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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Serie A, 28ª Giornata: Il Milan si prende il Derby, la Juve cala il poker e il Como sogna in grande



I rossoneri riaprono il campionato fermando l'Inter, mentre Yildiz trascina i bianconeri e la lotta Champions si infiamma con il Napoli e la sorpresa lariana.


diMancio

Il ventottesimo turno di Serie A va in archivio regalando scossoni pesanti in ogni zona della classifica. 
Il verdetto più rumoroso arriva senza dubbio da San Siro: il Milan di Max Allegri spezza l’egemonia dell'Inter capolista aggiudicandosi il derby della Madonnina grazie a un lampo di Estupiñán
Una vittoria tatticamente perfetta che non solo accorcia le distanze a 7 punti, ma riapre ufficialmente una corsa scudetto che sembrava già scritta.

In scia ai rossoneri non molla il Napoli, che pur soffrendo nel finale contro un Torino mai domo, blinda il terzo posto trascinato dai rientri di De Bruyne e Anguissa. 
Ma la vera notizia del weekend, oltre alla vittoria meneghina, è il ritorno prepotente della Juventus
I bianconeri ritrovano gioco e gol travolgendo il Pisa con un poker d'autore: brilla la stella di Kenan Yildiz, ormai sempre più leader e simbolo di una "Vecchia Signora" che vuole riprendersi il ruolo di protagonista assoluta.

Alle spalle delle "grandi", continua la favola del Como
Il successo di Cagliari proietta la squadra di Fàbregas in piena zona Champions, a pari punti con una Roma che cade a Marassi sotto i colpi di un Genoa indomabile. 
È una classifica cortissima quella che va dal quarto al settimo posto, dove anche l'Atalanta — reduce dal rocambolesco 2-2 di Bergamo contro l'Udinese firmato Scamacca — resta pienamente in corsa.

Nelle zone calde, la Lazio respira grazie a un gol di Marusic al 93' che punisce un Sassuolo sfortunato, mentre il Verona compie l'impresa di giornata sbancando Bologna. 

In coda, il pareggio a reti bianche tra Fiorentina e Parma e la vittoria del Lecce sulla Cremonese confermano che la lotta per non retrocedere sarà una battaglia fino all'ultimo minuto dell'ultima giornata.

Con un Lautaro Martínez che domina la classifica marcatori, ma con una schiera di inseguitori guidata da Leão e Yildiz, il campionato entra nella sua fase cruciale: il distacco tra Inter e Milan si accorcia, e l'equilibrio regna sovrano.

Adesso andiamo ad analizzare le partite più nel dettaglio 
ed a leggere le conseguenti classifiche: 👇

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Juventus-Pisa 4-0
⚽nel st 9' Cambiaso, 20' Thuram, 30' Yildiz, 48' Boga

JUVENTUS (4-2-3-1): Perin, Kalulu, Bremer, Gatti (1' st Kelly), Cambiaso, Thuram (32' st Koopmeiners), Locatelli, Conceicao (32' st Miretti), McKennie, Yildiz (37' st Kostic), David (1' st Boga). 
All. Spalletti

PISA (3-5-2): Nicolas, Coppola, Caracciolo, Calabresi (31' st Stojikovic), Leris (15' st Cuadrado), Hojholt (15' Piccinini), Aebischer, Marin (15' st Loyola), Angori, Moreo, Durosinmi (31' st Iling-Junior) 
All. Hiljemark.

Ammoniti: Marin, Leris, Caracciolo, Bremer

La Juventus sfodera una prestazione convincente, proprio quella che il suo pubblico vorrebbe ammirare ogni settimana. 
Il 4-0 rifilato al Pisa non è solo una vittoria netta, ma anche l'omaggio ideale per il compleanno di Luciano Spalletti, che ha festeggiato i suoi 67 anni proprio in concomitanza con il match di sabato 7 marzo. 
Il trascinatore assoluto è stato Kenan Yildiz: il numero 10 bianconero ha disputato una gara magistrale, confermando una crescita esponenziale che lo sta proiettando rapidamente nell'Olimpo dei top player. 
Tuttavia, nonostante le quattro reti complessive firmate da Cambiaso, Thuram, lo stesso Yildiz e Boga, resta un piccolo neo statistico: ancora una volta, il centravanti di ruolo non è riuscito a timbrare il cartellino. 
Una tendenza che ormai sembra essere diventata una caratteristica costante di questa squadra, a cui i tifosi dovranno probabilmente rassegnarsi. 
Il Pisa ha provato a tenere testa alla Vecchia Signora, lottando con grinta per i primi 45 minuti. 

