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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Serie A: L’Inter è prima, ma ha il fiato sul collo delle inseguitrici. 5 squadre in 4 punti



Tra colpi di scena e conferme, la sedicesima giornata ridisegna le ambizioni: la lotta scudetto è un thriller, mentre il fondo classifica trema.

​​DI MANCIO

​Il campionato non dorme mai e quest'ultimo turno lo ha confermato con una ferocia agonistica rara. 
Se la classifica attuale vede l'Inter guardare tutti dall'alto con i suoi 36 punti, il panorama che si gode dalla vetta è tutt'altro che rassicurante. 
Dietro i nerazzurri, il Milan di Allegri e il Napoli di Conte hanno risposto presente, trasformando la corsa al titolo in un duello a tre (anzi, a cinque, considerando la tenacia di Roma e Juventus) dove ogni centimetro può fare la differenza.

​Le Grandi: Cinismo e Sofferenza

​L’Inter ha vinto un derby nerazzurro contro l’Atalanta deciso dal solito Lautaro Martinez, approfittando di una delle poche crepe difensive orobiche. 
Non è stata una passeggiata, così come non lo è stata per il Milan
I rossoneri hanno faticato per un tempo contro un avversario ostico, prima che il talento di Pulisic e la fame di Nkunku (finalmente sbloccatosi) mettessero in ghiaccio il risultato. 
Il Napoli, dal canto suo, prosegue la sua marcia d'autorità: la cura Conte funziona e Hojlund sembra aver trovato la chiave per scardinare ogni difesa, firmando una doppietta che profuma di altissima classifica.

​Sorprese e conferme in zona Europa

​La vera rivelazione continua a essere il Como
La squadra di Fabregas (in questo turno con Cassetti in panchina) ha espugnato Lecce con un 3-0 che non ammette repliche, portandosi a ridosso delle big con 27 punti. 
Una maturità tattica impressionante per una neopromossa. 
Anche la Roma non perde colpi: il 3-1 al Genoa è un manifesto di efficienza offensiva firmato Soulé e Ferguson, che tiene i giallorossi in piena zona Champions.

​La lotta nel fango: Sorrisi Cagliari e Parma

​In coda, la classifica si fa drammatica per alcune storiche del nostro calcio. 
Il Parma ritrova il sorriso nel momento più buio, superando una Fiorentina sempre più irriconoscibile e confinata all'ultimo posto solitario con soli 9 punti. Respira anche il Cagliari, capace di una rimonta di nervi a Torino contro i granata, mentre Udinese e Lazio si dividono la posta in un match deciso dagli errori e dal cuore friulano nel finale.
Questa giornata ci lascia un’eredità chiara: non esistono partite scontate. 
Dalla Cetilar Arena di Pisa, dove la Juventus ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per piegare la resistenza toscana, fino al pareggio tra Bologna e Sassuolo, il verdetto è unanime: questa Serie A è un campo di battaglia dove il talento è necessario, ma è la tenuta mentale a fare la classifica.

​Adesso andiamo ad analizzare le singole partite nel dettaglio e le conseguenti classifiche: 👇🏼 


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Pisa - Juventus 0-2
28' st Kalulu, 47' st Yildiz

PISA (3-4-2-1): Semper; Calabresi (39' st Buffon), Caracciolo, Canestrelli; Tourè, Aebischer (32' st Marin), Vural (20' st Hojholt), Angori (20' st Bonfanti); Tramoni, Leris (32' st Lorran); Moreo. 
All.: Gilardino.

JUVENTUS (4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly, McKennie; Locatelli (15' st Zhegrova), Thuram; Cambiaso (41' st Kostic), Koopmeiners (41' st Miretti); Yildiz (48' st Joao Mario); Openda (15' st David). 
All.: Spalletti.

Ammoniti: Angori, Vural, Locatelli, Caracciolo, Tramoni.

