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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Dominio Antonelli a Suzuka: Kimi vince e si prende la testa del Mondiale; Piastri secondo e un super Leclerc porta la Ferrari sul podio.



​Il diciannovenne della Mercedes trionfa in Giappone e scavalca Russell in classifica in una gara stravolta dalla Safety Car. Maranello limita i danni col terzo posto del monegasco, mentre la F1 si ferma per un mese.

diMancio

SUZUKA – L'Italia dei motori ha finalmente trovato il suo nuovo imperatore? 
Troppo presto per dire tante cose, ma intanto Kimi Antonelli non si ferma più e, dopo il successo in Cina, firma una pesantissima doppietta vincendo il Gran Premio del Giappone
Quindi non parliamo in questo momento di quel Kimi che di cognome fa Raikkonen e che è stato l'ultimo campione del mondo su Ferrari, ma di un Kimi che ha un cognome italiano e che guida una Mercedes.

Una vittoria, la sua, che non vale solo il trofeo di giornata, ma che proietta il talento della Mercedes in cima alla classifica iridata, rendendolo a 19 anni il più giovane leader del Mondiale nella storia della Formula 1.

​La cronaca: dai brividi al via al colpo di scena

​La domenica di Kimi non era iniziata sotto i migliori auspici. 
Al semaforo verde, un’esitazione nel rilascio della frizione ha fatto pattinare le sue gomme posteriori, lasciandolo alla mercé di un branco di inseguitori affamati: Piastri, Leclerc, Norris e i "vecchi leoni" Russell e Hamilton lo hanno sfilato senza complimenti. 
In questa fase, con la vettura pesante per il pieno di carburante, Antonelli ha faticato a ritrovare il ritmo mostrato nelle qualifiche, restando imbottigliato nel traffico delle Ferrari.
La svolta è arrivata al 28° giro. Mentre i leader Piastri e Russell avevano già effettuato la sosta, un violento contatto tra Oliver Bearman e Franco Colapinto ha mandato la Haas dell'inglese contro le barriere. 
Con Bearman uscito malconcio dall'abitacolo (si sospetta una forte contusione alla gamba) e l'ingresso della Safety Car, Antonelli ha giocato il jolly: pit stop "gratuito" e rientro in pista al comando.

​Il fattore K: talento e spietatezza

​Se la fortuna lo ha aiutato a riprendersi la vetta, il modo in cui Antonelli ha gestito la ripartenza è stato da fuoriclasse assoluto. 
Ha inanellato una serie di giri record che hanno costretto Oscar Piastri ad accontentarsi di osservare gli scarichi della Mercedes numero 12. 
Alle loro spalle, George Russell è naufragato: in crisi con la gestione dell'energia e meno incisivo del compagno italiano, l'inglese è stato superato prima da Hamilton e poi da un magistrale Charles Leclerc, chiudendo solo quarto e perdendo la leadership del campionato.

​Ferrari e McLaren: segnali contrastanti

​In casa Ferrari c’è da sorridere per la prestazione di Leclerc. 
Il monegasco, "leone" di giornata, si è preso una rivincita netta su Lewis Hamilton (sesto al traguardo) dopo la delusione cinese, artigliando un podio fondamentale. 
Tuttavia, a Maranello suona un campanello d'allarme: la McLaren è tornata prepotentemente in corsa per le.posizioni di vertice, e senza aggiornamenti rapidi il rischio è di scivolare indietro nelle gerarchie tecniche.
Nelle retrovie, si segnala il settimo posto di un solido Pierre Gasly con l'Alpine, mentre Max Verstappen continua a navigare nelle zone grigie della classifica: l'ottavo posto odierno conferma che la Red Bull attuale è lontana parente della monoposto imbattibile degli anni scorsi. 
A chiudere la zona punti Lawson e Ocon.

​Un mese di stop forzato

​Il Circus ora osserverà un lungo e insolito periodo di pausa. La cancellazione delle tappe in Bahrain e Arabia Saudita, dovuta ai venti di guerra in Iran, congela le classifiche fino ai primi di maggio. Si ripartirà da Miami, proprio dove lo scorso anno il mondo iniziò ad accorgersi che un ragazzo di nome Kimi Antonelli era destinato a riscrivere la storia.

​"Mi sento molto bene", sono state le prime parole pronunciate da Kimi dopo aver tagliato il traguardo. "È troppo presto per pensare del campionato, ma siamo sulla strada giusta. 
La partenza non è stata buona, poi l'ingresso della safety car mi ha aiutato, ma dopo il passo è stato incredibile". "Devo esercitarmi nelle partenze in questo mese di pausa che ci aspetta, è il mio punto debole" - ha aggiunto il 19enne bolognese - "abbiamo avuto molta fortuna con la safety car, non so se sarebbe stato diverso ma mi ha reso la vita più semplice". "Che macchina che ho!", aveva esultato Antonelli al team radio subito dopo la bandiera a scacchi.

In casa Ferrari le emozioni sono altalenanti, c'è soddisfazione per il podio, ma anche preoccupazione "È stata una gara positiva, alla fine, e anche divertente. 
Ho dovuto sudare un pochino per il podio", ha commentato Charles Leclerc dopo aver conquistato il terzo posto nel Gp del Giappone. "C'è stata un po' di sfortuna con la safety car ma poi ho continuato a spingere e alla fine le gomme hanno retto bene. 
Alla fine se mi è mancato qualcosa per prendere Oscar Piastri", ha aggiunto il pilota della Ferrari.

