Gli azzurri accorciano il distacco dalla vetta, mentre il Como di Fabregas spaventa le grandi con un calcio d'alta scuola.
di: Mancio
Siamo arrivati alla trentesima tappa di questo campionato e i verdetti iniziano a farsi incandescenti. Se l'
Internazionale di
Chivu sembrava aver innestato il pilota automatico, il pareggio beffardo subito in rimonta contro la Fiorentina riapre uno spiraglio per chi insegue.
Non è bastato il gol lampo di Francesco Pio Esposito dopo soli 39 secondi: i nerazzurri hanno sofferto la pressione viola, segnale che la stanchezza inizia a farsi sentire anche per la capolista.
Il ruggito del Napoli e la "macchina" Como
Una vittoria sporca, di carattere, firmata da Scott McTominay in Sardegna, che permette agli azzurri di salire a quota 62 punti, portandosi a sole 7 lunghezze dalla vetta e rimanendo nella scia del Milan che vince, soffrendo, con il Torino.
Ma la vera notizia di questa giornata è lo strapotere del Como.
Quello di
Fabregas non è più un esperimento, è una realtà che gioca il miglior calcio del torneo.
Il 5-0 rifilato al Pisa è un manifesto di superiorità tecnica: con un Nico Paz ispirato e un Anastasios Douvikas implacabile, i lariani consolidano il quarto posto e guardano con ambizione alle posizioni che contano.
Roma di corto muso, Juventus in crisi d'identità
La Roma di Gasperini si gode i tre punti sofferti contro il Lecce grazie alla mossa Robinio Vaz, ma resta col fiato sospeso per l'infortunio di Gianluca Mancini, una tegola che agita anche il CT della Nazionale Gattuso.
Chi invece non riesce a svoltare è la Juventus: il pareggio interno contro il Sassuolo evidenzia tutti i limiti realizzativi dei bianconeri, capaci di creare molto ma di concretizzare pochissimo, nonostante il ritorno in campo di Arkadiusz Milik e Dusan Vlahovic.
La volata finale è ufficialmente iniziata. Con l'Inter che rallenta e il Napoli che spinge, le ultime otto giornate promettono scintille.
Nella pancia della classifica, la lotta per non retrocedere si è trasformata in un vero e proprio thriller psicologico.
A otto giornate dalla fine, la trentesima ha rimescolato le carte, regalando speranza a chi sembrava spacciato e mettendo i brividi a chi si sentiva al sicuro.
Ecco il punto sulla Zona Rossa:
Il colpo di coda della Cremonese
La vera scossa tellurica della giornata arriva dal Tardini.
La
Cremonese ha messo in campo una ferocia agonistica fuori dal comune, schiantando il Parma con un secondo tempo perfetto firmato da
Maleh e
Vandeputte. Questi tre punti sono ossigeno puro: i grigiorossi salgono a quota 27, agganciando il
Lecce (beffato dalla Roma nel finale) e portandosi a un passo dalla zona galleggiamento.
La corsa salvezza è ufficialmente riaperta.
Sassuolo e Udinese: Il limbo dei 39 punti
Sia il Sassuolo che l’Udinese hanno dimostrato di avere la pelle dura.
I neroverdi hanno strappato un punto d'oro a Torino contro la Juventus, confermando che la qualità di
Berardi e
Laurienté può fare la differenza anche contro le big. I friulani, invece, hanno dato una lezione di cinismo al Genoa: dominati per un'ora, hanno colpito con
Ekkelenkamp e
Davis, blindando una classifica che ora li vede a debita distanza dal baratro.
Cagliari e Fiorentina: Vietato distrarsi
Il Cagliari esce sconfitto ma a testa alta dalla sfida col Napoli, restando inchiodato a 30 punti.
Subito dietro c'è la Fiorentina a 29, che però respira grazie al pareggio di carattere strappato contro la capolista Inter.
Per entrambe, il margine di errore si è ridotto ai minimi termini: basta un passo falso per ritrovarsi risucchiati nel vortice.
Il baratro: Hellas Verona e Pisa
La situazione si fa disperata per il fondo della classifica.
L'Hellas Verona cade sotto i colpi dell'Atalanta e resta fermo a 18 punti, la stessa quota del Pisa, letteralmente travolto dall'uragano Como.
Per veronesi e toscani non servono più solo i miracoli tattici, ma una scossa emotiva immediata per evitare che il distacco dalle avversarie diventi incolmabile già nelle prossime due giornate.
In questa zona della classifica non conta più chi gioca meglio, ma chi ha i nervi più saldi.
