Parigi vieta l'ingresso al ministro israeliano dopo gli scontri con la "Global Sumud Flotilla", ma la sanzione individuale rischia di essere solo una mossa di facciata se non supportata dal blocco degli accordi UE-Israele.

di: Mancio
La Francia ha compiuto un passo politico ufficiale e drastico: l'accesso al territorio nazionale è stato formalmente interdetto al Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano,
Itamar Ben Gvir.
Una decisione che si traduce in un divieto di ingresso assoluto nel Paese transalpino.
La motivazione formale posta alla base del provvedimento fa riferimento ai comportamenti considerati "inqualificabili" che il ministro ha tenuto nei confronti di cittadini francesi ed europei che viaggiavano a bordo della Global Sumud Flotilla, la spedizione umanitaria e di protesta intercettata dalle autorità israeliane.
La notizia, di per sé, non può che essere accolta positivamente.
Si tratta, a ben vedere, del "
minimo sindacale" sul piano della diplomazia internazionale, ma rappresenta comunque un segnale: la dimostrazione che quel muro di totale intoccabilità che ha protetto Israele in Europa sta iniziando a mostrare le prime, evidenti crepe.
Tuttavia, c'è un rischio concreto che rischia di vanificare l'efficacia di questo provvedimento.
Se questa misura rimarrà un'iniziativa isolata e ad personam, finirà per trasformare Ben Gvir nel perfetto capro espiatorio.
Isolare il singolo esponente estremista serve solo a mondare la coscienza dell'Occidente, salvando l'immagine complessiva di Israele e dell'intero esecutivo guidato da
Benjamin Netanyahu, di cui Ben Gvir non è un elemento estraneo, bensì una diretta ed esplicita emanazione politica.
Se la Francia, l'Europa e la stessa Italia intendono dimostrarsi davvero credibili, coerenti e allineate alla fermezza che sbandierano a parole, non possono fermarsi qui.
Senza azioni strutturali e sistemiche di questa portata, i divieti di viaggio restano solo retorica e fumo negli occhi.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso: ... La Global Sumud Flotilla
Per dare maggiore completezza alla notizia, l'azione di Parigi si inserisce in un clima di fortissima tensione internazionale.
La
Global Sumud Flotilla (dal termine arabo
Sumud, che significa "fermezza" o "resistenza resiliente") è una coalizione internazionale di attivisti che ha cercato di sfidare il blocco marittimo e terrestre per portare aiuti umanitari alla popolazione civile.
L'intercettazione della flotta da parte delle forze di sicurezza israeliane – coordinate sotto la linea dura del ministero di Ben Gvir – ha portato al fermo, al sequestro di beni e, in alcuni casi, all'espulsione di numerosi cittadini europei, inclusi parlamentari, giornalisti e attivisti francesi.
È stato proprio il trattamento duro e diplomaticamente inaccettabile riservato a questi cittadini UE a spingere l'Eliseo a firmare il decreto di interdizione per il ministro, segnando uno dei punti più bassi nelle relazioni diplomatiche tra Parigi e l'attuale coalizione di governo israeliana.
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