Il team principal della Rossa Vasseur ha dichiarato: “Abbiamo un deficit in rettilineo, ma fino a Miami sarà congelato. In questo mese cresceremo tutti”
Mentre Lewis Hamilton non le ha mandate a dire sulla performance della sua Ferrari: “Non è questo il livello a cui vogliamo competere.
Ero a tutto gas, ma mi sembrava di andare all'indietro: non ho mai avuto potenza in gara".

Oggi, comunque, la copertina è tutta giustamente per il pilota italiano che ha vinto, per tanti motivi.

Il trionfo di Suzuka non è stato, infatti,  solo una vittoria di tappa, ma una vera e propria riscrittura dei libri di storia della Formula 1. 
Kimi Antonelli, a soli 19 anni, 7 mesi e 4 giorni, è diventato ufficialmente il più giovane leader del Mondiale di sempre, frantumando il precedente primato di Lewis Hamilton, che nel 2007 si era preso la vetta a 22 anni compiuti.

​Ecco nel dettaglio tutti i traguardi storici raggiunti dal talento bolognese in Giappone:

​Un predestinato tra i giganti

  • L'erede di Hamilton: Superando il record di precocità di Lewis, Kimi si pone come il nuovo punto di riferimento generazionale.
  • Vittorie "Back-to-Back": Entra nel ristrettissimo club dei 10 piloti capaci di vincere due Gran Premi consecutivi nella stagione d'esordio. L'ultimo a riuscirci era stato un certo Charles Leclerc nel 2019.

​Il risveglio del Tricolore

​Dopo decenni di digiuno, Antonelli sta riportando l'Italia sul tetto del mondo con statistiche che non si vedevano dai tempi dei pionieri:

  • Come Alberto Ascari: Kimi è il primo italiano a firmare una doppietta di vittorie consecutive dal lontano 1953, quando il leggendario Ascari trionfò tra Olanda e Belgio.
  • Oltre Fisichella: Con due successi già in bacheca a inizio carriera, ha superato in un colpo solo quasi tutti i connazionali dell'era moderna, puntando dritto al record di Giancarlo Fisichella (fermo a 3 vittorie totali tra il 2003 e il 2006).
  • Sulle orme di Alboreto: Era dal 1985 (con Michele Alboreto) che un pilota italiano non si trovava in testa alla classifica iridata oltre la gara d'apertura. Antonelli interrompe un'attesa durata ben 41 anni.

​Il tabù di Suzuka infranto

​Il circuito giapponese torna a parlare italiano sul gradino più alto del podio dopo oltre trent'anni. L'ultima bandiera tricolore a sventolare sul traguardo di Suzuka era stata quella di Riccardo Patrese nel 1992.

​Adesso ci prendiamo questo mese Senza gran premio e vediamo come sarà la situazione alla ripresa.


Ordine d'arrivo del GP del Giappone:
 
1. Antonelli (Mercedes)
2. Piastri (McLaren) a 13"722
3. Leclerc (Ferrari) a 15"270
4. Russell (Mercedes) a 15"754
5. Norris (McLaren) a 23"479
6. Hamilton (Ferrari) a 25"037
7. Gasly (Alpine) a 32"340
8. Verstappen (Red Bull) a 32"677
9. Lawson (Racing Bulls) a 50"180
10. Ocon (Haas) a 51"216
11. Hülkenberg (Audi) a 52"280
12. Hadjar (Red Bull) a 56"154
13. Bortoleto (Audi) a 59"078
14. Lindblad (Racing Bulls) a 59"848
15. Sainz (Williams) a 65"008
16. Colapinto (Alpine) a 65"773
17. Perez (Cadillac) a 92"453
18. Alonso (Aston Martin) a 1 giro
19. Bottas (Cadillac) a 1 giro
20. Albon (Williams) a 2 giri
Ritirati: – Stroll (Aston Martin) – Bearman (Haas)


Classifica piloti 

Pos.

Pilota

Scuderia

Punti

1

Kimi Antonelli

Mercedes

61

2

George Russell

Mercedes

55

3

Charles Leclerc

Ferrari

48

4

Oscar Piastri

McLaren

39

5

Lando Norris

McLaren

30

6

Lewis Hamilton

Ferrari

26

7

Max Verstappen

Red Bull

14

8

Pierre Gasly

Alpine

10

9

Liam Lawson

Racing Bulls

4

10

Oliver Bearman

Haas

2

11

Esteban Ocon

Haas

1

12

Nico Hülkenberg

Audi

0

13

Isack Hadjar

Red Bull

0

14

Gabriel Bortoleto

Audi

0

15

Arvid Lindblad

Racing Bulls

0

16

Carlos Sainz

Williams

0

17

Franco Colapinto

Alpine

0

18

Sergio Perez

Cadillac

0

19

Fernando Alonso

Aston Martin

0

20

Valtteri Bottas

Cadillac

0

21

Alexander Albon

Williams

0

22

Lance Stroll

Aston Martin

0




Classifica Costruttori 

Pos.

Scuderia

Punti

1

Mercedes

116

2

Ferrari

74

3

McLaren

69

4

Red Bull

14

5

Alpine

10

6

Haas

3

7

Racing Bulls

4

8

Audi

0

9

Williams

0

10

Cadillac

0

11

Aston Martin

0


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