Il "Modello Sánchez": L'Espresso incorona il premier spagnolo (mentre l'Italia guarda e tace)
Il settimanale sceglie il leader socialista come Persona dell'anno. Una decisione che suona come un atto d'accusa verso il vuoto morale delle leadership europee e, in particolare, verso il provincialismo della politica italiana.
Di Mancio
In un panorama geopolitico dominato da incertezze e da un preoccupante ritorno a logiche di forza, la scelta de l’Espresso di nominare Pedro Sánchez "Persona dell’anno" assume un significato che trascende la semplice cronaca.
La motivazione addotta dal settimanale è ineccepibile e fotografa con nitidezza l'eccezionalità del premier spagnolo: Sánchez ha saputo incarnare l'unica vera alternativa alle "derive muscolari" che stanno intossicando la politica globale.
Tuttavia, il punto di rottura più evidente con l'ipocrisia occidentale riguarda la tragedia in Medio Oriente.
In un "vuoto pneumatico" politico e morale, Sánchez è rimasto l'unico leader di una grande democrazia europea a chiamare le cose con il loro nome: genocidio.
Non si è limitato alle parole, ma ha agito di conseguenza, guidando la cordata di paesi (insieme a Norvegia e Irlanda) che ha riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina, sfidando l'immobilismo di Bruxelles e l'irritazione di Tel Aviv.
Pedro Sánchez appare oggi come l'unico argine credibile allo "strapotere del nuovo boss mondiale", muovendosi controcorrente in quello che assomiglia sempre più a un acquario di "servi e cheerleader" pronti ad allinearsi al più forte.
Mentre altrove le tutele sociali crollano sotto i colpi dell'austerità o del neoliberismo selvaggio, Madrid ha alzato l'asticella del welfare e dei diritti dei lavoratori.
Che uno dei più prestigiosi giornali italiani sia costretto a guardare oltre i Pirenei per trovare una figura politica degna di questo nome è l'ennesima conferma dello stato di salute del nostro Paese.
Una nazione che, povera e disgraziata, sembra aver perso la capacità di produrre leadership morali, costretta ad ammirare da lontano chi ha ancora il coraggio di restare umano.


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