Nella seconda frazione non c'è stata storia. 
I toscani sono crollati sotto la pressione bianconera, incapaci di opporre una resistenza valida. 
Grazie a questi tre punti, la Juve lancia un segnale chiaro alle rivali, consolidando la propria posizione e mettendo pressione in chiave qualificazione Champions League. 
In sintesi, una prova di forza senza sbavature contro un avversario che, dopo un buon inizio, si è dovuto inchinare alla superiorità tecnica della squadra di Torino.

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Milan-Inter 1-0
⚽ 35’ Estupinan

MILAN (3-5-2): Maignan, Tomori, De Winter, Pavlović, Saelemaekers, Fofana (28' st Ricci), Modrić, Rabiot, Estupiñan, Pulisic (38' st Nkunku), Leão (28' st Füllkrug). 
All.: Allegri.    

INTER (3-5-2): Sommer, Bisseck (35' st Diouf), Akanji, Bastoni (23' st Augusto), Luis Henrique (14' st Dumfries), Barella (23' st Frattesi), Zieliński, Mkhitaryan (14' st Sucic), Dimarco, Bonny, Esposito. 
All.: Chivu.   

Ammoniti: Bastoni, Dumfries, Rabiot per gioco falloso, Modric per proteste. 

Il verdetto del campo ribalta i pronostici: il Milan si aggiudica il derby della Madonnina per 1-0, accorcia le distanze in classifica (portandosi a -7 dai cugini) e riapre ufficialmente la corsa scudetto. Nonostante l'Inter goda dei favori della critica, la mano di Max Allegri si è fatta sentire: la sua capacità di gestire queste sfide d'altissima tensione si è confermata un valore aggiunto imprescindibile per i rossoneri. 
Il Milan approccia il match con una personalità superiore, prendendo in mano le redini del gioco per gran parte della prima frazione. 
I rossoneri sfiorano subito il vantaggio con una conclusione di Modric che sibila di poco a lato del palo. 
L'Inter ha la palla del possibile 1-0 sui piedi di Mkhitaryan, ma l'armeno spreca clamorosamente a tu per tu con Maignan. 
La legge del "gol sbagliato, gol subito" si materializza al 35': Estupiñán si inserisce con tempismo perfetto alle spalle di Luis Henrique e trafigge la difesa nerazzurra per il gol partita. 

Nel secondo tempo l'Inter prova a scuotersi. 
L'occasione più nitida capita a Dimarco, che però non riesce a inquadrare lo specchio della porta da posizione favorevole. 
Negli ultimi minuti la squadra di Chivu tenta il tutto per tutto con un assedio disperato, ma la difesa di Allegri tiene botta con ordine, non concedendo varchi reali. 
Al triplice fischio esulta il Milan, che dimostra come nei big match la gerarchia della classifica possa essere totalmente sovvertita.

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Atalanta-Udinese 2-2
⚽ 39' pt Kristensen (U), 10' st Davis (U), 30' st e 34' st Scamacca (A)

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Kossounou (12' st Zalewski), Hien, Kolasinac (43' st Djimsiti); Bellanova (12' st Zappacosta), Musah (1' st De Roon), Pasalic, Bernasconi; Samardzic (12' st Krstovic), K. Sulemana; Scamacca. 
All.: Palladino

UDINESE (3-5-2): Okoye; Mlacic (1' st Zarraga), Kabasele, Kristensen; Ehizibue, Piotrowski (17' st Miller), Karlstrom, Ekkelenkamp, Kamara (35' st Arizala); Zaniolo (17' st Atta), Davis (31' st Buksa). 
All.: Runjaic

Ammoniti: Mlacic e De Roon per gioco falloso, Okoye per comportamento non regolamentare.

Finisce in parità la sfida tra Atalanta e Udinese, un 2-2 rocambolesco che ha visto i nerazzurri capaci di una rimonta di nervi dopo un doppio svantaggio. 
Il primo tempo è un monologo territoriale dei padroni di casa, che però peccano di cattiveria sotto porta. A colpire sono invece i friulani al 39': sugli sviluppi di un corner calciato da Zaniolo, Kristensen svetta imperioso e trafigge Carnesecchi di testa, mandando le squadre negli spogliatoi sullo 0-1. 

