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Referendum Giustizia 2026: Guida al Voto che Cambia la Costituzione.

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Separazione delle carriere e sorteggio: tutto quello che c'è da sapere per non subire le decisioni altrui

diMancio

È arrivato il momento di parlare seriamente del prossimo referendum sulla Giustizia che si terrà il 22 e 23 marzo 2026
Al di là delle opinioni personali, questo primo articolo nasce con un obiettivo preciso: fornire a tutti gli strumenti per farsi un’idea propria. 
In un secondo momento potremo discutere delle tendenze politiche, ma c’è un punto su cui non si può transigere: 
andare a votare è fondamentale
Solo partecipando possiamo esprimere la nostra opinione ed evitare di subire passivamente scelte che altri prenderanno per noi.


Ma perché torniamo alle urne? 
Cosa vogliono davvero da noi con questi quesiti? 
E, soprattutto, a noi cittadini cosa cambia? 
La giustizia non è un tema astratto: tocca i diritti, la sicurezza e la libertà di ognuno, quindi le conseguenze ci riguardano da vicino.


1. La natura del voto: Perché non serve il quorum?

A differenza dei referendum abrogativi a cui siamo stati abituati in passato (dove se non vota il 50\% + 1 degli elettori non succede nulla), questo è un referendum costituzionale confermativo.

  • Cosa significa? Il Parlamento ha già approvato la riforma, ma non avendo raggiunto la maggioranza dei due terzi, la parola passa ai cittadini.

  • Il peso del voto: In questo caso non serve il quorum. Il risultato sarà valido a prescindere da quanti italiani andranno ai seggi. Per questo motivo, il "voto di protesta" (non andare a votare per far fallire la consultazione) stavolta non serve a nulla: vincerà semplicemente chi ottiene un voto in più.

2. I punti chiave della riforma (I Quesiti)

Sebbene la scheda sia unica, la riforma tocca tre pilastri fondamentali dell'ordinamento giudiziario. 
Ecco cosa cambia concretamente:

TemaCosa prevede la riforma (Voto SÌ)Situazione attuale (Voto NO)
Separazione delle CarriereGiudici (chi decide) e PM (chi accusa) avranno carriere totalmente distinte dall'inizio alla fine.I magistrati possono passare, seppur con limiti, da un ruolo all'altro durante la carriera.
I due CSMNascono due Consigli Superiori della Magistratura distinti: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri.Esiste un unico CSM che governa sia i giudici che i pubblici ministeri.
Sorteggio e Alta CorteI membri del CSM saranno scelti tramite sorteggio (per limitare il potere delle "correnti"). Nasce un'Alta Corte esterna per le sanzioni disciplinari.I membri del CSM vengono eletti. Il potere disciplinare è gestito internamente dal CSM stesso.

3. Cosa voti quando scegli SÌ o NO

Se voti "SÌ"

Confermi la legge approvata dal Parlamento (la cosiddetta "Riforma Nordio").

  • Cosa ottieni: Entrerà in vigore la separazione netta tra chi accusa e chi giudica. L'obiettivo dichiarato dai sostenitori è garantire una maggiore terzietà del giudice, che non sarebbe più "collega" della pubblica accusa, e scardinare il sistema delle correnti attraverso il sorteggio dei componenti del CSM.

Se voti "NO"

Rifiuti la riforma e mantieni la Costituzione così com'è oggi.

  • Cosa ottieni: La magistratura resta un corpo unico. I contrari sostengono che questa unità garantisca l'indipendenza del Pubblico Ministero dal potere politico e che il sorteggio svilisca la professionalità e la meritocrazia dei magistrati eletti.


4. Gli schieramenti: Una sfida molto politicizzata

Nonostante il referendum dovrebbe essere un'espressione di coscienza civica, il panorama è fortemente diviso lungo linee politiche:

  • Per il SÌ: Tutta la coalizione di centrodestra (Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) insieme a partiti di centro come Italia Viva e Azione. Sostengono che la riforma porterà un processo più giusto e trasparente.

  • Per il NO: Il "Campo Largo" dell'opposizione (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra) insieme all'Associazione Nazionale Magistrati (ANM). Criticano la riforma definendola un attacco all'indipendenza dei giudici e un tentativo della politica di controllare la magistratura.


5. Agli italiani importa davvero?

Secondo i dati più recenti (sondaggi YouTrend/Sky TG24), l'interesse è crescente ma regna molta incertezza. 
Il fatto che non serva il quorum rende la partita apertissima: con un'affluenza bassa il "NO" sembra essere leggermente in vantaggio, mentre una partecipazione più alta potrebbe favorire il "SÌ". 
Gli italiani sembrano preoccupati più dall'efficienza dei processi (la lentezza cronica) che dall'architettura dei Consigli Superiori, ma la consapevolezza che questo voto cambierà la Carta Costituzionale sta spingendo molti a informarsi meglio.

È normale che decisioni così tecniche vengano prese tramite referendum? 
E' una delle domande che mi sto facendo più spesso in questo periodo.
Per dirla tutta, però, è utile sapere che la nostra Costituzione (Art. 138) lo prevede proprio per garantire che i cambiamenti alle "regole del gioco" abbiano il consenso del popolo, non solo di una maggioranza politica momentanea.

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