Dopo le buone risposte fornite nelle recenti uscite, la Juventus di Spalletti ha vissuto una serata meno brillante dal punto di vista della manovra, ma estremamente concreta. 
Contro un Pisa che, sotto la guida di Gilardino, si conferma avversario ostico e capace di non sfigurare contro chiunque, i bianconeri hanno faticato a imporre il proprio ritmo, portando però a casa tre punti pesanti. 
La prima frazione è stata caratterizzata da grande equilibrio. 
La Juventus ha cercato di gestire il possesso affidandosi alle iniziative di Openda e alle spinte di Cambiaso, ma il Pisa ha risposto colpo su colpo. L'occasione più nitida per i toscani è arrivata dai piedi di Moreo, la cui conclusione si è però infranta contro il palo, strozzando in gola l'urlo dei tifosi di casa. 

​Il copione non è cambiato molto dopo l'intervallo. 
La partita è rimasta intensa e combattuta, con la sfortuna a farla da padrona: prima Tramoni per il Pisa e poi Kelly per la Juve hanno centrato nuovamente i legni, confermando una serata che sembrava stregata per gli attaccanti. 
L'impasse si è interrotto solo al 73': su un cross di McKennie, un rimpallo confuso tra Kalulu e Calabresi ha spinto la palla in rete. 
Nonostante l'iniziale assegnazione come autogol, la Lega ha poi attribuito la marcatura a Kalulu
Nel finale, con il Pisa sbilanciato, la Juventus ha chiuso i conti al 92': un'azione orchestrata da Miretti e David ha liberato Yildiz, che a porta vuota ha firmato lo 0-2 definitivo. 
Una vittoria "sporca" ma fondamentale per dare continuità al progetto di Spalletti.

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Udinese-Lazio 1-1
⚽ 35' st Vecino (L), 50' st Davis (U)

UDINESE (3-5-2): Padelli; Kristensen, Kabasele (43' st Palma), Solet; Zanoli (43' st Miller), Piotrowski, Karlstrom (43' st Buksa), Ekkelenkamp, Bertola (22' st Kamara); Zaniolo, Davis. 
All. Runjaic

LAZIO (4-3-3): Provedel; Marusic, Gila (44' st Provstgaard), Romagnoli, Pellegrini (44' Lazzari); Belahyane, Cataldi, Vecino; Cancellieri, Noslin (29' st Castellanos), Zaccagni. 
All: Sarri

Ammoniti: Vecino, Pellegrini, Karlstrom, Cancellieri, Cataldi per gioco falloso; Kabasele, Zaniolo per proteste.

Finisce in pareggio, con un botta e risposta tardivo, il match tra Udinese e Lazio: un 1-1 che lascia l'amaro in bocca ai biancocelesti e regala un punto insperato ai friulani proprio sul traguardo. 
​L’avvio è di marca laziale: dopo nemmeno dieci minuti, Noslin spaventa il pubblico di casa con una conclusione dal limite che scheggia l'esterno del palo. Per tutto il primo tempo le due squadre si affrontano a viso aperto creando diverse potenziali occasioni, ma la scarsa precisione sotto porta tiene il punteggio inchiodato sullo 0-0 fino all'intervallo. 

Nella ripresa, dopo una fase iniziale di spinta laziale e una timida reazione dell'Udinese, la partita sembra destinata a chiudersi a reti bianche. 
Al minuto 80, però, l'inerzia cambia per un errore individuale: Vecino scocca un tiro dalla distanza senza troppe pretese, ma il difensore francese Solet interviene malissimo in scivolata, deviando la palla e spiazzando il proprio portiere, Padelli. 
La Lazio ha subito la chance per chiuderla, ma Padelli si riscatta con un intervento prodigioso su Isaksen, che spreca clamorosamente il raddoppio a tu per tu con l'estremo difensore. 
Proprio quando i tre punti sembravano in cassaforte per gli uomini di Baroni, arriva la doccia fredda. 
A pochissimi secondi dalla fine del recupero, Davis è bravissimo a controllare un pallone in area e a trafiggere Provedel con un sinistro chirurgico nell'angolino. 
Un pareggio che conferma quanto il calcio possa essere beffardo: la Lazio spreca il colpo del KO e viene punita dall'orgoglio friulano all'ultimo respiro.

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Lecce-Como 0-3
⚽ 20' pt Paz, 21' st Ramon, 30' st Douvikas

LECCE (4-2-3-1): Falcone, Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo, Ramadani (48' st Gorter), Maleh (24' st N'Dri), Pierotti (34' st Sala), Kaba, Sottil (34' st Helgason), Stulic (24' st Camarda). 