Chi sbaglia adesso, non ha più tempo per rimediare.
Vediamo adesso tutte le partite in maniera più dettagliata ed andiamo a leggere le conseguenti classifiche:👇🏼
-----------------------------------------------
Juventus-Sassuolo 1-1
⚽ 14’ Yildiz, 52’ Pinamonti
JUVENTUS (4-2-3-1): Perin, Kalulu, Bremer, Kelly (34' st Vlahovic), Cambiaso (17' st Miretti), Thuram (17' st Koopmeiners), Locatelli, Conceicao (43' st Zhegrova), McKennie, Yildiz, Boga (34' st Milik).
All.: Spalletti.
SASSUOLO (4-3-3): Muric, Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Garcia, Bakola (24' st Laurienté), Vranckx (35' st Iannoni), Koné, Berardi (46' st Doig), Pinamonti (35' st Nzola), Volpato (24' st Lipani).
All.: Grosso.
Ammoniti: Bremer, Garcia, Lipani.
La Juventus approccia il match con il piglio giusto, trovando il vantaggio già al 14' grazie a una giocata di Yildiz.
Nonostante il controllo del gioco e la costante pressione per chiudere la pratica, i bianconeri non riescono a raddoppiare, andando al riposo su un 1-0 che sta decisamente stretto.
Spalletti insiste sulla formula del "falso nueve", affidandosi agli scambi di posizione tra Boga e Yildiz. Una scelta quasi obbligata, vista la definitiva bocciatura di David e Openda, che però evidenzia un limite strutturale: tanta manovra, ma pochissima cattiveria negli ultimi sedici metri.
Il secondo tempo si apre con la doccia fredda: al 52' Pinamonti firma il pareggio neroverde.
La reazione della Juve è confusionaria; Spalletti prova allora a pescare dalla panchina, ma invece di affidarsi alla freschezza atletica degli esuberi, lancia nella mischia i "lungodegenti" Milik (fermo da due anni) e Vlahovic (fuori da quattro mesi).
Nonostante una condizione fisica precaria, l'impatto dei due è paradossalmente superiore a quello visto finora dai titolari stagionali: Milik, in particolare, crea più pericoli in pochi minuti che il resto del reparto in intere partite.
Un segnale incoraggiante per il futuro, ma che non cambia l'inerzia del match.
L'occasione d'oro arriva all'87' su calcio di rigore.
Sul dischetto va Locatelli, ma Muric resta freddo e neutralizza il tiro, blindando l'1-1 finale.
Un pareggio che sa di sconfitta per una Juventus che produce tanto, ma non riesce a pungere quando conta.
-----------------------------------------------
Cagliari-Napoli 0-1
⚽ 2′ McTominay
Cagliari (3-5-2): Caprile; Zé Pedro (28′ st Mendy), Mina, Dossena; Palestra, Adopo (28′ st Deiola), Gaetano, Sulemana, Rodriguez (39′ st Raterink); Esposito (39′ st Trepy), Folorunsho (20′ st Kilicsoy).
All.: Pisacane
Napoli (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Beukema, Buongiorno, Olivera (39′ st Juan Jesus); Politano (32′ st Spinazzola), Gilmour (32′ st Anguissa), Lobotka (10′ st Alisson Santos), Gutiérrez; McTominay, De Bruyne; Højlund.
All.: Conte
Ammoniti: Lobotka (N), Zé Pedro (C), Olivera (N), Dossena (C)
Il Napoli continua la sua marcia e si prende tre punti pesantissimi in Sardegna, superando il Cagliari di misura.
Pronti, via e il Napoli è già in vantaggio.
Non passano nemmeno 120 secondi quando, sugli sviluppi di un cross di Politano e una sponda aerea di Beukema, McTominay si avventa su una palla vagante dopo un rimpallo sul palo e firma lo 0-1.
Il primo tempo è un monologo azzurro: Politano impegna Caprile su punizione e lo stesso McTominay sfiora la doppietta su corner.
Il Cagliari fatica a reagire e si vede solo al 20', quando Esposito spreca un diagonale dopo un errore in uscita di Olivera.
Nel secondo tempo il Napoli cerca il colpo del KO.
De Bruyne scalda subito i guanti di Caprile dalla distanza, e poco dopo il portiere di casa è monumentale in uscita su Politano, mantenendo i sardi in partita.
Conte decide di non rischiare Lobotka (apparso acciaccato) inserendo Santos, mentre Pisacane prova a scuotere i suoi con l'ingresso di Kilicsoy.
Il Cagliari cresce nel finale: Gaetano sfiora il palo con un bel destro da fuori e, proprio in pieno recupero, serve un intervento provvidenziale di Spinazzola per sventare un cross pericolosissimo davanti alla porta.
