Sentenza Storica a Bari: Condannata la Riorganizzazione del Partito Fascista. Rifondazione Mola: "Basta Ipocrisie sulla Legalità" e torna sulla questione saluto romano.
Dodici condanne per l’aggressione del 2018 a Bari segnano un precedente giuridico sulla Legge Scelba. Intanto, a Mola, il dibattito si infiamma: Rifondazione attacca il centrodestra sulla coerenza costituzionale.
di Mancio
Una sentenza destinata a fare storia quella pronunciata dal Tribunale di Bari, presieduto dal giudice Ambrogio Marrone.
Per la prima volta in Italia, militanti di CasaPound sono stati condannati per la violazione degli articoli 1 e 5 della Legge Scelba, ovvero per aver tentato di riorganizzare il disciolto partito fascista.
Il fatto: l'aggressione del 2018
- Le condanne: 12 persone condannate su 17 imputati. Cinque hanno ricevuto una pena di un anno e mezzo per riorganizzazione del partito fascista; altri sette sono stati condannati a due anni e mezzo, con l’aggiunta del reato di lesioni e la privazione dei diritti politici per cinque anni.
- Le vittime: Tra i feriti dell'epoca figurano l’ex europarlamentare Eleonora Forenza, il suo assistente Antonio Perillo e militanti di altre sigle della sinistra.
- Risarcimenti: Gli imputati dovranno risarcire le parti civili, tra cui figurano ANPI, Regione Puglia e Comune di Bari.
Il riflesso su Mola: il duro comunicato di Rifondazione Comunista
La sentenza di Bari ha offerto il fianco a una riflessione politica profonda a Mola di Bari, dove il clima è già teso a causa del caso del Consigliere Comunale ritratto in una foto controversa presso la tomba di Mussolini a Predappio.
Rifondazione Comunista Mola è intervenuta con un comunicato al vetriolo, alzando il tiro contro le opposizioni di centrodestra che recentemente hanno presentato una mozione di sfiducia contro il Sindaco.
"L’antifascismo non è propaganda, ma un perimetro democratico non negoziabile," scrive Rifondazione. "Osserviamo con preoccupazione il tentativo delle opposizioni di rivestirsi di una presunta superiorità morale. È un’operazione ipocrita: non si può invocare la legalità a giorni alterni."
Le critiche alla "falsa morale"
Il punto centrale della polemica riguarda la coerenza. Secondo Rifondazione, le forze di centrodestra non possono brandire la parola "legalità" contro l'amministrazione attuale e poi tacere o minimizzare quando emergono simboli o nostalgie autoritarie tra le proprie fila.
L'accusa è chiara: la destra molese starebbe usando la Giornata della Memoria e altri simboli istituzionali per fare propaganda, "obliando" però le responsabilità storiche del fascismo e strizzando l'occhio a culture politiche incompatibili con la Repubblica.
Coerenza Costituzionale e il "Passo Indietro"
Il circolo molese di Rifondazione chiede a tutte le forze politiche una presa di posizione pubblica e inequivocabile:
- Basta ambiguità: Non si possono normalizzare simboli nostalgici.
- Responsabilità: Chi incappa in riferimenti al fascismo dovrebbe avere il coraggio di fare un passo indietro.
- Confronto sui contenuti: La politica locale deve tornare a parlare di temi amministrativi, senza piegare i valori costituzionali a fini tattici o opportunistici.
#Manciopensiero Conclusivo
Mentre la magistratura mette un punto fermo sull'apologia di fascismo a livello provinciale, a Mola la questione resta aperta e profondamente etica.
Come sottolineato più volte qui su Manciolandia, l'antifascismo non dovrebbe essere un'arma contundente da usare nel dibattito politico, ma la base comune su cui costruire ogni confronto civile.

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