Dall'epica notte del 2019 all'oscurità rigenerata di Songs Of A Lost World: la band di Robert Smith si prepara a incantare nuovamente la Visarno Arena tra nostalgia new wave e l'urlo del nuovo capolavoro.

di: Mancio
L'attesa sta per finire e la marcia di avvicinamento al concerto dei Cure a Firenze continua a caricarsi di elettricità.
Abbiamo già parlato nei capitoli precedenti di "maledizioni" che mi hanno impedito fino ad ora di essere presente ad un loro live, ma, come detto siamo in viaggio verso Firenze dove sabato e domenica la Visarno Arena si accende per il Firenze Rocks.
Probabilmente il modo migliore per accostarsi a un evento di questa portata è proprio fermarsi a riflettere su ciò che i Cure rappresentano: una band da sempre in perfetto equilibrio tra le lusinghe della
new wave e le ombre del dark rock.
Solo Robert Smith possiede la chiave magnetica per ricreare quelle atmosfere capaci di ipnotizzare intere generazioni di fan.
È una questione di sensazioni: diverse da qualsiasi altro live, profonde, viscerali, non mi aspetto che tutti lo comprendano completamente, ma per molti è così.
C'è un dettaglio che balza subito all'occhio quando si analizza la storia recente della band e il suo legame con il festival fiorentino.
Andando a ritroso nei resoconti dell'epoca, si scopre che l'ultimo appuntamento dei Cure a queste latitudini ha suggellato un legame indissolubile con la kermesse toscana.
Sembra dunque perfetta la combinazione che troverà me e l'amico Giuseppe "Deejay Sky" presenti al live di una band proprio nel luogo dove, a quanto pare, la magia è garantita da una specie di chimica particolare.
Quella sera è rimasta incisa nella memoria collettiva come un evento epico.
Era il 16 giugno 2019, una domenica, l’atto conclusivo della terza edizione di Firenze Rocks.
Esattamente lo stesso copione che si ripeterà questa domenica per l’ottava edizione del festival.
Quel giorno, l'inizio non fu dei più facili.
La band salì sul palco attaccando con
Shake Dog Shake, lo storico brano d'apertura che suonavano a Top of the pop nel 1984.
Una scelta all'insegna della malinconia per una formazione che ha segnato la storia della musica ben oltre gli anni Ottanta.
Eppure, nonostante quel pezzo fosse stato suonato dal vivo quasi 500 volte in trent'anni, quella specifica esecuzione non convinse appieno.
Le cronache riportano che tra il pubblico iniziarono a serpeggiare i primi dubbi e qualche perplessità.
Poi, improvvisamente, scoccò la scintilla.
Negli occhi di Robert Smith, perennemente truccati di nero, si riaccese la luce.
L'energia esplose all'istante, trasformando una domenica di afosa e polverosa estate fiorentina nella, a quanto pare, più bella esperienza musicale mai offerta dalle sette edizioni del festival
Il risultato finale fu un bilanciamento magistrale tra l’anima pop dei Cure e la loro controparte dark.
Un meraviglioso "incubo sonoro" nell'accezione che sa un po' di Famiglia Addams, ma che i fan e gli estimatori di questa band apprezzeranno.
Una serata capolavoro di cui, ancora oggi, si trova traccia in ogni recensione o ricordo di chi c'era.
E ne ho trovati proprio tanti di riferimenti.
Con un precedente del genere, l’annuncio del loro ritorno nella line-up targata Live Nation non poteva che scatenare aspettative altissime.
Anche se, a dire il vero, la febbre per un concerto dei Cure sarebbe stata identica, per me, anche senza scavare nel passato.
Un loro live è un evento a prescindere: è storia, è passato, è presente, ma è anche futuro e poi spiegheremo anche il perché nei prossimi capitoli.
Così, mentre continuo ad imprecare per il fatto che devo elemosinare il tempo di fermata che ogni tanto fa il treno per potermi fumare una sigaretta e continui a non accettare il fatto che non si predispongano luoghi specifici per i fumatori, almeno per le lunghe percorrenze, il viaggio che percorrerà praticamente tutta l'Italia prosegue.
