Mentre l'Inter prenota il tricolore, la lotta Champions si infiamma e il fondo classifica regala un finale da brividi

di: Mancio
La
34ª giornata di Serie A ci consegna un campionato che, pur non avendo ancora emesso tutte le sentenze aritmetiche, ha chiarito i rapporti di forza e il destino di molte protagoniste.
È stata la giornata del cinismo, delle rimonte folli e di traguardi storici che iniziano a profumare di realtà.
Lo scudetto è in viaggio verso Milano
L'
Inter di Chivu ha vissuto un weekend agrodolce.
Il pareggio per 2-2 contro un indomito Torino ha frenato la corsa verso la parata tricolore, ma il vantaggio di tre lunghezze sulla concorrenza a poche giornate dal termine lascia i nerazzurri padroni del proprio destino.
Domenica contro il Parma, la festa potrebbe finalmente esplodere: un appuntamento con la storia che i ragazzi di Chivu non vogliono fallire.
Corsa Champions: La scalata del Como e il graffio della Roma
Se la vetta è quasi blindata, alle spalle è bagarre totale.
Il
Como di
Fabregas continua a riscrivere la sua storia: la vittoria autoritaria al "Ferraris" contro il Genoa lancia i lariani a quota 61 punti, a pari merito con la
Roma.
Proprio i giallorossi di Gasperini hanno dato un segnale fortissimo espugnando Bologna, tenendo vive le speranze per un posto nell'Europa che conta.
Mentre Milan e Juventus si sono annullate in un pareggio prudente a San Siro, il Napoli ha risposto con una prova di forza devastante contro la Cremonese, dimostrando che per i vertici della classifica la battaglia è tutt'altro che chiusa.
Zona Salvezza: Il miracolo sardo e il crollo del Pisa
Le emozioni più forti sono arrivate però dalla lotta per non retrocedere.
Il
Cagliari di
Pisacane ha messo a segno l'impresa di giornata: il 3-2 all'Atalanta è un manifesto di carattere che porta i sardi a +8 sulla zona calda, una boccata d'ossigeno che sa quasi di
salvezza.
Destino opposto per il Pisa, che nonostante una prestazione d'orgoglio, si è arreso al Parma (che festeggia la salvezza matematica).
I toscani restano sul fondo, superati anche dall'
Hellas Verona che, in un finale thriller contro il Lecce, si è visto annullare dal
VAR il gol del sorpasso.
La lotta tra Lecce, Cremonese e Verona promette di regalarci un finale di stagione vietato ai deboli di cuore.
Estro e follia: Lo spettacolo dell'Olimpico
Non si può chiudere questo editoriale senza menzionare il
3-3 tra Lazio e Udinese.
Una partita che non aveva grandi obiettivi di classifica ma che ha incarnato l'essenza del calcio: ribaltamenti continui, il talento intramontabile di
Pedro e il graffio finale di
Daniel Maldini.
È la fotografia di una Serie A che, pur tattica e contratta come nel caso di Fiorentina-Sassuolo, sa ancora regalare momenti di pura euforia sportiva
Mancio-pensiero:
Mancano pochi battiti di ciglia alla fine dei giochi.
Chi ha saputo soffrire oggi, come il Cagliari o il Parma, raccoglie i frutti; chi ha tentennato, come l'Inter o il Bologna, dovrà trovare la forza per l'ultimo scatto.
Il sipario sta per calare, ma lo spettacolo è appena iniziato.
E adesso andiamo a vedere più da vicino
le singole partite
e le conseguenti classifiche:👇🏼
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Milan-Juventus 0-0
MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlović; Saelemaekers, Fofana (21' st Ricci), Modrić (35' st Jashari), Rabiot, Bartesaghi (1' st Estupiñan); Pulisic (17' st Füllkrug), Leão (35' st Nkunku).
All.: Allegri.
JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Locatelli, Thuram (26' st Koopmeiners), Cambiaso (26' st Holm); Conceição (35' st Zhegrova), Boga (35' st Yldiz); David (42' st Vlahović).
All.: Spalletti.
Ammoniti: Cambiaso, Bartesaghi, Boga, Estupinan, Locatelli per gioco falloso.
Il big match della 34ª giornata di Serie A tra Milan e Juventus si rivela un'occasione mancata, terminando con un incolore 0-0 che riflette più la paura di perdere che la voglia di vincere.
Nonostante le premesse da "incontro di cartello", le due formazioni hanno preferito non rischiare, accontentandosi di un punto utile per la corsa Champions ma avaro di emozioni per il pubblico di San Siro.