Il fortino regge: il Napoli vince 1-0 e lancia un segnale chiaro al campionato.
-----------------------------------------------
Genoa-Udinese 0-2
⚽ 21' s.t. Ekkelnkamp, 49' s.t. Davis
Genoa (3-4-2-1): Bijow; Marcandalli, Ostigard, Vazquez; Ellertsson, Frendrup (dal 38' s.t. Amorim), Malinovskyi, Norton Cuffy; Messias (dal 16' s.t. Baldanzi), Vitinha (dal 26' s.t. Ekuban); Colombo(dal 16' s.t. Ekhator). All. De Rossi
Udinese (3-5-2): Okoye; Solet, Kabasele, Kristensen; Ehizibue (dal 42' s.t. Bertola), Ekkelenkamp (dal 42' s.t. Miller), Karlstrom, Atta (dal 1' s.t. Piotrowski) , Kamara (dal 38' s.t. Arizala); Zaniolo (dal 48' s.t. Zarraga), Davis. All. Runjaic
Ammoniti: 25' p.t. Kamara, 12' s.t. Zaniolo, 20' s.t. Davis, 41' s.t. Colombo, 48' s.t. Solet, 48' s.t. Miller
Un Genoa padrone del campo per oltre un’ora cade sotto i colpi di un’Udinese cinica, che resiste all’assedio e colpisce nel momento di massima sofferenza.
Uno 0-2 finale che non racconta fedelmente l’andamento del match, ma premia la freddezza dei friulani.
L'avvio è un monologo rossoblù orchestrato dalla qualità di Malinovskyi.
L'ucraino scalda i motori al 25' con una punizione delle sue che si stampa sulla traversa, dando il via a una serie di occasioni clamorose.
Poco dopo, Vitinha grazia l'Udinese calciando fuori a porta vuota dopo un'uscita a vuoto di Okoye, e Colombo fallisce un colpo del KO su schema da corner. Lo stesso Colombo impegna poi Okoye in un miracolo (ancora traversa!) con un tracciante da posizione impossibile.
Al riposo, lo 0-0 è un vero miracolo per i bianconeri.
La ripresa ricomincia con lo stesso copione: il Genoa spinge e si vede inizialmente assegnare un rigore per fallo di mano di Kabasele, poi revocato dopo il controllo al monitor.
Sembra l'ennesimo segnale di una serata stregata, e al 66' arriva la doccia gelata: Zaniolo, fino a quel momento invisibile, pennella un cross perfetto per l'inserimento di Ekkelenkamp, che anticipa un incerto Bijlow e firma lo 0-1.
Il gol cambia totalmente l'inerzia: il Genoa perde lucidità e i cambi di De Rossi non riescono a raddrizzare la rotta.
L'Udinese invece prende coraggio, sfiora il raddoppio con Piotrowski e lo trova ufficialmente al 96' in contropiede con Davis, che batte Bijlow in diagonale e chiude definitivamente i giochi.
-----------------------------------------------
Milan-Torino 3-2
⚽ 36’ Pavlovic, 44’ Simeone, 54’ Rabiot, 56’ Fofana, 83’ rig. Vlasic
MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori (1' st Athekame), De Winter, Pavlović; Saelemaekers (45' st Odogu), Fofana (25' st Ricci), Modrić, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic (32' st Gimenez), Füllkrug (25' st Nkunku).
All.: Allegri.
TORINO (3-4-1-2): Paleari; Coco, Ismajli, Ebosse (44' st Kulenović); Pedersen, Prati (18' st İlkhan), Gineitis (29' st Casadei), Obrador (44' st Nkounkou); Vlašić; Simeone, Zapata (18' st Adams).
All.: D'Aversa.
Ammoniti: Tomori, Pavlovic, Ilkhan, Gimenez per gioco falloso.
Il Milan vince e convince a San Siro, superando un Torino combattivo in un match ricco di gol ed emozioni.
Finisce 3-2 per i rossoneri, che hanno saputo accelerare nel momento decisivo della ripresa dopo un primo tempo in sostanziale equilibrio.
L'avvio è tutto di marca granata: il Torino parte con un piglio aggressivo e mette alle corde la difesa milanista, senza però riuscire a concretizzare il volume di gioco prodotto.
Come spesso accade nel calcio, alla prima vera occasione passa il Milan: al 36' Pavlovic scaglia un fendente dalla distanza che trafigge il portiere per l'1-0.
