Le cose non sono mai quello che sembrano ©. Clicca sull'immagine.

Le cose non sono mai quello che sembrano ©.           Clicca sull'immagine.
Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Mola ride di gusto: il trionfo di “JE D’ASSE’ PACCE” travolge l’Auditorium. Ultime date l’1, 2 e 3 maggio (e nuove repliche in arrivo).


Tutte le foto sono di Sabino Guardavaccaro 

Il successo della commedia del Gruppo "San Giustino Russolillo" conferma il talento del cast e della regia di Antonio Panzini, che annuncia a sorpresa il suo addio alle regia. Un evento di solidarietà che cura l'anima e celebra la tradizione molese.


diMancio  

MOLA DI BARI – C’era molta attesa, lo avevamo scritto e lo avevamo percepito durante la scoppiettante conferenza-show alla Pro Loco: 

Mola di Bari si preparava a ridere...
E così è stato. 



Qui su Manciolandia avevo scritto prima di vedere questa rappresentazione:👇🏼


Dopo il debutto dello scorso 17 aprile e le prime repliche, possiamo dirlo con certezza: tutto quello che avevamo anticipato si è avverato, e anche di più. 
Il nuovo viaggio del Gruppo Teatrale San Giustino Russolillo non è solo entrato nella sua fase più viva, ma ha letteralmente conquistato il cuore della comunità. 



​Un’esperienza curativa per lo spirito

​Definire “JE D’ASSE’ PACCE” una semplice commedia sarebbe, oggi più che mai, riduttivo. Chi ha avuto il privilegio di sedersi tra le poltrone dell’Auditorium della Parrocchia SS. Trinità si è ritrovato proiettato in un'altra dimensione.  


È uno spettacolo che ha il raro merito di donare una serenità profonda, permettendo allo spettatore di lasciare fuori dalla porta ogni problema quotidiano. Quell’ingresso in sala alle 20:00 non è solo l’inizio di una serata a teatro, ma l’accesso a una "bolla" temporanea, quasi curativa per lo spirito e per l’anima, dove la risata diventa medicina. 


​Un cast strepitoso e una regia magistrale

​Non vi era alcun dubbio sulla resa scenica, conoscendo la mano di chi ha scritto e diretto la commedia e il valore degli interpreti, ma vederli all’opera è stato emozionante. 
Il cast ha dato corpo e anima a figure indimenticabili con una spontaneità disarmante.
​Le dinamiche tra Peppino Dipierro (Nicola) e Pino Digiorgio (Filippo) sono state esilaranti, così come il contrappunto offerto da Ketty Parente (Teresa) e Antonio Mazzotta (Saverio)
La forza comica di Marcello Moccia (Beniamino) e Antonio Pietanza (Simone) ha tenuto il ritmo altissimo, supportata dalla bravura di Vito Luigi Affatati (Mario) e Letizia Pappadopoli (Giuseppina)
Perfetti nei loro tempi comici anche Francesca Boccuzzi (Bettina) e Marco Buonsante (l’Inquilino).



​Tutti insieme, sotto la guida sapiente di Antonio Panzini, hanno trasformato il dialetto molese in un linguaggio universale di gioia, riportando in vita modi di dire e spaccati di cultura locale che rischiano di affievolirsi, ma che qui brillano di una luce nuova e attualissima.  


La #Mancioriflessione

Tutto questo mi ha portato a riflettere ed a cercare qualcosa di diverso dalle disamine solite.

È affascinante come spesso cerchiamo di mettere una distanza di sicurezza tra noi e la commedia in vernacolo, bollandola come un nostalgico ritratto di "come eravamo". 
Diciamo a noi stessi che quel mondo non ci appartiene più, eppure la smentita arriva puntuale non appena scoppiamo a ridere. 
Se non fossimo ancora profondamente intrisi di quella cultura, di quegli archetipi e di quel linguaggio, quelle battute cadrebbero nel vuoto. 
La risata è, in fondo, un atto di riconoscimento.
Prendiamo ad esempio un’opera come Je d'assè pacc: nonostante l'uso del dialetto, la narrazione è immersa nel presente. 
Non è una rievocazione storica; ci sono i cellulari, ci sono i riferimenti a locali che frequentiamo ogni giorno, c'è la vita di oggi. 
C'è addirittura un escamotage narrativo dell'autore per sensibilizzare sulle truffe agli anziani.

