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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

L’ironia tagliente di Xhuliano Dule conquisterà Mola: al Van Westerhout arriva "Fringo" - 17 Gennaio 2026 - Stand up comedy - Like a Jazz.



Dall'Albania al Veneto, dai palazzi dell'ONU ai palchi della stand-up comedy: Xhuliano Dule porta in scena "Fringo", un viaggio ironico e spietato sull'integrazione e i nuovi italiani.

Di Mancio

Prosegue la stagione dedicata alla satira e alla riflessione firmata Like a Jazz

Sabato 17 gennaio, alle ore 20:30, il Teatro Van Westerhout di Mola di Bari aprirà le sue porte a Xhuliano Dule, protagonista di "Fringo", il secondo appuntamento della rassegna di stand-up comedy diretta artisticamente da Lisa Angelillo

Abbiamo ancora impresse frasi e momenti dello  spettacolo "Articolo 1" di Monir Ghassem anche perché questo lascia nello spettatore un profondo senso di riflessione critica e una scossa emotiva, nonostante le tante risate.

Attraverso una narrazione che mescola ironia pungente e cruda realtà, l'opera ha messo a  nudo le contraddizioni del mondo del lavoro contemporaneo.

L'artista non ha offerto risposte consolatorie, ma ha trasformato il palco in uno specchio che costringe il pubblico a guardare in faccia le proprie fragilità civili.

Adesso voltiamo pagina, ma, secondo me, spostiamo solamente di qualche grado l'obiettivo.
Partiamo da una problematica che sembra appartenere ad un altro argomento, ma alla fine, sempre di società, stereotipi e teorie diverse dalla pratica parliamo, magari da un altro punto di vista .... ... O di partenza.

La verità è che la realtà si diverte a smontare i pregiudizi proprio un istante prima che noi li usiamo per etichettarla. 
Vorrei fare un perfetto esempio di come la "geografia dell'anima" non coincida quasi mai con i confini regionali o nazionali.A

​Oltre il Pregiudizio: Un’Inaspettata Veronesità

​Spesso ci culliamo nell’idea che il Veneto sia una terra impenetrabile, una regione arroccata nelle proprie tradizioni e poco incline ad accogliere chi viene da lontano — che si tratti del Sud Italia o, a maggior ragione, dell'altra sponda dell’Adriatico. 
Ma la realtà, come spesso accade, è molto più sfumata e ironica degli stereotipi che abbiamo stratificato nel tempo.
Mi torna in mente un viaggio a Verona con mia moglie. 
Appena arrivati, ci venne a prendere il proprietario del B&B. 
A prima vista, sembrava l’incarnazione del rigore nordico, ma piccoli dettagli hanno iniziato subito a incrinare il cliché: la figlia che saltava da un sedile all'altro con una vivacità "anarchica" e le cinture di sicurezza lasciate lì, quasi come un elemento decorativo della tappezzeria, senza che il padre facesse una piega. 
Un approccio alla vita decisamente più rilassato di quanto la "narrativa del Nord" vorrebbe farci credere.

​Il colpo di scena è arrivato quando, sentendo che venivamo dalla provincia di Bari, l'autista ha abbandonato ogni parvenza di accento veneto per esclamare con un sorriso: "Aaaaah! Ma non vi preoccupate, qui a Verona siamo tutti napoletani!".

​Perché parlare di questo per "Voglia di Teatro"?

​Potrebbe sembrare un’introduzione insolita per presentare un evento culturale o un artista albanese in terra veneta, ma in realtà è il cuore pulsante del discorso. 
Il teatro, proprio come quell'incontro in auto, serve a questo: a scardinare le maschere.
La rassegna "Voglia di teatro" ci invita esattamente a fare questo sforzo (che poi sforzo non è): guardare oltre la superficie. 
In un mondo che ama dividere tutto in compartimenti stagni, l'arte ci ricorda che le identità sono fluide, che le storie si intrecciano e che, spesso, quello che consideriamo "diverso" è solo un riflesso di noi stessi in uno specchio che non avevamo ancora avuto il coraggio di guardare. 

Ed è anche questo che ritroveremo, in un certo qual modo, nello spettacolo al quale assisteremo il prossimo sabato.



​Tra barconi e Nazioni Unite: l’odissea di un "nuovo" italiano

​"Fringo", che in albanese significa letteralmente "nuovo di zecca", è molto più di un semplice monologo comico. 

È il racconto di una parabola umana che attraversa trent'anni di storia: dall'arrivo in Italia sui barconi negli anni '90 alla carriera diplomatica presso le Nazioni Unite, poi abbandonata per inseguire la libertà della scrittura.

​Dule, attore di origine albanese ma cresciuto in Veneto, porta in scena un contrasto irresistibile: aneddoti balcanici narrati con una marcata cadenza veneta
Il suo linguaggio è volutamente crudo, spietato e onesto, capace di toccare temi caldi come il politicamente corretto, la povertà e l’integrazione, senza risparmiare i propri "fallimenti clamorosi".

​Uno spettacolo "offensivo" e necessario

​Lo show scava nelle radici profonde dell'identità:

  • Le origini: Il mito del comunismo in Albania, i nonni tra resistenza e prigionia, e il peso del riscatto sociale.
  • La quotidianità: Il rapporto con i genitori, la madre amante degli animali e le inevitabili pressioni familiari ("Xhuliano, perché non hai figli?").
  • L'invisibilità: Il titolo è un omaggio a quella generazione di "nuovi italiani" nati o cresciuti nel Bel Paese, ma spesso ancora privi di cittadinanza legale.

​Chi è Xhuliano Dule

​Nato in Albania e trapiantato in Veneto, Dule ha saputo trasformare un percorso accademico in economia e un’esperienza nelle organizzazioni internazionali in una tagliente carriera artistica.

Di lui si dice un gran bene che è un comico strepitoso e che questo spettacolo non va assolutamente perso.

Premiato alle "Officine Teatrali" dell'Accademia Silvio d'Amico, ha collaborato con nomi del calibro di Francesca Archibugi e si è imposto sui palchi di Comedy Central Italia

Recentemente è reduce dal successo del tour DARK con Becomedy UK e dalla conduzione del Festival della Canzone Albanese.

​Dettagli dell'evento e biglietteria

​L'evento gode del patrocinio del Comune di Mola di Bari e del supporto di partner locali come Puglia in Bocca e Autoclub Bari, con la collaborazione media di Radio Mi Piaci.

​Un’occasione per ridere delle nostre contraddizioni e per riflettere con un tocco di costruttivo sarcasmo.

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