Il Toro non si scompone e, proprio a ridosso dell'intervallo, trova il meritato pareggio con un guizzo di Simeone al 44'.
Nella ripresa il Milan rientra in campo con un'altra marcia.
Tra il 54' e il 56' i rossoneri spaccano la partita con un micidiale uno-due firmato dai suoi centrocampisti: prima Rabiot firma il sorpasso e, soltanto 120 secondi dopo, Fofana cala il tris che sembra chiudere i giochi.
Il Torino prova a riaprirla nel finale: all'83' Pavlovic passa da eroe a colpevole atterrando Simeone in area. Dal dischetto Vlasic è glaciale e accorcia le distanze sul 3-2.
Nonostante l'assalto disperato dei granata negli ultimi minuti, il muro rossonero tiene fino al triplice fischio.
-----------------------------------------------
Parma-Cremonese 0-2
⚽ 54’ Maleh, 68’ Vandeputte
PARMA (5-3-2): Suzuki, Britschgi, Circati (16' st Oristanio), Troilo, Valenti, Valeri, Sorensen (16' st Nicolussi Caviglia), Keita (28' st Estevez), Ondrejka (28' st Elphege), Strefezza, Pellegrino.
All.: Cuesta.
CREMONESE (4-4-2): Audero, Terraciano, Bianchetti (44' st Folino), Luperto, Pezzella, Zerbin (1' st Barbieri), Grassi, Maleh, Vandeputte (34' st Thorsby), Bonazzoli (22' st Payero), Sanabria (22' st Vardy).
All.: Giampaolo.
Ammoniti: Barbieri, Ondrejka, Troilo, Payero per gioco falloso, Pezzella per comportamento non regolamentare.
È stata una partita dai due volti quella tra Parma e Cremonese.
Dopo un primo tempo decisamente bloccato, dove la prudenza l’ha fatta da padrona e le occasioni da gol sono state praticamente nulle, la sfida si è accesa improvvisamente nella ripresa.
A rompere l'equilibrio ci hanno pensato gli ospiti, spinti da una forte necessità di fare punti per non retrocedere:
Al 54', Maleh ha sbloccato il match con una splendida conclusione dalla distanza che non ha lasciato scampo al portiere.
Poco meno di un quarto d'ora dopo, al 68', è arrivato il colpo del KO firmato da Vandeputte.
Forte del doppio vantaggio, la Cremonese è riuscita a gestire il finale senza subire il ritorno del Parma.
Uno 0-2 pesantissimo che permette ai grigiorossi di espugnare il Tardini e rilanciare ufficialmente le proprie speranze di permanenza in categoria.
-----------------------------------------------
Atalanta-H.Verona 1-0⚽ 37’ Zappacosta
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi, Scalvini, Djimsiti, Kolasinac (31' st Hien), Zappacosta, De Roon (43' st Samardzic), Ederson (18' st Pasalic), Bernasconi, De Ketelaere (31' st Musah), Zalewski (18' st Raspadori), Krstovic.
All.: Palladino.
H.VERONA (3-5-2): Montipò, Nelsson, Edmundsson, Valentini, Belghali, J.-D. Akpa Akpro (40' st Bernede), Gagliardini (21' st Al-Musrati), Harroui (21' st Suslov), Frese (1' st Oyegoke), Bowie (33' st Sarr), Orban.
All.: Sammarco.
Ammoniti: Edmundsson, Valentini, Gagliardini e Hien per gioco falloso.
L'Atalanta di Palladino porta a casa tre punti preziosi al termine di una sfida combattuta contro l'Hellas Verona.
La Dea ha preso in mano le redini del gioco fin dalle prime battute, concretizzando la propria superiorità al 37' grazie a una rete di Zappacosta, che ha permesso ai bergamaschi di chiudere la prima frazione in vantaggio.
Il secondo tempo è stato decisamente più vivace:
I padroni di casa hanno sfiorato più volte il raddoppio per mettere in cassaforte il risultato.
Il Verona non è rimasto a guardare, alzando il baricentro e costringendo Carnesecchi a diversi interventi determinanti.
Al 77', Orban ha avuto sul piede la palla del possibile 1-1, ma la sua conclusione è terminata fuori di poco.
Nonostante il forcing finale degli ospiti, il muro dell'Atalanta ha retto fino al triplice fischio.
Finisce 1-0: una vittoria di misura che premia la solidità dei nerazzurri.
-----------------------------------------------
Bologna-Lazio 0-2
⚽ 72’ e 82’ Taylor
BOLOGNA (4-3-3): Ravaglia, Zortea (44' st Ferguson), Vitik, Heggem (31' st Lucumi), Miranda, Moro, Sohm, Orsolini (18' st Dominguez), Bernardeschi (31' st Dallinga), Rowe (18' st Cambiaghi), Castro.
