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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Serie A 2026: Fuga Inter, ma il Futuro tecnologico è un’Opinione, derby d'Italia con la Juve rovinato. La giornata regala anche Magie.



Tra brividi da VAR, blackout tecnologici e la classe infinita dei veterani: cronaca di una giornata che ha messo a nudo le contraddizioni del calcio moderno.

​Premessa, sul comportamento di Bastoni non mi esprimerò quanto meriterebbe, si è espresso da solo con i suoi gesti.

Se cercate la logica nel calcio del 2026, probabilmente state guardando lo sport sbagliato. 
La 25ª giornata ci lascia in eredità una classifica che scotta e una borsa piena di rimpianti, paradossi tecnologici e lampi di intramontabile classe.

​Il Cortocircuito della Continassa

​Il piatto forte doveva essere la sfida tra Juventus e Inter, ma il campo è stato scippato dalla cronaca arbitrale. 
Vedere una partita "scintillante" rovinata da una simulazione che il VAR decide di ignorare, mandando Kalulu sotto la doccia anziché ammonire l’interista, fa male al calcio. 
Siamo nel 2026: abbiamo sensori ovunque, telecamere che leggono i battiti cardiaci, ma cadiamo ancora nei tranelli del "teatro" da campo. 
Se dobbiamo restare ancorati alle interpretazioni arbitrali anche davanti all'evidenza, allora smettiamola di travestirci da futuristi.
 Il progresso senza coraggio è solo burocrazia.

​Il Cuore del Sud e la Legge dei Vecchi Maestri

​Mentre a Napoli si viveva un'altalena di emozioni infinita tra rimonte e gol dell'ex (grande Spinazzola, ma occhio a questo Malen che è in stato di grazia), a Udine il Sassuolo dimostrava che tre minuti di blackout possono distruggere quanto costruito in un tempo intero.

​Ma la vera lezione di calcio è arrivata dall'Arena Garibaldi
Mentre il Pisa sognava l'impresa, ci ha pensato Luka Modric.
A 40 anni suonati, il croato decide ancora i destini della Serie A all'85'. 
È il paradosso di questo campionato: ci arrabbiamo per una tecnologia che non funziona, e poi veniamo salvati dalla classe infinita di chi il calcio lo gioca a memoria.

​Fango e Gloria in coda

​In zona salvezza è una guerra di trincea. 
Il Lecce di Di Francesco ha firmato un capolavoro tattico a Cagliari, approfittando della serata no di Caprile e tirandosi fuori dal baratro. 
Il Parma invece ringrazia il cuore argentino di Pellegrino al 91', mentre la Cremonese maledice quella traversa di Bonazzoli al 94' che avrebbe cambiato la stagione.

​Oggi la classifica dice che l'Inter scappa a quota 61, ma la verità è che questo campionato è un thriller psicologico dove nessuno è mai veramente al sicuro.

Vediamo adesso tutte le partite nel dettaglio e le conseguenti classifiche:👇🏼


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Inter-Juventus 3-2
⚽ Cambiaso 17' (autogol), Cambiaso A. 26', Esposito F. 76', Locatelli M. 83', Zielinski P. 90'

INTER: Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni (46' Carlos Augusto); Luis Henrique (66' Esposito), Barella (53' Calhanoglu), Zielinski, Sucic (66' Diouf), Dimarco; Thuram (86' Bonny), Lautaro Martinez. 
Allenatore: Cristian Chivu.

JUVENTUS: Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly, 27 Cambiaso (77' Openda); McKennie, Locatelli, Miretti (61' Koopmeiners); Conceiçao (46' Holm), David (61' 32 Cabal), 10 Yildiz (76' 13 Boga). 
Allenatore: Luciano Spalletti.

Espulso: Kalulu (J) al 43' per doppia ammonizione. 
Ammoniti: Bastoni (I), Kalulu (J), Barella (I), Calhanoglu (I), Chivu (I)

Quando una partita di questo calibro viene decisa da un episodio arbitrale così discutibile, rimane sempre quel retrogusto amaro di "cosa sarebbe successo se...". È un peccato, perché i presupposti per una sfida epica c'erano tutti.  
La partita entra subito nel vivo, ma è la sfortuna a colpire la Juve al 17': una deviazione involontaria di Cambiaso spiazza Di Gregorio, che manca l'intervento di piede regalando il vantaggio ai nerazzurri. 
Ma Andrea Cambiaso ha carattere: al 26' si fa perdonare l'incertezza infilando la rete del pareggio. 
Poi, al 42', il patatrac. 
Una simulazione evidente di un giocatore dell'Inter, Bastoni, viene scambiata per fallo: l’arbitro cade nel tranello, estrae il secondo giallo e manda Kalulu sotto la doccia. 
Una decisione che falsa l'equilibrio della gara e solleva il solito, legittimo interrogativo: a cosa serve fare i futuristi con la tecnologia se poi, davanti a un errore così palese, ci si affida ancora alla fallibile "interpretazione" umana? 

