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Referendum Giustizia: L’Ultimo Atto tra Podcast, Meloni da Fedez, Fake News Ministeriali e la Risposta delle Piazze


Giorgia Meloni sbarca da Fedez per l'ultimo appello, mentre Tajani inciampa sulla Costituzione e gli studenti occupano Piazza del Popolo.

diMancio

Siamo alla vigilia del voto e la sensazione è quella di un governo alle corde, costretto a giocate fuori tempo massimo per tentare di salvare una riforma che i sondaggi danno in picchiata. 

La mossa della disperazione porta il nome di Giorgia Meloni che, a poche ore dal silenzio elettorale, sceglie il salotto digitale di Fedez e del suo "Pulp Podcast" per tentare di agganciare i giovani e gli indecisi.

​La Premier "Fuori dalle Istituzioni"

​Vedere la Presidente del Consiglio rincorrere un pubblico di giovanissimi su uno streaming, anziché confrontarsi nel merito dentro le aule del Parlamento, dà la misura della crisi. 

È il trionfo della politica dello slogan: una capopopolo che preferisce i monologhi senza contraddittorio ai dibattiti tecnici. 
Mentre si parla di massimi sistemi, di "famiglie nel bosco" e di migranti, si evita accuratamente di spiegare come la demolizione di sette articoli della Costituzione possa realmente aiutare i cittadini. L'Italia meriterebbe una guida istituzionale, non una campagna elettorale permanente alimentata da supercazzole mediatiche.

​Il "Metodo Rampelli": Schedature e Intimidazioni

​Se la Premier punta sui social, il suo partito punta sul controllo. 
È gravissimo quanto denunciato in queste ore riguardo a Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera. 
Rampelli ha letteralmente stilato una lista di 41 licei romani, "colpevoli" di non aver celebrato le Foibe secondo i suoi standard, spingendo l'Ufficio Scolastico Regionale a far partire controlli ispettivi. 
Siamo alla schedatura delle scuole, un metodo che evoca i tempi più bui del fascismo e che calpesta l'autonomia scolastica. 
Se questo è il biglietto da visita di chi vuole riformare la giustizia, il segnale è chiaro: il controllo e l'intimidazione sembrano essere i veri pilastri del loro programma.

​Le "Gaffe" di Tajani: Un Ministro contro la Storia

​A dare man forte al fronte del NO, paradossalmente, ci pensa il ministro degli Esteri Antonio Tajani. In un intervento da Bruno Vespa su Rai1, Tajani ha inanellato una serie di inesattezze giuridiche che definire imbarazzanti è un eufemismo:

  1. La presunta colpevolezza: Ha sostenuto che oggi l'imputato sia considerato colpevole a priori. Falso: l'Articolo 27 della Costituzione sancisce la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.
  2. Il codice fascista: Ha affermato che viviamo ancora con le leggi del 1930. Falso: il Codice Vassalli del 1988 ha introdotto il modello accusatorio, superando proprio l'impronta inquisitoria fascista.
  3. La Settima Disposizione: Ha citato a sproposito le norme transitorie della Costituzione, che però non contengono alcun invito a separare le carriere o ad allontanare la politica dai magistrati.

​Davanti a queste fake news di Stato, il Servizio Pubblico è rimasto muto, costringendo i cittadini a farsi "fact-checker" per difendere la verità dei fatti.

La Scritta in Piazza del Popolo: Il Grido dei Fuorisede

​Ma la risposta più bella arriva dal cuore di Roma. 
La Rete degli Studenti Medi e l'Unione degli Universitari hanno tracciato una scritta enorme in Piazza del Popolo: VOTA NO.

È un atto di ribellione civile contro un governo che ha fatto di tutto per impedire ai fuorisede di votare, rendendo il viaggio verso i seggi un'odissea burocratica e logistica. 

I giovani non si sono fatti incantare dal passaggio della Premier nei podcast; hanno capito che chi li ignora per mesi non può elemosinare il loro voto all'ultimo secondo.
​“Davanti a un governo che non vuole farci esprimere, rispondiamo mobilitandoci,” dicono gli studenti. 
Ed è questa la vera forza che domenica e lunedì potrebbe fare la differenza: un Paese reale che si dimostra immensam
ente più maturo di chi lo governa.

Domenica e lunedì la matita sarà nelle vostre mani. 
Siete pronti a difendere la Costituzione dalle supercazzole e dai tentativi di controllo?

​Almeno questo è il punto di vista di Manciolandia che scaturisce dallacavalcata informativa. 
Ovviamente l'ultima parola toccherà ai cittadini.

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