Non è vero che l'erba cattiva non muore mai, ma lo fa troppo tardi... L’Eredità dell’Odio: Il Funerale della Memoria e il Santino di Umberto Bossi.
Mentre l’Italia si lancia nell’ennesima, ipocrita beatificazione post-mortem, è necessario squarciare il velo di retorica su un uomo che ha avvelenato il pozzo della convivenza civile, lasciandoci in dote il disastro del federalismo fiscale e l’ascesa del populismo salviniano.
di: Mancio
È andato in scena l’atto finale del solito, stucchevole copione italiano: la morte che lava i peccati e trasforma il fango in oro.
Se il cordoglio umano per la famiglia potrebbe pure essere un atto di civiltà, al quale neanche mi voglio associare, (che famiglia può essere quella di Bossi?) l’agiografia politica è un insulto all'intelligenza. Perché Umberto Bossi non ha "cambiato il Paese": lo ha peggiorato, frammentato e incattivito, sdoganando un linguaggio che ha reso l'odio una categoria politica accettabile.
Il curriculum del "Senatur": tra vilipendio e razzismo
Il suo intero impero politico è stato edificato sulla discriminazione.
Dai meridionali paragonati agli africani che "straripano", alle sparate omofobe sui "culatt*ni", fino alla violenza verbale contro le donne.
Senza dimenticare le minacce armate: le pallottole a 300 lire, i fucili pronti, la secessione sbandierata come una clava contro lo Stato.
Un leader che non ha esitato a evocare il sangue per raccogliere voti tra seguaci spesso pronti a bere l'acqua del Po come fosse un sacramento, in un delirio collettivo che ha ridotto la politica a una rissa da bar.
Il disastro del Federalismo Fiscale e l’ombra dei diamanti
Dobbiamo a lui e alla sua ostinazione il cosiddetto federalismo fiscale, quel pasticcio legislativo che ci ha ridotto a un Paese a due velocità ancora più marcate.
Fu il "contentino" (di Berlusconi) concesso per placare le sue mire secessioniste, un compromesso al ribasso che ha scardinato i principi di solidarietà nazionale senza portare alcuna reale efficienza, ma solo burocrazia e disuguaglianza.
Da Bossi a Salvini: la staffetta dell'incompetenza
Non si può ignorare che è stato proprio Bossi a spianare la strada a Matteo Salvini.
Se oggi l'Italia deve subire le giravolte nazionaliste di un Ministro che fino a ieri insultava il Sud e oggi cerca voti in Sicilia, lo dobbiamo a chi ha creato quel mostro politico chiamato Lega.
Nonostante le critiche tardive di Bossi alla "svolta nazionale" del suo successore, la radice rimane la stessa: un populismo becero che cambia nemico (ieri i meridionali, oggi gli immigrati e l'Europa) ma mantiene lo stesso metodo basato sulla pancia e sull'ignoranza.
Il dovere di non dimenticare
Dimenticare tutto questo in nome del "rispetto per il defunto" non è un gesto di pietà, ma di complicità.
#Manciopensiero


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