Olimpiadi 2026: Il "Disastro Rai" oscura i Giochi tra censure a Ghali, gaffe mondiali e le ombre di Trump - I giornalisti si ribellano.
Dalla telecronaca shock di Petrecca alla rivolta dei giornalisti di RaiSport, fino ai fischi per Vance e gli attacchi del Presidente USA agli atleti: cronaca di una settimana dove la politica ha tentato (invano) di spegnere lo spirito olimpico.
#Manciopensiero: Milano-Cortina 2026, tra l’Incanto della Neve e il Fango della Politica
Qui su Manciolandia abbiamo deciso di mettere ordine in questa prima settimana di Giochi, analizzando i momenti più bassi e le "figure di merda" (passatemi il termine, ma è l'unico appropriato) che stanno facendo il giro del mondo.
Il Disastro Rai: Il "Caso Petrecca" e l'obliterazione di Ghali
La figura di merda più grande ed assoluta, che riecheggia ancora a una settimana dall'apertura, l'ha fatta la Rai (e con essa il Governo).
La cerimonia è stata bellissima, ma la telecronaca è stata... "olimpica" nel senso peggiore del termine.
- Topica geografica: Ha esordito salutando dallo "Stadio Olimpico" (Roma), mentre eravamo a San Siro (Milano).
- Scambi di persona: Ha confuso l'attrice Matilda De Angelis con la popstar Mariah Carey, e la figlia del Presidente Mattarella con la presidente del CIO.
- Incompetenza sportiva: Non ha riconosciuto Simone Giannelli, capitano della nazionale di volley e leggenda vivente.
- Stereotipi e gaffe: Ha scambiato la delegazione brasiliana per bulgara, chiosando con un "hanno la danza nel sangue".
La Rivolta dei Giornalisti e lo scherno di Geppi Cucciari
Persino il New York Times ha sbeffeggiato l'Italia, elencando uno per uno gli sfondoni di Petrecca e sottolineando come i vertici Rai siano ormai diretta emanazione politica del governo Meloni.
A dare il colpo di grazia è stata la satira di Geppi Cucciari a Splendida Cornice, che con una sigla insieme a Elio ha perculato il direttore cantando: "Faceva il Paolo nella banda di San Siro, ma era sguercio... e quando appare Ghali dice 'Quello lì'".
Il Fattore Trump e i Fischi di San Siro
Atleti sotto attacco: Il coraggio di Kenworthy e Hess
Mentre il pubblico fischia i politici, Trump attacca gli sportivi:
- Gus Kenworthy: Lo sciatore attivista LGBTQIA+ ha postato un'immagine (creata con IA) di una scritta nella neve contro l'ICE. È stato sommerso da minacce di morte, ma ha rivendicato con forza: "Si può amare un Paese senza accettarne le politiche".
- Hunter Hess: Il campione di freestyle è vittima di una gogna organizzata da Trump in persona su Truth Social. Il motivo? Hess ha osato dire che è difficile rappresentare gli USA in questo clima di razzismo. Trump lo ha definito un "perdente" e un "peccato per la squadra". Un messaggio spaventoso: o lealtà assoluta al leader, o sei fuori.
#Manciopensiero Conclusivo
Questa settimana di Olimpiadi ci ha mostrato il meglio dello sport e il peggio della gestione politica e comunicativa.
Tra censure, gaffe e attacchi personali, l'immagine dell'Italia e degli USA ne esce ammaccata, salvata solo dal coraggio dei giornalisti che alzano la testa e degli atleti che non hanno paura di parlare.


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