8 Marzo 2026: "Raccontiamo le Donne" In Canti di donne al Centro Servizi dell’Ecomuseo di Contrada Brenca.
Un concerto di canti dal mondo per riflettere sulle conquiste femminili e sulla lotta alle discriminazioni attraverso la storia e la musica.
di: Mancio
Non una "festa", ma un’occasione di consapevolezza collettiva.
Domenica 8 marzo 2026, alle ore 11:00, il Centro Servizi dell’Ecomuseo aprirà le sue porte per l’iniziativa "Raccontiamo le Donne".
Il cuore dell’evento sarà un viaggio sonoro globale: un concerto di canti provenienti da ogni angolo del pianeta, interamente dedicato alle figure femminili e alle loro storie. Protagoniste In Canti di donne.
L'incontro si propone di restituire alla Giornata Internazionale della Donna il suo significato originario, distanziandosi dal consumismo per concentrarsi sulla riflessione attorno alle conquiste sociali, politiche ed economiche raggiunte, senza dimenticare la resistenza quotidiana contro ogni forma di discriminazione.
Le radici di una data: un secolo di lotte
La scelta dell’8 marzo non è casuale, ma il frutto di un lungo percorso storico che ha visto le donne protagoniste di battaglie epocali:
- Il fermento del primo Novecento: Già nel 1907, durante il Congresso della Seconda Internazionale a Stoccarda, vennero poste le basi per la rivendicazione del suffragio universale. Poco dopo, nel 1909, gli Stati Uniti celebrarono la prima "Festa della donna" ufficiale a seguito delle proteste per il diritto al voto e la dignità lavorativa.
- L’ufficializzazione europea: Tra il 1910 e il 1911, la Conferenza di Copenaghen sancì la necessità di un'iniziativa internazionale, portando alle prime celebrazioni ufficiali in Europa nel marzo del 1911.
- Dalla Russia al mondo: La data definitiva dell'8 marzo si consolidò nel 1917 a San Pietroburgo, quando le donne guidarono una storica manifestazione per chiedere la fine della Grande Guerra. Nel 1921, la Seconda conferenza delle donne comuniste scelse ufficialmente questo giorno per onorare quegli eventi.
- Il riconoscimento globale: Fu infine l’ONU, nel 1977, a invitare formalmente ogni nazione a dedicare una giornata ai diritti delle donne e alla pace nel mondo.
Il simbolo dell'Italia: la Mimosa
In Italia, la tradizione ha radici profonde nel secondo dopoguerra. Sebbene le prime celebrazioni risalgano al 1922, fu nel 1946 che Teresa Mattei, partigiana e politica italiana, propose la mimosa come simbolo ufficiale.
La scelta della mimosa è densa di significato: oltre a fiorire proprio a marzo, è un fiore "collettivo", composto da tanti piccoli boccioli che formano un’unica entità, ed è estremamente resiliente. È una pianta capace di crescere e prosperare anche in terreni difficili, diventando così l'emblema perfetto della forza e della solidarietà femminile.
Curiosità: Perché proprio la mimosa?
Oltre alla versione di Teresa Mattei, si ricorda spesso che la mimosa fu preferita alle violette (simbolo della sinistra europea) perché era un fiore povero, diffuso nelle campagne e accessibile a tutti. Un simbolo democratico per una lotta che doveva appartenere a ogni donna, senza distinzione di classe.
L’appuntamento di domenica a Contrada Brenca rappresenta dunque un’opportunità preziosa per riscoprire queste radici attraverso il linguaggio universale della musica. Siete tutti invitati a partecipare e a condividere questo momento di memoria e impegno.


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