COMO: (4-2-3-1): Butez, Smolcic (1' st Van der Brempt), Ramon, Diego Carlos (33' st Kempf), Moreno, Perrone, Da Cunha, Vojvoda (39' st Baturina), Paz (47' st Le Borgne), Rodriguez (33' st Kuhn), Douvikas. 
All.: Fabregas (squalificato), in panchina Cassetti

Ammoniti: Sottil per proteste; Smolcic, Butez per comportamento non regolamentare; Diego Carlos, Perrone, Ramadani per gioco falloso
Espulso nel pt 24' Di Francesco per proteste.

Il Como travolge il Lecce con un netto 3-0 al Via del Mare, rialzando la testa dopo due stop di fila e rilanciando le proprie ambizioni europee. 
Una partita dominata dalla squadra di Fabregas (sostituito in panchina da Cassetti), che ha saputo gestire i ritmi e colpire nei momenti giusti. 
Sin dall'avvio il Como prova a imporre il proprio gioco, mentre il Lecce sceglie una strategia di attesa e ripartenza. 
La gara si sblocca al 20': Nico Paz riceve da Vojvoda, si libera di Ramadani e scaglia un tiro che, deviato da Tiago Gabriel, beffa Falcone. 
Il gol scatena le furiose proteste salentine per un presunto fallo di Paz nella genesi dell'azione; il contatto viene però ritenuto regolare da arbitro e VAR, portando all'espulsione per proteste del tecnico del Lecce, Di Francesco

Nonostante un Lecce più aggressivo a inizio secondo tempo, è ancora il Como ad andare a segno al 66'. 
Sugli sviluppi di una punizione, Falcone respinge il tentativo di Douvikas, ma sulla prosecuzione dell'azione Vojvoda serve Ramon, che di testa appoggia in rete da due passi firmando lo 0-2. 
Al 75' la squadra lariana cala il sipario: splendida imbucata di Nico Paz per Douvikas, che calcia di prima intenzione incrociando perfettamente il tiro e siglando lo 0-3 definitivo. 
Mentre il Como festeggia una vittoria d'autorità, il Lecce resta fermo a 16 punti in una zona di classifica che si fa sempre più bollente.

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Torino-Cagliari 1-2 
⚽ 28' pt Vlasic (T), 45' pt Prati (C), 21' st Kilicsoy (C) 

TORINO (3-5-2): Paleari, Tameze, Maripan, Ismajli, Pedersen (35' st Aboukhlal), Vlasic, Asllani (31' st Ngonge), Gineitis (35' st Ilkhan), Lazaro (22' st Nkounkou), Simeone, Adams (22' st Zapata). 
All. Baroni 

CAGLIARI (3-5-2): Caprile, Zappa, Deiola, Luperto, Palestra, Adopo, Mazzitelli (27' st Cavuoti), Prati (39' st Obert), Idrissi, Gaetano (23' st Esposito), Kilicsoy (27' st Borrelli). 
All. Pisacane

Ammoniti: Vlasic, Nkounkou per gioco falloso; Aboukhlal per proteste, dalla panchina Pisacane per proteste.

Colpo grosso del Cagliari, che espugna lo Stadio Olimpico Grande Torino con una rimonta di carattere, superando i granata per 2-1
Per i sardi si tratta di un successo esterno pesantissimo in chiave salvezza, che mancava addirittura da metà settembre, mentre il Toro interrompe la sua striscia positiva. 
Il Torino sblocca la gara al 28': un lancio millimetrico di Gineitis innesca Simeone, che scappa a Luperto. Sulla prima conclusione Caprile fa il miracolo, ma non può nulla sul tap-in vincente di Vlasic, al suo quinto centro nelle ultime sei gare. 
Proprio quando il primo tempo sembrava destinato a chiudersi sull'1-0, il Cagliari colpisce al 45': calcio d'angolo, spizzata di Mazzitelli e zampata vincente di Prati per il pareggio. 