In 10 contro 11, la Juve è costretta a una gara di trincea. 
L'Inter preme e al 76' trova il nuovo vantaggio con un'incornata precisa di Pio Esposito
Sembra finita, ma l'orgoglio bianconero emerge all'83' con il ruggito di capitan Locatelli, che firma il 2-2 che avrebbe il sapore dell'impresa eroica. 
Il destino però ha l'ultima parola al 90': Zielinski trova lo spiraglio giusto per il 3-2 definitivo. L'Inter vince e continua la sua corsa in testa alla classifica.

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Napoli-Roma 2-2 
⚽ 7' pt Malen (R), 40' pt Spinazzola (N), 26' st rigore Malen (R), 37' st Alisson Santos (N)

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic, Beukema, Rrahmani (25' st Alisson), Buongiorno, Gutierrez, Lobotka, Elmas (34' st Gilmour), Spinazzola (25' st Olivera), Politano (39' st Mazzocchi), Vergara (34' st Giovane), Hojlund. 
All. Conte

ROMA (3-4-3): Svilar, Mancini, Ndicka, Ghilardi, Celik, Cristante, Pisilli (19' st El Anayoui), Wesley (27' st Tsimikas), Zaragoza (1' st Soulè), Malen (27' st Vaz), Pellegrini (19' st Venturino). 
All. Gasperini

Ammoniti: Mancini, Rrahmani per gioco

Un pareggio che sa di equilibrio quello tra azzurri e giallorossi, in una sfida decisa dagli episodi e dalle fiammate dei singoli. 
La Roma scappa due volte, ma il Napoli non molla mai e riprende i capitolini per i capelli. 
L'avvio è tutto di marca giallorossa: passano solo 7 minuti e l'asse Zaragoza-Malen confeziona il vantaggio. Lo spagnolo inventa, l'olandese colpisce a freddo Milinkovic-Savic per lo 0-1. 
Il Napoli però cresce e al 40' trova il varco giusto: Spinazzola scaglia un destro dalla distanza che, complice la deviazione decisiva di Pisilli, beffa la difesa e regala al terzino la gioia del gol dell'ex. 
Si va al riposo sull'1-1. 

La ripresa vive di fiammate. 
Al 71' l'episodio che sembra spaccare il match: contatto tra Rrahmani e Wesley in area, l'arbitro indica il dischetto. 
Dagli undici metri si presenta ancora un glaciale Malen, che firma la sua doppietta personale e il quinto sigillo nelle ultime sei gare. 
Ma il Napoli ha sette vite. 
Sotto 2-1, gli uomini di Conte si riversano in avanti e all'82' arriva il momento di Alisson Santos: l'esterno trova la sua prima gioia nel campionato italiano siglando il definitivo 2-2. 
​Un punto a testa che muove la classifica ma lascia qualche rimpianto a entrambi i lati.

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Torino-Bologna 1-2 
⚽ 4' st autogol Vlasic (B), 17' st Vlasic (T), 25' st Castro (B)

TORINO (3-5-2): Paleari, Marianucci (40' st Njie), Maripan, Coco, Pedersen, Vlasic, Prati (9' st Ilkhan), Gineitis (9' st Casadei), Aboukhlal (1' st Lazaro), Simeone, Adams (1' st Zapata). 
All. Baroni

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski, Joao Mario (29' st Zortea), Lucumi, Vitik, Miranda, Freuler, Moro, Bernardeschi (38' st Orsolini), Sohm (42' st Ferguson), Rowe (29' st Dominguez), Castro (38' st Odgaard). 
All. Italiano

Ammoniti: Maripan, Gineitis, Sohm, Vlasic.

