Il soffio del vento di Genova si spegne: Addio a Gino Paoli, l’ultimo poeta dell’intimità
Il Maestro della "Scuola Genovese" scompare a 91 anni, lasciando in eredità un canzoniere che ha rivoluzionato la musica d’autore italiana.
di: Mancio
Si è chiusa nella notte, tra il 23 ed il 24 Marzo 2026, tra le mura della sua Genova, l’esistenza terrena di Gino Paoli.
La famiglia, nel comunicare la notizia, ha chiesto il massimo riserbo per accompagnare in serenità il viaggio finale di un uomo che, pur avendo vissuto sotto i riflettori, ha sempre protetto con orgoglio i propri silenzi.
Dalla "Gatta" al "Cielo in una stanza": la rivoluzione della parola
Negli anni Sessanta, insieme ai compagni di viaggio Luigi Tenco, Bruno Lauzi e Fabrizio De André, ribaltò i canoni della canzone italiana.
Cadute, rinascite e impegno civile
- La seconda giovinezza: Nel 1984 commosse l'Italia con Una lunga storia d'amore, scritta per Stefania Sandrelli nel film Una donna allo specchio. Nel 1991, con Matto come un gatto e il successo di Quattro amici, dimostrò di saper ancora intercettare il sentimento di una generazione sospesa tra sogni e realtà.
- L'impegno politico: Non solo note, ma anche fatti. Tra il 1987 e il 1992 sedette alla Camera dei Deputati come indipendente per il PCI, battendosi per il diritto d’autore.
- L'approdo al Jazz: Negli ultimi vent’anni, la sua voce si era fatta ancora più essenziale e scura. Il sodalizio con il pianista Danilo Rea e le esibizioni nei templi del jazz come Umbria Jazz hanno rappresentato l'ultima, raffinatissima evoluzione di un interprete che non ha mai smesso di cercare la "nota nuda".
Il dolore privato e il coro dei colleghi
Paoli ha attraversato lutti profondi, come la perdita dell'amico fraterno Luigi Tenco e, in tempi recenti, la scomparsa del figlio Giovanni, affrontata con una dignità stoica.
Gino Paoli se ne va, ma la sua musica resta come quel soffitto viola che non esiste più: un'illusione bellissima in cui continueremo a rifugiarci.


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