Nella ripresa i sardi cambiano marcia e al 66' mettono la freccia. Kilicsoy si rende protagonista di un'azione personale travolgente: salta come birilli Asllani, Gineitis e Maripan prima di infilare un sinistro chirurgico nell'angolino. 
Il finale è vietato ai deboli di cuore: in pieno recupero Ngonge troverebbe il gol del pari, ma la gioia granata viene strozzata dal VAR. 
Il cross di Aboukhlal, infatti, era partito quando il pallone aveva già oltrepassato la linea di fondo. 
Una vittoria che dà ossigeno puro alla classifica degli uomini di Nicola e frena la corsa del Torino.

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Parma-Fiorentina 1-0
⚽ 3' st Sorensen

PARMA (4-1-4-1): Corvi, Britschgi, Circati, Valenti, Valeri, Keita (49' st Cremaschi), Benedyczak (23' st Oristanio), Bernabè (36' st Ordonez), Sorensen, Ondrejka (23' st Estevez), Pellegrino (49' st Djuric). 
All.: Cuesta

FIORENTINA (4-3-2-1): De Gea, Dodò, Pongracic, Comuzzo (43' st Kouadio), Viti (1' st Fortini), Mandragora (18' st Piccoli), Fagioli, Ndour (31' st Sohm), Parisi (31' st Gosens), Gudmundsson, Kean. 
All.Vanoli

Ammoniti: Mandragora e Pongracic per gioco falloso; Circati e Corvi per comportamento non regolamentare.

Il Parma si aggiudica lo scontro salvezza contro la Fiorentina, imponendosi per 1-0 al Tardini. 
Un successo vitale per i crociati, che interrompono un digiuno di vittorie interne che durava da fine settembre, mentre i viola continuano a sprofondare in una crisi esterna senza fine che sembrava terminata con un roboante successo nel turno precedente, ma che inevitabilmente diventa quasi un episodio casuale in un campionato fin qui fallimentare. 
La prima frazione scivola via senza particolari scossoni. 
Sebbene il Parma si faccia preferire per intraprendenza e pressione, le occasioni concrete latitano: i due portieri restano sostanzialmente inoperosi, con le difese che hanno la meglio sui rispettivi attacchi. 

La partita cambia volto subito dopo l'intervallo.
Al 48', Britschgi pennella un cross dalla destra; Pellegrino è il più lesto di tutti ad avventarsi sul primo palo, ma la sua conclusione sporca si trasforma in un assist perfetto per Sorensen
Il danese brucia sul tempo la retroguardia viola (con Dodò e Fortini troppo statici) e trafigge De Gea, siglando la sua prima storica rete in Serie A. 
Sotto di un gol, la Fiorentina tenta una reazione nervosa, ma la manovra appare confusa e poco precisa. 
Il Parma, dal canto suo, si compatta e difende il vantaggio con grande ordine, concedendo pochissimo fino al triplice fischio. 
Con questo risultato, il Parma respira e ritrova fiducia davanti al proprio pubblico, mentre per la Fiorentina la strada si fa sempre più in salita.

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Atalanta-Inter 0-1
⚽ nel st 20' Lautaro Martinez

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Djimsiti, Hien, Kolasinac (30' st Samardzic); Zappacosta (1' st Musah), De Roon, Ederson, Zalewski (20' st Bernasconi ); De Ketelaere, Pasalic (13' st K. Sulemana); Scamacca. 
All.: Palladino

INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Luis Henrique, Barella (31' st Mkhitaryan), Calhanoglu, Zielinski (38' st Frattesi), Dimarco (31' st Carlos Augusto); M. Thuram (19' st P. Esposito), Lautaro Martinez (38' st Diouf). 
All.: Chivu

Ammoniti: Kolasinac, Bastoni e K. Sulemana per gioco falloso.

L'Inter si aggiudica il derby nerazzurro contro l'Atalanta, portando a casa una vittoria sofferta e intensissima. 
È stata una sfida giocata sul filo dei centimetri, decisa da un episodio nella ripresa e caratterizzata da diversi interventi del VAR che hanno tenuto il risultato in bilico fino all'ultimo. 
​Il primo tempo è un monologo interista per quanto riguarda le occasioni: Akanji, Luis Henrique, Thuram e Lautaro Martinez mettono i brividi a Carnesecchi a più riprese. 
Al 35', l'Inter sembra riuscire a passare con Thuram, ma il VAR strozza l'urlo dei tifosi: l'assistman Lautaro era partito in posizione irregolare a inizio azione. 

