Dopo la disfatta del Referendum Costituzionale, la Premier scarica i suoi fedelissimi e costringe la "Pitonessa" alle dimissioni: cronaca di una ritirata disperata per salvare il Governo.
di: Mancio
Quello a cui stiamo assistendo in queste ore è uno spettacolo che supera ogni immaginazione, una sorta di "telenovela" politica dai toni macabri e grotteschi che si sta consumando in diretta sui canali di quella che ormai molti definiscono TeleMeloni.
La Waterloo del Referendum e il maquillage di facciata
Per anni, Giorgia Meloni ha ignorato la questione morale, mantenendo al proprio posto una ministra politicamente improponibile.
Tuttavia, la "batosta sublime" incassata al
Referendum Costituzionale — con 15 milioni di italiani che hanno risposto "NO" — ha cambiato tutto. Invece di scusarsi per una campagna elettorale sconcertante, la Premier si è trincerata nel palazzo, dando il via a un tardivo e goffo "
redde rationem".
Il tentativo è quello di un maquillage d'immagine: recuperare una credibilità perduta sacrificando i propri "colonnelli".
Sono così saltate, come avevo già scritto, le teste dell'amicone Andrea Delmastro e della zarina Margherita Bartolozzi, nonostante l'opposizione strenua del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, che è arrivato a minacciare le dimissioni pur di difendere i suoi sottosegretari.
Il braccio di ferro con la "Pitonessa"
L'ultimo "ramo secco" da tagliare era proprio Daniela Santanchè.
La ministra del Turismo, protetta storicamente dal potente Ignazio La Russa, ha opposto una resistenza feroce.
Per 24 ore lunari ha risposto "picche" in privato, costringendo la Meloni a una figuraccia epocale: chiedere le dimissioni pubblicamente.
La Santanchè ha tentato di resistere fino all'ultimo, asserragliata nel ministero, sostenendo che il suo caso fosse "diverso".
Alla fine, la Pitonessa ha ceduto, ma vendendo cara la pelle e rendendo il governo ancora più instabile.
Il "Curriculum" Giudiziario di Daniela Santanchè
Per comprendere perché queste dimissioni arrivino con un ritardo mostruoso (almeno due anni), bisogna guardare alla fitta rete di inchieste che coinvolgono la senatrice, difesa finora dalla maggioranza con ben due voti di fiducia.
- Caso Visibilia (Truffa ai danni dell'INPS): È l'accusa più pesante. La Procura di Milano contesta una gestione irregolare della Cassa Integrazione a zero ore durante il periodo Covid. In pratica, i dipendenti avrebbero continuato a lavorare mentre lo Stato pagava i loro stipendi tramite ammortizzatori sociali.
- Falso in bilancio: Sempre legato alla galassia Visibilia, riguarda presunte irregolarità nelle comunicazioni sociali dal 2016 al 2022, volte a nascondere le perdite della società.
- Caso Ki Group: Un'inchiesta per bancarotta che coinvolge il mancato pagamento dei TFR e dei debiti verso fornitori e dipendenti di aziende del settore biologico gestite in passato dalla ministra.
Perché era ancora al suo posto?
Fino a ieri, la Meloni l'aveva blindata per evitare crepe nella coalizione e per non darla vinta alle opposizioni.
Solo la paura che il dissenso popolare espresso nel Referendum si trasformasse in un crollo definitivo del Governo ha spinto la Premier a "fare pulizia".
Un finale inglorioso
Non c'è nulla da ringraziare nella mossa della Meloni: è un atto di pura sopravvivenza politica.
Se il Referendum fosse passato, probabilmente Delmastro, Bartolozzi e Santanchè sarebbero ancora comodamente seduti sulle loro poltrone.
La verità è che il "primato della politica" si è trasformato nel primato di Daniela Santanchè, capace di tenere in scacco una Premier che vorrebbe fare la voce grossa nel mondo, ma che non riesce a farsi rispettare nemmeno tra le mura di casa.
Resta il fatto che questa pantomima, pur divertente nella sua assurdità, riguarda una truffatrice acclarata che ha guadagnato soldi pubblici dai cittadini che lei stessa ha frodato.
Si chiude una delle pagine più buie della Repubblica. Come direbbe qualcuno: mettiamoci comodi, perché, come ho intitolato il mio romanzo "Le cose non sono mai quello che sembrano" e il finale di questa telenovela deve ancora essere scritto.
Commenti