Cultura, memoria collettiva e identità urbana al centro di un dibattito cittadino che unisce giovani, studiosi e istituzioni nel segno del recupero storico.

di: Mancio
MOLA DI BARI – Ci sono documenti capaci di colmare i vuoti del tempo e di restituire a una comunità il disegno esatto delle proprie radici.
La sua presentazione ufficiale, svoltasi nella prestigiosa cornice di
Palazzo Roberti Alberotanza, è stata accolta da una grande partecipazione di pubblico e da un vivo, tangibile interesse.
L'evento, organizzato con cura dalla
Fabbrica del Benessere, ha visto anche una recente introduzione telematica avvenuta sulle pagine di
Manciolandia tramite l'articolo dello scorso 26 maggio (
"26 Maggio 2026 – 'Storia del Piano Regolatore e di Ampliamento di Mola': la Fabbrica del Benessere svela l'utopia urbanistica dei primi del '900 a Palazzo Roberti").
Se in quella sede iniziale erano stati giustamente sottolineati i passaggi storici e i complessi contesti politici e sociali che caratterizzarono la
provincia di Bari e la
Puglia intera agli inizi del Novecento — spiegando i motivi per cui quell'ambiziosa utopia urbanistica non riuscì a concretizzarsi come sperato —, l'incontro dal vivo ha dimostrato una verità fondamentale: l'importanza del "toccare con mano". Al di là delle pur necessarie ricostruzioni scritte e dei voli pindarici, l'emozione di trovarsi a diretto contatto con i documenti cartacei e le grafiche originali dell'epoca ha regalato un'esperienza insostituibile.
Il dibattito e i protagonisti della serata
Insieme, hanno guidato l’uditorio in un affascinante percorso di lettura storica e urbanistica, decodificando la visione della Mola di inizio secolo.
L’incontro si è presto trasformato in un autentico momento di approfondimento culturale e partecipazione collettiva.
Tra le poltrone di Palazzo Roberti si è registrata una presenza eterogenea: non solo studiosi, autorità e storici locali, ma anche moltissimi giovani.
Un segnale, quest'ultimo, estremamente significativo, che testimonia un interesse forte e crescente delle nuove generazioni verso la memoria storica e le radici identitarie del proprio territorio.
I
l dibattito, vivo e partecipato, ha visto gli interventi del vice sindaco
Angelo Rotolo, di
Bepi Ruggiero,
Francesca Martello,
Beda Pietanza e
Martino Vitulli.
Numerosi cittadini hanno arricchito la serata ponendo domande, esponendo osservazioni e offrendo personali contributi storici, trasformando la presentazione in un vero e proprio laboratorio di confronto democratico.
Il valore della condivisione: il ringraziamento a Enzo Linsalata
Un momento di profonda gratitudine è stato tributato a
Enzo Linsalata.
È grazie alla sua spiccata sensibilità culturale se queste storiche mappe, gelosamente custodite nel suo archivio privato, sono oggi accessibili alla comunità e alla comunità scientifica.
Questo immenso patrimonio documentale è il frutto di decenni di appassionata ricerca, studio e profondo senso civico, e rappresenta oggi una fonte preziosa per futuri studi sulla storia molese.
Durante la serata è stato inoltre ricordato il costante e pluriennale impegno dello stesso Linsalata nella tutela e nella valorizzazione dei beni culturali cittadini, a partire dal cruciale lavoro svolto negli anni passati per il recupero e la salvaguardia del Castello Angioino-Aragonese.
Ad impreziosire ulteriormente la sala è stata l’esposizione di un’opera d’arte firmata dal maestro Antonio Santo: un suggestivo mosaico in tessere di marmo che ricostruisce la pianta di Mola vista dall'alto.
Una rappresentazione artistica fortemente simbolica e identitaria, che ha saputo dialogare idealmente con la mappa urbanistica del Novecento, riscuotendo il sincero apprezzamento di tutti i presenti.
La topografia della memoria: i luoghi della mappa
Al centro di tutto resta lei: una mappa unica nel suo genere, capace di raccontare non solo un piano di espansione edilizia, ma il legame viscerale tra lo sviluppo urbano, il territorio e l'identità culturale del popolo.
Grande curiosità e un pizzico di nostalgia hanno suscitato i toponimi e i luoghi storici riportati nel documento, molti dei quali oggi sono purtroppo scomparsi o profondamente mutati, ma restano vivi nella memoria popolare e nella toponomastica.
Il confronto si è acceso in particolare sui luoghi della costa, come:
Notevole attenzione è stata riservata anche al vecchio sistema dei lungomari storici, vie che un tempo pulsavano di commercio e vita marinara: Via Estramurale Portecchia, Lungara Castello, Lungara Porto, Via Estramurale Martiri e Industria Molese.
Lo sguardo dei relatori e del pubblico si è poi spostato sulle antiche arterie interne e sui luoghi simbolo: la Strada Provinciale per Bari, Via Sant’Antonio, Via Città Vecchia, Piazza XX Settembre, Via Loreto, la Strada Provinciale Mola-Polignano, Via Estramurale Lama, Largo Emile Zola, Via XXIII Gennaio e Largo Asilo.
Il documento ha inoltre svelato l'antica organizzazione rurale e la gestione delle risorse idriche della Mola di un tempo, evidenziando elementi fondamentali come il Canalone di Sant’Antonio, il Canalone di San Giuseppe, le cisterne e le antiche neviere; testimonianze storiche di una comunità che basava i propri insediamenti sul rispetto e sulla conoscenza dei delicati equilibri ambientali e sociali del territorio.
Un monito per il futuro
L'incontro si è concluso con un importante appello dal forte valore civile: l'invito a superare la storica e diffusa abitudine di conservare in modo privatistico e geloso i documenti storici nei cassetti di famiglia, sottraendoli di fatto alla memoria collettiva e alla ricerca scientifica.
L'esempio della donazione Linsalata deve fare scuola.
“Queste mappe ci mostrano come Mola si sia trasformata, ma conservi ancora radici profonde. E le radici sono ciò che ci permette di guardare avanti con consapevolezza di ciò che siamo stati e di ciò che vogliamo diventare”, è stato splendidamente sottolineato durante l'intervento introduttivo.
La serata di Palazzo Roberti Alberotanza ha confermato, se mai ce ne fosse bisogno, che la storia dell'urbanistica e la memoria dei luoghi non sono polverosi concetti per nostalgici, ma potenti strumenti di partecipazione attiva, coesione sociale e crescita civile per l’intera comunità di Mola.
Nota a margine per il lettore: se desideri approfondire l'analisi storica e il contesto pugliese dei primi del '900 che ha fatto da sfondo a questo Piano Regolatore, puoi rileggere l'articolo di presentazione cliccando sul seguente link ufficiale: Manciolandia - Articolo del 26 Maggio 2026.
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