IL CORTOCIRCUITO DELL’UMANITÀ: TRA IL RUMORE DI CHI RESTA UMANO E IL SILENZIO DEI COMPLICI, TRA GUERRE E PATRIARCATO, TRA BULLI E VITTIME - L'ERA DEL DOPPIOPESISMO - NOI CHE SOGNAVAMO IL 2000
Dalle spille di Sanremo allo schiaffo delle campionesse USA: cronaca di una società che si imbarbarisce, tra doppiopesismo internazionale, patriarcato duro a morire e la resistenza di chi non abbassa lo sguardo.
di: Mancio
#Manciopensiero #MancioPerspective
Il mondo che ci circonda ha smesso di essere semplicemente complesso; è diventato strano, alienante, quasi irriconoscibile.
Non è solo la scia di sangue delle guerre a spaventarci, né la sensazione di un servilismo geopolitico imbarazzante verso gli Stati Uniti e, nello specifico, verso la figura di Donald Trump.
È qualcosa di più profondo: è l'imbarbarimento della società civile.
Viviamo in un’epoca in cui gesti che dovrebbero essere ovvi — come chiedere la pace o pretendere rispetto — diventano atti di eroismo rivoluzionario, semplicemente perché l’umanità si è fatta piccola, pavida e rassegnata.
Il "Rumore" contro il silenzio osceno
C’è chi, però, si rifiuta di sparire nel cono d'ombra della complicità.
Sul palco di Sanremo, Fiorella Mannoia e Michele Bravi hanno rotto il silenzio con una spilla: la bandiera palestinese sul petto.
Un gesto minimo, eppure enorme in un contesto dove la parola "Gaza" sembra diventata un tabù impronunciabile.
Ermal Meta, con la sua "Stella Stellina", è andato oltre, portando sul colletto della camicia il nome di Amal, una bambina di Gaza.
Ha dato voce a chi non l’ha più, ricordando i 50.000 bambini uccisi o feriti in questi due anni di massacri.
In conferenza stampa, Meta ha centrato il punto: la vera bestemmia non è nominare la Palestina, ma permettere che venga cancellata dalla faccia della terra.
La sua canzone, avvolta in sonorità balcaniche che richiamano la sua stessa storia di fuga e ricerca di radici, è un "breviario di umanità" per chiunque non abbia ancora barattato il cuore con l'indifferenza.
Il ritorno del Patriarcato e lo schiaffo delle campionesse
Mentre nell’arte si cerca di restare umani, nella politica e nello sport si assiste a scontri frontali con la cultura del sopruso.
Le ragazze della Nazionale USA di Hockey, vincitrici dell’oro a Milano-Cortina, hanno dato una lezione di dignità a tutto il mondo.
Dopo che Trump le aveva invitate alla Casa Bianca con un commento sessista e sprezzante ("Mi tocca farle venire, altrimenti mi mettono sotto impeachment"), le atlete hanno risposto con un "no" diplomatico ma gelido.
Mentre i loro colleghi maschi ridevano alle battute del tycoon, loro hanno scelto di non baciare la pantofola a un uomo che non distingue le istituzioni dal bancone di un bar.
Questo specchio di società patriarcale lo abbiamo visto anche a Sanremo, quando un giornalista ha provato a spiegare alle Bambole di Pezza che "la parità esiste già perché a casa comanda mia moglie". La risposta della band è stata una sentenza: "Noi non vogliamo potere in casa, noi vogliamo potere ovunque".
È il cortocircuito totale: un mondo che nega il patriarcato mentre lo esercita con ogni battuta, con ogni invito forzato, con ogni tentativo di sminuire la lotta per i diritti.
E' l'era del doppiopesismo che comincia tra le mura di casa e si espande per il mondo coinvolgendo ogni genere di situazione....
Il doppiopesismo della vergogna
L’imbarbarimento tocca il suo apice nella diplomazia internazionale.
Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, da Gerusalemme, ha sollevato il velo sull'ipocrisia dell'Occidente: perché ciò che è proibito alla Russia in Ucraina è permesso a Israele in Palestina?
Io vorrei aggiungere che questo caso è ancora peggiore!
Non è una guerra, è un genocidio perpetrato da uno Stato che agisce fuori da ogni regola, sostenuto da un’America che, sotto Trump, ha accelerato la spirale di attacchi (come quello recente all’Iran) portandoci sull'orlo del baratro.
La resistenza, però, continua.
C'è ancora un pò di umanità e soprattutto c'è ancora chi riesce a trovare la forza per battersi per i propri diritti.
In Texas, il deputato Al Green ha sventolato in faccia a Trump un cartello: "Le persone nere non sono scimmie", reagendo ai deliri razzisti del Presidente sui social.
È stato espulso, ma il suo urlo resta.
Così come resta ferma la posizione di Francesca Albanese, relatrice ONU, la cui famiglia ha finalmente deciso di trascinare Trump in tribunale.
Dopo un anno di sanzioni illegali, conti bloccati e un killeraggio economico volto a distruggere chi ha osato denunciare i responsabili del genocidio a Gaza, la giustizia potrebbe finalmente fare il suo corso. Una donna sola contro il Golia del mondo.
Un 2000 che non avevamo sognato
Sognavamo un nuovo millennio di progresso e pace.
Un'evoluzione della società, alti valori condivisi, diffusione massima di cultura e benessere.
Ci ritroviamo nel 2026 a dover ribadire che il razzismo è sbagliato, che il femminismo è necessario e che uccidere migliaia di bambini non è "difesa".
La società si sta imbarbarendo, è vero, ma finché ci saranno voci ancora in grado di farsi sentire il silenzio non avrà l'ultima parola.
Chiamiamola Speranza e facciamo in modo che non sia utopia.


Commenti