Venerdì 29 maggio a Mola di Bari, l’associazione Musicando presenta l’ultimo appuntamento di un ciclo di concerti di altissimo livello. Sul palco il quartetto guidato dal sassofonista Roberto Ottaviano per un omaggio all'ultimo hippy del jazz.

di: Mancio
MOLA DI BARI – Si avvia al gran finale una serie di appuntamenti musicali che ha saputo distinguersi per l'altissimo livello artistico e la ricercatezza delle proposte.
Dopo aver esplorato l'universo di
Keith Jarrett attraverso lo sguardo e la visione di Forthyto, il testimone passa ora nelle mani della fervida mente del sassofonista barese
Roberto Ottaviano, pronto a guidare il pubblico alla scoperta di un altro titano della musica afroamericana:
Gil Evans.
Gil Evans: l’ultimo hippy del jazz
Personaggio carismatico capace di influenzare intere generazioni di musicisti dalla fine degli anni Cinquanta fino alle soglie del nuovo millennio, Evans è stato molto più di un semplice arrangiatore. Definito come un vero e proprio "architetto di atmosfere" e un visionario del suono, ha saputo concepire il jazz come un territorio aperto e in costante espansione.
Sebbene il suo nome resti indissolubilmente legato ai capolavori storici firmati insieme a
Miles Davis, la sua statura artistica va ben oltre.
Evans fu anche un instancabile talent scout, come dimostra lo storico progetto
Into the Hot inciso per la
Impulse! Records, nel quale diede spazio e visibilità a personalità dirompenti e rivoluzionarie come Johnny Carisi e
Cecil Taylor.
Un artista libero, curioso e assolutamente refrattario alle etichette, tanto da meritarsi l'appellativo di figura quasi “hippy” del jazz.
Il suo immaginario musicale, infatti, era straordinariamente trasversale, capace di spaziare con assoluta coerenza dalle suggestioni della musica tradizionale spagnola fino alle esplosioni elettriche di Jimi Hendrix.
Un'eredità da riscoprire
Eppure, il destino riservato agli stilisti più radicali è spesso quello di rimanere ai margini della memoria collettiva.
Parafrasando una celebre intuizione del sassofonista
Wayne Shorter, si potrebbe dire che certi artisti scelgono deliberatamente di muoversi sempre verso l’ignoto; proprio per questo la loro eredità è più sottile, meno incline alle facili celebrazioni di massa.
Quando la musica nasce da una visione così autentica, però, il tempo non la consuma, ma si limita ad attraversarla.
Il concerto del Van Westerhout non sarà una fredda ricostruzione filologica, ma un tentativo profondo di restituire lo spirito di Evans: quel senso unico di omogeneità timbrica, gestione dello spazio e respiro orchestrale che rende il suo linguaggio ancora oggi sorprendentemente attuale.
Il percorso del quartetto si snoderà così tra composizioni originali di Evans e alcune delle sue celebri riscritture.
La formazione sul palco
Per dare vita a questa architettura sonora, Roberto Ottaviano sarà affiancato da una sezione ritmica di assoluto spessore, composta da nomi di rilievo del panorama jazzistico nazionale:
Roberto Ottaviano – Soprano & Tenore Sax
Eugenio Macchia – Piano & Tastiere
Giuseppe Bassi – Contrabbasso
Pippo D'Ambrosio – Batteria
Info e Prenotazioni:
Per partecipare all'evento è consigliata la prenotazione ai numeri:
327 31 18 317 oppure 347 27 13 140.
Commenti