All.: Italiano.
LAZIO (4-3-3): Motta, Marusic, Gila (26' pt Provstgaard), Romagnoli, Tavares, Dele-Bashiru, Patric, Taylor, Isaksen (18' st Cancellieri), Maldini (18' st Dia), Pedro (1' st Noslin).
All.: Sarri.
Ammoniti: Castro, Taylor per gioco scorretto; Italiano per comportamento non regolamentare.
Al Dall'Ara va in scena una partita dai due volti: un primo tempo equilibrato e una ripresa decisa dagli episodi e dalla precisione sotto porta.
La Lazio espugna Bologna con un secco 2-0, punendo i padroni di casa proprio nel loro momento migliore.
La prima frazione scivola via senza reti, ma non mancano i brividi.
La Lazio si fa vedere subito con un'iniziativa pericolosa di Marusic, mentre il Bologna risponde con una conclusione di Moro che si stampa sull'incrocio dei pali a portiere battuto.
Si va negli spogliatoi sullo 0-0, con la sensazione che la partita possa sbloccarsi da un momento all'altro.
L'episodio che potrebbe cambiare la gara arriva a inizio secondo tempo: il Bologna conquista un calcio di rigore, ma dal dischetto Orsolini si fa ipnotizzare da Motta, che neutralizza il penalty e tiene a galla i biancocelesti.
Il mancato vantaggio gela i rossoblù e carica la Lazio, che al 72' passa a condurre grazie a Taylor.
Il Bologna accusa il colpo e non riesce a reagire, permettendo allo stesso Taylor di firmare la doppietta personale appena dieci minuti dopo, chiudendo di fatto i giochi sull'82'.
Nonostante il forcing finale del Bologna, il risultato resta inchiodato sullo 0-2.
La Lazio festeggia tre punti d'oro, mentre i felsinei masticano amaro per il rigore fallito che avrebbe potuto scrivere un'altra storia.
-----------------------------------------------
Como-Pisa 5-0
⚽ 7’ Diao, 29’ Douvikas, 48’ Baturina, 75’
Nico Paz, 80’ Perrone
COMO (4-2-3-1): Butez; Van der Brempt, Kempf, Diego Carlos (32' st Goldaniga), Moreno; Perrone, Da Cunha (14' st Caqueret); Diao (32' st Kuhn), Nico Paz, J.Rodriguez (37' pt Baturina); Douvikas (14' st Morata).
All.: Fabregas.
PISA (3-5-2): Nicolas; Caracciolo, Albiol, Canestrelli (32' st Iling Junior); Angori, Hojholt, Akinsanmiro (1' st Meister), Loyola (19' st Stengs), Leris; Tramoni (32' st Piccinini) Moreo (6' st Stojilkovic)
All.: Hiljemark.
Ammoniti: Canestrelli e Angori per gioco falloso.
Il Como di Fabregas non finisce più di stupire e trasforma la sfida contro il Pisa in una vera e propria esibizione di forza.
Quella che un tempo era considerata la "sorpresa" del torneo, oggi si conferma probabilmente come la realtà calcistica più bella e solida dell'intero campionato.
Il match si mette subito in discesa per i padroni di casa: passano solo sette minuti e Diao sblocca il risultato, mettendo in chiaro le intenzioni del Como.
Il raddoppio non si fa attendere e arriva al 29' grazie a Douvikas, che capitalizza la netta superiorità territoriale dei suoi.
Si va al riposo sul 2-0, con un Pisa incapace di arginare la manovra avvolgente dei lariani.
Il secondo tempo segue lo stesso spartito della prima frazione.
Il Como rientra in campo con una fame insaziabile:
Ci pensa Baturina a chiudere virtualmente i giochi poco dopo il rientro dagli spogliatoi.
Il colpo di grazia, al 75' sale in cattedra il talento di Nico Paz, che firma il poker.
La "manita": All'80' c'è gloria anche per Perrone, che fissa il risultato sul definitivo 5-0.
Un passivo pesantissimo per il Pisa che certifica, invece, lo stato di grazia della squadra di Fabregas, ormai padrona assoluta del proprio destino.
-----------------------------------------------
Fiorentina-Inter 1-1
⚽ 1' Pio Esposito, 77' Ndour
FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea, Dodo, Pongracic, Ranieri, Gosens, Fagioli (46' st Fabbian) Parisi (25' st Harrison), Brescianini, Ndour, Gudmundsson (46' st Comuzzo), Kean (40' st Piccoli).
