Follia, Il delirio di onnipotenza di Nordio: si paragona a Falcone nel giorno di Capaci.
Nel giorno della memoria, il Guardasigilli perde il senso della realtà e della vergogna. Dagli attacchi alla magistratura alle uscite surreali, la parabola di un ministro sempre più indifendibile.
di: Mancio
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, senza alcun pudore o senso della realtà, ha osato fare l'impensabile: si è paragonato a Giovanni Falcone.
Sì, avete letto bene. Nessun briciolo di vergogna. Durante il suo intervento a Palermo, davanti alle scolaresche e nell'aula bunker che fu il tempio del maxiprocesso, il Guardasigilli ha pronunciato queste testuali parole:
“Sia io che Giovanni Falcone abbiamo rischiato la vita: io quando indagavo sulle Brigate Rosse e lui sulla mafia”.
La collezione di scivoloni che imbarazza Palazzo Chigi
L'uscita di Palermo è solo l'ultimo capitolo di una lunga serie di dichiarazioni surreali che hanno regolarmente messo in imbarazzo la stessa Premier Giorgia Meloni e i partner di governo, costretti ogni volta a fare pompieraggio mediatico per coprire le uscite del Guardasigilli.
Per non parlare delle sue bizzarre uscite sul sovraffollamento carcerario, quando propose seriamente di utilizzare le ex caserme dismesse per ospitare i detenuti a bassa pericolosità, un'idea giudicata impraticabile da tutti gli addetti ai lavori e liquidata nel giro di poche ore come una boutade estiva priva di coperture e logica logistica.
Dalle parole al vetriolo contro i suoi ex colleghi togati alle auto-canonizzazioni laiche sul palco di Capaci, la gestione della Giustizia in Italia sembra ormai ostaggio di un uomo incapace di tracciare il confine tra la propria storia personale e il mito di chi ha fatto la storia d'Italia a prezzo del sangue.
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