San Giuseppe a Mola di Bari: il 19 Marzo torna il Grande Falò al Sacro Cuore
Tra fede e folklore, l'atrio parrocchiale si accende con musica, sapori tipici e il rito del fuoco che unisce la comunità
di: Mancio
MOLA DI BARI – Le scintille che salgono verso il cielo notturno, il profumo della legna che arde e il sapore inconfondibile dei prodotti della nostra terra: a Mola di Bari torna uno degli appuntamenti più attesi e identitari della città.
La Parrocchia Sacro Cuore si prepara a celebrare nuovamente la festività di San Giuseppe, rinnovando un rito che fonde devozione religiosa, folklore e convivialità.
L’appuntamento è fissato per giovedì 19 marzo 2026, presso l’Atrio parrocchiale del Sacro Cuore, dove la "tradizione che ritorna" si farà carne e fuoco in una serata pensata per unire le generazioni sotto il segno dell’appartenenza.
Il Programma della Serata
La festa prenderà il via ufficialmente alle ore 19:30 con la suggestiva accensione del falò.
Il "fuoco di San Giuseppe" non è solo un elemento coreografico, ma un simbolo di purificazione e passaggio che, storicamente, segnava la fine dell'inverno e l'arrivo della primavera.
A seguire, dalle 19:45, l'attenzione si sposterà sul palato con una sagra all'aperto dedicata alla gastronomia locale. Il menù proposto celebra i classici dello street food pugliese e parrocchiale:
- Panino con la parmigiana: il re indiscusso delle tavole baresi.
- Panino con la salsiccia e Hot dog per chi cerca i sapori decisi della brace.
- Le immancabili frittelle, simbolo dolce della festa e della gioia condivisa.
Musica e Comunità
Non solo cibo e fiamme: l’atmosfera sarà resa ancora più vibrante da un DJ set che animerà l'intero evento. La scelta di integrare la musica contemporanea alla ritualità del falò sottolinea la volontà della parrocchia di rendere questa festa un momento di aggregazione dinamico, capace di coinvolgere giovani e famiglie in un clima di festa a 360 gradi.
Curiosità e Tradizione: Il Significato del Rito
Celebrare il falò a Mola di Bari significa onorare San Giuseppe, protettore dei falegnami e dei padri di famiglia. Anticamente, questi fuochi venivano alimentati con i residui della potatura degli ulivi e delle vigne, un gesto che univa il sacro ai cicli della natura. Oggi, l'evento del Sacro Cuore rappresenta una delle occasioni più sentite per vivere questa magia collettiva, trasformando l'atrio nel cuore pulsante del quartiere.
L'invito è aperto a tutta la cittadinanza per una serata in cui, tra una frittella e un ballo, si potrà riscoprire il calore umano di una tradizione che non smette mai di ardere.


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