Al rientro dagli spogliatoi l'Atalanta cambia marcia e al 55' restituisce lo "sgambetto": anche il gol di De Ketelaere viene annullato per un fuorigioco millimetrico di Zalewski. 
La partita si accende, con l'Inter che sfiora il vantaggio prima con Luis Henrique e subito dopo con Barella. 
La svolta arriva al 65': Djimsiti commette un grave errore in fase di costruzione, regalando il pallone a Pio Esposito. 
Il giovane attaccante non spreca il regalo e serve Lautaro Martinez, che davanti a Carnesecchi non sbaglia e firma lo 0-1. 
Nel finale, l'Atalanta ha la palla del possibile pareggio, ma Samardzic fallisce clamorosamente la mira da ottima posizione. 
Una vittoria pesante per l'Inter, che punisce le incertezze orobiche e si conferma cinica nei momenti chiave.

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Bologna-Sassuolo 1-1
⚽ nel st 2' Fabbian, 18' Muharemovic

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia, Zortea (43' st Holm), Vitik, Lucumi, Miranda, Moro, Pobega, Orsolini (26' st Dominguez), Fabbian (26' st Immobile), Rowe (38' st Odgaard), Dallinga (26' st Castro). 
All.: Italiano   

SASSUOLO (4-3-3): Muric, Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Candè (15' st Doig), Thorstvedt, Matic, Kone, Volpato (26' st Fadera), Pinamonti, Laurientè (43' st Cheddira). 
All.: Grosso   

Ammoniti: Candè, Fadera per gioco scorretto; Ravaglia, Laurientè, Dominguez per comportamento non regolamentare.

Finisce in parità la sfida tra Bologna e Sassuolo, un 1-1 figlio di una partita vivace dove le emozioni si sono concentrate soprattutto nella seconda parte di gara. 
Nonostante il punteggio resti inchiodato sullo 0-0 per i primi 45 minuti, il ritmo è alto. 
È soprattutto il Sassuolo a farsi preferire, creando diverse palle gol nitide che però non vengono sfruttate a dovere, lasciando la gara in totale equilibrio fino all'intervallo. 

​Il secondo tempo si apre con un copione ribaltato: passano appena due minuti e il Bologna colpisce a freddo. 
Una ripartenza fulminea orchestrata da Zortea mette Fabbian nelle condizioni ideali per battere a rete e siglare l'1-0. 
​Il Sassuolo però non accusa il colpo e al 63' trova il pareggio grazie a un episodio: su un calcio d'angolo, Ravaglia sbaglia il tempo dell'uscita, permettendo a Muharemovic di svettare e insaccare di testa il gol del definitivo 1-1. 
Un punto a testa che riflette quanto visto in campo, con il Sassuolo bravo a reagire e il Bologna che mastica amaro per l'incertezza difensiva che è costata la vittoria.

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Cremonese-Napoli 0-2 
⚽ nel pt, 13' e 45' Hojlund

CREMONESE (3-5-2): Audero, Terracciano, Baschirotto, Bianchetti (35' st Floriani Mussolini), Barbieri (14' st Johnsen), Payero, Grassi (35' st Bondo) Zerbin (35' st Bonazzoli), Pezzella, Sanabria (14' st Moumbagna), Vardy. 
All. Nicola

NAPOLI (3-4-3): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus; Politano (44' st Mazzocchi), Lobotka, McTominay, Spinazzola (1' st Gutierrez); Neres (27' st Buongiorno), Hojlund (44' st Lucca), Elmas (5' st Lang). 
All. Conte

Ammoniti: Juan Jesus per proteste, Bonazzoli, McTominay e Barbieri per gioco falloso.