Nella ripresa l'Udinese sembra chiudere i conti: al 55' Davis inventa una traiettoria mancina a giro che si insacca alle spalle del portiere atalantino per il raddoppio ospite. 
L'Atalanta non si arrende e si aggrappa al suo centravanti. 
In soli quattro minuti la partita cambia volto: 
Minuto 75: Su un traversone preciso di Zalewski, Scamacca schiaccia di testa sul secondo palo riaprendo i giochi. 
Minuto 79: Un pasticcio difensivo innescato da un rinvio errato di Okoye permette a Pasalic e De Roon di orchestrare l'azione; dopo una carambola su tiro di Krstovic, è ancora Scamacca a farsi trovare pronto per l'incornata del definitivo 2-2. 
Negli ultimi minuti la gara diventa una girandola di emozioni con ribaltamenti di fronte continui. Entrambe le formazioni hanno avuto la palla del possibile KO, ma la scarsa precisione ha congelato il risultato su un pareggio che premia la resilienza della Dea e lascia un pizzico di amaro in bocca ai friulani.

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Cagliari-Como 1-2
⚽ 14' pt Baturina (Co), 11' st Esposito (Ca), 32' st da Cunha (Co)

CAGLIARI (3-5-2): Caprile; Zè Pedro (28' st Zappa), Dossena, Rodriguez (33' st Idrissi; 41' st Pavoletti), Palestra, Adopo, Liteta (33' st Kilicsoy) Sulemana, Obert; Esposito (33' st Trepy), Folorunsho. 
All.: Pisacane

COMO (4-2-3-1): Butez; Van der Brempt, Ramon, Kempf, Moreno (36' st Alex Valle) ; Perrone (36' pt Vojvoda), Da Cunha; Baturina (36' st Sergi Roberto), Nico Paz (36' st Diego Carlos) Jesus Rodriguez; Douvikas (17' st Morata). 
All.: Fabregas

Ammoniti: Palestra ed Esposito per comportamento non regolamentare; Dossena e Ramon per gioco falloso. 

Il Como espugna l'Unipol Domus con un 2-1 di misura, superando un Cagliari mai domo e proiettandosi, almeno per il momento, in piena zona Champions League. 
Una vittoria fondamentale che matura grazie a un mix di cinismo e giocate individuali. 
Il match si sblocca già al 14': un recupero palla di Baturina a metà campo innesca un'azione insistita. Dopo una serie di rimpalli favorevoli in area, il pallone torna proprio sui piedi del croato, che non sbaglia davanti a Caprile e firma il vantaggio lariano. Il primo tempo si chiude con il Como avanti 1-0. 

Nella seconda frazione il Cagliari entra in campo con un altro piglio e trova il meritato pareggio all'11': è Esposito a svettare di testa e a battere Butez, riequilibrando il punteggio.
La partita sembra incanalata verso il pari, ma al 36' sale in cattedra da Cunha: il trequartista lariano estrae dal cilindro un bolide dalla distanza che si infila sotto l'incrocio dei pali, lasciando di sasso il portiere sardo. 
Nel finale i rossoblù tentano il tutto per tutto, riversandosi in avanti con la forza della disperazione. L'occasione d'oro capita sui piedi di Adopo, ma Butez si oppone con un intervento prodigioso che blinda il risultato e regala tre punti d'oro alla squadra di Cesc Fàbregas.

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Napoli-Torino 2-1
⚽ 7' Alisson Santos, 68' Elmas, 87' Casadei.

NAPOLI (3-4-2-1): V. Milinkovic-Savic; Mathias Olivera, Juan Jesus (dall'84' c), Buongiorno; Politano (84' Mazzocchi), Gilmour, Elmas, Spinazzola (69' Miguel Gutiérrez); A. Vergara (45' Zambo Anguissa), Alisson Santos (79' De Bruyne); Hojlund (84' R. Lukaku). 
Allenatore: Antonio Conte.

TORINO (3-5-2): Paleari; Saul Coco, Ismajli, Ebosse; Valentino Lazaro, Gineitis (67' Casadei), Prati (78' Anjorin), Vlasic (dal 78' c), R. Obrador (57' Pedersen); Giovanni Simeone (67' Kulenovic), D. Zapata (57' Ché Adams). 
Allenatore: D'Aversa.
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AMMONITI: 63' Gineitis per fallo su Zambo Anguissa, 64' Ismajli per fallo su Hojlund, 73' Valentino Lazaro per fallo su Politano.