All. Vanoli
INTER (3-5-2): Sommer, Bisseck, Akanji, Carlos Augusto (1' st Acerbi), Dumfries (41' st Lusi Henrique), Barella (37' st Sucic), Calhanoglu (24' st Frattesi), Zielinski, Dimarco, Thuram (24' st Bonny), Esposito.
All.: Kolarov (Chivu squalificato)
Ammoniti: Dimarco, Carlos Augusto, Brescianini, Ndour, Barella, Kean per gioco falloso.
L’Inter di Chivu accarezza il colpo grosso a Firenze, ma si deve accontentare di un pareggio che tiene comunque a distanza le inseguitrici.
Una sfida iniziata con un lampo improvviso e chiusa con il ritorno d'orgoglio della Viola.
Nemmeno il tempo di accomodarsi in tribuna e i nerazzurri sono già in vantaggio.
Passano appena 39 secondi e la premiata ditta Barella-Esposito confeziona lo 0-1: assist al bacio del centrocampista e firma vincente di Pio Esposito.
Nonostante il colpo subito a freddo, la Fiorentina reagisce da grande squadra.
I padroni di casa chiudono l'Inter nella propria metà campo, sfiorando ripetutamente il pareggio con Gudmundsson e Kean, che falliscono due occasioni monumentali.
L'Inter, dal canto suo, fatica terribilmente a innescare le ripartenze, badando più a difendere il fortino che a raddoppiare.
Il copione non cambia nel secondo tempo: pressione Viola e resistenza nerazzurra.
Il muro di Chivu crolla però al 77', quando Ndour trova lo spiraglio giusto per firmare l'1-1 meritato.
Nonostante il sapore amaro del pareggio subito nel finale, l'Inter sorride guardando la tabella: i nerazzurri restano saldamente in vetta, mantenendo un margine di +6 sul Milan e +7 sul Napoli.
La corsa scudetto resta nelle mani dei ragazzi di Chivu.
-----------------------------------------------
Roma-Lecce 1-0
⚽ 57' Vaz
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini (46'Ghilardi), Ndicka, Hermoso; Rensch, Cristante, El Aynaoui (51' Vaz), Tsimikas (75' Angelino); Pisilli, Pellegrini (80' Venturino); Malen (75' Arena).
All. Gasperini
LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Siebert, Gabriel, Gallo; Ramadani (85' Sala), Ngom; Pierotti (85' Helgasson), Gandelman (60' Fofana), Banda (66' N'Dri); Stulic (60' Cheddira).
All. Di Francesco
Ammoniti: Angelino, Pisilli, Pierotti, Veiga per gioco falloso.
Una vittoria di carattere per i giallorossi, che piegano la resistenza di un Lecce ordinato e mai domo.
La Roma ha cercato il vantaggio con insistenza fin dal primo minuto, portando a casa tre punti pesanti nonostante qualche imprevisto di troppo.
Il primo tempo è un monologo della Roma.
La squadra di Gasperini spinge forte e trova anche la via del gol con Pisilli, ma l'urlo dei tifosi viene strozzato dal VAR: la posizione di fuorigioco di Pellegrini rende tutto vano.
Il Lecce, dal canto suo, si difende con ordine e prova a pungere in ripartenza, chiudendo la prima frazione sullo 0-0.
L'equilibrio si spezza nella ripresa grazie a un'intuizione dalla panchina.
Gasperini lancia nella mischia
Robinio Vaz e la mossa paga subito: è proprio il nuovo entrato a firmare la rete dell'1-0 che decide l'incontro.
Non sono però tutte rose e fiori per i capitolini. All'intervallo è dovuto uscire
Gianluca Mancini per un problema al polpaccio sinistro.
Un infortunio che preoccupa non solo la Roma, ma anche il CT Gattuso, che conta sul centrale per gli imminenti playoff Mondiali della Nazionale.
