27 Marzo 2026 | Presentazione del Catalogo "Bruno Calvani. La luce sull'antico" | Castello Angioino-Aragonese, Mola di Bari
Un viaggio editoriale tra memoria e materia: il catalogo della retrospettiva dedicata al maestro Calvani viene svelato al pubblico nella cornice storica del Castello di Mola.
di: Mancio
L’universo artistico di Bruno Calvani torna a far parlare di sé tra le mura del Castello Angioino-Aragonese di Mola di Bari.
Dopo il successo e l'interesse suscitato dalla mostra retrospettiva, l'attenzione si sposta ora sulla parola scritta e sulla documentazione visiva: venerdì 27 marzo 2026, alle ore 18.30, verrà ufficialmente presentato il catalogo della mostra intitolato "Bruno Calvani. La luce sull'antico".
Il volume, edito da Sfera Srl Edizioni, rappresenta molto più di una semplice guida all'esposizione; è un’estensione cartacea dell'esperienza sensoriale vissuta tra le opere del maestro, un invito a esplorare il dialogo incessante tra la luce e le forme che richiamano la classicità.
Il Catalogo: Un'opera nell'opera
Gli interventi della serata
La presentazione si avvarrà del contributo di figure istituzionali e accademici di rilievo, offrendo una panoramica completa sul valore culturale dell'iniziativa:
- Saluti Istituzionali: Interverranno il Sindaco della Città di Mola di Bari, Giuseppe Colonna, e l'Assessore alla Cultura, Angelo Rotolo, a testimonianza dell'impegno del territorio nella valorizzazione dei propri tesori artistici.
- Prospettiva Organizzativa: Prenderanno la parola Carlo Mansueto, Presidente della Cooperativa Armida, e l'editore Lorenzo D’Addabbo (Sfera Edizioni).
- Analisi Critica: Il cuore del dibattito sarà affidato alla storica dell’arte contemporanea Lia De Venere, che ricoprirà il ruolo di relatrice, e al curatore della mostra, Massimo Guastella.
L’evento rappresenta un’occasione imperdibile per appassionati e studiosi per incontrare gli autori dei saggi e approfondire la genesi di un progetto espositivo che ha segnato la stagione culturale di Mola di Bari.
Nota di riepilogo su Bruno Calvani e la mostra


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