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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Salva la paziente ma rischia il processo: il paradosso al Policlinico Umberto I.


 



Il difficile equilibrio tra il dovere del medico di salvare vite e il diritto all'autodeterminazione del paziente

diMancio

Un medico del Policlinico Umberto I in Roma si trova, in questi giorni, al centro di una tempesta legale per aver fatto l'unica cosa che la sua professione gli impone: salvare una vita. 

Purtroppo non è il primo caso ed ovviamente balza agli occhi subito che stiamo parlando di un paradosso. 

Purtroppo bisogna constatare che, ancora una volta, si tratta di un'interpretazione grezza che deriva da alcune assurde convinzioni religiose che mettono in evidenza come la "bizzocheria" appartiene a tutti i tipi di credo e genera più danni che benefici per le.persone.
Saranno interpretazioni sbagliate, sarà ignoranza, ma a tutto deve esserci un limite.

Il caso riguarda una donna, testimone di Geova, (tanto per cambiare) arrivata in pronto soccorso con dolori addominali lancinanti causati dalle complicazioni di un bypass gastrico.

​Il fatto: tra urgenza e diniego

​Dopo una visita rapida, la diagnosi non lascia spazio a interpretazioni: serve un intervento chirurgico d'urgenza. 
Tuttavia, sorge un ostacolo insormontabile per la paziente. 
Per motivi religiosi, la donna nega il consenso a qualsiasi tipo di emotrasfusione, pratica considerata indispensabile dai chirurghi per la riuscita dell'operazione in sicurezza.

​Il medico, conscio della gravità della situazione e del rischio imminente di decesso, decide di procedere comunque. 

Durante l'intervento pratica la trasfusione necessaria. L'operazione è un successo, la paziente è salva e viene dimessa. 
Ma invece della gratitudine, arriva lo scontro legale: il medico è ora sotto accusa per violenza privata.

​Il conflitto normativo: Ippocrate contro l'Autodeterminazione

​Il punto critico della vicenda risiede nel contrasto tra due pilastri della nostra società:

  1. Il Giuramento di Ippocrate: L'obbligo del medico di intervenire per salvaguardare la vita umana.
  2. La Legge 219/2017: La normativa sul "Consenso Informato" che stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata.

​In passato, la giurisprudenza italiana (comprese sentenze della Cassazione) ha spesso dato ragione ai pazienti, sottolineando che il diritto di rifiutare le cure è protetto dalla Costituzione, anche quando tale rifiuto può portare alla morte.

​Una riflessione necessaria

​C'è un elemento di profonda contraddizione in questa storia. 
La paziente si è presentata spontaneamente in una struttura pubblica chiedendo aiuto. 
Il medico ha risposto mettendo in campo tutta la sua competenza. 
Se non avesse agito, probabilmente oggi staremmo parlando di un'indagine per omicidio colposo o omissione di soccorso.

​È accettabile che un professionista della salute debba operare con la "spada di Damocle" di una denuncia pendente mentre cerca di strappare un essere umano alla morte? 

In un mondo dove la scienza medica viene spesso messa in discussione da credenze personali, la solidarietà va a chi, ogni giorno, sceglie la vita sopra ogni tecnicismo legale.

​#Manciopensiero: L'opinione in pillole

  • La responsabilità: Se ti affidi a un ospedale, accetti implicitamente la scienza che lo governa.
  • Il paradosso: Curare è diventato un rischio legale superiore al non fare nulla.
  • Il supporto: Solidarietà totale a chi onora il camice bianco, nonostante tutto.
Il resto sono cazzate e certa gente non va nemmeno presa in considerazione....
Poi decidete voi se prima o dopo l'intervento.
L'etica suggerirebbe la seconda ipotesi.
Ma a sto punto a me va bene pure la prima.... Nel senso ... Non ti presentare proprio in ospedale.

Ma fatemi capire: un malato terminale che vuole mettere fine alle proprie sofferenze in Italia non può farlo.
Ed invece in un caso come quello che abbiamo affrontato, un medico ti salva la vita e tu lo denunci?

Queste è istigazione alla violenza perché un sacrosanto "frecatone di mazzate" almeno te lo meriti. 
E che cazzo.

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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