Tra un taglio delle accise a scadenza e il monologo da Fedez, la Premier cerca l'ultima spallata. Ma la voce di Carmen Consoli ricorda: "La nostra Costituzione non è un gioco da adolescenti".
di: Mancio
Siamo alle battute finali, quelle in cui le maschere non cadono solo, ma vengono proprio lanciate via.
E mentre ci prepariamo a decidere il destino della
magistratura italiana, il governo ha deciso di giocare la carta che pensa sia la più efficace: il portafoglio.
Il "Bonus Referendum" alla pompa: 20 giorni di tregua
Dal 19 marzo 2026, è entrato ufficialmente in vigore il decreto legge che taglia le accise di
25 centesimi al litro su benzina e diesel.
Sembrerebbe una buona notizia, se non fosse per il "piccolo" dettaglio della durata: solo 20 giorni.
Un intervento che scadrà l'8 aprile, guarda caso appena passata la tempesta referendaria.
Ed è difficile dar loro torto: mentre la
legge di bilancio 2026 prevede un riallineamento delle accise che porterà a rincari strutturali (specialmente sul diesel), il governo offre un "pannicello caldo" temporaneo per sedare il malumore popolare prima del voto.
La solita manfrina: si promette l'abolizione delle accise nei comizi, si aumentano nei bilanci e si tagliano per tre settimane quando serve un voto.
Meloni da Fedez: La Premier si fa Influencer
Ed è successo davvero.
Un'operazione mediatica che ha regalato alla Premier uno spot gratuito di proporzioni gigantesche a soli tre giorni dal voto.
Non è colpa dei conduttori — che fanno il loro mestiere di intrattenitori e hanno incassato un colpaccio di ascolti — ma il risultato è stato uno spettacolo indecente.
Senza lo straccio di un giornalista vero, senza un contraddittorio degno di questo nome, la Presidente si è lanciata in un monologo infarcito di fake news e attacchi a chi vota NO.
Abbiamo assistito a una Premier-Influencer che non risponde a una domanda reale da tre anni (vero, Corrado Formigli?), preferendo i "salotti sicuri" o i podcast dove può parlare di migranti e "famiglie nel bosco" senza che nessuno le ricordi che quei temi col referendum non c'entrano nulla.
È un problema enorme per la democrazia quando la guida del Paese evita il Parlamento per rifugiarsi nello streaming.
Carmen Consoli e l'atto d'amore per la Costituzione
Per fortuna, a riportare il dibattito su un piano di intelligenza e ironia, ci ha pensato Carmen Consoli. La "cantantessa" siciliana ha affidato ai social un messaggio che è un vero atto d'amore per la nostra Carta:
"Io voto NO. Perché credo nel lavoro sapiente dei nostri padri e delle nostre madri costituenti.
Anche i NO possono aiutare un Paese adolescente a crescere, e si sa che l'adolescenza è cammurriosa (fastidiosa)".
Con la sua solita classe, Carmen ha ricordato che lei, da "cittadina cantante", si trasforma in "cittadina parlante" perché non può accettare che la separazione delle carriere distrugga l'indipendenza dei giudici. Ha perfino citato, con sottile ironia, il concittadino La Russa per sottolineare quanto questa riforma sia, nei fatti, inutile e pericolosa.
Cosa troveremo sulla scheda (I quesiti tecnici)
Non dimentichiamoci che domenica e lunedì non si vota "su Giorgia", ma su 7 articoli della Costituzione (87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110). Ecco cosa cambia concretamente se vince il SÌ:
Separazione delle carriere: Giudici e PM diventano due corpi separati, rompendo la cultura comune della prova.
Doppio CSM: Nascono due Consigli Superiori della Magistratura distinti.
Corte Disciplinare: Un nuovo organo per giudicare i magistrati, con il rischio di una maggiore influenza politica.
Sorteggio: I membri del CSM verrebbero scelti per sorteggio, svuotando di significato il merito e la rappresentanza.
Mancano poche ore.
Vi farete bastare 20 giorni di benzina scontata per accettare lo smantellamento della Costituzione, o seguirete l'esempio della "cittadina parlante" Carmen Consoli?
La nostra analisi prosegue.
Restate sintonizzati su Manciolandia per i commenti finali prima del silenzio elettorale. #Manciopensiero
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