La prima frazione è scivolata via tra tatticismi e ritmi compassati.
Entrambe le squadre sono apparse contratte, preoccupate principalmente di mantenere l'equilibrio difensivo.
L'unico sussulto è arrivato dal gol annullato a Thuram, pescato in posizione di netto offside.
Il secondo tempo ha offerto spunti leggermente più vivaci.
Al 50', il Milan ha sfiorato il vantaggio con un legno colpito da Saelemaekers, episodio che ha scosso parzialmente il match.
La Juventus ha provato a osare qualcosa in più, trascinata soprattutto dall'intraprendenza di Conceicao, capace di creare superiorità numerica con i suoi dribbling, pur rimanendo una minaccia isolata.
Ha destato qualche perplessità la gestione dei cambi da parte di Spalletti, che ha inserito pedine offensive come Yildiz e Vlahovic solo nelle battute finali del match, quando ormai l'inerzia dello 0-0 sembrava consolidata.
Al triplice fischio, le difese hanno avuto la meglio sugli attacchi, lasciando la classifica quasi invariata per entrambe.
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Torino-Inter 2-2
⚽ 23' pt Thuram (I), 16' st Bisseck (I), 25' st Simeone (T), 34' st rig. Vlasic (T)
TORINO (3-4-1-2): Paleari, Coco (9' st Marianucci), Ismajli, Ebosse, Lazaro (9' st Njie), Ilkhan, Gineitis (22' st Casadei), Obrador, Vlasic, Simeone (45' st Tameze), Adams (22' st Zapata).
All. D'Aversa
INTER (3-5-2): Sommer, Bisseck (42' st Frattesi), Akanji, Carlos Augusto, Darmian (35' st Dumfries), Sucic (35' st Mkhitaryan), Barella, Zielinski, Dimarco (35' st Diouf), Thuram, Bonny (16' st Esposito).
All. Chivu
Ammoniti: Diouf, Ebosse, Barella per gioco falloso, dalla panchina D'Aversa per proteste.
Frena la corsa dell'Inter, che al "Grande Torino" si fa riprendere sul 2-2 da un Toro mai domo.
Nonostante il doppio vantaggio, i nerazzurri mancano il colpo del KO definitivo e rimandano la festa scudetto, restando comunque padroni del proprio destino.
L'Inter sblocca la gara al 23' grazie a un'azione magistrale: cross preciso di Dimarco e colpo di testa vincente di Thuram, abile a sfuggire alla marcatura di Ebosse.
Il primo tempo scivola via con la squadra di Chivu in totale controllo.
Al 16' della ripresa, il copione sembra ripetersi. Ancora Dimarco protagonista dalla bandierina, pennellata per Bisseck che, lasciato colpevolmente solo, insacca di testa il gol del 2-0.
Quando la partita sembrava ormai in ghiaccio, il Torino rialza la testa.
Al 25' Simeone conferma il suo magic moment casalingo firmando il gol che riapre i giochi.
Il pressing granata aumenta e, dopo un miracolo di Sommer su Njie, l'arbitro assegna un calcio di rigore per un tocco di mano di Carlos Augusto.
Dal dischetto, al 34', Vlasic non sbaglia e sigla il pareggio.
Nonostante l'amarezza per la rimonta subita, l'Inter di Chivu resta a un passo dal titolo.
Con tre punti di vantaggio sulla concorrenza, la matematica certezza del tricolore passerà dalla sfida di domenica prossima contro il Parma: una vittoria garantirebbe il successo finale indipendentemente dagli altri risultati.
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Cagliari-Atalanta 3-2
⚽ Marcatori: 1’, 8’ Mendy (C), 40’', 45’ Scamacca (A), 47’ Borrelli (C)
Cagliari (4-3-2-1): Caprile; Ze Pedro, Mina, Rodriguez (73’ Dossena), Obert; Adopo, Gaetano, Deiola (56’ Sulemana); Folorunsho, Esposito (56’ Palestra); Mendy (46’ Borrelli, 77’ Belotti).
All. Pisacane
Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac (73’ Kossounou); Bellanova (56’ Krstovic), De Roon (73’ Ederson), Pasalic, Zappacosta (56’ Zalewski); De Ketelaere (77’ Samardzic), Raspadori, Scamacca.
All. Palladino
Il Cagliari di Pisacane compie un passo forse decisivo verso la permanenza in Serie A, piegando l'Atalanta per 3-2 in un posticipo della 34ª giornata ricco di colpi di scena.
Grazie a questo successo, i sardi salgono a quota 36 punti, mettendo una seria ipoteca sulla salvezza con un rassicurante +8 sulla Cremonese.
