Il tribunale libico fa quello che il governo Meloni ha evitato di fare: condannato a 7 anni il criminale internazionale rispedito a casa con il volo di Stato. Resta l'interrogativo: si è trattato di totale dilettantismo o di una cosciente complicità?

di: Mancio
Una pena che, per la gravità delle accuse, appare persino fin troppo mite, ma che mette a nudo un paradosso politico e giudiziario insostenibile.
L'onore del volo di Stato a un ricercato internazionale
Ciò che ferisce maggiormente la credibilità delle nostre istituzioni è che sia dovuta intervenire la Libia per fare giustizia.
Invece di trattarlo come il criminale che è, e consegnarlo alla giustizia — considerando che i suoi reati avrebbero dovuto essere vagliati dal
Tribunale Penale Internazionale —, le autorità italiane lo hanno rimpatriato con tutti gli onori, mettendogli a disposizione un
volo di Stato.
Di fronte a questa gestione, la figura rimediata dal nostro Paese è drammatica: nella migliore delle ipotesi siamo passati per sprovveduti totali, nella peggiore per espliciti complici di un aguzzino.
La doppia morale del Viminale e della Giustizia
Questa condanna non si limita a certificare la validità giuridica di quel mandato d'arresto snobbato da Roma, ma solleva un velo sulla totale irresponsabilità politica di un esecutivo che applica una spaventosa
doppia morale.
Da un lato si assiste a una caccia spietata e propagandistica contro i migranti che fuggono da guerre, fame e miseria; dall'altro, si stende il tappeto rosso ai loro torturatori, lasciandoli liberi di circolare e di sfuggire alla giustizia.
Un atteggiamento che definire squallido è un eufemismo.
Gli interrogativi aperti e la richiesta di dimissioni
A questo punto le domande sul tavolo sono inevitabili e pretendono una risposta chiara: perché Almasri è stato lasciato libero?
Chi si voleva proteggere con questa mossa, o quali segreti si temeva potessero saltare fuori se fosse stato trattenuto in Italia?
Le opzioni sul tavolo sono soltanto due, ed entrambe sono fallimentari: o siamo davanti a un gruppo di dilettanti allo sbaraglio, capaci di farsi scivolare sotto il naso un criminale internazionale senza accorgersene, oppure c'era la piena consapevolezza di ciò che si stava facendo.
E, prima di lasciare le loro poltrone, dovrebbero fare un'ultima cosa: chiedere pubblicamente scusa ai cittadini italiani per un
imbarazzo internazionale che sembra non avere fine.
Ma questo succederebbe, come detto in un Paese normale...
Che schifo!
#Manciopensiero
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