Il vernacolo non è un fossile, ma un filtro colorato attraverso cui guardiamo la nostra contemporaneità.
L'aspetto più incredibile, però, è la fisicità dell'esperienza teatrale. 
Quando in scena si susseguono giri di birre comprate, rubate o scommesse, la reazione non è solo mentale. Non stai solo elaborando un concetto; ti viene una sete reale, quasi bruciante. 
Questo demolisce l'idea del teatro come esercizio puramente intellettuale: l'arte è una forza che scuote il corpo, che ti fa sentire vivo e, in questo caso, decisamente assetato. 



​La notizia "shock": l'addio di Antonio Panzini

​Tuttavia, tra un applauso e l'altro, è arrivata una dichiarazione che ha scosso il pubblico e l'ambiente culturale molese. 
Il regista Antonio Panzini ha infatti annunciato che questa sarà la sua ultima commedia scritta e diretta. Un annuncio "shock" per una figura storica del teatro locale, che ha spiegato di ritenere giusto passare il testimone a chi dovrà raccogliere questa eredità in futuro. 
Una decisione che ammanta lo spettacolo di un valore ancora più simbolico: è il culmine di una carriera dedicata alla valorizzazione della tradizione popolare, almeno per quanto riguarda l'aspetto teatrale.. 
Vedremo come si evolveranno le cose, intanto godiamoci questo viaggio. 


​Solidarietà e prossime date

​Non va dimenticato il nobile fine dell'iniziativa: il ricavato della vendita dei biglietti sarà interamente devoluto in beneficenza per sostenere la mensa parrocchiale, un gesto concreto che unisce il nutrimento dell'anima a quello materiale per chi ne ha più bisogno.

​L’entusiasmo è tale che la caccia al biglietto è diventata da subito frenetica ed è proseguita con il passare dei giorni. 

Siamo ormai nell'imminenza delle prossime tre date: 1, 2 e 3 Maggio 2026
Visto lo straordinario successo e il fatto che moltissime richieste non potranno essere soddisfatte nell'immediato, l'organizzazione ha confermato che si sta già lavorando per inserire ulteriori repliche più in là nel tempo, per permettere a tutti di godere di questo spettacolo indimenticabile.

​L'invito resta valido per chi è riuscito ad assicurarsi un posto: il sipario si alza alle 20:30 (ingresso ore 20:00) presso il Teatro Parrocchiale SS. Trinità. Preparatevi a ridere, a riflettere e a dimenticare il mondo fuori. Perché, come dice il titolo, un pizzico di "follia" è il modo migliore per affrontare la vita.

Commenti

IL LIBRO DI MANCIO !!!

IL LIBRO DI MANCIO !!!
Le cose non sono mai quello che sembrano ©

© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

ACQUISTA SU

- www.ilmiolibro.it

ACQUISTA ORA: CLICCA QUI!!!

- La Feltrinelli (librerie e/o sito)

- Cartolandia Mola

(Via S.Chiara, 5 - Mola di Bari)

- Francesco Basile Strumenti Musicali

(Via Matteotti, 14 - Taranto )

- Stores esterni (amazon,Apple, Kobo, ecc.)

(versione cartacea Isbn: 9788891066589

ebook Isbn: 9788891066824)

CLICCA "MI PIACE" sulla pagina:

Le cose non sono mai quello che sembrano

www.facebook.com/lecosenonsonomaiquellochesembrano

Puoi acquistare il libro anche dalla stessa pagina facebook:

Clicca QUI: Acquista ora !!!

Top 10 (gli articoli più letti di sempre)