Resta invece ferma a 54 punti la squadra di Palladino.
I padroni di casa partono fortissimo, travolgendo gli orobici nei primi minuti.
È un super Mendy il protagonista assoluto, capace di firmare una doppietta lampo tra il 1' e l'8' minuto, portando il Cagliari sul doppio vantaggio.
Quando il primo tempo sembrava destinato a chiudersi in favore dei rossoblù, sale in cattedra Scamacca.
L'attaccante della Dea risponde con la stessa moneta, siglando due reti tra il 40' e il 45' che ristabiliscono l'equilibrio proprio prima dell'intervallo.
La ripresa si apre con un nuovo ribaltone. Al 47', Borrelli trova la zampata del 3-2.
È il gol che decide l'incontro: nonostante i tentativi dell'Atalanta, il muro sardo regge fino al triplice fischio, blindando tre punti d'oro per la classifica.
Una vittoria di carattere per gli uomini di Pisacane, capaci di reagire psicologicamente dopo aver subito la rimonta bergamasca.
Ora il traguardo salvezza è davvero a un passo.
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Lazio - Udinese 3-3⚽ 21’pt Ehizibue (U), 5’st Pellegrini (L), 35’st Pedro (L), 35’st e 45’+2 st Atta (U), 45’+4 st Maldini (L)
LAZIO (4-3-3): Motta; Lazzari, Provstgaard, Romagnoli, Pellegrini (dal 38’st Tavares); Basic, Patric, Taylor (dal 1’st Dele-Bashiru); Cancellieri (dal 20’st Isaksen), Dia (dal 1’st Pedro), Noslin (dal 31’st Maldini).
All. Sarri.
UDINESE (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele (dal 37’st Zarraga), Solet; Ehizibue, Ekkelenkamp (dal 24’st Buksa), Piotrowski (dal 20’st Miller), Atta, Kamara (dal 37’st Arizala); Zaniolo, Gueye (dal 37’st Bayo).
All.: Runjaic.
Ammoniti: 41’ pt Cancellieri (L), 12’ st Pellegrini (L), 44’st Ehizibue (U), 45’+5 st Patric
All'Olimpico va in scena un posticipo folle e spettacolare tra Lazio e Udinese, che chiudono la 34ª giornata con un incredibile 3-3.
Una partita che sembrava spenta nel primo tempo si è trasformata in un finale vietato ai deboli di cuore, regalando un punto a testa che porta la squadra di Sarri a quota 48 (agganciando il Bologna) e i friulani a 46.
L'Udinese parte meglio e sblocca la gara al 18': Ehizibue scarica un destro potentissimo sotto la traversa che non lascia scampo a Motta.
La Lazio fatica a reagire e rischia ancora su Piotrowski, ma il portiere biancoceleste tiene a galla i suoi.
Nella ripresa la Lazio cambia marcia.
Al 50', Luca Pellegrini trova il pareggio con una splendida conclusione al volo sugli sviluppi di un corner, spedendo la palla sotto l'incrocio.
Dopo una fase di pressione costante e diverse occasioni sprecate (tra cui una traversa di Isaksen e un errore clamoroso di Zaniolo), la Lazio passa all'80': Pedro estrae dal cilindro un destro a giro d'autore per il 2-1 che sembra chiudere i conti.
Il bello (o il brutto, a seconda dei punti di vista) arriva negli ultimi dieci minuti:
All'86' Atta è il più lesto a ribadire in rete una respinta di Motta su colpo di testa di Bayo per il 2-2.
Non contento, al 93' lo stesso Atta firma la sua doppietta personale con un tiro chirurgico che gela l'Olimpico, portando l'Udinese sul 2-3.
Quando tutto sembrava perduto, al 95' la Lazio si getta in avanti.
Romagnoli colpisce un palo clamoroso di testa, la palla resta viva e, dopo un cross di Pedro, Daniel Maldini trova la deviazione vincente che fissa il risultato sul definitivo 3-3.
Una gara infinita che lascia l'Udinese con l'amaro in bocca per il successo sfumato all'ultimo respiro e la Lazio con la consapevolezza di non aver mai mollato.
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Genoa-Como 0-2
⚽ 10' pt Douvikas, 23' st Diao
GENOA (4-4-2): Bijlow (1' st Leali); Marcandalli, Ostigård, Otoa (12' st Messias), Vásquez; Sabelli (36' st Cornet), Frendrup, Amorim (25' st Malinovskyi), Ellertsson; Ekhator (25' st Colombo), Vitinha.