-----------------------------------------------
Classifica
Squadra | Punti |
|---|
Internazionale | 69 |
Milan | 63 |
Napoli | 62 |
Como | 57 |
Juventus | 54 |
Roma | 54 |
Atalanta | 50 |
Lazio | 43 |
Bologna | 42 |
Sassuolo | 39 |
Udinese | 39 |
Parma | 34 |
Genoa | 33 |
Torino | 33 |
Cagliari | 30 |
Fiorentina | 29 |
Cremonese | 27 |
Lecce | 27 |
Hellas Verona | 18 |
Pisa | 18 |
-----------------------------------------------
Marcatori
14 reti
- Lautaro Martínez (Internazionale)
11 reti
- Anastasios Douvikas (Como)
10 reti
- Keinan Davis (Udinese)
- Rasmus Højlund (Napoli)
- Kenan Yildiz (Juventus)
- Nico Paz (Como)
9 reti
8 reti
- Hakan Çalhanoglu (Internazionale)
- Giovanni Simeone (Torino)
- Christian Pulisic (Milan)
- Gianluca Scamacca (Atalanta)
- Nikola Krstovic (Atalanta)
- Moise Kean (Fiorentina)
- Marco Pellegrino (Parma)
7 reti
- Domenico Berardi (Sassuolo)
- Nikola Vlasic (Torino)
- Scott McTominay (Napoli)
- Marcus Thuram (Internazionale)
- Andrea Pinamonti (Sassuolo)
- Riccardo Orsolini (Bologna)
- Santiago Castro (Bologna)
- Willián Orban (Hellas Verona)
- Donyell Malen (Roma)
6 reti
- Federico Dimarco (Internazionale)
- Federico Bonazzoli (Cremonese)
- Rolando Mandragora (Fiorentina)
- Stefano Moreo (Pisa)
- Lorenzo Colombo (Genoa)
- Matías Soulé (Roma)
- Martin Baturina (Como)
- Francesco Pio Esposito (Internazionale)
5 reti
- Jamie Vardy (Cremonese)
- Adrien Rabiot (Milan)
- Piotr Zielinski (Internazionale)
- Ruslan Malinovskyi (Genoa)
- Christopher Nkunku (Milan)
- Albert Gudmundsson (Fiorentina)
- Jens Odgaard (Bologna)
- Nicolò Zaniolo (Udinese)
- Jonathan David (Juventus)
- Armand Laurienté (Sassuolo)
- Leo Østigård (Genoa)
- Ange-Yoan Bonny (Internazionale)
- Vitinha (Genoa)
- Manu Koné (Sassuolo)
4 reti
Kempf (Como);
Adams (Torino);
Anguissa (Napoli);
Ekkelenkamp (Udinese);
McKennie (Juventus);
Isaksen (Lazio);
Esposito (Cagliari);
Pavlovic (Milan);
Casadei (Torino);
Kiliçsoy (Cagliari);
Wesley (Roma);
De Bruyne (Napoli);
3 reti
Zapata (Torino);
Kostic (Juventus);
Loftus-Cheek (Milan);
Cataldi (Lazio);
Ekuban (Genoa);
Zaccagni (Lazio);
Pasalic (Atalanta);
Thorsby (Genoa);
Pellegrini (Roma);
Ndicka (Roma);
Dovbyk (Roma);
Coulibaly (Lecce);
Nzola (Pisa);
Vlahovic (Juventus);
Piccoli (Fiorentina);
Neres (Napoli);
Bremer (Juventus);
Messias (Genoa);
Solet (Udinese);
Banda (Lecce);
Thorstvedt (Sassuolo);
Bernabé (Parma);
da Cunha (Como);
Conceição (Juventus);
De Ketelaere (Atalanta);
Cancellieri (Lazio);
Borrelli (Cagliari);
Perrone (Como);
Cambiaghi (Bologna);
Ferguson (Roma);
Pedro (Lazio);
Stulic (Lecce);
Cambiaso (Juventus);
Addai (Como);
Giovane (Hellas Verona);
Spinazzola (Napoli);
Kabasele (Udinese);
2 reti
Zappacosta (Atalanta);
Cristante (Roma);
Belotti (Cagliari);
Dybala (Roma);
Bernardeschi (Bologna);
Maripán (Torino);
Mazzitelli (Cagliari);
Gosens (Fiorentina);
Buksa (Udinese);
Akanji (Internazionale);
Vojvoda (Como);
Serdar (Hellas Verona);
Moro (Bologna);
Caqueret (Como);
Lookman (Atalanta);
Guendouzi (Lazio);
Thuram (Juventus);
Folorunsho (Cagliari);
Castellanos (Lazio);
Frese (Hellas Verona);
Modric (Milan);
Tramoni (Pisa);
Beukema (Napoli);
Saelemaekers (Milan);
Gaetano (Cagliari);
Bisseck (Internazionale);
Dallinga (Bologna);