Il Napoli di Antonio Conte piega il Torino per 2-1, blindando il terzo posto e lanciando un messaggio chiaro alle altre squadre. 
Una vittoria meritata ma non priva di brividi nel finale, che regala tre punti pesanti nonostante qualche consueta sbavatura difensiva. 
I partenopei approcciano la gara con il piglio giusto. 
Dopo un grande intervento di Paleari su Olivera, il muro granata crolla sotto il colpo di Alisson Santos, che sblocca il risultato. 
Il Napoli controlla il gioco, pur calando leggermente di intensità col passare dei minuti e perdendo Antonio Vergara per un infortunio alla pianta del piede che andrà valutato nei prossimi giorni. 

Nel secondo tempo i padroni di casa cambiano marcia. 
Il raddoppio firmato da Eljif Elmas sembra mettere in ghiaccio la partita, con un Torino in totale affanno e vicino a subire il tris a più riprese. 
Tuttavia, le sostituzioni di Roberto D'Aversa scuotono i granata. 
Con più cuore che ordine tattico, il Toro riapre la contesa grazie a Cesare Casadei e sfiora addirittura il clamoroso pareggio con Ché Adams, che spreca un'ottima occasione. 
Al triplice fischio, il Napoli festeggia, pur dovendo rimandare ancora una volta l'appuntamento con il clean sheet.

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Genoa-Roma 2-1 
⚽ 52’ Messias rig., 55’ Ndicka, 80’ Vitinha

GENOA (3-5-2): Bijlow, Marcandalli, Ostigard, Vasquez, Ellertsson (34' st Martin), Masini, Messias (19' st Malinovskyi), Frendrup, Sabelli, Ekhator (19' st Colombo), Ekuban (30' st Vitinha). 
All.: De Rossi.    

ROMA (3-4-2-1): Svilar, Mancini (39' st Ziolkowski), Ndicka, Celik (39' st Vaz), Rensch (24' st Ghilardi), Koné, Pisilli, Tsimikas, Venturino (1' st Cristante), Pellegrini (11' st El Aynaoui), Malen. 
All.:  Gasperini.  

Ammoniti: Ndicka, Masini, Malen, Cristante per gioco falloso. 

A Marassi va in scena una battaglia di nervi e agonismo tra Genoa e Roma: una sfida caratterizzata da ritmi altissimi e pressing asfissiante da ambo le parti. 
Nonostante l'intensità, la prima frazione di gioco scivola via senza sussulti clamorosi davanti ai portieri, mandando le squadre negli spogliatoi sullo 0-0. 

Il secondo tempo cambia totalmente spartito e si accende immediatamente: 
Minuto 52: Un contatto in area tra Pellegrini ed Ellertsson spinge l'arbitro a concedere il penalty al Grifone. 
Dal dischetto si presenta Messias, che non sbaglia e firma l'1-0. 
Minuto 55: La gioia del vantaggio rossoblù è però effimera. 
La Roma reagisce subito e trova il pareggio grazie a Ndicka, che ristabilisce l'equilibrio appena tre minuti dopo lo svantaggio. 
La partita resta in bilico fino alle battute conclusive, quando l'inerzia pende nuovamente a favore dei padroni di casa. 
Al 80', Vitinha trova la zampata vincente che riporta avanti il Genoa. 
Nel finale, la Roma tenta l'assalto disperato per agguantare il pari, ma il muro genoano regge l'urto con ordine e determinazione, blindando un 2-1 pesantissimo che premia la solidità dei ragazzi di Gilardino.

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Bologna-H.Verona 1-2 
⚽ 49’ Rowe (B), 53’ Frese, 57’ Bowie

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski, Zortea (32'st Lykogiannis), Vitik (39' st Pobega), Lucumi, Joao Mario, Ferguson (20' st Sohm), Moro, Orsolini (20' st Bernardeschi), Odgaard, Rowe (32' st Dominguez), Castro. 
All.: Italiano.

H.VERONA (4-3-2-1): Montipò, Nelsson, Edmundsson, Frese, Oyegoke (37' st Valentini), Akpa Akpro, Gagliardini, Harroui (29' st Suslov), Bradaric, Bowie (37' st Sarr), Orban (49' st Al Musrati). 
All.: Sammarco.

Ammoniti: Bowie, Ferguson, Harroui per gioco scorretto.