All.: De Rossi
COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Ramon, Santos (12' st Kempf), Valle; Perrone, Da Cunha; Diao (36' st Van Der Brempt), Paz (1' st Caqueret), Baturina (48' st Kuhn); Douvikas (36' st Morata).
All: Fabregas
Ammoniti: Santos, Diao per gioco falloso, Messias e Kempf per reciproche scorrettezze.
Il Como di Fabregas espugna il Ferraris con un solido 2-0 ai danni del Genoa, centrando tre punti pesantissimi che alimentano concretamente il sogno Champions della compagine lariana.
Una vittoria maturata grazie a un cinismo superiore e a una gestione intelligente dei momenti della gara.
Nonostante un buon avvio del Genoa, vicino al gol all'8' con un diagonale di Vitinha finito sull'esterno della rete, è il Como a colpire per primo.
Al 10', su un cross perfetto di Da Cunha, Douvikas si inserisce con i tempi giusti sul secondo palo e batte Bijlow con un tocco preciso.
Gli ospiti sfiorano il bis già al 33', quando Paz colpisce il palo con un colpo di testa imperioso.
Il finale di tempo vede il Grifone spingere con Marcandalli, ma il muro lombardo regge e si va al riposo sullo 0-1.
Nel secondo tempo il Genoa prova ad alzare il ritmo, ma la difesa del Como non concede spazi.
Al 18', il portiere Butez è provvidenziale in uscita su Frendrup, sventando il possibile pareggio.
Il colpo del KO arriva al 23': Baturina semina il panico a sinistra, il suo cross viene sporcato da Caqueret e diventa un assist d'oro per Diao, che da distanza ravvicinata insacca il gol della sicurezza.
Con questo successo, il Como dimostra maturità e solidità difensiva, portando a casa un risultato fondamentale per la classifica di alta fascia.
Per il Genoa di Gilardino resta il rammarico per non aver concretizzato le occasioni create in avvio dei due tempi.
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Fiorentina-Sassuolo 0-0
FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodo, Rugani, Ranieri, Balbo (30' st Comuzzo); Fagioli; Harrison (22' st Fazzini), Ndour, Mandragora (22' st Fabbian), Solomon; Gudmundsson.
All. Vanoli
SASSUOLO (4-3-3): Turati; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Garcia; Koné (29' st Fadera), Matic (43' st Vranckx), Thorstvedt; Volpato (20' st Lipani), Pinamonti (29' st Nzola), Laurienté (43' st Moro).
All. Grosso
Ammoniti: Ranieri, Mandragora, Laurentié per gioco falloso.
Al "Franchi" regna l'equilibrio tra Fiorentina e Sassuolo, in un match che si chiude sullo 0-0.
Un punto che muove la classifica di entrambe, ma che lascia ai viola un pizzico di amaro in bocca: la salvezza matematica è ormai a un passo, ma non è ancora stata archiviata ufficialmente.
L’avvio è di marca neroverde con Laurienté, che chiama De Gea all'intervento nell'unica vera fiammata ospite della prima frazione.
La Fiorentina reagisce con classe: prima un colpo di tacco di Gudmundsson impegna Turati, poi Solomon va vicinissimo al bersaglio grosso con una conclusione che sibila accanto al palo.
Nel secondo tempo i padroni di casa prendono stabilmente il comando del gioco.
È un vero e proprio assedio collettivo: ci provano a turno Dodo, Fagioli, Ndour, Comuzzo e ancora Gudmundsson, ma trovano sulla loro strada un Turati in stato di grazia, impeccabile nel blindare la porta emiliana.
Nonostante il possesso palla della Fiorentina, il Sassuolo rischia di colpire di rimessa al 14' con Pinamonti, che centra un palo quasi casuale strozzando in gola l'urlo dei tifosi ospiti.
Nonostante il forcing finale degli uomini di Vanoli, il punteggio non si sblocca.
La Fiorentina rimanda l'appuntamento con la certezza aritmetica della permanenza in Serie A, mentre il Sassuolo strappa un punto prezioso in un campo difficile grazie a una prova difensiva di grande sacrificio.
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Napoli-Cremonese 4-0
⚽ McTominay S. 3', Højlund R. 45', De Bruyne K. 45' + 3', Alisson 52'
NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Rrahmani, Buongiorno, Olivera (54' Beukema); Politano (53' Mazzocchi), McTominay, Lobotka (54' Gilmour), Gutierrez; De Bruyne, Alisson Santos; Hojlund.
All. Conte.
CREMONESE (4-4-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto, Pezzella; Floriani Mussolini (46’ Zerbin), Bondo (46’ Grassi), Maleh, Payero; Okereke Okereke (46’ Vandeputte), Bonazzoli.
