La Camera frena Trump sull'Iran, mentre volano stracci (e insulti) con Netanyahu: la parabola dei due leader isolati dalla storia.
Il voto della Camera: uno schiaffo politico a Donald Trump
di: Mancio
Al di là del risultato numerico, il dato politico più rilevante e clamoroso è il posizionamento di quattro deputati repubblicani: voltando le spalle al proprio leader, hanno votato compatti insieme ai democratici. Un segnale inequivocabile di come il Tycoon stia progressivamente perdendo il controllo e la coesione del suo stesso partito.
"Questo è un messaggio forte e inequivocabile a Donald Trump, a nome del popolo americano: è giunto il momento di porre fine alla sua guerra di scelta in Iran, profondamente impopolare e illegale", hanno commentato duramente i deputati del Partito Democratico.
Lo scontro totale con Netanyahu: l'alleanza si sfascia
Secondo quanto riferito da autorevoli fonti statunitensi, Trump avrebbe chiamato personalmente Netanyahu, scaricandogli addosso una sequenza di insulti e accuse durissime:
- L'attacco diretto: “Che cazzo stai facendo? Sei un ingrato e un pazzo."*
- Il ricatto politico: "Saresti in prigione senza di me. Ti sto salvando il culo."
- L'isolamento internazionale: "Ti odiano tutti. Tutti odiano Israele per questo”.
L'ipocrisia del potere e la "banalità del male"
L'estremismo di Netanyahu è tale da produrre l'effetto ottico di far apparire Trump quasi come un moderato. Ci si trova davanti a una manifestazione contemporanea della "banalità del male", a livelli di mostruosità storica che rievocano — pur in un contesto moderno — le dinamiche di regimi del passato.
Ciò che rimane, al netto della retorica e della propaganda, è lo spettacolo di due leader delegittimati dalla storia, dall'opinione pubblica globale e, nel caso di Trump, persino dalle istituzioni del proprio Paese, che continuano a muoversi isolati su uno scacchiere internazionale sempre più instabile e da criminali conclamati.




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