Mola tra Simboli e Regolamenti: La Sfiducia è un Esame di Coscienza (e per il Sindaco è Inammissibile)
Tra calcoli errati e polveroni mediatici, Giuseppe Colonna respinge al mittente la mozione della minoranza: «Sbagliano i conti, servono 7 firme e ne hanno solo 6»
di Mancio
Negli ultimi giorni, il dibattito pubblico a Mola di Bari è diventato un groviglio di simboli, gesti immortalati in vecchie foto e manovre d’aula.
L’orrore non è una scenografia
Tuttavia, prima di puntare il dito e invocare la sfiducia altrui, dovremmo avere il coraggio di auto-sfiduciarci tutti.
Il "Muro" di Colonna: Sfiducia inammissibile?
Il clima si è infuocato con la risposta del Sindaco Giuseppe Colonna alla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni.
Il primo cittadino non ha usato giri di parole, bollando l'iniziativa come un esempio di "dilettantismo politico" e dichiarandola formalmente irricevibile.
Secondo Colonna, la minoranza "urla molto ma studia poco". Ecco i punti chiave della sua difesa:
- La condanna politica: Il Sindaco ribadisce di aver preso le distanze immediatamente dal gesto del consigliere coinvolto, definendolo grave ma frutto di una superficialità lontana nel tempo.
- I limiti legali: Colonna chiarisce che un Sindaco non può legalmente "dimettere" un consigliere (le dimissioni sono un atto personale), ma può solo agire sul piano politico.
- L'errore di calcolo: Qui casca l'asino. Il Sindaco sostiene che la mozione sia inammissibile per un vizio di forma numerico. Su un Consiglio composto da 16 membri, la legge (supportata da circolari del Ministero dell'Interno e sentenze del Consiglio di Stato) richiede che la mozione sia sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri, ovvero 7 firme. L’opposizione ne ha presentate solo 6.
Il dubbio di Manciolandia: Il precedente Di Rutigliano
Il discorso del Sindaco, dal punto di vista istituzionale e legale, sembrerebbe non fare una piega. Eppure, la memoria storica molese ci riporta a un precedente che solleva qualche interrogativo.
Conclusione
Il Sindaco promette che il confronto avverrà comunque nelle sedi opportune (interrogazioni e interpellanze), ma la spallata istituzionale sembra essere fallita sul nascere per quello che potrebbe essere un errore di calcolo.
Resta l'amarezza di una politica che si perde nei tecnicismi e nelle foto d'annata, mentre la coerenza — quella vera — continua a essere la merce più rara in piazza.


Commenti