All. Giampaolo.
Il Napoli travolge la Cremonese con un netto 4-0, in una partita senza storia che i partenopei hanno blindato già nei primi minuti.
Una prova di forza schiacciante che ha visto i grigiorossi incapaci di contenere le ondate offensive della squadra di casa.
La gara si mette subito in discesa per il Napoli: passano appena 3 minuti e McTominay sblocca il risultato con una conclusione dal limite che non lascia scampo ad Audero.
Dopo una fase di sofferenza per la Cremonese, schiacciata dal pressing avversario, il Napoli dilaga a cavallo dell'intervallo.
Al 45' raddoppia Hojlund, mentre in apertura di ripresa (48') ci pensa De Bruyne a firmare il tris con un guizzo ravvicinato.
La festa del gol continua al 52', quando anche Alisson partecipa alla goleada mettendo a segno la rete del definitivo 4-0.
Nonostante il punteggio ormai al sicuro, il Napoli ha continuato a gestire il ritmo con autorità, rendendosi pericoloso in contropiede contro una Cremonese che non è mai riuscita a impensierire la retroguardia azzurra.
C'è stato spazio anche per un ultimo sussulto all'81': un tocco di mano di Grassi ha regalato al Napoli un calcio di rigore.
Tuttavia, McTominay ha fallito l'occasione della doppietta personale, facendosi ipnotizzare da Audero che è riuscito a parare il penalty, rendendo il passivo leggermente meno pesante per i suoi.
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H.Verona-Lecce 0-0
H.VERONA (3-5-2): Montipò, Nelsson, Bella-Kotchap (5'st Valentini), Edmundsson, Belghali (41'st Vermesan), Akpa Akpro (17'st Lovric), Gagliardini, Bernede (41'st Lirola), Frese, Suslov (17'st Sarr), Bowie.
All.: Sammarco.
LECCE (4-2-3-1): Falcone, Veiga, Siebert, Jean, Gallo, Coulibaly, Ramadan, Pierotti (45'st Camarda), Gendelman (14'st Ngom), Banda (34'st N'Dri), Stulic (14'st Cheddira).
All.: Di Francesco.
Ammoniti: Coulibaly, Akpa-Akpro Ramadani, Valentini, Cheddira, N'Dri, Viega per gioco falloso.
Finisce a reti bianche lo scontro salvezza del "Bentegodi" tra Hellas Verona e Lecce, un 0-0 che muove la classifica ma non risolve le crisi di nessuna delle due compagini.
Con questo punto, gli scaligeri salgono a 19 punti, superando il Pisa e lasciandolo all'ultimo posto solitario, mentre i salentini raggiungono quota 29, mantenendo una sola lunghezza di vantaggio sulla zona retrocessione occupata dalla Cremonese.
La tensione e la paura di perdere hanno dominato la prima frazione.
La squadra di Di Francesco ha provato ad accendersi con le accelerazioni di Banda, che però ha peccato di precisione.
Dall'altra parte, il Verona ha chiamato in causa un super Falcone, provvidenziale in due occasioni su Belghali e Akpa Akpro.
Nel secondo tempo il Lecce è tornato a farsi vedere in avanti con il tandem Banda-Cheddira, senza però trovare lo specchio della porta.
Il finale è stato però un vero e proprio thriller: al 92' Camarda ha avuto la palla del match su assist di N'Dri, ma la sua conclusione è stata murata in angolo da Nelsson.
Il vero colpo di scena è arrivato in pieno recupero: l'Hellas aveva trovato il gol vittoria con Edmundsson, scatenando l'esultanza dello stadio.
Tuttavia, l'arbitro Massa, dopo un'iniziale convalida, è stato richiamato dal VAR e ha deciso di annullare la marcatura per un fallo commesso ai danni del portiere ospite.
Al triplice fischio resta il rammarico per i padroni di casa e un sospiro di sollievo per i giallorossi.
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Bologna-Roma 0-2
⚽ 7’ Malen, 45+1’ El Aynaoui
BOLOGNA (3-4-3): Ravaglia, Helland (32' st Vitik), Lucumi, Heggem, Joao Mario (21' st De Silvestri), Ferguson, Freuler, Miranda (1' st Zortea), Orsolini (32' st Cambiaghi), Castro (1' st Odgaard), Rowe.
All.: Italiano.
ROMA (3-4-2-1): Svilar, Mancini, Ndicka, Hermoso (16' st Ghilardi), Celik (1' st Rensch), El Aynaoui, Cristante, Wesley, Soulè (16' st Vaz), Pisilli (48' st Ziolkowski), Malen (32' st Dybala).
