentina);
Guendouzi (Lazio);
Folorunsho (Cagliari);
Castellanos (Lazio);
Frese (Hellas Verona);
Modric (Milan);
Tramoni (Pisa);
Beukema (Napoli);
Saelemaekers (Milan);
Gaetano (Cagliari);
Bisseck (Internazionale);
Dallinga (Bologna);
Raspadori (Napoli);
Delprato (Parma);
Brescianini (Atalanta);
Pobega (Bologna);
Fofana (Milan);
Kalulu (Juventus);
Zalewski (Atalanta);
Koné (Roma);
Felici (Cagliari);
N’Dri (Lecce);
Samardzic (Atalanta);
Rowe (Bologna);
Cabal (Juventus);
Norton-Cuffy (Genoa);
Sulemana (Atalanta);
Terracciano (Cremonese);
Fadera (Sassuolo);
Fabbian (Bologna);
Kristensen (Udinese);
Muharemovic (Sassuolo);
Belghali (Hellas Verona);
Ndour (Fiorentina);
Gatti (Juventus);
Baschirotto (Cremonese);
Berisha (Lecce);
Meister (Pisa);
Volpato (Sassuolo);
Mkhitaryan (Internazionale);
Bartesaghi (Milan);
Ramón (Como);
Gabriel (Lecce);
Idrissi (Cagliari);
Caracciolo (Pisa);

1 rete
Moreno (Como);
Vázquez (Cremonese);
Lobotka (Napoli);
Akpa Akpro (Hellas Verona);
Karlström (Udinese);
Mina (Cagliari);
Rrahmani (Napoli);
Carlos (Como);
Vandeputte (Cremonese);
Sanabria (Cremonese);
Luperto (Cagliari);
Marusic (Lazio);
Locatelli (Juventus);
Çelik (Roma);
Posch (Como);
Mancini (Roma);
Estupiñán (Milan);
Kossounou (Atalanta);
Cutrone (Parma);
Bastoni (Internazionale);
Ranieri (Fiorentina);
Lucumí (Bologna);
Dodô (Fiorentina);
Piotrowski (Udinese);
Okereke (Cremonese);
Touré (Pisa);
Elmas (Napoli);
Bernede (Hellas Verona);
Ramadani (Lecce);
Augusto (Internazionale);
Maleh (Lecce);
Martín (Genoa);
Harroui (Hellas Verona);
Openda (Juventus);
Sottil (Lecce);
Kelly (Juventus);
Aebischer (Pisa);
De Luca (Cremonese);
Gilmour (Napoli);
Musah (Atalanta);
Johnsen (Cremonese);
Kühn (Como);
Gutiérrez (Napoli);
De Winter (Milan);
Strefezza (Como);
Lang (Napoli);
Léris (Pisa);
Miranda (Bologna);
Payero (Cremonese);
Mário (Juventus);
Ferguson (Bologna);
Canestrelli (Pisa);
Zanoli (Udinese);
Frendrup (Genoa);
Benedyczak (Parma);
Adopo (Cagliari);
Ricci (Milan);
Coco (Torino);
Éderson (Atalanta);
Ngonge (Torino);
Oristanio (Parma);
Dia (Lazio);
Lucca (Napoli);
Henrique (Internazionale);
Holm (Bologna);
Pierotti (Lecce);
Ellertsson (Genoa);
Maldini (Atalanta);
Cheddira (Sassuolo);
Miretti (Juventus);
Sørensen (Parma);
Circati (Parma);
Iannoni (Sassuolo);
Siebert (Lecce);
Parisi (Fiorentina);
Baldanzi (Roma);
Hien (Atalanta);
Valle (Como);
Ilkhan (Torino);
Bravo (Udinese);
Vergara (Napoli);
Ordóñez (Parma);
Sucic (Internazionale);
Adzic (Juventus);
Prati (Cagliari);
Sulemana (Bologna);
Lorran (Pisa);
Pisilli (Roma);
Palestra (Cagliari);
Athekame (Milan);
Matic (Sassuolo);
Diao (Como);
Troilo (Parma);
Comuzzo (Fiorentina);
Njie (Torino);
Camarda (Lecce);
Rodriguez (Como);
Folino (Cremonese);
Cuadrado (Pisa);
Lukaku (Napoli);
Pavoletti (Cagliari);
de Roon (Atalanta);
Freuler (Bologna);
Di Lorenzo (Napoli);

Autogol 
Muharemovic (Sassuolo - 2 autogol);
Cambiaso (Juventus - 2 autogol);
Otoa (Genoa - 1 autogol);
Keita (Parma - 1 autogol);
Núñez (Hellas Verona - 1 autogol);
Nelsson (Hellas Verona - 1 autogol);
Sabelli (Genoa - 1 autogol);
Freuler (Bologna - 1 autogol);
Hien (Atalanta - 1 autogol);
Parisi (Fiorentina - 1 autogol);
Caracciolo (Pisa - 1 autogol);
Gabriel (Lecce - 1 autogol);
Bartesaghi (Milan - 1 autogol);
Terracciano (Cremonese - 1 autogol);
Frese (Hellas Verona - 1 autogol);
Solet (Udinese - 1 autogol);


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