Il Bologna di Italiano espugna l'Olimpico Grande Torino, portando a casa tre punti d'oro in una sfida che si è accesa improvvisamente nella ripresa dopo un primo tempo di studio. 
Una partita a due facce: tattica e bloccata nei primi 45 minuti, vibrante e ricca di episodi rocamboleschi nella seconda metà di gara. 
Il Bologna si conferma squadra cinica, mentre il Torino mastica amaro per qualche amnesia difensiva di troppo. 
La prima frazione scivola via senza reti, nonostante le fiammate di Bernardeschi e Rowe che provano a scardinare la difesa granata. 
Si va negli spogliatoi sullo 0-0, con la sensazione che serva un episodio per sbloccare l'inerzia del match. 

L'episodio arriva puntuale dopo soli 4 minuti dall'inizio del secondo tempo, ed è una doccia fredda per il Toro: cross di Rowe, Moro prova il colpo di tacco ma la deviazione decisiva nella propria porta è di Vlasic, che firma l'autogol dello 0-1. 
Il Torino barcolla, rischia il raddoppio, ma al 62' trova la forza di reagire proprio con l'uomo dell'errore: Vlasic si avventa sulla respinta di Skorupski (bravo a murare Zapata) e firma l'1-1 del riscatto. 
L'equilibrio però è solo un'illusione. 
Al 71' sale in cattedra Castro: l'attaccante rossoblù protegge palla su Marianucci e con un tocco di punta beffa Paleari per il definitivo 2-1. 
Nel finale i granata non riescono a produrre una vera reazione, lasciando il campo tra i rimpianti. Italiano si gode una vittoria di carattere, mentre per il Torino resta l'amaro in bocca per una gestione dei momenti chiave tutt'altro che perfetta.

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Parma-Hellas Verona 2-1 
⚽ 4' pt Bernabè (P), 43' pt rigore Harroui (V), 48' st Pellegrino (P)

PARMA (5-3-2): Corvi, Britschgi, Delprato, Circati, Valenti (1' st Ondrejka), Valeri, Bernabè, Keita (17' st Nicolussi Caviglia), Sorensen (25' st Oristanio), Strefezza (49' st Ordonez), Pellegrino. 
All.: Cuesta

VERONA (3-5-2): Montipò, Bella-Kotchap, Nelsson, Edmundsson, Belghali (dal 20' pt Akpa Akpro), Niasse (34' st Serdar), Al Musrati, Harroui (34' st Slotsager), Bradaric, Bowie (17' st Sarr), Orban. 
All.: Sammarco

Ammoniti: Circati, Valenti, Akpa Akpro per gioco falloso
Espulso nel pt all'11' Orban per proteste.

Una partita che sembrava in discesa, poi maledettamente complicata, e infine vinta col cuore. La squadra di Cuesta respira, mentre per l'Hellas la situazione si fa drammatica. 
Il Parma parte col piede sull'acceleratore: al 4' Keita recupera un pallone vitale sulla trequarti e serve Bernabè, che coordina un tracciante al volo dal limite: palla nell'angolino e 1-0 immediato. 
Piove sul bagnato per il Verona quando all'11' Orban perde la testa: proteste troppo veementi contro l'arbitro Pairetto e rosso diretto. 
Gialloblù in dieci e Parma padrone del campo, ma il calcio è strano: al 42', nell'unico vero affondo ospite, Circati stende Bowie in area. 
Dal dischetto Harroui è glaciale e firma l'1-1 con cui si chiude il primo tempo. 

Nella ripresa è un monologo emiliano.
Il Parma alza il baricentro, spinge e sfiora il vantaggio con una perla a giro di Strefezza che si stampa sulla traversa al 71'. 
Il muro del Verona sembra reggere l'urto, ma crolla proprio quando il pareggio pareva scritto. 
In pieno recupero, Nicolussi Caviglia pennella un cross dalla trequarti che trova lo stacco imperioso di Pellegrino: colpo di testa vincente e 2-1 definitivo.
Il Parma vola verso la salvezza, lasciando il Verona nel baratro di una classifica sempre più cupa.

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Cremonese-Genoa 0-0

CREMONESE (3-5-2): Audero, Terracciano, Baschirotto, Luperto, Zerbin (41'st Floriani Mussolini), Maleh, Thorsby, Payero (12'st Grassi), Pezzella (25'st Barbieri), Djuric (25'st Sanabria), Vardy (12'st Bonazzoli). 
All.: Nicola

GENOA: (3-5-2) Bijlow, Marcandalli (25'st Baldanzi), Ostigard, Vasquez, Norton-Cuffy, Malinovskyi, Frendrup (43'st Amorim), Messias (25'st Martin), Ellertsson, Colombo (25'st Ekhator), Vitinha (14'st Ekuban). 
All. De Rossi
 
Ammoniti: Pezzella e Terracciano per gioco falloso.