Il confronto tra Bologna e Verona si accende improvvisamente nella ripresa, dopo un primo tempo tattico e avaro di vere fiammate. 
Al Dall'Ara succede tutto in una manciata di minuti, con un ribaltamento di fronte che premia la concretezza degli scaligeri. 

Dopo l'intervallo, il Bologna rientra in campo con un piglio decisamente più aggressivo. 
Al 47' Orsolini fa tremare la porta avversaria colpendo un legno clamoroso, preludio al vantaggio che arriva soltanto due minuti dopo: al 49' è Owe a sbloccare il punteggio, facendo esplodere lo stadio. 
La gioia rossoblù è però di breve durata, perché l'Hellas reagisce con una foga inaspettata, ribaltando l'inerzia del match in soli quattro minuti: 
Minuto 53: Frese trova il pertugio giusto per firmare l'1-1. 
Minuto 57: Gli ospiti insistono e completano il sorpasso con la rete di Bowie, che gela i padroni di casa per il definitivo 1-2. 
Nelle battute conclusive, il Verona sfiora addirittura il tris all'86', ma l'intervento del VAR strozza in gola l'urlo del possibile 3-1 annullando la marcatura. 
Nonostante l'assalto finale dei felsinei, il risultato non cambia più: l'Hellas espugna Bologna e si porta a casa tre punti d'oro.

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Fiorentina-Parma 0-0

FIORENTINA (4-1-4-1): De Gea; Dodo, Pongracic (41' st Comuzzo), Ranieri, Gosens; Fagioli; Harrison (35' st Fazzini), Mandragora (19' st Fabbian), Ndour (41' st Brescianini), Gudmundsson; Piccoli. All.: Vanoli.    

PARMA (5-3-2): Corvi; Cremaschi, Delprato, Troilo, Circati, Valeri; Nicolussi Caviglia (9' st Ordonez), Keita, Sorensen (37' st Estevez); Pellegrino (27' st Elphege), Strefezza (27' st Oristanio). 
All.: Cuesta.    

Ammoniti: Mandragora, Dodo per gioco falloso.

Finisce con un pareggio a reti bianche la sfida tra Fiorentina e Parma, una gara bloccata dove le difese hanno avuto la meglio sugli attacchi. 
La prima frazione di gioco è stata caratterizzata da un sostanziale stallo tattico. 
Entrambe le formazioni hanno faticato a trovare ritmo e fluidità, senza mai riuscire a impensierire seriamente i portieri avversari. 
Un primo tempo avaro di spunti che si è chiuso, inevitabilmente, sullo 0-0. 

In avvio di ripresa, la Fiorentina ha provato ad alzare il baricentro per far valere il fattore campo. 
I padroni di casa sono andati vicini al vantaggio in due occasioni distinte: 
Prima è stato Fagioli a cercare la via del gol. 
Poco dopo è toccato a Piccoli tentare la zampata vincente. 
In entrambi i casi, però, la mira o la prontezza della difesa emiliana hanno impedito che il punteggio cambiasse. 
Nonostante i tentativi finali e qualche cambio per smuovere le acque, il muro del Parma ha retto l'urto senza troppi affanni. Al triplice fischio, lo 0-0 fotografa fedelmente un match equilibrato, in cui la paura di perdere ha prevalso sulla voglia di vincere.

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Lecce-Cremonese 2-1
⚽ 22' Pierotti (L), 38' Rig Stulic (L), 47' Bonazzoli (C)

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Ramadani, Ngom; Pierotti (33' st Jean), Coulibaly (44' st Fofana), Banda (33' st Gandelman); Stulic (20' st Cheddira). 
All.: Di Francesco

CREMONESE (3-5-2): Audero; Bianchetti (1' st Zerbin), Folino, Luperto; Barbieri, Vandeputte (1' st Payero), Thorsby (17' st Okereke), Maleh, Pezzella (29' st Sanabria); Bonazzoli, Vardy (1' st Djuric). 
All.: Nicola

Espulsi: Pezzella per proteste.
Ammoniti: Bianchetti, Siebert, Djuric per gioco falloso, Luperto, Folino per comportamento non regolamentare. 

