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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

L’Italia del silenzio e l’America della satira: il paradosso del servilismo



Mentre la politica nostrana ignora l’appello di Fratoianni sulle basi NATO, Jimmy Fallon demolisce Trump in diretta TV. Il confronto impietoso tra il coraggio di Sánchez e l’immobilismo di Via della Scrofa.

diMancio

C’è qualcosa di profondamente paradossale, quasi stupido, nel servilismo che caratterizza l’attuale panorama politico italiano. 
Un atteggiamento che diventa ancora più stridente se confrontato con quanto accade oltreoceano o a pochi passi da noi, in Europa. 

In un contesto dove la NATO sembra aver smarrito la propria funzione originaria, l’ONU appare paralizzata e l’Europa fatica a trovare una voce comune, Donald Trump prosegue imperterrito per la sua strada, curando esclusivamente i propri interessi.

Eppure, un esempio di dignità arriva dalla Spagna di Pedro Sánchez
Che abbiamo già citato in diversi articoli, sulla questione.
Ed è proprio al modello spagnolo che si è ricollegato Nicola Fratoianni
Il leader di Sinistra Italiana e AVS, presentatosi davanti a Montecitorio, ha lanciato un appello diretto e senza sconti alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: seguire l’esempio di Madrid e negare immediatamente l’uso delle basi militari italiane agli Stati Uniti per le operazioni di bombardamento contro l’Iran.

L'appello di Fratoianni: "Un sussulto di dignità"

Le parole di Fratoianni sono state nette: condannare il carattere illegale dell’aggressione unilaterale statunitense e garantire che l'Italia non venga trascinata in una guerra per procura
"Tiri fuori un po' di chiarezza e dignità", ha incalzato il leader di sinistra. 
Tuttavia, il pessimismo regna sovrano: nonostante si tratti di posizioni dettate dal buon senso, la percezione è che il Governo Meloni resterà sordo a queste richieste. 
Il problema, forse, non è la mancanza di "Sánchez" nell’opposizione italiana, ma il fatto che l’elettorato non sembri ancora pronto a premiarli con il voto.

Il muro di "TeleMeloni" e la censura culturale

Se la politica tace, la cultura non sta meglio. 
In Italia, artisti, giornalisti e perfino quelli che si definiscono influencer sembrano trovarsi davanti a un muro invisibile ma d'acciaio. 
Quella che molti definiscono "TeleMeloni" pare aver bandito termini come "genocidio" o qualsiasi forma di solidarietà verso Gaza
Criticare apertamente Israele o l'amministrazione Trump nei salotti della TV di Stato è diventato un tabù. 
Non serve nemmeno una censura formale: l'esclusione sistematica di chiunque osi contrastare la linea di governo e il suo ossequio verso i potenti di turno è già realtà.

Il paradosso USA: la lezione di Jimmy Fallon

L'ironia della sorte vuole che proprio nel cuore dell'impero, negli Stati Uniti, la libertà di parola goda ancora di una salute ferocissima. 
Nonostante i tentativi di ritorsione legale e la pressione della Casa Bianca, c’è chi non ha paura di ridicolizzare il potere.

Il caso più eclatante è quello di Jimmy Fallon
Al Tonight Show, il conduttore ha letteralmente demolito Donald Trump e la sua decisione di attaccare l’Iran. 
Attraverso una finta intervista costruita con risposte pre-registrate del tycoon, Fallon ha messo a nudo l'assurdità della situazione:
  • Alla domanda su cosa avesse in testa durante l'ordine di attacco, il Trump di Fallon ha risposto con un surreale: "Bing bing bong bong bing".

  • Interrogato sui piani post-bellici o sul via libera del Congresso, le risposte sono passate dal "Neanche un po'" a una serie di "No" categorici.

  • Il momento di massima tensione (e comicità) è arrivato quando, alla domanda su cosa volesse distruggere davvero, la risposta è stata: "Gli Epstein files", scatenando l'apoteosi del pubblico.

Fallon ha poi chiuso il cerchio con una battuta fulminante sulla strategia di "difesa preventiva" di Trump: "Ho attaccato l'Iran perché credevo stessero per attaccarci... ed è per questo che prenderò la Groenlandia prima che loro prendano noi".

#Manciopensiero conclusivo

Mentre in America la satira disarma il "gangster del mondo" mostrandone le fragilità e le contraddizioni, in Italia ci si scontra con una realtà di autocensura e timore referenziale. 
Il confronto resta amaro: da una parte un leader spagnolo che agisce e un comico americano che parla; dall’altra, un silenzio istituzionale che sembra consumare ogni residuo di sovranità nazionale.

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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