Un pareggio a reti bianche che muove poco la classifica, ma che lascia alla Cremonese l'amaro in bocca per un finale da brividi. 
Allo Zini finisce 0-0 tra grigiorossi e Grifone, in un match dove la paura di perdere ha spesso prevalso sulla voglia di vincere. 
Poche emozioni e molta tattica in questo scontro salvezza del 2026. 
Il Genoa parte meglio, ma la Cremonese reagisce nella ripresa, venendo fermata solo dal legno proprio nell'ultimo respiro della gara. 
Il primo tempo è di marca ligure. 
Il Genoa spinge con più convinzione e costruisce diverse palle gol, ma sbatte contro un Audero in stato di grazia: il portiere grigiorosso è reattivo e disinnesca ogni tentativo ospite, mantenendo il risultato in equilibrio fino all'intervallo. 

Dopo il riposo, l'atteggiamento della Cremonese cambia: più aggressività, baricentro alto e possesso palla. 
La squadra di casa guadagna metri e chiude il Genoa nella propria metà campo, pur faticando a trovare l'imbucata vincente. 
Il vero colpo di scena arriva però al 94', nell'ultimo assalto: Bonazzoli si libera con classe in area e scarica un sinistro potente che sembra destinato in rete, ma la palla si stampa sulla traversa e torna in campo, strozzando l'urlo del gol in gola ai tifosi. 
​Finisce senza gol. Un punto che permette a entrambe le formazioni di allontanarsi leggermente dalla sabbie mobili della retrocessione, anche se la Cremonese recrimina per quei pochi centimetri che hanno negato a Bonazzoli la gioia della vittoria.

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Udinese-Sassuolo 1-2 
⚽ 11’ Solet, 56’ Laurientè, 58’ Pinamonti

UDINESE (4-4-2): Okoye; Bertola, Kristensen, Solet (41' st Gueye), Zemura; Atta, Miller (20' st Zarraga), Karlstrom (34' Piotrowski), Ekkelenkamp (34' st Arizala); Zaniolo, Bayo (20' st Buksa). 
All.: Runjaic.

SASSUOLO (4-3-3): 49 Muric; 6 Walukiewicz, 21 Idzes, 80 Muharemovic (1' st Garcia), 3 Doig (1' st Coulibaly); 42 Thorstvedt, 35 Lipani, 90 Konè; 10 Berardi (40' st Volpato), 99 Pinamonti (28' st Nzola), 45 Laurienté (34' st Fadera). 
All. Grosso.

Ammoniti: Fadera, Coulibaly, Ekkelenkamp, Zemura, Atta, Muharemovic per gioco falloso.

Il Sassuolo sbanca il Friuli con un uno-due micidiale in apertura di ripresa, ribaltando un'Udinese che aveva accarezzato l'idea del colpo casalingo. 
Una vittoria di carattere per i neroverdi, che passano dal rischio beffa alla festa esterna. 
​Una partita decisa da tre minuti di pura follia agonistica e da un episodio del VAR che ha tolto ai bianconeri la gioia del pareggio definitivo. 
Il Sassuolo parte forte e dopo soli 120 secondi sfiora il vantaggio con Pinamonti, che per un soffio non arriva all'appuntamento con il pallone. 
A passare però è l'Udinese all'11': Solet trova la coordinazione giusta e calcia verso la porta, trovando un Muric non impeccabile che si lascia superare per l'1-0. 
Gli ospiti accusano il colpo e, nonostante il possesso palla, non riescono a pungere fino al duplice fischio. 

Negli spogliatoi il Sassuolo ritrova la bussola e al 56' accende la miccia: Laurienté firma il gol dell'1-1 ristabilendo l'equilibrio. 
L'Udinese è ancora stordita quando, appena due minuti dopo, Pinamonti completa l'opera depositando in rete il pallone del sorpasso. 
I padroni di casa non ci stanno e al 70' esplodono di gioia per il pareggio di Bertola, ma l'urlo strozza in gola: l'arbitro annulla tutto per un tocco di mano ravvisato dall'assistente (o dal VAR). 
Il muro neroverde regge l'assedio finale e il triplice fischio sancisce il 2-1 per la squadra di Reggio Emilia.

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Como-Fiorentina 1-2 
⚽ Fagioli N. 26', Kean M. 54' (Rig.), Parisi F. 77' (Aut.) 