Il Lecce si aggiudica una sfida vibrante contro la Cremonese, riuscendo a contenere il ritorno dei grigiorossi dopo un primo tempo dominato dai salentini. 
L'avvio è all'insegna dell'equilibrio, ma al 22' la partita cambia: è Pierotti a trovare la zampata che sblocca il risultato, portando i padroni di casa in vantaggio. 
La spinta dei giallorossi non si placa e, prima dell'intervallo, arriva il raddoppio: al 38' Stulic è glaciale dal dischetto, trasformando il rigore del 2-0 che sembra mettere la gara in discesa. 

Nella seconda frazione, la Cremonese rientra in campo con un piglio diverso e riapre immediatamente i giochi: al 47', l'intesa tra i "giganti" funziona alla perfezione, con Djuric che serve l'assist per il gol di Bonazzoli
Da quel momento, il match diventa un corpo a corpo: 
Al 58', il portiere leccese Falcone si oppone con un intervento in due tempi a una spettacolare rovesciata di Djuric. 
Il Lecce sfiora il tris con Ramadani, ma Audero si supera deviando in corner. 
Nel finale, il portiere grigiorosso è ancora protagonista assoluto, salvando i suoi con due prodezze consecutive su Payero e, di nuovo, su uno scatenato Bonazzoli. 
Nonostante l'assedio e le parate dei due portieri, il punteggio non cambia più. 
Il Lecce porta a casa tre punti preziosi, mentre la Cremonese mastica amaro per un finale di gara giocato all'arrembaggio.

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Lazio-Sassuolo 2-1
⚽ 2’pt Maldini (L), 34’pt Laurienté (S), 45’st+2 Marusic (L)

LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Gila, Romagnoli (dal 1’st Provstgaard), Nuno Tavares; Dele-Bashiru, Cataldi (dal 37’pt Patric), Taylor; Isaksen (dal 33’st Cancellieri), Maldini (dal 20’st Dia), Zaccagni (dal 33’st Pedro). 
All. Sarri

SASSUOLO (4-3-3): Muric; Coulibaly (dal 22’st Walukievicz), Idzes, Muharemovic, Garcia (dal 22’st Doig); Koné (dal 37’st Bakola), Lipani (dal 1’st Matic), Thorstvedt; Berardi, Nzola (22’st Moro), Laurienté. 
All.: Grosso.

Ammoniti: 37’pt Lipani (S), 12’st Garcia (S), 41’st Laurienté (S)

La Lazio ritrova il sorriso e i tre punti nella 28ª giornata di Serie A, piegando un ostinato Sassuolo proprio allo scadere. 
Una vittoria di nervi e cuore che permette ai biancocelesti di riaffacciarsi nella parte sinistra della classifica, grazie a un gol lampo e a una zampata nel recupero. 
L'avvio della Lazio è fulmineo: dopo appena 120 secondi, Daniel Maldini approfitta di un pasticcio difensivo tra Muharemovic e Garcia su iniziativa di Isaksen, appoggiando in rete il pallone dell'1-0. 
I padroni di casa dominano la prima parte del match, trascinati da un Isaksen ispiratissimo, ma non riescono a raddoppiare.
Il Sassuolo, inizialmente frastornato, cresce alla distanza. 
Dopo un brivido causato da Nzola, i neroverdi trovano il pari al 28': una splendida combinazione tra Nzola e Thorstvedt libera Laurienté, che fulmina il debuttante Motta con un destro imparabile all'incrocio. 
La Lazio chiude la frazione perdendo anche Cataldi per un guaio muscolare. 

Nella ripresa i ritmi calano leggermente, ma la Lazio cerca con più insistenza il varco giusto. Protagonista assoluto della fase difensiva (e non solo) è Gila, autore di una chiusura provvidenziale su Doig e di un assist geniale per Isaksen, che però spreca il tocco sotto davanti al portiere. 
Nel finale, i cambi di Sarri danno nuova linfa: 
Cancellieri diventa la spina nel fianco della difesa ospite, impegnando Muric a più riprese. 
Al 93', l'episodio decisivo: un cross proprio di Cancellieri pesca Marusic, che approfitta di un'uscita a vuoto di Muric per insaccare il definitivo 2-1. 
Nonostante la prodezza di Laurienté, il Sassuolo esce dall'Olimpico a mani vuote a causa di troppe distrazioni difensive.
 La Lazio, pur soffrendo le assenze e gli infortuni, dimostra carattere e porta a casa un successo pesantissimo.