All.: Gasperini.
Ammoniti: Hermoso, Rensch, El Aynoaui per gioco scorretto.
La Roma espugna il Dall’Ara superando il Bologna per 2-0, un risultato fondamentale che permette agli uomini di Gasperini di restare pienamente in corsa per un piazzamento nella prossima Champions League.
I giallorossi hanno costruito il loro successo nel primo tempo, per poi resistere al ritorno dei padroni di casa nella ripresa.
La gara si mette subito bene per i capitolini: dopo appena 7 minuti, Malen trova la zampata che sblocca l'incontro.
Il Bologna accusa il colpo e, proprio poco prima dell'intervallo, la Roma raddoppia con El Aynaoui, che mette in ghiaccio il risultato in pieno recupero.
Nel secondo tempo il Bologna alza il baricentro e prova a riaprire la partita con maggiore grinta. L'occasione più nitida capita sui piedi di Orsolini, la cui conclusione si stampa però sulla traversa, negando ai rossoblù il gol della speranza.
Nonostante la pressione crescente dei padroni di casa, la difesa della Roma ha retto con ordine fino al fischio finale.
Una vittoria di sostanza che rilancia le ambizioni europee della squadra di Gasperini, mentre il Bologna mastica amaro per non aver concretizzato le occasioni create nella seconda metà di gara.
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Parma-Pisa 1-0
⚽ 82’ Elphege
PARMA (5-3-2): Suzuki, Delprato (36' st Almqvist), Circati, Troilo, Ndiaye, Valeri, Bernabè (33'st Estevez), Nicolussi Caviglia (33' st Sorensen), Keita (21' st Ordonez), Strefezza (21' st Elphege), Pellegrino.
All.: Cuesta.
PISA (3-5-2): Semper, Canestrelli, Caracciolo, Bozhinov (36' st Lorran), Leris (20' Tourè), Akinsamiro (35' st Cuadrado), Aebischer, Vural (1' st Piccinini), Angori, Stojilkovic (21' st Meister), Moreo.
All. Hiljemark
Ammoniti. Canestrelli, Vural, Ndiaye per gioco falloso.
Il Parma festeggia la salvezza aritmetica grazie alla vittoria di misura per 1-0 sul Pisa, condannando i toscani a rimanere inchiodati all'ultimo posto della classifica.
Con questi tre punti, i padroni di casa salgono a quota 42, mettendo la parola fine alla lotta per non retrocedere, mentre il Pisa resta fermo a 18 punti.
La partita è stata caratterizzata da un pizzico di sfortuna per gli ospiti.
Nel corso della prima frazione di gioco, il Pisa è andato per due volte vicinissimo al vantaggio: prima con Akinsanmiro e successivamente con Stojilkovic, ma in entrambi i casi i loro tentativi si sono infranti contro il palo.
Dopo aver rischiato di andare sotto, il Parma ha trovato il colpo vincente nel finale.
Al minuto 82, Elphege ha sfruttato al meglio un suggerimento di Sorensen, riuscendo a trafiggere Semper per il gol che ha deciso l'incontro.
Un successo preziosissimo per la formazione emiliana, che può finalmente festeggiare il traguardo della permanenza in Serie A.
Per il Pisa, invece, si fa sempre più difficile la rincorsa salvezza, nonostante una prestazione che, almeno nel primo tempo, avrebbe meritato miglior fortuna.