COMO, (4-2-3-1): Butez; Vojvoda(72′, Cachequt), Kempf, Ramon, Valle (46′, Moreno); Perrone (56′, Addaj), Da Cunha; Kuhn (46′, Rodriguez), Paz, Baturina; Douvikas (56′, Morata). 
All. Fabregas. 

FIORENTINA, (4-3-3): De Gea; Dodo, Pongracic, Ranieri, Parisi; Mandragora, Fagioli (84′, Ndour) Brescianini, Harrison, Solomon, Kean (84′, Piccoli). 
All. Vanoli. 

Ammonizioni: 54′, Kempf (C); 71′, 82′, Rodriguez (C); 88′, Morata (C); 89′, Mandragora (F); 90+6′, Ranieri. 
Espulsioni: 89′, Morata (C).

Un match dominato per larghi tratti dai Viola, che hanno saputo colpire nei momenti giusti della gara, gestendo il ritmo e chiudendo i conti prima del pasticcio finale. 
L'avvio è tutto di marca fiorentina. La squadra di casa spinge forte sull'acceleratore e raccoglie i frutti della pressione al 26': è Fagioli a trovare lo spiraglio giusto per infilare la rete dell'1-0, concretizzando una superiorità territoriale netta nella prima frazione di gioco. 

Il copione non cambia nel secondo tempo. 
Al 52' Mandragora è scaltro nel procurarsi un calcio di rigore che spiana la strada ai Viola: dagli undici metri si presenta Kean, che non sbaglia e firma il raddoppio. 
La partita sembra scivolare via senza sussulti fino al 77', quando un'incertezza difensiva porta all'autogol di Parisi
La rete riaccende parzialmente le speranze avversarie, ma la Fiorentina riesce a fare quadrato e a blindare i tre punti fino al fischio finale.

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Lazio-Atalanta 0-2
⚽ Ederson 41' (Rig.), Zalewski 60'

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila (46` Patric), Provstgaard, Tavares; Dele-Bashiru, Cataldi (67` Rovella), Taylor (79` Cancellieri); Isaksen (88` Dia), Maldini, Noslin (67` Ratkov). 
All. Maurizio Sarri

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (46` Kossounou), Djmsiti, Ahanor (24` Kolasinac); Zappacosta (83` Bellanova), De Roon, Ederson, Bernasconi; Samardzic (46` Raspadori), Zalewski (69` Sulemana); Krstovic.
All. Raffaele Palladino

Ammoniti: 10` Scalvini (A), 12` Ahanor (A), 74` Bernasconi (A), 78` Taylor (L), 90' Djmsiti (A)

L'Atalanta espugna l'Olimpico in una sfida dove il cinismo della Dea ha prevalso sulla sfortuna dei biancocelesti, fermati per ben due volte dai legni. 
Una partita vibrante sin dai primi minuti, decisa dagli episodi e dalla solidità difensiva dei bergamaschi, capaci di colpire nei momenti chiave del match 
L'avvio è un botta e risposta continuo: la Lazio spinge con le fiammate di Noslin e Isaksen, ma è l'Atalanta a sfiorare il vantaggio al 16', quando Provstgaard salva miracolosamente sulla linea una conclusione a botta sicura di Krstovic
La Lazio risponde colpo su colpo, ma la dea bendata le volta le spalle quando il tiro di Taylor si stampa sul palo. 
Al 41' l'episodio che sblocca la gara: calcio di rigore per l'Atalanta. Dagli undici metri Ederson è glaciale, non sbaglia e manda i suoi al riposo sullo 0-1.

Nel secondo tempo la Lazio cerca il pareggio con determinazione, ma al 53' si scontra con un muro di nome Carnesecchi, autore di un intervento prodigioso che strozza l'urlo del gol ai biancocelesti. Passato il pericolo, l'Atalanta raddoppia al 60' grazie a Zalewski, che firma lo 0-2 e mette in ghiaccio la partita. 
Il finale è un assedio laziale, ma la sfortuna non concede tregua: Ratkov colpisce il secondo palo di giornata per i suoi, suggellando una serata maledetta per la squadra di casa.

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Pisa-Milan 1-2
⚽ 39’ Loftus-Cheek, 71’ Loyola, 85’ Modric.

PISA (3-4-2-1): Nicolas; Canestrelli, Caracciolo, Božhinov; Touré (dal 87’ Leris), Aebischer (dal 57’ Akisanmiro), Loyola (dal 91’ Durosinmi), Angori; Tramoni (dal 57’ Iling-Junior), Stojilković; Moreo (dal 87’ Piccinini). 
All.: Hiljemark.