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Classifica


SquadraPunti
Internazionale67
Milan60
Napoli56
Como51
Roma51
Juventus50
Atalanta46
Bologna39
Sassuolo38
Udinese36
Lazio34
Parma34
Genoa30
Cagliari30
Torino30
Lecce27
Fiorentina25
Cremonese24
Hellas Verona18
Pisa15
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Marcatori 


14 reti

  • Lautaro Martínez (Internazionale)

9 reti

  • Rafael Leão (Milan)

  • Keinan Davis (Udinese)

  • Anastasios Douvikas (Como)

  • Rasmus Højlund (Napoli)

  • Kenan Yildiz (Juventus)

  • Nico Paz (Como)

8 reti

  • Hakan Çalhanoglu (Internazionale)

  • Christian Pulisic (Milan)

  • Gianluca Scamacca (Atalanta)

  • Moise Kean (Fiorentina)

7 reti

  • Domenico Berardi (Sassuolo)

  • Marcus Thuram (Internazionale)

  • Riccardo Orsolini (Bologna)

  • Nikola Krstovic (Atalanta)

  • Marco Pellegrino (Parma)

  • Santiago Castro (Bologna)

  • Gift Orban (Hellas Verona)

6 reti

  • Federico Dimarco (Internazionale)

  • Federico Bonazzoli (Cremonese)

  • Giovanni Simeone (Torino)

  • Nikola Vlasic (Torino)

  • Rolando Mandragora (Fiorentina)

  • Scott McTominay (Napoli)

  • Andrea Pinamonti (Sassuolo)

  • Lorenzo Colombo (Genoa)

  • Matías Soulé (Roma)

  • Donyell Malen (Roma)


5 reti
Vardy (Cremonese);
Zielinski (Internazionale);
Malinovskyi (Genoa);
Moreo (Pisa);
Nkunku (Milan);
Odgaard (Bologna);
Zaniolo (Udinese);
David (Juventus);
Bonny (Internazionale);
Baturina (Como);
Koné (Sassuolo);

4 reti
Kempf (Como);
Rabiot (Milan);
Adams (Torino);
Anguissa (Napoli);
Gudmundsson (Fiorentina);
McKennie (Juventus);
Laurienté (Sassuolo);
Østigård (Genoa);
Esposito (Cagliari);
Casadei (Torino);
Vítinha (Genoa);
Kiliçsoy (Cagliari);
Pio Esposito (Internazionale);
Wesley (Roma);
De Bruyne (Napoli);

3 reti
Kostic (Juventus);
Loftus-Cheek (Milan);
Cataldi (Lazio);
Ekuban (Genoa);
Zaccagni (Lazio);
Pasalic (Atalanta);
Thorsby (Genoa);
Pellegrini (Roma);
Ndicka (Roma);
Dovbyk (Roma);
Coulibaly (Lecce);
Nzola (Pisa);
Ekkelenkamp (Udinese);
Vlahovic (Juventus);
Neres (Napoli);
Bremer (Juventus);
Messias (Genoa);
Solet (Udinese);
Banda (Lecce);
Thorstvedt (Sassuolo);
Isaksen (Lazio);
Bernabé (Parma);
da Cunha (Como);
Conceição (Juventus);
De Ketelaere (Atalanta);
Cancellieri (Lazio);
Borrelli (Cagliari);
Cambiaghi (Bologna);
Ferguson (Roma);
Pavlovic (Milan);
Pedro (Lazio);
Stulic (Lecce);
Cambiaso (Juventus);
Addai (Como);
Giovane (Hellas Verona);
Spinazzola (Napoli);
Kabasele (Udinese);

2 reti
Zapata (Torino);
Cristante (Roma);
Belotti (Cagliari);
Dybala (Roma);
Bernardeschi (Bologna);
Maripán (Torino);
Mazzitelli (Cagliari);
Gosens (Fiorentina);
Buksa (Udinese);
Akanji (Internazionale);
Vojvoda (Como);
Serdar (Hellas Verona);
Moro (Bologna);
Caqueret (Como);
Lookman (Atalanta);
Piccoli (Fiorentina);
Guendouzi (Lazio);
Thuram (Juventus);
Folorunsho (Cagliari);
Castellanos (Lazio);
Frese (Hellas Verona);
Modric (Milan);
Tramoni (Pisa);
Beukema (Napoli);
Saelemaekers (Milan);
Gaetano (Cagliari);
Bisseck (Internazionale);
Brescianini (Atalanta);
Pobega (Bologna);
Kalulu (Juventus);
Zalewski (Atalanta);
Koné (Roma);
Felici (Cagliari);
N’Dri (Lecce);
Samardzic (Atalanta);
Perrone (Como);
Cabal (Juventus);
Norton-Cuffy (Genoa);
Sulemana (Atalanta);
Terracciano (Cremonese);
Fadera (Sassuolo);
Fabbian (Bologna);
Kristensen (Udinese);
Scalvini (Atalanta);
Muharemovic (Sassuolo);
Belghali (Hellas Verona);
Gatti (Juventus);
Noslin (Lazio);
Baschirotto (Cremonese);
Berisha (Lecce);
Meister (Pisa);
Mkhitaryan (Internazionale);
Bartesaghi (Milan);
Ramón (Como);
Ekhator (Genoa);
Atta (Udinese);
Idrissi (Cagliari);

