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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

IL SILENZIO È COMPLICITÀ: SE LA SOLIDARIETÀ DIVENTA UN REATO DISCIPLINARE che sia Gaza, Palestina, Iran...



​Mentre i TG ignorano Gaza e il Governo punisce chi resta umano, la piazza risponde unendo le lotte: dai Vigili del Fuoco di Pisa alla lezione di Bersani, ecco perché non ci avrete mai dalla parte degli oppressori.

di Mancio

​C’è un’Italia che non si arrende al racconto preconfezionato dei telegiornali d’ordinanza, quelli che potremmo definire senza troppi giri di parole "Telemeloni". 

È un’Italia che non accetta che il massacro di Gaza venga archiviato sotto il tappeto della distrazione di massa, sostituito magari da una narrazione parziale sulle tensioni in Iran, usata come clava politica per colpire chi sta a sinistra.

​La sfida di Fratoianni: un milione di firme contro l’indifferenza

​Mentre l’opinione pubblica sembra (colpevolmente) anestetizzata, c’è chi a Bruxelles prova a muovere le acque. 

Nicola Fratoianni, insieme all’Alleanza Verdi Sinistra europea, ha lanciato una sfida ambiziosa: una raccolta firme per una proposta di legge europea che sospenda unilateralmente il trattato di associazione tra UE e Israele.

L’obiettivo è chiaro: un milione di firme totali, di cui 50.000 in Italia. 
Numeri che obbligherebbero il Parlamento Europeo a discutere ciò che molti vorrebbero ignorare: la complicità con il governo Netanyahu e la tragedia di una terra dove i bambini muoiono di freddo e di fame in un silenzio assordante.

​La "vergogna" di Pisa: puniti per un gesto d'amore

​Ma il paradosso più atroce avviene in casa nostra. Ricordate i dieci Vigili del Fuoco che lo scorso 22 settembre, a Pisa, si sono inginocchiati per le vittime di Gaza? 
Lo hanno fatto con addosso quella divisa che onorano ogni giorno, agendo come ambasciatori Unicef. Un gesto di un’umanità disarmante.

Eppure, il Ministero dell’Interno ha risposto con il pugno di ferro: una contestazione disciplinare che puzza di ritorsione politica. 
Rischiano dalla sospensione dello stipendio fino al licenziamento.

Si vorrebbe far credere che abbiano "sporcato" la divisa. 
La realtà è l'esatto opposto: quei pompieri hanno dato dignità e un’anima a quella divisa, sostituendosi a uno Stato che sembra aver smarrito la bussola morale. Punire chi si inchina davanti a un genocidio non è ordine, è prepotenza.

​La "Lectio Magistralis" di Bersani a Sallusti

​C’è poi chi, come Alessandro Sallusti (direttore de Il Giornale e noto megafono delle posizioni della destra più intransigente), prova a giocare la carta della provocazione, accusando la sinistra di stare con gli "Ayatollah".

La risposta di Pierluigi Bersani è stata una lezione di civiltà che dovrebbe essere proiettata nelle scuole: "Eravamo in piazza quattro anni fa per le donne iraniane al grido di 'Donna, Vita, Libertà', e ci saremo di nuovo oggi. Voi dove eravate?".

Il silenzio di Sallusti dopo questa replica è la prova regina della debolezza di certi argomenti. 

Non esistono oppressi di serie A e di serie B. 
La solidarietà non è un interruttore che si accende o si spegne a seconda della convenienza geopolitica o del colore del governo.

​La piazza non mente

​Dicono che chi scende in piazza per Gaza ignori l'Iran. Mentono. 

Le migliaia di persone in queste ore davanti al Campidoglio a Roma sono le stesse: sono lì per il popolo iraniano, per i diritti calpestati, per la resistenza contro ogni forma di oppressione.

Mentre il governo e i suoi giornali cercano di dividerci con "frasi fatte" e propaganda di bassa lega, la realtà è che c'è una parte di Paese che non vuole essere complice. 

Non ci troverete mai dalla parte di chi bombarda, né di chi punisce un atto di pietà, né di chi usa i diritti umani solo come propaganda elettorale.

​Noi restiamo qui, a testa alta e, se serve, con le ginocchia a terra per chi soffre. 
Perché la dignità non si sospende per decreto ministeriale.

​#Manciopensiero chiarificatore su uno dei punti trattati:

Per dovere di cronaca, va ricordato che il trattato di associazione UE-Israele, di cui parla Fratoianni, è l'accordo che regola gli scambi commerciali e politici; l'articolo 2 di tale accordo stabilisce che le relazioni devono basarsi sul rispetto dei diritti umani. 

Chiederne la sospensione significa, di fatto, chiedere all'Europa di essere coerente con i propri valori fondanti.

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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