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Classifica
|
Squadra
|
Punti
|
|
Internazionale
|
79
|
|
Napoli
|
69
|
|
Milan
|
67
|
|
Juventus
|
64
|
|
Como
|
61
|
|
Roma
|
61
|
|
Atalanta
|
54
|
|
Lazio
|
48
|
|
Bologna
|
48
|
|
Sassuolo
|
46
|
|
Udinese
|
44
|
|
Parma
|
42
|
|
Torino
|
41
|
|
Genoa
|
39
|
|
Fiorentina
|
37
|
|
Cagliari
|
36
|
|
Lecce
|
29
|
|
Cremonese
|
28
|
|
Hellas Verona
|
19
|
|
Pisa
|
18
|
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Marcatori
16 reti
- Lautaro Martínez (Internazionale)
12 reti
- Marcus Thuram (Internazionale)
- Anastasios Douvikas (Como)
- Nico Paz (Como)
11 reti
10 reti
- Giovanni Simeone (Torino)
- Gianluca Scamacca (Atalanta)
- Keinan Davis (Udinese)
- Nikola Krstovic (Atalanta)
- Rasmus Højlund (Napoli)
- Kenan Yildiz (Juventus)
9 reti
- Hakan Çalhanoglu (Internazionale)
- Scott McTominay (Napoli)
- Rafael Leão (Milan)
8 reti
- Christian Pulisic (Milan)
- Nikola Vlasic (Torino)
- Andrea Pinamonti (Sassuolo)
- Riccardo Orsolini (Bologna)
- Moise Kean (Fiorentina)
- Marco Pellegrino (Parma)
7 reti
- Domenico Berardi (Sassuolo)
- Federico Bonazzoli (Cremonese)
- Lorenzo Colombo (Genoa)
- Santiago Castro (Bologna)
- Gift Orban (Hellas Verona)
6 reti
- Adrien Rabiot (Milan)
- Piotr Zielinski (Internazionale)
- Ruslan Malinovskyi (Genoa)
- Federico Dimarco (Internazionale)
- Rolando Mandragora (Fiorentina)
- Stefano Moreo (Pisa)
- Jonathan David (Juventus)
- Sebastiano Esposito (Cagliari)
- Matías Soulé (Roma)
- Martin Baturina (Como)
- Ismaël Koné (Sassuolo)
- Francesco Pio Esposito (Internazionale)
5 reti
- Jamie Vardy (Cremonese)
- Ché Adams (Torino)
- Christopher Nkunku (Milan)
- Albert Gudmundsson (Fiorentina)
- Jens Odgaard (Bologna)
- Jurgen Ekkelenkamp (Udinese)
- Weston McKennie (Juventus)
- Nicolò Zaniolo (Udinese)
- Armand Laurienté (Sassuolo)
- Leo Østigård (Genoa)
- Cesare Casadei (Torino)
- Ange-Yoan Bonny (Internazionale)
- Vítinha (Genoa)
- Arthur Atta (Udinese)
- Kevin De Bruyne (Napoli)
4 reti
Kempf (Como);
Ekuban (Genoa);
Pellegrini (Roma);
Anguissa (Napoli);
Nzola (Pisa);
Bremer (Juventus);
Isaksen (Lazio);
da Cunha (Como);
Cancellieri (Lazio);
Borrelli (Cagliari);
Pavlovic (Milan);
Pedro (Lazio);
Kiliçsoy (Cagliari);
Wesley (Roma);
3 reti
Zapata (Torino);
Kostic (Juventus);
Loftus-Cheek (Milan);
Cataldi (Lazio);
Zaccagni (Lazio);
Pasalic (Atalanta);
Barella (Internazionale);
Gosens (Fiorentina);
Thorsby (Genoa);
Dumfries (Internazionale);
Ndicka (Roma);
Dovbyk (Roma);
Coulibaly (Lecce);
Vlahovic (Juventus);
Piccoli (Fiorentina);
Neres (Napoli);
Thuram (Juventus);
Messias (Genoa);
Solet (Udinese);
Bisseck (Internazionale);
Banda (Lecce);
Thorstvedt (Sassuolo);
Bernabé (Parma);
Conceição (Juventus);
De Ketelaere (Atalanta);
Perrone (Como);
Cambiaghi (Bologna);
Ferguson (Roma);
Stulic (Lecce);
Cambiaso (Juventus);
Scalvini (Atalanta);
Noslin (Lazio);
Addai (Como);
Giovane (Hellas Verona);
Ekhator (Genoa);
Spinazzola (Napoli);
Kabasele (Udinese);
2 reti
Zappacosta (Atalanta);
Cristante (Roma);
Belotti (Cagliari);
Dybala (Roma);
Bernardeschi (Bologna);
Politano (Napoli);
Maripán (Torino);
Mazzitelli (Cagliari);
Buksa (Udinese);
Akanji (Internazionale);
Vojvoda (Como);
Basic (Lazio);
Hermoso (Roma);
Serdar (Hellas Verona);
Moro (Bologna);
Caqueret (Como);
Lookman (Atalanta);
Fagioli (Fiorentina);
Guendouzi (Lazio);
Folorunsho (Cagliari);