Brescianini (Atalanta);
Pobega (Bologna);
Fofana (Milan);
Kalulu (Juventus);
Zalewski (Atalanta);
Koné (Roma);
Felici (Cagliari);
N’Dri (Lecce);
Samardzic (Atalanta);
Cabal (Juventus);
Norton-Cuffy (Genoa);
Sulemana (Atalanta);
Terracciano (Cremonese);
Fadera (Sassuolo);
Fabbian (Bologna);
Kristensen (Udinese);
Scalvini (Atalanta);
Muharemovic (Sassuolo);
Belghali (Hellas Verona);
Ndour (Fiorentina);
Gatti (Juventus);
Noslin (Lazio);
Baschirotto (Cremonese);
Berisha (Lecce);
Meister (Pisa);
Mkhitaryan (Internazionale);
Bartesaghi (Milan);
Ramón (Como);
Ekhator (Genoa);
Atta (Udinese);
Idrissi (Cagliari);
Caracciolo (Pisa);
1 reti
Moreno (Como);
Vázquez (Cremonese);
Lobotka (Napoli);
Akpa Akpro (Hellas Verona);
Politano (Napoli);
Karlström (Udinese);
Mina (Cagliari);
Rrahmani (Napoli);
Carlos (Como);
Vandeputte (Cremonese);
Sanabria (Cremonese);
Luperto (Cagliari);
Marusic (Lazio);
Barella (Internazionale);
Locatelli (Juventus);
Çelik (Roma);
Posch (Como);
Dumfries (Internazionale);
Estupiñán (Milan);
Kossounou (Atalanta);
Cutrone (Parma);
Basic (Lazio);
Hermoso (Roma);
Bastoni (Internazionale);
Ranieri (Fiorentina);
Lucumí (Bologna);
Dodô (Fiorentina);
Piotrowski (Udinese);
Okereke (Cremonese);
Touré (Pisa);
Elmas (Napoli);
Bernede (Hellas Verona);
Fagioli (Fiorentina);
Ramadani (Lecce);
Augusto (Internazionale);
Maleh (Lecce);
Martín (Genoa);
Harroui (Hellas Verona);
Openda (Juventus);
Sottil (Lecce);
Kelly (Juventus);
Aebischer (Pisa);
De Luca (Cremonese);
Gilmour (Napoli);
Musah (Atalanta);
Johnsen (Cremonese);
Kühn (Como);
Gutiérrez (Napoli);
De Winter (Milan);
Lang (Napoli);
Léris (Pisa);
Miranda (Bologna);
Payero (Cremonese);
Ferguson (Bologna);
Zanoli (Udinese);
Frendrup (Genoa);
Benedyczak (Parma);
Raspadori (Napoli);
Delprato (Parma);
Adopo (Cagliari);
Ricci (Milan);
Coco (Torino);
Éderson (Atalanta);
Ngonge (Torino);
Oristanio (Parma);
Dia (Lazio);
Lucca (Napoli);
Henrique (Internazionale);
Holm (Bologna);
Pierotti (Lecce);
Rowe (Bologna);
Ellertsson (Genoa);
Maldini (Atalanta);
Cheddira (Sassuolo);
Miretti (Juventus);
Sørensen (Parma);
Circati (Parma);
Iannoni (Sassuolo);
Siebert (Lecce);
Parisi (Fiorentina);
Baldanzi (Roma);
Hien (Atalanta);
Ilkhan (Torino);
Bravo (Udinese);
Volpato (Sassuolo);
Vergara (Napoli);
Ordóñez (Parma);
Sucic (Internazionale);
Adzic (Juventus);
Prati (Cagliari);
Sulemana (Bologna);
Lorran (Pisa);
Pisilli (Roma);
Palestra (Cagliari);
Athekame (Milan);
Matic (Sassuolo);
Diao (Como);
Troilo (Parma);
Comuzzo (Fiorentina);
Njie (Torino);
Camarda (Lecce);
Rodriguez (Como);
Gabriel (Lecce);
Folino (Cremonese);
Cuadrado (Pisa);
Lukaku (Napoli);
Pavoletti (Cagliari);
de Roon (Atalanta);
Di Lorenzo (Napoli);
Autogol
Muharemovic (Sassuolo - 2 autogol);
Cambiaso (Juventus - 2 autogol);
Freuler (Bologna - 1 autogol);
Otoa (Genoa - 1 autogol);
Keita (Parma - 1 autogol);
Núñez (Hellas Verona - 1 autogol);
Nelsson (Hellas Verona - 1 autogol);
Sabelli (Genoa - 1 autogol);
Gabriel (Lecce - 1 autogol);
Hien (Atalanta - 1 autogol);
Parisi (Fiorentina - 1 autogol);
Caracciolo (Pisa - 1 autogol);
Terracciano (Cremonese - 1 autogol);
Frese (Hellas Verona - 1 autogol);
Solet (Udinese - 1 autogol);
-----------------------------------------------
Commenti