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L’Arte Rivoluzionaria di Enzo Del Re Conquista Bologna: Grande Successo al Conservatorio “G. B. Martini” per il Libro di Leonardo Vita alla Presenza del Consigliere Comunale molese Pietro Sportelli




Il penultimo appuntamento della rassegna "Incontriamoci in biblioteca" celebra il leggendario "cantaprotestautore corpofonista" molese, tracciando un ponte culturale e istituzionale tra la Puglia e il capoluogo emiliano


di: Mancio 

BOLOGNA – La memoria storica, la forza della canzone di protesta e l’avanguardia della corpofonia hanno fatto tappa nel cuore pulsante della cultura musicale bolognese. 
Giovedì 21 maggio 2026, alle ore 17:00, la Biblioteca del Conservatorio di Musica “G. B. Martini” di Bologna ha ospitato la presentazione del volume Enzo Del Re: il cantaprotestautore corpofonista, scritto dall'autore e musicista Leonardo Vita ed edito da Arcana.

L'evento, che ha registrato un grande successo di pubblico e critica, ha rappresentato il penultimo appuntamento della prima parte della fortunata stagione culturale “Incontriamoci in biblioteca 25/26”. Un’occasione speciale che ha visto la partecipazione attiva del Comune di Mola di Bari, rappresentato per l'occasione dal consigliere comunale delegato Pietro Sportelli, a testimonianza del profondo legame che unisce la comunità d'origine all'eredità artistica del grande cantautore.

Un viaggio oltre i confini locali: il mito di "Carvaun"

L’opera di Leonardo Vita – musicista di spessore, appassionato d'arte e profondo conoscitore delle dinamiche culturali del territorio – offre uno studio rigoroso e appassionato che unisce la competenza tecnica all'appartenenza geografica. 
Il volume analizza a 360 gradi la figura straordinaria di Enzo Del Re (1944-2011), nato a Mola di Bari e destinato a diventare una delle voci più radicali, coerenti e originali del secondo Novecento italiano.

Se nelle latitudini pugliesi la figura di colui che in paese veniva soprannominato "Carvaun" spiccava soprattutto per le sue doti di viscerale cantastorie legato alle filastrocche e ai canti in dialetto molese fin dall'infanzia, nel resto d’Italia – e in particolare nelle regioni del Nord durante gli anni Settanta – Del Re si è imposto come un punto di riferimento ideologico. 
Armato solo del suo iconico basco e di una sedia, ha incarnato la perfetta sintesi tra l'oralità popolare e una ferrea, intransigente lotta politica per l'uguaglianza sociale e la difesa della classe operaia.

L'incontro di Bologna, svoltosi nella prestigiosa cornice di Piazza Rossini 2, ha permesso di rileggere questa straordinaria esperienza fuori dal contesto prettamente locale. 
Sotto la moderazione della Prof.ssa Anna Scalfaro dell’Università di Bologna, e dopo i saluti istituzionali del Direttore del Conservatorio, il M° Aurelio Zarrelli, si è discusso di come l'arte di Del Re abbia valicato i confini regionali per diventare un patrimonio transgenerazionale, ideale persino per lo sviluppo di tesi di laurea o per nuove interpretazioni musicali.

L'essenza del corpo e della sedia contro l'era ipertecnologica

Il saggio di Vita ha il grande merito di esplorare i molteplici volti di Del Re: il musicista, il rivoluzionario, il cantastorie, l'uomo del Sud. 
Il fil rouge di tutta la sua esistenza è stata l'assoluta coerenza morale e artistica. 
Del Re rifiutò ogni forma di addomesticamento commerciale, trovando la sua massima espressione nel teatro politico con l'esperienza di Nuova Scena, dove entrò in contatto con i più grandi intellettuali dell'epoca.

Il suo tratto distintivo rimane l'invenzione della corpofonia: la capacità di trasformare il respiro, le mani, i piedi, la presenza scenica e una comune sedia percossa in una musica essenziale e lucidissima. Una lezione di straordinaria attualità: in un'epoca ipertecnologica in cui si crede erroneamente che i software possano sostituire l'anima e il talento, Del Re ha dimostrato che senza conoscenza e passione non si produce nulla di valido. 
Egli rappresentava un perfetto "microcosmo nel macrocosmo", capace di fare la differenza puntando esclusivamente sull'essenziale.

Sinergie istituzionali e scambi culturali

La presenza a Bologna del Consigliere Comunale Pietro Sportelli ha sancito l'importanza istituzionale del percorso di internazionalizzazione dell'opera di Del Re, già avviato con le prime presentazioni a Mola di Bari e ora diffuso su scala nazionale. 

Se mi seguite su Manciolandia, sapete bene che di Leonardo Vita e delle sue mille avventure artistiche, tra musica e teatro, parlo spesso e volentieri. 
E ricorderete sicuramente quando, tempo fa, vi avevo già raccontato del suo splendido libro dedicato a Enzo Del Re in occasione della presentazione ufficiale qui a Mola di Bari. 
Già allora non avevo avuto dubbi nel definirlo un evento di grandissima rilevanza culturale.
Oggi, però, quella storia fa un passo in avanti straordinario e diventa patrimonio di una platea di lettori nazionale.

Importante comunque la presenza molese; c'era il consigliere delegato Pietro Sportelli. 
E lasciatemelo dire: la sua presenza è stata assolutamente azzeccata, molto più di quella di qualsiasi altro politico locale. 
Perché? Perché Pietro si è mosso con un garbo e una sensibilità istituzionale rari. 
Perchè proprio in eventi artistici e culturali a Mola ha dato tanto e non è andato lì per fare la solita passerella politica o per "espropriare" il nome di Enzo a fini elettorali. 
Ha saputo essere lì nella maniera migliore possibile, senza invadenza, ma connesso al contesto, portando a casa un risultato concreto: l'avvio di un dialogo per continuare a valorizzare Del Re e il dono di alcuni volumi preziosi per la nostra biblioteca comunale, consegnati dal direttore della biblioteca del Conservatorio, Luciano Scarpaci. 
Sportelli ha incarnato la Mola che costruisce ponti culturali, non quella, per esempio, faziosa.

A margine dell'incontro, il Consigliere Sportelli ha espresso viva soddisfazione: 

"Sono a Bologna, in rappresentanza del Comune di Mola di Bari, per parlare di una delle voci più autentiche e libere della nostra terra: Enzo Del Re. 
Presso la Biblioteca del Conservatorio ho partecipato alla presentazione del libro del nostro concittadino Leonardo Vita, un importante e appassionato lavoro di ricerca. 
Questa esperienza rappresenta un’ottima occasione per avviare un dialogo con il Conservatorio e con l’Università di Bologna, nell’ottica di proseguire il lavoro di valorizzazione di Enzo Del Re, autentico patrimonio culturale della nostra comunità. 
Ringrazio la professoressa Anna Scalfaro e il direttore della Biblioteca del Conservatorio Luciano Scarpaci per la grande accoglienza e per il prezioso dono di alcuni volumi che saranno destinati alla nostra biblioteca comunale".

Il volume di Leonardo Vita si conferma così uno strumento cruciale non solo per non dimenticare una storia d'arte e di lotta in cui ci si perde irrimediabilmente, ma anche come un prezioso volano per stringere nuove e proficue collaborazioni culturali sull'asse Puglia-Emilia.
Una storia che da Mola ha conquistato Bologna e che oggi appartiene a tutta l'Italia.

#Manciopensiero

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