Il Napoli di Antonio Conte non accenna a fermarsi e liquida la pratica con un secco 2-0, trascinato da un Hojlund in stato di grazia. 
Una vittoria d'autorità che conferma la solidità e il cinismo dei partenopei. 
​Il match si sblocca già al 13': Politano mette un cross teso in area, la retroguardia avversaria prova a liberare ma la conclusione sporca di Spinazzola diventa un assist involontario per Hojlund, che da sottomisura non perdona. 
Il raddoppio arriva proprio allo scadere del primo tempo: è ancora Politano a crossare, McTominay sporca la traiettoria e la palla finisce nuovamente a Hojlund, che firma la sua doppietta personale e mette in ghiaccio la partita. 

Nella ripresa i ritmi restano alti con continui capovolgimenti di fronte. 
Nonostante i tentativi di entrambe le formazioni di cambiare il tabellino, il Napoli gestisce con ordine il doppio vantaggio, blindando il risultato fino al fischio finale. 
La marcia della squadra campana continua senza sosta, con un attacco che ha trovato in Hojlund un terminale implacabile.

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Milan-H.Verona 3-0
⚽ 46' Pulisic; 48' rig. e 53' Nkunku

MILAN (3-5-2): Maignan; De Winter, Tomori (40' st Odogu), Pavlovic; Saelemaekers (30' st Athekame), Loftus-Cheek (25' st Fofana), Modric (25' st Jashari), Rabiot, Bartesaghi; Pulisic (30' st Ricci), Nkunku (1 Terracciano, 96 Torriani, 2 Estupinan, 38 Castiello). 
All. Allegri

H.VERONA (3-5-2): Montipò; Nunez, Nelsson, Bella-Kotchap; Oyegoke (30' st Serdar), Niasse, Elmusrati (40' st Harroui), Bernede, Bradaric (20' st Valentini); Mosquera (1' st Sarr), Giovane (1' st Orban). 
All. Bertolini

Ammoniti: Elmusrati (V) per gioco falloso.

Il punteggio finale potrebbe suggerire un dominio assoluto del Milan, ma la realtà racconta una partita molto più sofferta, specialmente nelle battute iniziali. La squadra di Max Allegri ha dovuto sudare più del previsto prima di dilagare e piegare la resistenza avversaria. 
​Il Milan fatica a trovare il ritmo giusto nella prima frazione. 
La prima vera fiammata porta la firma di Loftus-Cheek, il cui destro dal limite viene però deviato. 
Poco dopo la mezz'ora, Nkunku manca l'appuntamento con il gol su un invito al bacio di Rabiot. 
Tuttavia, proprio quando le squadre sembrano destinate agli spogliatoi sullo 0-0, scocca il primo minuto di recupero: sponda aerea di un ispirato Rabiot e zampata vincente di Pulisic per l'1-0. 
​Il gol allo scadere del primo tempo taglia le gambe agli avversari e spiana la strada ai rossoneri. 

In avvio di ripresa, Nkunku decide di prendersi la scena: l'attaccante si sblocca finalmente in campionato mettendo a segno una doppietta lampo in soli cinque minuti. 
Il primo gol arriva su calcio di rigore al 48', seguito dal tris al 53' che mette virtualmente fine ai giochi. 
Una vittoria che premia il cinismo del Milan, capace di colpire nei momenti psicologici chiave della partita dopo un avvio contratto.

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Roma - Genoa 3-1
⚽ nel pt 14' Soulé, 19' Koné, 32' Ferguson; nel st 42' Ekhator

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini (29' st Ghilardi), Ziolkowski, Hermoso; Celik, Cristante (29' st Pisilli), Koné, Wesley (40' st Rensch); Soulé (12' st El Shaarawy), Dybala; Ferguson (40' st Dovbyk). 
All. Gasperini.  

GENOA (3-5-2): Sommariva; Ostigaard (14' st Marcandalli), Otoa, Vásquez; Norton-Cuffy, Malinovskyi (14' st Fini), Frendrup (34' st Masini), Ellertsson, Martín; Ekuban (14' st Colombo), Vitinha (27' st Ekhator). 
All. De Rossi.  

Ammoniti: Frendrup per trattenuta.