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlović; Athekame (dal 77’ Pulisic), Fofana (dal 72’ Ricci), Modrić, Rabiot, Bartesaghi; Loftus-Cheek (dal 72’ Leao), Nkunku (dal 46’ Fullkrug. Dal 90’ De Winter). 
All.: Allegri.

Ammoniti: 16’ Touré, 88’ Bartesaghi, 91’ e 92’ Rabiot.
Espulsi: 92’ Rabiot.

Il Milan soffre ma passa all'Arena Garibaldi, piegando un Pisa mai domo grazie alla classe infinita dei suoi veterani. 
Una vittoria che arriva nel finale di questa 25ª giornata di Serie A, consolidando le ambizioni rossonere in un 2026 che non smette di regalare colpi di scena. 
Una sfida intensa, risolta da una perla del fuoriclasse croato proprio quando il pareggio sembrava ormai scritto. 
Il Pisa esce a testa alta, ma il cinismo del Diavolo ha fatto la differenza. 
​Il Milan sblocca una gara complicata al 39' del primo tempo: è Ruben Loftus-Cheek a trovare l'inserimento vincente, portando i rossoneri avanti prima dell'intervallo. 
Il Pisa però non resta a guardare e nella ripresa alza il ritmo, trovando il meritato pareggio al 71' con Felipe Loyola, che fa esplodere lo stadio e mette i brividi alla squadra rossonera. 

Quando i punti sembravano destinati a essere divisi, sale in cattedra Luka Modric: all'85' il croato estrae dal cilindro la giocata che vale l'1-2 definitivo. 
Il finale è però concitato: al 92' Adrien Rabiot rimedia un cartellino rosso, lasciando i suoi in dieci per gli ultimi istanti di gara, ma il fortino rossonero regge l'assalto disperato dei padroni di casa.

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​Cagliari-Lecce 0-2  
⚽ 65' Gandelman (L), 76' Ramadani

CAGLIARI (4-4-2): Caprile; Zappa (57' Mazzitelli), Ze Pedro, Mina, Obert (79' Trepy); Palestra, Adopo, Sulemana, Idrissi; Pavoletti (57' Kilicsoy), S. Esposito. 
All. Pisacane

LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo; Gandelman (80' Ngom), Ramadani, Coulibaly (90+2' Fofana); Pierotti (80' Siebert), Sottil (80' Ndaba), Cheddira (80' Stulic). 
All. Di Francesco

AMMONITI: Nessuno
ESPULSI: Nessuno

Il Lecce di Di Francesco firma un vero e proprio capolavoro tattico alla Unipol Domus, portando a casa un 2-0 fondamentale in chiave salvezza e lasciando il Cagliari di Pisacane avvolto nei dubbi. 
Con questo blitz, i salentini agganciano il treno formato da Genoa e Cremonese, lasciando la Fiorentina nel baratro del terzultimo posto. 
La gara fatica a decollare. 
Il Lecce è più intraprendente con Sottil (il grande ex), che però spreca una buona chance, mentre la difesa sarda trema su Gandelman, salvata solo da un intervento provvidenziale di Zè Pedro. Il primo tempo si chiude su un grigio 0-0, specchio di due squadre che sembrano quasi annullarsi. 

Il secondo tempo cambia volto quando iniziano a pesare gli errori individuali. 
Caprile, solitamente una garanzia, vive una serata da dimenticare: 
​Al 64', su una punizione di Sottil, il portiere resta inchiodato sulla linea, permettendo a Gandelman di svettare in solitaria per lo 0-1. 
​Poco dopo, al 76', arriva il colpo del KO: dopo un batti e ribatti, Ramadani scaglia un tiro dalla distanza che trafigge Caprile sul suo palo. 
Il Cagliari prova a rimescolare le carte con gli ingressi di Kilicsoy e Mazzitelli, ma la reazione è nulla. 
La squadra di Pisacane sembra non essere mai scesa in campo nella frazione finale, tanto che Falcone chiude la gara senza dover compiere parate significative. 
Il Lecce festeggia la seconda vittoria consecutiva, mentre per i sardi è il secondo stop di fila che riapre pericolosamente i giochi per non retrocedere.

​Mancio, con questo posticipo abbiamo chiuso il quadro della 25ª giornata del 2026. Tra gli errori di Caprile e quelli arbitrali che abbiamo visto prima, la classifica è diventata un vero campo di battaglia.

