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L'indagine della Direzione Distrettuale Antimafia a Bari. L'inchiesta e Decaro - Terza puntata.



La vicenda che colpisce il sindaco di Bari, tutti i baresi e non solo... 

In occasione della conferenza stampa per illustrare l’indagine in corso, il procuratore di Bari, Roberto Rossi, ci tenne ad escludere il coinvolgimento del sindaco Antonio Decaro. 
Una garanzie per i sostenitori del primo cittadino barese.

Le parole furono molto chiare ed a quanto pare inequivocabili:
Quando si parla di condizionamento elettorale  si rischia di pensare che tutto sia inquinato. 
C’è stata una parziale e circoscritta attività di inquinamento del voto all’interno delle comunali del 2019 su cui l’amministrazione ha saputo rispondere e abbiamo accertato l’insussistenza del coinvolgimento del sindaco Decaro”. 

Ma poi ci si mettono la politica e le malelingue e tutto finisce indiscussione.
L’inchiesta conta 23 faldoni, ma vi ricordate in una delle puntate precedenti quando dicevo che l'apporto dei pentiti è stato fondamentale per scoperchiare tutti i fattacci che ci sono dietro questa indagine?
Beh! Nonostante le rassicurazioni che arrivano da più fronti, c’è un pentito che coinvolge il sindaco.

Perchè dico che ci si mette la politica?
Perchè nonostante l'imponenza della vicenda, per molti giorni questa è rimasta, non dico sotto traccia, ma quasi. 

Però dobbiamo fare prima di tutto una premessa:
Tutti, da destra e da sinistra, dicono che “è chiara la volontà di fare uso politico della vicenda”.
Ognuno degli schieramenti, però, fa la sua personale valutazione:

 La destra accusa la sinistra, e il sindaco di Bari nonché presidente dell’Anci Antonio Decaro, di fare “uso politico di una legittima richiesta di accesso agli atti nel capoluogo pugliese da parte del ministro dell’Interno dopo l’inchiesta che ha portato in carcere 137 persone per sospette infiltrazioni mafiose nella municipalizzata dei trasporti controllata dal comune”

La sinistra, invece, si difende definendo il tutto “un atto di guerra” spiegando che governo e maggioranza vogliono usare strumentalmente l’inchiesta a due mesi dal voto. 

Infatti le elezioni che si svolgeranno l'8 ed il 9 giugno vedono Decaro, forte di un largo consenso, capolista per il Pd nella circoscrizione sud per le Europee. 
Al suo posto, in Comune, Vito Leccese, avvocato penalista e candidato della Convenzione per Bari 2024, rappresenta la perfetta continuità con Decaro. 

Sarà pure comprensibile il fatto che a destra a questo punto parlino di atto dovuto, ma quello che ci si chiede è perchè si sia fatto di tutto affinché la questione raggiungesse picchi altissimi di diffusione, nonostante mediaticamente non decollava nonostante l'entità?

Non piaceva ai deputati di centrodestra questo stato delle cose.
Un avversario di tale portata alle prese con una possibile infiltrazione mafiosa nella sua coalizione ed il tutto rimaneva in ambito locale.

A quel punto "Decaro sarà coinvolto" diventa quasi uno slogan.
E per il 29 mattina il centrodestra organizza una conferenza stampa:
Francesco Paolo Sisto, viceministro della giustizia dell'attuale governo pronuncia le parole più concrete:
L’inchiesta Codice Interno della Dda di Bari non può essere ridotta ad un astratto dibattito politico. Il ministro dell’Interno, da noi ieri sollecitato in proposito, ha detto che vista l’entità dei fatti e lo spessore delle vicende, sarà necessario approfondire”.
La città di Bari deve sapere, va tutelata la sua immagine” 

In realtà la città di Bari sa, questa è una palese scusa per affossare l'avversario, ma comunque la questione va avanti nonostante la bomba non sia immediata.

E' il chiacchiericcio a destare più curiosità delle conferenze stampa tra quattro gatti organizzate da un governo che diventa quasi meno credibile delle parti in causa nell'inchiesta. 

I parlamentari chiedono, s’informano, dicono, sembrano più pettegole, "puttane vecchie" si direbbe alle mie latitudini che sono quelle in provincia di Bari ed "avvisano": 

 “Guardate che c’è di mezzo Decaro, un pentito dice che prendeva il caffè con uno dei clan….

Veramente "neanche i bambini dell'asilo" per usare un'altra forma in uso, da queste parti.

Decaro, il sindaco più amato, sotto scorta da dieci anni per aver combattuto i clan e difeso la legalità?
Sembra tutto surreale.
Ovviamente meglio lasciar perdere questi pettegolezzi e lasciare fare alla magistratura il suo lavoro, per poi tirare le conclusioni alla fine.
Però ci sono delle scadenze, strategie ed elezioni da preparare e, soprattutto politici che non sanno stare fermi con le mani e che scrivono di tutto sui loro smartphone come degli adolescenti che celebrano un gol di Mbappè o una schiacciata di Sinner.

Se poi qualche deputato scrive post sui social, “andiamo a riprenderci la città di Bari”. 
più o meno quello che dice il personaggio di  Savastano in Gomorra. 
L’analogia viene in mente a chi, a prescindere da come andranno le cose è sicuramente pià intelligente dell'autore del post.
Decaro, infatti, preciserà e lo vedremo nelle prossime puntate che “la città è dei baresi” 

Intanto è stata attivata la Commissione Antimafia che “valuterà come muoversi”

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