L’Alchimia del Ritorno al 24 Maggio... E non solo.
Tra il valore del presente, il calore delle radici e quell'alchimia che sa di quotidiano

di: Mancio
Un anno non è come gli altri,
anche se il tempo ha una sua costante.
Si cammina verso la cifra tonda,
ma sono dettagli di sfondo:
è sempre il presente quello che conta.
Qualcuno pensa ci sia una ricetta,
un segreto da consumare in fretta.
La pentola o il microonde?
È il dubbio di questi anni correnti.
E scelgo la pentola, vedi,
non per un culto dei vecchi costumi,
ma per non dover essere, per forza,
figlio di moderni consumi.
Poi, per qualche minuto dopo l'impatto,
lassù i soccorsi hanno un problema,
il cielo è distratto.
Io seguo le orme che trovo sul sentiero,
ma non per la paura di perdermi
come Pollicino nel bosco nero.
Vorrei spiare le immagini della prefazione,
ma il futuro non è dato saperlo,
non è una visione:
il futuro lo si costruisce, mattone su mattone.
E così immagino il paese intero
trasformarsi in una casa grande,
mentre intorno esplode la festa.
Sono forse il padrone della piazza?
Allora, a maggior ragione,
questa è casa mia, la nostra stazione.
Vieni, dunque, vieni a immaginare
come ci festeggia il grande palazzo
che sopra la piazza svetta e rimane.
Sì, sembra un déjà-vu, lo so,
ma d’altronde quante cose si ripetono
se hanno fondamenta solide e vere?
L'alchimia di una tappa raggiunta
è come l'alchimia del ritorno:
Il ritorno ad un 24 Maggio
Data storica, ma non per forza quella di tutti
Il ritorno ad un giorno che segna la vita
Che ha sancito un altro tipo di ritorno
il ritorno a casa alla fine del giorno,
il ritorno camminando mano nella mano.
Qualunque strada la vita ti offra,
la voglia sarà sempre la stessa:
quella di tornare a casa.
E casa non è solo il posto
dove abitiamo insieme.


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