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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

LA CULTURA CHE TRASFORMA I PUNTI ESCLAMATIVI IN INTERROGATIVI: IL SUCCESSO DI “XYP” A MOLA DI BARI



Grande partecipazione e dibattito profondo alla presentazione del romanzo di Gianni Corvelli in via Di Vagno, organizzata da “La Fabbrica del Benessere”. Verso un nuovo appuntamento a settembre.


di: Mancio 

MOLA DI BARI Le aspettative della vigilia, che avevamo già tracciato sulle nostre pagine 
annunciando l’evento programmato per il 18 giugno 2026, non sono state solo confermate, ma ampiamente superate. 
La presentazione del romanzo “XYP - La verità è lasciare liberi i sentimenti” di Gianni Corvelli, svoltasi nella sala di Via Di Vagno 86, si è trasformata in un momento di autentico e vivace confronto culturale, capace di calamitare l’attenzione e la partecipazione attiva della comunità molese.



L'iniziativa, promossa con lungimiranza da “La Fabbrica del Benessere”, si proponeva come un viaggio letterario ed esistenziale, un invito a esplorare i sentieri tortuosi della coscienza e dei legami umani. E la risposta della cittadinanza è stata straordinaria: una sala gremita e un’atmosfera di profondo ascolto hanno fatto da cornice a una serata in cui le cose si sono svolte esattamente come auspicavamo, lasciando un segno tangibile nel panorama culturale locale.



Un panel d'eccezione per un'opera stimolante

L'incontro è stato introdotto con efficacia da Giangrazio Di Rutigliano, il quale ha subito tracciato la direttrice critica della serata, sottolineando come il romanzo di Corvelli utilizzi lo spazio della narrazione come un vero e proprio laboratorio di indagine. 
Nelle parole di Di Rutigliano, XYP compie il miracolo di mettere in perfetto dialogo l’esperienza personale, lo studio rigoroso e la coscienza critica, offrendo al lettore non una semplice evasione, ma uno strumento di profonda riflessione e crescita interiore.



A moderare il fitto dibattito è stato Sabino Pesce, che con una definizione particolarmente felice e applaudita ha descritto l’opera come «un romanzo che trasforma i punti esclamativi in interrogativi». Pesce ha evidenziato la straordinaria capacità della scrittura di Corvelli di stanare le certezze preconfezionate del lettore, stimolandolo a porsi domande continue, ad approfondire e a non accontentarsi mai di risposte preconfezionate e calate dall'alto. 




I temi al centro del dibattito: tra fede, ragione e memoria

Al cuore del confronto sono emersi i temi densi, complessi e attualissimi che attraversano le pagine del volume: il delicato e perenne rapporto tra fede e ragione, il valore salvifico del dubbio, la rivendicazione della libertà individuale e il peso specifico della memoria storica e personale nella ricerca della verità.

Quando la parola è passata all’autore, Gianni Corvelli, il pubblico ha potuto cogliere l’essenza più intima della genesi di XYP. Corvelli ha ricordato ai presenti che accettare di leggere questo libro significa, in fondo, accettare di compiere un cammino che non si esaurisce affatto con la parola "fine" dell'ultima pagina. 
Si tratta di un percorso riflessivo che continua oltre la carta stampata, un esercizio interiore che esige tempo, pazienza, attenzione e, soprattutto, una sincera disponibilità all’ascolto.

Il protagonismo del pubblico e lo sguardo a settembre

Uno dei tratti distintivi e più apprezzati della serata è stato il ruolo attivo del pubblico in sala. 
Non semplici spettatori passivi, ma veri coprotagonisti del dibattito: i numerosi interventi, le domande puntuali e le osservazioni acute dei presenti hanno arricchito la discussione, dando vita a un interessante confronto sui temi della libertà di coscienza e del ruolo della cultura come perno di crescita civile e sociale.

L’entusiasmo è stato tale che, tra la platea e i relatori, è emersa una proposta concreta e immediatamente accolta con favore: darsi un nuovo appuntamento nel prossimo mese di settembre
L'obiettivo è quello di organizzare un secondo incontro di discussione e svisceramento dei temi dopo che il pubblico avrà completato la lettura del romanzo, creando così un vero e proprio laboratorio di pensiero comunitario.

Il messaggio del libro: una libertà responsabile

Nelle battute conclusive dell'incontro è stato richiamato il nucleo filosofico ed emotivo che dà il sottotitolo al volume: lasciare liberi i sentimenti
È stato ribadito con forza che questo manifesto non rappresenta affatto una rinuncia alla razionalità o un abbandono al caos emotivo. 
Al contrario, significa permettere alla propria coscienza di muoversi e agire senza condizionamenti esterni, pregiudizi o gabbie ideologiche, all'interno di un percorso di ricerca personale, consapevole e profondamente responsabile della propria verità.

La serata di Via Di Vagno ha dimostrato concretamente come la cultura, quando è partecipata, viva e coraggiosa, sia ancora il più potente strumento di emancipazione e coesione per una comunità, capace di favorire il dialogo e l'incrocio fecondo delle idee. 
Ora la parola passa alle pagine di XYP, in attesa del confronto d'autunno.

#Manciopensiero

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