La Roma mette in cassaforte la pratica Genoa già nel primo tempo, chiudendo il match con un solido 3-1. Una prestazione d'autorità che ha visto i giallorossi dominare la prima frazione, subendo solo nel finale il ritorno d'orgoglio dei rossoblù. 
La Roma parte fortissimo e al 14' è già in vantaggio: Soulé approfitta di una disattenzione della difesa ligure e non sbaglia dall'interno dell'area. 
Il Genoa accusa il colpo e cinque minuti dopo capitola ancora: splendida imbucata di Ferguson per l'inserimento di Koné, che firma il raddoppio. 
Al 31' arriva anche il tris: Soulé impegna Sommariva, sulla respinta si avventa Ferguson che ribadisce in rete. 
Il gol, inizialmente annullato, viene poi convalidato dopo il controllo del VAR. 

Nella ripresa i padroni di casa abbassano i ritmi, permettendo al Genoa di alzare il baricentro. 
I rossoblù giocano con più coraggio ma faticano a scardinare il muro difensivo giallorosso. 
La rete della bandiera arriva solo all'87': sugli sviluppi di una punizione, Ekhator trova lo spiraglio giusto per l'1-3 definitivo. 
Una vittoria convincente per la Roma, che ha saputo capitalizzare al massimo gli errori avversari in un primo tempo quasi perfetto.

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Classifica 

Pos

Squadra

Gare Disputate

Punti

1

Internazionale

16

36

2

Milan

16

35

3

Napoli

16

34

4

Roma

17

33

5

Juventus

17

32

6

Como

16

27

7

Bologna

16

26

8

Lazio

17

24

9

Sassuolo

17

22

10

Atalanta

17

22

11

Udinese

17

22

12

Cremonese

17

21

13

Torino

17

20

14

Cagliari

17

18

15

Parma

16

17

16

Lecce

16

16

17

Genoa

17

14

18

Hellas Verona

16

12

19

Pisa

17

11

20

Fiorentina

17

9


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Marcatori 


​9 reti

  • Lautaro Martínez (Internazionale)

​8 reti

  • Christian Pulisic (Milan)

​6 reti

  • Hakan Çalhanoglu (Internazionale)
  • Riccardo Orsolini (Bologna)
  • Rasmus Højlund (Napoli)
  • Kenan Yildiz (Juventus)
  • Nico Paz (Como)

​5 reti

  • Federico Bonazzoli (Cremonese)
  • Nikola Vlasic (Torino)
  • Rolando Mandragora (Fiorentina)
  • Gianluca Scamacca (Atalanta)
  • Rafael Leão (Milan)
  • Keinan Davis (Udinese)
  • Matías Soulé (Roma)

​4 reti

  • Jamie Vardy (Cremonese)
  • Domenico Berardi (Sassuolo)
  • Giovanni Simeone (Torino)
  • Frank Anguissa (Napoli)
  • Marcus Thuram (Internazionale)
  • Andrea Pinamonti (Sassuolo)
  • Moise Kean (Fiorentina)
  • Nicolò Zaniolo (Udinese)
  • Anastasios Douvikas (Como)
  • Angele Bonny (Internazionale)
  • Marco Pellegrino (Parma)
  • Santiago Castro (Bologna)
  • Gift Orban (Hellas Verona)
  • Kevin De Bruyne (Napoli)

3 reti 
Zaccagni (Lazio);
Moreo (Pisa);
Adams (Torino);
Gudmundsson (Fiorentina);
Nzola (Pisa);
Odgaard (Bologna);
Vlahovic (Juventus);
Neres (Napoli);
Laurienté (Sassuolo);
Østigård (Genoa);
Esposito (Cagliari);
Cancellieri (Lazio);
Borrelli (Cagliari);
Koné (Sassuolo);
Wesley (Roma);
Addai (Como);
Giovane (Hellas Verona);

