Interrogazione in Consiglio comunale sui disagi dei pazienti costretti a ritirare farmaci salvavita nei paesi limitrofi. L'Assessora al Welfare apre al confronto con la ASL Bari, ma resta il nodo dei servizi di prossimità.

di: Mancio
MOLA DI BARI – Il diritto alla cura non può prescindere dalla facilità di accesso ai servizi sanitari. È questo il principio attorno al quale si è acceso il dibattito durante l'ultima massima assise cittadina, focalizzato sui pesanti disagi che colpiscono numerosi residenti molesi.
Al centro della questione ci sono i pazienti affetti da patologie gravi o con ridotta mobilità, oggi costretti a fare periodicamente la spola con i comuni vicini solo per ritirare i
dispositivi medici e i farmaci previsti dai loro
piani terapeutici.
Una vera e propria odissea burocratica e logistica che ricade interamente sulle spalle delle fasce più fragili della popolazione e dei loro nuclei familiari, costretti a spostamenti che si potrebbero evitare strutturando una distribuzione locale più efficiente.
L'obiettivo è chiaro: avviare un tavolo di confronto urgente con i vertici della
ASL Bari per riportare a Mola un servizio di prossimità, azzerando le distanze tra la sanità pubblica e le necessità quotidiane dei malati.
La replica del Comune e il ruolo del volontariato
La risposta della giunta è arrivata per bocca dell'
Assessora al Welfare, Lea Vergatti, la quale ha confermato l'intenzione del Comune di attivarsi per aprire un canale di comunicazione e confronto con l'azienda sanitaria.
Nel suo intervento, l'esponente della maggioranza ha voluto inoltre rimarcare lo straordinario sforzo profuso dalle realtà associative locali, menzionando in particolare l'
Avis.
I volontari, infatti, non solo gestiscono il prezioso
servizio del taxi sociale, ma spesso mettono a disposizione il proprio tempo libero e i mezzi privati per accompagnare i cittadini più bisognosi presso le strutture sanitarie della zona.
Di Rutigliano: «Dalle parole ai fatti, le istituzioni facciano di più»
Pur accogliendo con favore la spinta al dialogo manifestata dall'Assessorato, Di Rutigliano ha sottolineato la necessità di passare rapidamente dalle dichiarazioni di intenti alle soluzioni concrete.
Pur condividendo il plauso e la gratitudine verso il lavoro insostituibile dell'Avis e delle altre associazioni del territorio, il consigliere di opposizione ha ricordato che il
terzo settore non può diventare un sostituto dei doveri della politica: le istituzioni locali hanno il compito di fare un passo in avanti per risolvere strutturalmente il problema.
«Dietro ogni singola segnalazione c'è una persona, una famiglia, una storia», ha ribadito Di Rutigliano, evidenziando come la tutela della salute debba avere la priorità assoluta rispetto ai troppi temi secondari che spesso monopolizzano il dibattito politico e l'opinione pubblica.
La promessa, a margine della seduta, è quella di continuare a monitorare da vicino l'evoluzione della trattativa con la ASL, nell'esclusivo interesse della comunità molese.
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