Deejay Sky talvolta sonnecchia (così si ricarica anche per la serata speciale che ci aspetta) ed esercita in me anche la voglia di raggiungerlo nel mondo dei sogni, vista anche la levataccia di questa mattina, probabilmente lo farò più tardi, ma adesso ho voglia di scrivere e non voglio omettere nulla di quello che provo, di quello che sono andato a ricercare e del bel mix di ottimismo che mi investe, visto quello che in questi giorni ho trovato.
Se pensassi possa essere un bis di quella serate epica del 2019 e sarei già contento così.
Invece il pubblico che riempirà la Visarno Arena quest'anno sarà decisamente più fortunato rispetto a chi c'era nel 2019.
Sembra impossibile, ma è così.
Nel frattempo è accaduto qualcosa di enorme: la pubblicazione del già citato
Songs Of A Lost World, un disco i cui primi germogli sono nati proprio nell'estate di quel 2019.
Abbiamo dovuto aspettare cinque anni per vederlo finalmente nei negozi.
Ma una volta ascoltato abbiamo avuto la sensazione di essere al cospetto di un capolavoro assoluto che affronta i temi della solitudine, dell'alienazione e della disperazione; una ricerca di senso per sopravvivere in un mondo che somiglia sempre più as un labirinto Senza via d'uscita.
Musicalmente, l'album segna il ritorno dei Cure ai fasti, ai tempi e alle tematiche della loro età dell'oro, per spiegarlo "terra terra" è come quando hanno pubblicato Disintegration.... Per dare un'idea più tangibile, se così possiamo dire...
Questo cambiamento si riflette nettamente sulla struttura del concerto.
Se nel 2019 si partiva con Shake Dog Shake, oggi la scaletta si apre con l'intensità di Alone.
Almeno sembra così dopo aver sbirciato il debutto del tour europeo avvenuto soltanto una settimana fa al Primavera Sound di Barcellona, l'anteprima perfetta della tappa fiorentina.
La durata del viaggio non cambia: sono sempre due ore e mezza di spettacolo per un totale di 29 brani, un crescendo continuo di pura bellezza.
La vera novità è l'innesto di tracce potentissime come la stessa Alone o Endsong, il brano che chiude la prima parte dello show prima dei bis, sigillando la sublime poesia del nuovo corso di Smith e compagni.
Oltre alle novità, la band ha deciso di stupire tutti rispolverando perle nascoste della propria discografia che non venivano eseguite da oltre un decennio: canzoni come Mint Car, alt.end, la splendida b-side 2 Late e le sferzate rock di Wrong Number.
Ovviamente non mancheranno i pilastri della loro carriera: da Pictures of You a Lovesong, passando per l'oscurità di A Forest e la solarità di Just Like Heaven.
Il gran finale è un trionfo pop-dark già scritto e intramontabile: Lullaby, Friday I’m in Love, Close to Me e la chiusura affidata a Boys Don’t Cry.
Insomma la sensazione è che chiedere di più sarebbe un sacrilegio.
Ed è una bella sensazione visto che si affronta questo viaggio con una grandissima aspettativa.
Sarà un concerto senza soste, con pochissime parole tra un brano e l'altro. Robert Smith, di solito, preferisce abbracciare il pubblico occhi negli occhi, lasciando le chiacchiere agli altri.
Tutto il resto sarà musica.
Anzi, sarà storia.
📅 Coordinate del Concerto & Biglietti
- Evento: Firenze Rocks 2026
- Artista: The Cure
- Luogo: Visarno Arena – Ippodromo del Visarno, Via del Visarno, 14, 50144 Firenze (FI)
- Data: Domenica 14 Giugno 2026
- Apertura Cancelli: ore 16:00 | Inizio Concerti: ore 17:00 (i Cure saliranno sul palco in serata come headliner).
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Biglietti Ufficiali:I biglietti per la data dei Cure a Firenze Rocks sono disponibili sui circuiti di prevendita autorizzati Ticketmaster, Ticketone e VivaTicket. Per l'acquisto diretto e per verificare la disponibilità dei pacchetti PIT o Posto Unico, è possibile visitare il sito ufficiale del festival:
www.firenzerocks.it/tickets o direttamente sulla piattaforma del promoter
www.livenation.it.
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#Manciopensiero
To be continued.....
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