2 reti
Kostic (Juventus);
Belotti (Cagliari);
Kempf (Como);
Malinovskyi (Genoa);
Dimarco (Internazionale);
Thorsby (Genoa);
Pellegrini (Roma);
McTominay (Napoli);
Nkunku (Milan);
Dovbyk (Roma);
Coulibaly (Lecce);
Serdar (Hellas Verona);
Lookman (Atalanta);
Krstovic (Atalanta);
Guendouzi (Lazio);
Castellanos (Lazio);
Saelemaekers (Milan);
Gaetano (Cagliari);
Isaksen (Lazio);
Bernabé (Parma);
Colombo (Genoa);
Pobega (Bologna);
Conceição (Juventus);
De Ketelaere (Atalanta);
Felici (Cagliari);
N’Dri (Lecce);
Cambiaghi (Bologna);
Cabal (Juventus);
Ferguson (Roma);
Pavlovic (Milan);
Sulemana (Atalanta);
Terracciano (Cremonese);
Muharemovic (Sassuolo);
Vítinha (Genoa);
Belghali (Hellas Verona);
Noslin (Lazio);
Baschirotto (Cremonese);
Berisha (Lecce);
Kiliçsoy (Cagliari);
Bartesaghi (Milan);
Ramón (Como);
Ekhator (Genoa);

1 rete
Moreno (Como);
Vázquez (Cremonese);
Zapata (Torino);
Cristante (Roma);
Dybala (Roma);
Rabiot (Milan);
Loftus-Cheek (Milan);
Zielinski (Internazionale);
Cataldi (Lazio);
Bernardeschi (Bologna);
Ekuban (Genoa);
Maripán (Torino);
Karlström (Udinese);
Mina (Cagliari);
Pasalic (Atalanta);
Sanabria (Cremonese);
Luperto (Cagliari);
Barella (Internazionale);
Çelik (Roma);
Gosens (Fiorentina);
Buksa (Udinese);
Posch (Como);
Dumfries (Internazionale);
Kossounou (Atalanta);
Cutrone (Parma);
Vojvoda (Como);
Basic (Lazio);
Hermoso (Roma);
Bastoni (Internazionale);
Ranieri (Fiorentina);
Lucumí (Bologna);
Moro (Bologna);
Piotrowski (Udinese);
Ekkelenkamp (Udinese);
Touré (Pisa);
Bernede (Hellas Verona);
Piccoli (Fiorentina);
Augusto (Internazionale);
Martín (Genoa);
Openda (Juventus);
Sottil (Lecce);
Kelly (Juventus);
De Luca (Cremonese);
Thuram (Juventus);
Gilmour (Napoli);
Folorunsho (Cagliari);
Modric (Milan);
Lang (Napoli);
David (Juventus);
Tramoni (Pisa);
Solet (Udinese);
Beukema (Napoli);
Miranda (Bologna);
Payero (Cremonese);
Bisseck (Internazionale);
Dallinga (Bologna);
Banda (Lecce);
Thorstvedt (Sassuolo);
Benedyczak (Parma);
Delprato (Parma);
Ricci (Milan);
Coco (Torino);
Brescianini (Atalanta);
Fofana (Milan);
Ngonge (Torino);
Kalulu (Juventus);
Zalewski (Atalanta);
Dia (Lazio);
Lucca (Napoli);
Koné (Roma);
Samardzic (Atalanta);
Holm (Bologna);
Perrone (Como);
Ellertsson (Genoa);
Cheddira (Sassuolo);
Sørensen (Parma);
Norton-Cuffy (Genoa);
Circati (Parma);
Fadera (Sassuolo);
Stulic (Lecce);
Fabbian (Bologna);
Iannoni (Sassuolo);
Kristensen (Udinese);
Cambiaso (Juventus);
Baldanzi (Roma);
Scalvini (Atalanta);
Baturina (Como);
Hien (Atalanta);
Ndour (Fiorentina);
Gatti (Juventus);
Pio Esposito (Internazionale);
Meister (Pisa);
Bravo (Udinese);
Volpato (Sassuolo);
Sucic (Internazionale);
Adzic (Juventus);
Prati (Cagliari);
Atta (Udinese);
Lorran (Pisa);
Athekame (Milan);
Matic (Sassuolo);
Camarda (Lecce);
Gabriel (Lecce);
Folino (Cremonese);
Idrissi (Cagliari);
Cuadrado (Pisa);
Spinazzola (Napoli);
Kabasele (Udinese);

Autogol
Frese (Hellas Verona - 1 autogol);
Núñez (Hellas Verona - 1 autogol);
Sabelli (Genoa - 1 autogol);
Hien (Atalanta - 1 autogol);
Solet (Udinese - 1 autogol);
Muharemovic (Sassuolo - 1 autogol);


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