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Classifica 


Squadra

Partite Giocate

Punti

Internazionale

25

61

Milan

24

53

Napoli

25

50

Roma

25

47

Juventus

25

46

Atalanta

25

42

Como

24

41

Bologna

25

33

Lazio

25

33

Sassuolo

25

32

Udinese

25

32

Parma

25

29

Cagliari

25

28

Torino

25

27

Genoa

25

24

Cremonese

25

24

Lecce

25

24

Fiorentina

25

21

Pisa

25

15

Hellas Verona

25

15



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Marcatori 



14 reti

  • ​Lautaro Martínez (Internazionale)

8 reti

  • ​Christian Pulisic (Milan)
  • ​Anastasios Douvikas (Como)
  • ​Rasmus Højlund (Napoli)
  • ​Kenan Yildiz (Juventus)
  • ​Nico Paz (Como)

7 reti

  • ​Hakan Çalhanoglu (Internazionale)
  • ​Marcus Thuram (Internazionale)
  • ​Rafael Leão (Milan)
  • ​Keinan Davis (Udinese)
  • ​Riccardo Orsolini (Bologna)
  • ​Nikola Krstovic (Atalanta)
  • ​Moise Kean (Fiorentina)
  • ​Marco Pellegrino (Parma)
  • ​Santiago Castro (Bologna)
  • ​Willian Orban (Hellas Verona)

6 reti

  • ​Nikola Vlasic (Torino)
  • ​Rolando Mandragora (Fiorentina)
  • ​Scott McTominay (Napoli)
  • ​Gianluca Scamacca (Atalanta)
  • ​Lorenzo Colombo (Genoa)
  • ​Matías Soulé (Roma)

5 reti

  • ​Jamie Vardy (Cremonese)
  • ​Domenico Berardi (Sassuolo)
  • ​Piotr Zielinski (Internazionale)
  • ​Ruslan Malinovskyi (Genoa)
  • ​Federico Dimarco (Internazionale)
  • ​Federico Bonazzoli (Cremonese)
  • ​Giovanni Simeone (Torino)
  • ​Stefano Moreo (Pisa)
  • ​Christopher Nkunku (Milan)
  • ​Andrea Pinamonti (Sassuolo)
  • ​Nicolò Zaniolo (Udinese)
  • ​Jonathan David (Juventus)
  • ​Ange-Yoan Bonny (Internazionale)

4 reti
Rabiot (Milan);
Adams (Torino);
Anguissa (Napoli);
Gudmundsson (Fiorentina);
Odgaard (Bologna);
McKennie (Juventus);
Laurienté (Sassuolo);
Østigård (Genoa);
Baturina (Como);
Koné (Sassuolo);
Kiliçsoy (Cagliari);
Pio Esposito (Internazionale);
De Bruyne (Napoli);

3 reti
Kostic (Juventus);
Kempf (Como);
Loftus-Cheek (Milan);
Cataldi (Lazio);
Zaccagni (Lazio);
Thorsby (Genoa);
Pellegrini (Roma);
Dovbyk (Roma);
Nzola (Pisa);
Ekkelenkamp (Udinese);
Vlahovic (Juventus);
Neres (Napoli);
Bremer (Juventus);
Solet (Udinese);
Banda (Lecce);
Isaksen (Lazio);
Bernabé (Parma);
Esposito (Cagliari);
De Ketelaere (Atalanta);
Cancellieri (Lazio);
Borrelli (Cagliari);
Cambiaghi (Bologna);
Ferguson (Roma);
Pedro (Lazio);
Casadei (Torino);
Vítinha (Genoa);
Wesley (Roma);
Addai (Como);
Giovane (Hellas Verona);
Spinazzola (Napoli);

2 reti
Belotti (Cagliari);
Dybala (Roma);
Ekuban (Genoa);
Maripán (Torino);
Mazzitelli (Cagliari);
Pasalic (Atalanta);
Gosens (Fiorentina);
Coulibaly (Lecce);
Serdar (Hellas Verona);
Lookman (Atalanta);
Piccoli (Fiorentina);
Guendouzi (Lazio);
Castellanos (Lazio);
Modric (Milan);
Tramoni (Pisa);
Saelemaekers (Milan);
Gaetano (Cagliari);
Bisseck (Internazionale);
Thorstvedt (Sassuolo);
Brescianini (Atalanta);
Pobega (Bologna);
da Cunha (Como);
Conceição (Juventus);
Kalulu (Juventus);
Zalewski (Atalanta);
Koné (Roma);
Felici (Cagliari);
N’Dri (Lecce);
Perrone (Como);
Cabal (Juventus);
Pavlovic (Milan);
Sulemana (Atalanta);
Terracciano (Cremonese);
Fadera (Sassuolo);
Stulic (Lecce);
Fabbian (Bologna);
Cambiaso (Juventus);
Scalvini (Atalanta);
Muharemovic (Sassuolo);
Belghali (Hellas Verona);
Noslin (Lazio);
Baschirotto (Cremonese);
Berisha (Lecce);
Meister (Pisa);
Bartesaghi (Milan);
Ramón (Como);
Ekhator (Genoa);
Atta (Udinese);
Idrissi (Cagliari);
Kabasele (Udinese);

