Mola di Bari, il dialetto torna a "casa": al Castello Angioino la 7ª Giornata Nazionale delle Lingue Locali - 17 Gennaio 2026 - Castello Angioino.
Sabato 17 gennaio 2026, alle ore 18:00, la Sala del Castello si trasforma nel cuore pulsante dell’identità molese. Un mosaico di voci, poesie e canti per difendere il patrimonio linguistico del territorio.
Di Mancio
Il dialetto non è solo un insieme di parole, ma il riflesso più autentico della nostra anima e della nostra storia. Sabato 17 gennaio 2026, in occasione della 7ª Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali, Mola di Bari rinnova il suo appuntamento con le radici, celebrando quella "lingua del cuore" che unisce le generazioni e definisce l'identità di una comunità.
Un presidio di democrazia e memoria
La celebrazione, che si terrà nella prestigiosa cornice del Castello Angioino alle ore 18:00, non è un semplice esercizio di nostalgia. Come sottolineato dagli organizzatori, custodire il vernacolo significa onorare un principio democratico fondamentale: il rispetto di ogni voce. In un mondo sempre più globalizzato, il dialetto resta lo specchio delle identità locali, un ponte che collega il passato al presente e una risorsa inestimabile da consegnare ai giovani.
La sinergia tra le realtà molesi
Un ruolo cruciale è svolto anche dai volontari del Servizio Civile Universale operanti presso la Pro Loco del presidente Gianni Russo, impegnati in un progetto che mira a trasformare il dialetto in una vera e propria "infrastruttura turistico-culturale". L'obiettivo è ambizioso: utilizzare la lingua locale come filo conduttore per guidare i visitatori alla scoperta del territorio e delle sue tradizioni più vive.
Il Programma e i Protagonisti
Dopo il successo del bando di partecipazione, il programma della serata si preannuncia ricco e variegato.
Se nel precedente articolo che parlava di questo evento:👇🏼
Ci eravamo lasciati, promettendo nuovi aggiornamenti e la lista dei partecipanti, ora possiamo dire che è tutto pronto.
Oltre ai consueti saluti delle autorità, il palco vedrà alternarsi poeti, studiosi e gruppi corali provenienti da tutto il territorio barese, a dimostrazione di come Mola sia diventata un polo d'attrazione per la tutela della lingua barese e delle sue varianti.
Ecco l'elenco dei partecipanti che animeranno la serata:
- Musica e Canti: La Corale UTE di Mola di Bari e il Coro "In...canti di Donne".
- Voci da Mola: Giambattista Bello, Vito Furio, Antonio Palumbo e Maria Mancini per l'UTE.
- Voci dal Territorio: Michele Aprile, M. Foggetti, G. Trisciuzzi, Paolo F. Lepore, Vito Romita e Vito Teti (Bari); Giuseppe E. Carelli (Casamassima); Candido Daresta (Sammichele di Bari); Vito Didonna (Noicattaro); Biagio Loconte (Bari); Cosimo Loperfido e Peppino Lovecchio (Monopoli); Pietro Quassia (Triggiano).
- Delegazioni UTE: Rappresentanze delle sedi di Noci e Turi.
Un invito alla cittadinanza
L'evento, a ingresso libero e gratuito, rappresenta una scommessa vinta per la cittadina, capace di dare lustro e visibilità a Mola di Bari attraverso la cultura. La serata sarà un'occasione per riascoltare storie di vita, di lavoro e di speranza, ricordandoci che ogni termine dialettale è una tessera preziosa del grande mosaico culturale italiano.
#Manciopensiero conclusivo
In un'epoca di comunicazione digitale ultra-veloce, fermarsi ad ascoltare il suono delle proprie origini è un atto di resistenza culturale. Il dialetto non è una lingua "minore", ma la lingua "maggiore" dei sentimenti.


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