Davide contro Golia tra i ghiacci: la Groenlandia sfida le mire di Trump, dalle istituzioni all'ironia.
Dalle dichiarazioni di fuoco di Jans-Frederik Nielsen al fenomeno del cappellino "Make America Go Away": la lezione di dignità di un popolo che rifiuta di essere comprato.
di Mancio
C’è un’isola immensa, abitata da poco più di 56.000 anime, che sta dando una lezione di sovranità e dignità al mondo intero.
Mentre le cancellerie europee spesso balbettano di fronte all'impeto di Donald Trump, la Groenlandia ha deciso di rispondere a muso duro.
Il protagonista di questa resistenza è Jans-Frederik Nielsen, leader del partito dei Democratici, che ha alzato un muro invalicabile contro le rinnovate pretese americane di acquisire il territorio, con le buone (i dollari) o con le cattive (la pressione militare).
"Non siamo in vendita"
Interpellato sulla scelta di campo tra il modello statunitense e il legame con il Vecchio Continente, Nielsen non ha lasciato spazio a dubbi: "Se dobbiamo scegliere, scegliamo la Danimarca, la NATO e l’Unione Europea".
Il contesto: un'ossessione che viene da lontano
Per capire la durezza di Nielsen, bisogna ricordare che l’interesse di Trump per la Groenlandia non è una novità dell'ultima ora.
La resistenza viaggia su un cappellino rosso
Ma la battaglia non si combatte solo nelle sedi istituzionali.
La risposta popolare è diventata un fenomeno virale grazie a un oggetto simbolo: un cappellino rosso.
In alternativa, circola una versione ancora più diretta con la scritta in lingua locale che suona come un definitivo: "Ora basta".
È la forza dell’ironia che si fa scudo contro la prepotenza; un modo per dire che il consenso non si compra con un assegno in bianco, né si ottiene con le minacce dell'esercito.
Una lezione di dignità
Mentre molti leader globali sembrano pronti a genuflettersi di fronte al nuovo corso della Casa Bianca, la "piccola" Groenlandia resta in piedi.
#Manciopensiero conclusivo
Questa vicenda ci insegna che non è la dimensione territoriale a fare la grandezza di una nazione, ma la schiena dritta di chi la governa.
Mentre l'Europa tentenna, Nuuk ci indica la rotta: l'autodeterminazione non ha prezzo.


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