Il consigliere di minoranza smonta il Documento Unico di Programmazione: critiche feroci su sicurezza, agricoltura e il maxi-stanziamento per gli eventi a scapito dei servizi essenziali.
Il 26 febbraio scorso, l'aula consiliare di
Mola di Bari è stata teatro di una
seduta fiume, conclusasi solo alle prime luci dell’alba.
Come spesso accade quando sul tavolo ci sono i documenti programmatici che decidono il futuro economico del paese, il confronto tra le forze politiche è stato serrato, protraendosi fino alle 3 del mattino.
Il cuore pulsante della convocazione riguardava temi come l’approvazione del
Documento Unico di Programmazione (DUP) e del
Bilancio di Previsione.
Si tratta degli atti fondamentali che definiscono la visione della giunta per i prossimi anni: dagli investimenti sulle opere pubbliche alla gestione dei servizi sociali, fino alla pressione fiscale locale.
Non è un mistero che su questi temi la distanza tra schieramenti sia stata netta.
Mentre la maggioranza ha difeso la solidità e la coerenza della manovra, l'opposizione ha sollevato dubbi sulla reale capacità di incidere sulle criticità del territorio, criticando scelte ritenute poco coraggiose o distanti dalle necessità immediate dei cittadini.
Tra i vari passaggi dell'opposizione, ha destato particolare attenzione l'intervento del consigliere espressione dell’area di Giangrazio Di Rutigliano, ovvero Fabio Daugenti.
Pur allineandosi al voto contrario della minoranza, il suo discorso ha offerto una prospettiva critica che è andata oltre la semplice contrapposizione politica.
Ha toccato punti che, indipendentemente dall'appartenenza partitica, invitano a una riflessione profonda sul metodo di governo e sulle prospettive di sviluppo a lungo termine per Mola, evitando quella che ha definito retorica.
Così, nel cuore di una notte che ha segnato uno dei Consigli Comunali più tesi dell'ultimo periodo, la voce di Fabio Daugenti si è levata non solo come critica politica, ma come un richiamo alla realtà.
Il consigliere d'opposizione, fedele alla sua storica massima — "Prima di imparare a volare bisogna imparare a camminare" — ha messo sotto la lente d’ingrandimento il Bilancio di Previsione, dipingendo un quadro impietoso di un'amministrazione che, a suo dire, ha perso il contatto con le strade e i problemi quotidiani dei molesi.
Il paradosso del "Metaverso" molese
Dopo aver ascoltato in silenzio l'analisi tecnica dei colleghi sul DUP e sui vari capitoli di spesa, Daugenti ha esordito definendo l'azione amministrativa come un vero e proprio paradosso.
Secondo il consigliere, esiste una frattura insanabile tra i racconti della maggioranza su sicurezza e illuminazione e la realtà dei fatti: "Questa amministrazione vive in un
Metaverso che stride con la condizione effettiva di Mola di Bari," ha incalzato, invitando i membri della giunta a vivere di più il territorio per rendersi conto che il "va tutto bene" sbandierato dai banchi del governo cittadino è solo un'illusione.
Mezzo milione per gli eventi, "briciole" per il resto
Il punto più critico dell'intervento ha riguardato la distribuzione delle risorse.
Daugenti ha riconosciuto, con amara ironia, una "coerenza" in questo bilancio: la scelta dichiarata di privilegiare l'
eventistica sopra ogni cosa.
"È imbarazzante vedere
517 mila euro destinati agli eventi mentre ai settori che garantiscono il benessere e il decoro della città restano solo le briciole," ha dichiarato il consigliere.
Per Daugenti, i veri "cavalli di battaglia" dovrebbero essere la vivibilità e la sicurezza.
Rivolgendosi direttamente all'Assessore competente, ha lanciato un monito culturale: "È la cultura il vero volano di una comunità, non l’eventistica fine a se stessa".
Agricoltura, Pesca e Sociale: i dimenticati
A far scattare l'indignazione di Daugenti sono state le cifre, definite ridicole, per i comparti produttivi storici di Mola: solo 4.500 euro per agricoltura e pesca. "Cosa si può fare con una cifra simile?" ha chiesto retoricamente.
La critica si è poi spostata sul sociale, sottolineando l'assenza di misure concrete per i canoni di locazione e il sostegno alle fasce deboli, nonostante le promesse di vicinanza ai cittadini.
Anche sul fronte economico, il consigliere ha evidenziato la mancanza di agevolazioni sulla TARI o premi per chi, con coraggio, decide di aprire una nuova attività in un contesto in cui, purtroppo, si registra solo la chiusura dei negozi.
Sicurezza e Illuminazione: l'ordinario che manca
Infine, il tema della sicurezza.
I 15 mila euro previsti per il potenziamento della videosorveglianza sono stati giudicati del tutto insufficienti rispetto agli impegni presi.
Stesso discorso per l'illuminazione pubblica: Daugenti ha rigettato la giustificazione dell'efficientamento energetico, denunciando zone della città praticamente al buio che alimentano la percezione di insicurezza.
"Non possiamo esaltare l'ordinario," ha concluso Daugenti con una stoccata finale, "anche perché, per quanto mi riguarda, in questo bilancio manca persino l'attenzione a quello."
Il risultato è stato un no secco e motivato: un voto contrario che nasce dalla convinzione che, finché non si imparerà a camminare (garantendo servizi minimi e decoro), ogni tentativo di "volare" con grandi eventi resterà solo un costoso esercizio di distrazione.
L'esito del voto
Per la cronaca
Nonostante il lungo braccio di ferro e i numerosi emendamenti discussi, il risultato finale ha ricalcato i rapporti di forza presenti in aula:
- Approvazione: Tutti i punti cruciali sono passati grazie ai voti compatti della maggioranza.
- Dissenso: L'opposizione ha risposto con un "no" unanime, confermando una frattura che sembra difficile da ricomporre nel breve periodo.
Insomma si và avanti con visioni opposte, ma il dibattito c'è stato ed è stato sottolineato e questo è comunque qualcosa da tenere in considerazione.
Quando, se, un domani si riparlerà di tutto questo nessuno potrà dire (come è accaduto per la questione parcheggi, per esempio) che la minoranza non abbia votato contro, perché magari per protesta ha abbandonato l'aula.
Insomma, i concetti che si esprimono e le azioni politiche sono sempre a memoria di chi ascolta o chi vuole ascoltare ... A prescindere da tutto.
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