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AMMINISTRATIVE 2026: LA FANTOMATICA "VITTORIA" DELLA DESTRA È SOLO UNA BUGIA DI REGIME



​I dati reali dei 18 comuni capoluogo smentiscono la retorica meloniana: il centrosinistra vince la sfida delle città per 6 a 3, mentre il "campo largo" tiene l'onda d'urto alla vigilia delle politiche.


di: Mancio 

Da giorni i palazzi della destra meloniana risuonano di trionfalismi e grida di vittoria. 
Dichiarazioni altisonanti si rincorrono sui giornali d'area, fino ad arrivare alla stessa Presidente del Consiglio che, con un misto di arroganza e spavalderia, lancia la provocazione: E anche oggi crolliamo domani
A sentire i commenti ufficiali e i titoli della stampa amica, il cittadino si aspetterebbe una disfatta epocale dell'opposizione e un Paese interamente colorato di blu.
Tuttavia, basta fare un'operazione ormai fuori moda ma fondamentale — guardare i fatti, analizzare i numeri reali e confrontarsi con la realtà — per rendersi conto che la grande affermazione della destra semplicemente non esiste. 
È un'invenzione di sana pianta, una narrazione artificiale ripetuta a reti unificate fino a farla sembrare una verità oggettiva. 
I dati reali, che hanno confermato fedelmente l'andamento di exit poll e proiezioni, raccontano una storia totalmente diversa.
Su 18 comuni capoluogo andati al voto, la realtà matematica del primo turno è insindacabile: il centrosinistra (o campo largo) si aggiudica ben 6 città contro le 3 del centrodestra. 
Un netto 6-3 che ridimensiona drasticamente la retorica governativa. 
Il resto della partita si frammenta tra formazioni civiche e sfide rimandate ai ballottaggi del 7 e 8 giugno 2026.

​La mappa del voto città per città

​L'analisi del voto nei territori chiave smonta pezzo dopo pezzo il racconto del governo:

  • Il successo del centrosinistra: La coalizione progressista riesce a strappare due comuni strategici alla destra: Pistoia, che viene conquistata dal candidato dei Verdi Giovanni Capecchi, e Avellino. A questi si aggiungono quattro importanti conferme strutturali: Prato (con il successo del dem Matteo Biffoni), Mantova (dove Andrea Murari sfiora un clamoroso 70% pur correndo senza il Movimento 5 Stelle), Andria (con la riconferma della sindaca Giovanna Bruno) ed Enna (dove si impone lo storico Mirello Crisafulli).
  • La nota di Salerno: Ai 6 capoluoghi conquistati se ne sarebbe potuto aggiungere matematicamente un settimo, se l'ex presidente della Campania Vincenzo De Luca non avesse scelto testardamente di correre da solo senza il simbolo del Partito Democratico, stravincendo comunque la sfida e superando la soglia del 60% dei consensi con le sue sole liste civiche.
  • La tenuta della destra: Sul fronte opposto, il centrodestra riesce a tenere a sorpresa Venezia già al primo turno con il candidato Simone Venturini, che ribalta i sondaggi della vigilia che vedevano in vantaggio Andrea Martella (centrosinistra). La coalizione di governo mette a segno l'unico vero "ribaltone" a Reggio Calabria, dove il forzista Francesco Cannizzaro ottiene percentuali bulgare sfiorando il 70% in una città precedentemente guidata dai progressisti. A completare il bottino della destra c'è Crotone, con la netta vittoria dell'uscente Vincenzo Voce (al 62,41%), e la vittoria leghista di Sandro Parcaroli a Macerata e a Fermo.
  • Le eccezioni civiche e i ballottaggi: A Messina la continuità amministrativa premia l'area civica con il trionfo di Federico Basile, erede politico di Cateno De Luca. Tutto sospeso invece ad Arezzo, dove si andrà al ballottaggio con il candidato di centrodestra Marcello Comanducci in vantaggio sul portacolori della sinistra Vincenzo Ceccarelli. Partita del tutto aperta per il secondo turno (7-8 giugno) anche a Lecco, Chieti, Trani e ad Agrigento (dove la sfida sarà tra Michele Sodano per il centrosinistra e Dino Alonge per il centrodestra). 

L'analisi politica: Nonostante l'assenza del tanto auspicato "effetto Referendum" e qualche rimpianto (soprattutto sulla gestione della partita veneziana), la coalizione progressista si dimostra vitale. 
Il Partito Democratico si conferma quasi ovunque come la prima forza politica all'interno dei seggi, dimostrando che il centrosinistra è in grado di doppiare le destre nei contesti urbani.
    ​I numeri non sono opinioni, ma fatti testardi. Sebbene per il centrosinistra non si tratti del miglior risultato teoricamente possibile e resti molto lavoro da fare nei territori in vista delle elezioni politiche del 2027, la presunta "marcia trionfale" della destra è smentita dai seggi. 
    La realtà della geografia elettorale italiana è complessa, frammentata e dice che l'opposizione tiene saldamente le città. 
    E la realtà va raccontata tutta, fino in fondo.

    ​Per chi volesse visualizzare i dettagli emersi subito dopo la chiusura delle urne e ascoltare le prime analisi a caldo sui ribaltoni territoriali, è disponibile questo video di approfondimento sui risultati delle elezioni comunali 2026, che riassume visivamente i dati salienti del voto a Venezia, Reggio Calabria e nelle altre città chiave.

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