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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

L’Italia celebra gli 80 anni della Repubblica: il Paese unito tra memoria, sfide internazionali e cultura.

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Dal forte richiamo di Mattarella contro i conflitti alla parata di Roma, fino alle celebrazioni locali a Bari: la nazione si stringe attorno ai valori costituzionali nella giornata dei musei gratis e delle piazze aperte.


di: Mancio 

Ottant’anni di democrazia, libertà e coesione nazionale. 
La Festa della Repubblica del 2 giugno 2026 non è una semplice ricorrenza sul calendario, ma il compimento di un lungo percorso collettivo. 
Il claim scelto per l'ottantesimo anniversario della proclamazione, “80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese”, racchiude proprio questo significato profondo: un omaggio al cammino istituzionale e sociale costruito giorno dopo giorno dal lavoro silenzioso, competente e discreto di tutti i servitori dello Stato.
Dalle Forze Armate alle Forze di Polizia, dalla magistratura al personale sanitario, fino a vigili del fuoco, insegnanti, funzionari pubblici e volontari: il tributo è rivolto a chiunque, in uniforme o in abiti civili, ha garantito la sicurezza, la legalità e la tutela del bene comune. 
Quella "al servizio del Paese" viene vissuta come una missione quotidiana fatta di sacrifici, con la consapevolezza che i diritti e la democrazia non sono conquiste definitive, ma beni da alimentare e proteggere costantemente.

​Il discorso del Quirinale: il monito di Mattarella e la diplomazia

​Le celebrazioni hanno vissuto uno dei loro momenti più alti al Quirinale, dove il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha accolto il Corpo Diplomatico accreditato in Italia. 
Nel suo discorso, il Capo dello Stato ha insistito sui pilastri della nostra Repubblica: pace, libertà, democrazia e giustizia sociale. 
In prima fila erano presenti le massime cariche dello Stato: i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso. 
Assente invece la premier Giorgia Meloni, attesa per il grande concerto-evento serale in Piazza del Quirinale voluto dal Capo dello Stato. 
Nota diplomatica di rilievo: come accade ormai dal 2022, non sono stati invitati i diplomatici di Russia e Bielorussia, mentre erano presenti i rappresentanti di Israele e Iran.

​Mattarella ha ricordato il clima di "intensa polarizzazione" e le preoccupazioni internazionali che accompagnavano la vigilia del voto del 1946, sottolineando come la vera svolta democratica arrivò grazie al voto delle donne, per la prima volta ammesse alle urne storiche del referendum istituzionale. Scegliendo la Repubblica, l'Italia scelse la Costituzione e il fondamentale Articolo 11: il ripudio della guerra come strumento di offesa e la scelta di condividere la sovranità per assicurare la convivenza pacifica tra gli Stati.

​Oggi, a 80 anni di distanza, quel sistema multilaterale (nato con l'adesione all'ONU, alla NATO e al progetto europeo) è "gravemente aggredito" da una tendenza regressiva che ha avuto come detonatore l'ingiustificabile invasione dell'Ucraina da parte della Russia. 

Mattarella ha ribadito con fermezza la vicinanza italiana all'indipendenza di Kyev, allargando poi lo sguardo al caos in Medio Oriente, alla crisi di Gaza, alle minacce dell'Iran e al dramma della popolazione civile nel Libano.

"Tutto questo non deve indurre alla rassegnazione in nome di un malinteso realismo", ha scandito il Presidente, ricordando che la pace è una questione di scelte e di volontà politica, e che alimentare l'odio porta solo a conflitti perpetui.

​Gli appuntamenti: dai Fori Imperiali ai musei gratuiti

​A Roma l'attesa è tutta per la tradizionale parata militare in Via dei Fori Imperiali. Per l'80° anniversario, i cittadini hanno potuto richiedere i biglietti per assistere dalle tribune tramite una procedura di accredito online sul portale del Ministero della Difesa (https://eventi.difesa.it), seguendo il modello collaudato degli anni precedenti.

​Ma il 2 giugno è anche una festa di popolo e di cultura. In tutta la penisola i musei, le gallerie e i parchi archeologici statali rimangono aperti gratuitamente per l'intera giornata, rispettando i consueti orari e richiedendo la prenotazione solo dove previsto dai singoli siti. 
Un'iniziativa del Ministero della Cultura per permettere a cittadini e turisti di festeggiare la Repubblica riscoprendo il patrimonio artistico della nazione.

​Le celebrazioni a Bari: il programma della giornata

​Le grandi città italiane si sono organizzate con cerimonie solenni. 
A Bari, capoluogo della Puglia e cuore dell'omonima città metropolitana, le celebrazioni iniziano ufficialmente alle ore 9:15 presso il Sacrario Militare dei Caduti d'Oltremare
Qui si terranno gli onori ai caduti, la deposizione di una corona d'alloro e la firma dell'Albo d'Onore per ricordare i 75.000 militari italiani caduti all'estero durante i due conflitti mondiali. 

All'evento partecipa, in rappresentanza del Governo, il sottosegretario di Stato alla Salute Marcello Gemmato, affiancato dal generale Francesco Vestito (Comandante del Presidio Militare di Bari e delle Scuole AM/3ª Regione Aerea).
​Successivamente, alle ore 10:00, la manifestazione si sposterà in largo Giannella per la cerimonia dell'alzabandiera e la lettura dei messaggi ufficiali del Presidente Mattarella e del Ministro della Difesa Guido Crosetto. 
Sul posto saranno schierati i reparti militari, le Bandiere di Guerra, i Gonfaloni della Regione Puglia, del Comune e della Città Metropolitana di Bari, oltre ai Labari delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma.

​La giornata barese si chiuderà in festa la sera: a partire dalle ore 20:00, in Piazza Libertà, è in programma il concerto della Banda Interforze del Presidio Militare di Bari, che regalerà alla cittadinanza i grandi classici del repertorio marciante e istituzionale.

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