Castellanos (Lazio);
Frese (Hellas Verona);
Modric (Milan);
Tramoni (Pisa);
Beukema (Napoli);
Saelemaekers (Milan);
Gaetano (Cagliari);
Dallinga (Bologna);
Raspadori (Napoli);
Delprato (Parma);
Brescianini (Atalanta);
Pobega (Bologna);
Fofana (Milan);
Kalulu (Juventus);
Zalewski (Atalanta);
Koné (Roma);
Felici (Cagliari);
N’Dri (Lecce);
Samardzic (Atalanta);
Rowe (Bologna);
Cabal (Juventus);
Maldini (Atalanta);
Norton-Cuffy (Genoa);
Sulemana (Atalanta);
Terracciano (Cremonese);
Fadera (Sassuolo);
Fabbian (Bologna);
Kristensen (Udinese);
Muharemovic (Sassuolo);
Belghali (Hellas Verona);
Ndour (Fiorentina);
Gatti (Juventus);
Baschirotto (Cremonese);
Berisha (Lecce);
Meister (Pisa);
Volpato (Sassuolo);
Mkhitaryan (Internazionale);
Bartesaghi (Milan);
Ramón (Como);
Diao (Como);
Gabriel (Lecce);
Idrissi (Cagliari);
Caracciolo (Pisa);
1 rete
Moreno (Como);
Vázquez (Cremonese);
Lobotka (Napoli);
Akpa Akpro (Hellas Verona);
Karlström (Udinese);
Mina (Cagliari);
Rrahmani (Napoli);
Carlos (Como);
Vandeputte (Cremonese);
Sanabria (Cremonese);
Luperto (Cagliari);
Marusic (Lazio);
Locatelli (Juventus);
Çelik (Roma);
Posch (Como);
Ehizibue (Udinese);
Mancini (Roma);
Estupiñán (Milan);
Kossounou (Atalanta);
Cutrone (Parma);
Bastoni (Internazionale);
Pellegrini (Lazio);
Ranieri (Fiorentina);
Lucumí (Bologna);
Dodô (Fiorentina);
Piotrowski (Udinese);
Okereke (Cremonese);
Touré (Pisa);
Elmas (Napoli);
Bernede (Hellas Verona);
Ramadani (Lecce);
Augusto (Internazionale);
Maleh (Lecce);
Martín (Genoa);
Harroui (Hellas Verona);
Openda (Juventus);
Sottil (Lecce);
Kelly (Juventus);
Aebischer (Pisa);
De Luca (Cremonese);
Gilmour (Napoli);
Musah (Atalanta);
Johnsen (Cremonese);
Kühn (Como);
Gutiérrez (Napoli);
De Winter (Milan);
Strefezza (Como);
Lang (Napoli);
Léris (Pisa);
Miranda (Bologna);
Payero (Cremonese);
Mário (Juventus);
Ferguson (Bologna);
Canestrelli (Pisa);
Zanoli (Udinese);
Frendrup (Genoa);
Benedyczak (Parma);
Adopo (Cagliari);
Ricci (Milan);
Coco (Torino);
Éderson (Atalanta);
Ngonge (Torino);
Oristanio (Parma);
Dia (Lazio);
Lucca (Napoli);
Henrique (Internazionale);
Holm (Bologna);
Pierotti (Lecce);
Ellertsson (Genoa);
Cheddira (Sassuolo);
Miretti (Juventus);
Sørensen (Parma);
Circati (Parma);
Iannoni (Sassuolo);
Siebert (Lecce);
Parisi (Fiorentina);
Baldanzi (Roma);
Hien (Atalanta);
El Aynaoui (Roma);
Valle (Como);
Ilkhan (Torino);
Bravo (Udinese);
Vergara (Napoli);
Ordóñez (Parma);
Sucic (Internazionale);
Adzic (Juventus);
Prati (Cagliari);
Sulemana (Bologna);
Lorran (Pisa);
Pisilli (Roma);
Palestra (Cagliari);
Athekame (Milan);
Matic (Sassuolo);
Troilo (Parma);
Comuzzo (Fiorentina);
Njie (Torino);
Camarda (Lecce);
Rodriguez (Como);
Folino (Cremonese);
Cuadrado (Pisa);
Lukaku (Napoli);
Pavoletti (Cagliari);
de Roon (Atalanta);
Freuler (Bologna);
Di Lorenzo (Napoli);
Autogol
Muharemovic (Sassuolo - 2 autogol);
Terracciano (Cremonese - 2 autogol);
Cambiaso (Juventus - 2 autogol);
Otoa (Genoa - 1 autogol);
Keita (Parma - 1 autogol);
Núñez (Hellas Verona - 1 autogol);
Nelsson (Hellas Verona - 1 autogol);
Sabelli (Genoa - 1 autogol);
Freuler (Bologna - 1 autogol);
Hien (Atalanta - 1 autogol);
Parisi (Fiorentina - 1 autogol);
Caracciolo (Pisa - 1 autogol);
Gabriel (Lecce - 1 autogol);
Bartesaghi (Milan - 1 autogol);
Frese (Hellas Verona - 1 autogol);
Solet (Udinese - 1 autogol);
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