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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Referendum Giustizia: Lo Scontro Finale tra "Casta" e Popolo


 

​Dalla discesa in campo di Elio Germano alla dedica di Bersani: la battaglia per la Costituzione si sposta sui valori e sull'identità nazionale.

diMancio

Mentre ci avviciniamo ai seggi il 22 e 23 marzo, una cosa appare finalmente chiara: quella che ci troviamo davanti non è una "riforma". 

Le vere riforme non si scrivono in una pagina e mezza e non smantellano la Carta Fondamentale. 

Questo voto si sta trasformando in una faglia sociale profonda: da un lato una borghesia agiata che cerca di blindare i propri privilegi (la vera "casta" del SÌ), dall'altro il resto del Paese che nel NO vede l'ultima linea di difesa contro un'aristocrazia politica che gioca con la Costituzione mentre ignora l'inflazione e il carrello della spesa.

​Elio Germano e il "No" di Proietti: Sangiuliano non ci sta

​Il mondo della cultura si è schierato. 
Elio Germano, uno degli attori più premiati e autorevoli del nostro cinema, ha rotto il suo storico silenzio sui social per lanciare un video-messaggio diventato subito virale. 
Citando il grande Gigi Proietti, ha pronunciato un "NO" tonante che non lascia spazio a interpretazioni.
La reazione della destra è stata, come direbbe qualcuno, "lisergica". 
L'ex ministro Gennaro Sangiuliano ha tentato di delegittimarlo ricordando il suo ruolo di "er Pasticca" in Un Medico in Famiglia di vent'anni fa, sostenendo che un attore non sia credibile di fronte a "giuristi e magistrati". 
Peccato che Sangiuliano dimentichi (oltre ai 5 David di Donatello e ai premi a Cannes e Berlino vinti da Germano) che il 98% di quei magistrati e giuristi che lui cita sia proprio sul fronte del NO. 
Vedere il peggior ministro della Cultura della storia repubblicana tentare di dare lezioni a un'eccellenza mondiale dello spettacolo è lo specchio del livello del dibattito attuale.

​Tomaso Montanari e il "Banditismo Politico"

​Ancora più duro lo scontro con il rettore Tomaso Montanari
Per aver chiesto se gli italiani preferiscano i padri costituenti (come Calamandrei e la Iotti) o "banditi" che manomettono la Carta (citando Meloni, La Russa e Nordio), Montanari è finito nel mirino della "fascisteria" di governo.
Le minacce di querela del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, hanno ricevuto una replica da antologia: Montanari ha ricordato che i "banditi", nel linguaggio costituzionale dal 1° gennaio 1948, sono proprio coloro che sono stati messi al bando dalla Repubblica antifascista. 
Chi agisce fuori e contro le regole democratiche per distruggere la separazione dei poteri pratica un "banditismo politico" che la seconda carica dello Stato non dovrebbe permettersi di avallare, tantomeno minacciando un libero cittadino.

​Meloni a "Fuori dal Coro": La Propaganda del Bosco

​Se il fronte del NO argomenta, la premier Giorgia Meloni preferisce i monologhi accomodanti. Nell'ultima intervista da Mario Giordano — una passerella di 21 minuti senza contraddittorio — la Presidente ha mescolato tutto: la crisi in Iran (su cui è apparsa confusa e afona), il sostegno a Trump e, incredibilmente, il caso della "famiglia nel bosco" e i migranti in Albania.

​Cosa c'entrano i figli tolti ai genitori o i centri oltreadriatico con il Referendum sulla Giustizia? Nulla, tecnicamente. 
Ma per la premier tutto fa brodo per dipingere i magistrati come "nemici ideologizzati" da colpire con il SÌ. 
È una narrazione "fuori dalla realtà" che usa casi di cronaca emotivi per giustificare lo smantellamento di garanzie costituzionali.

​La Dedica Finale: Da Berlusconi a Falcone

​Il punto più alto lo ha segnato Pierluigi Bersani. Mentre il governo e i suoi alleati dichiarano di voler dedicare l'eventuale vittoria del SÌ alla memoria di Silvio Berlusconi, Bersani ha ribaltato il tavolo con una dichiarazione che gronda dignità: 

​"Noi dedichiamo il nostro NO a Livatino, ad Alessandrini, a Terranova, a Falcone, a Borsellino, a Bachelet... a gente che ha dato la vita per farci uscire dai complotti, dalle mafie e dal terrore."

​Il NO non è solo una scelta tecnica; è una riscossa civica contro un'ideologia che vuole semplificare tutto, trattando la laicità dello Stato come un impaccio e "Dio come un sottosegretario".

Mancano pochi giorni. 
Siete pronti a scegliere tra il "Sogno di Gelli" e il sacrificio di Falcone e Borsellino?

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