1 rete
Moreno (Como);
Vázquez (Cremonese);
Lobotka (Napoli);
Zapata (Torino);
Zappacosta (Atalanta);
Cristante (Roma);
Bernardeschi (Bologna);
Karlström (Udinese);
Mina (Cagliari);
Rrahmani (Napoli);
Sanabria (Cremonese);
Luperto (Cagliari);
Barella (Internazionale);
Locatelli (Juventus);
Çelik (Roma);
Buksa (Udinese);
Posch (Como);
Dumfries (Internazionale);
Kossounou (Atalanta);
Cutrone (Parma);
Akanji (Internazionale);
Vojvoda (Como);
Basic (Lazio);
Hermoso (Roma);
Bastoni (Internazionale);
Ranieri (Fiorentina);
Lucumí (Bologna);
Moro (Bologna);
Piotrowski (Udinese);
Caqueret (Como);
Touré (Pisa);
Bernede (Hellas Verona);
Fagioli (Fiorentina);
Ramadani (Lecce);
Augusto (Internazionale);
Martín (Genoa);
Harroui (Hellas Verona);
Openda (Juventus);
Sottil (Lecce);
Kelly (Juventus);
Aebischer (Pisa);
De Luca (Cremonese);
Thuram (Juventus);
Gilmour (Napoli);
Johnsen (Cremonese);
Folorunsho (Cagliari);
Kühn (Como);
Gutiérrez (Napoli);
De Winter (Milan);
Frese (Hellas Verona);
Lang (Napoli);
Léris (Pisa);
Messias (Genoa);
Beukema (Napoli);
Miranda (Bologna);
Payero (Cremonese);
Dallinga (Bologna);
Ferguson (Bologna);
Zanoli (Udinese);
Frendrup (Genoa);
Benedyczak (Parma);
Raspadori (Napoli);
Delprato (Parma);
Adopo (Cagliari);
Ricci (Milan);
Coco (Torino);
Fofana (Milan);
Éderson (Atalanta);
Ngonge (Torino);
Dia (Lazio);
Lucca (Napoli);
Samardzic (Atalanta);
Henrique (Internazionale);
Holm (Bologna);
Ellertsson (Genoa);
Cheddira (Sassuolo);
Miretti (Juventus);
Sørensen (Parma);
Norton-Cuffy (Genoa);
Circati (Parma);
Iannoni (Sassuolo);
Kristensen (Udinese);
Baldanzi (Roma);
Hien (Atalanta);
Ndour (Fiorentina);
Gatti (Juventus);
Bravo (Udinese);
Volpato (Sassuolo);
Vergara (Napoli);
Mkhitaryan (Internazionale);
Ordóñez (Parma);
Sucic (Internazionale);
Adzic (Juventus);
Prati (Cagliari);
Sulemana (Bologna);
Lorran (Pisa);
Palestra (Cagliari);
Athekame (Milan);
Matic (Sassuolo);
Comuzzo (Fiorentina);
Njie (Torino);
Camarda (Lecce);
Gabriel (Lecce);
Folino (Cremonese);
Cuadrado (Pisa);
de Roon (Atalanta);
Di Lorenzo (Napoli);

Autogol
Muharemovic (Sassuolo - 2 autogol);
Cambiaso (Juventus - 2 autogol);
Freuler (Bologna - 1 autogol);
Caracciolo (Pisa - 1 autogol);
Otoa (Genoa - 1 autogol);
Parisi (Fiorentina - 1 autogol);
Núñez (Hellas Verona - 1 autogol);
Nelsson (Hellas Verona - 1 autogol);
Sabelli (Genoa - 1 autogol);
Gabriel (Lecce - 1 autogol);
Hien (Atalanta - 1 autogol);
Frese (Hellas Verona - 1 autogol);
Terracciano (Cremonese - 1 autogol);
Solet (Udinese - 1 autogol);
Vlasic (Torino - 1 autogol);

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