1 rete
Moreno (Como);
Vázquez (Cremonese);
Lobotka (Napoli);
Akpa Akpro (Hellas Verona);
Zappacosta (Atalanta);
Karlström (Udinese);
Mina (Cagliari);
Rrahmani (Napoli);
Sanabria (Cremonese);
Luperto (Cagliari);
Barella (Internazionale);
Locatelli (Juventus);
Çelik (Roma);
Posch (Como);
Dumfries (Internazionale);
Estupiñán (Milan);
Kossounou (Atalanta);
Cutrone (Parma);
Basic (Lazio);
Hermoso (Roma);
Bastoni (Internazionale);
Ranieri (Fiorentina);
Lucumí (Bologna);
Piotrowski (Udinese);
Touré (Pisa);
Elmas (Napoli);
Bernede (Hellas Verona);
Fagioli (Fiorentina);
Ramadani (Lecce);
Augusto (Internazionale);
Martín (Genoa);
Harroui (Hellas Verona);
Openda (Juventus);
Sottil (Lecce);
Kelly (Juventus);
Aebischer (Pisa);
De Luca (Cremonese);
Gilmour (Napoli);
Musah (Atalanta);
Johnsen (Cremonese);
Kühn (Como);
Gutiérrez (Napoli);
De Winter (Milan);
Lang (Napoli);
Léris (Pisa);
Miranda (Bologna);
Payero (Cremonese);
Dallinga (Bologna);
Ferguson (Bologna);
Zanoli (Udinese);
Frendrup (Genoa);
Benedyczak (Parma);
Raspadori (Napoli);
Delprato (Parma);
Adopo (Cagliari);
Ricci (Milan);
Coco (Torino);
Fofana (Milan);
Éderson (Atalanta);
Ngonge (Torino);
Oristanio (Parma);
Dia (Lazio);
Lucca (Napoli);
Henrique (Internazionale);
Holm (Bologna);
Pierotti (Lecce);
Rowe (Bologna);
Ellertsson (Genoa);
Cheddira (Sassuolo);
Miretti (Juventus);
Sørensen (Parma);
Circati (Parma);
Iannoni (Sassuolo);
Baldanzi (Roma);
Hien (Atalanta);
Ndour (Fiorentina);
Bravo (Udinese);
Volpato (Sassuolo);
Vergara (Napoli);
Ordóñez (Parma);
Sucic (Internazionale);
Adzic (Juventus);
Prati (Cagliari);
Sulemana (Bologna);
Lorran (Pisa);
Pisilli (Roma);
Palestra (Cagliari);
Athekame (Milan);
Matic (Sassuolo);
Troilo (Parma);
Comuzzo (Fiorentina);
Njie (Torino);
Camarda (Lecce);
Rodriguez (Como);
Gabriel (Lecce);
Folino (Cremonese);
Cuadrado (Pisa);
Lukaku (Napoli);
de Roon (Atalanta);
Di Lorenzo (Napoli);

Autogol
Muharemovic (Sassuolo - 2 autogol);
Cambiaso (Juventus - 2 autogol);
Freuler (Bologna - 1 autogol);
Caracciolo (Pisa - 1 autogol);
Otoa (Genoa - 1 autogol);
Parisi (Fiorentina - 1 autogol);
Núñez (Hellas Verona - 1 autogol);
Nelsson (Hellas Verona - 1 autogol);
Sabelli (Genoa - 1 autogol);
Gabriel (Lecce - 1 autogol);
Hien (Atalanta - 1 autogol);
Terracciano (Cremonese - 1 autogol);
Frese (Hellas Verona - 1 autogol);
Solet (Udinese - 1 autogol);

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