L’Asse del Sovranismo: Meloni e Salvini a braccetto con i "Leader della Discordia" per sostenere Il "dittocrate" Orbán
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L’ultimo video-appello a sostegno di Viktor Orbán accende il dibattito: tra motoseghe argentine, mandati di cattura internazionali e crociate contro i diritti, ecco chi sono i compagni di viaggio del governo italiano.
di Mancio
Mentre dai banchi della maggioranza piovono quotidianamente moniti su democrazia e libertà indirizzati alle opposizioni, i fatti sembrano raccontare una storia diversa.
Ha sollevato un polverone mediatico il video in cui la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini si schierano apertamente al fianco di Viktor Orbán.
Un endorsement che non è solo una scelta di campo diplomatica, ma una dichiarazione d'intenti che stringe l'Italia in un abbraccio con figure a dir poco controverse.
Un parterre di "Amici" inquietanti
Il sostegno a Orbán non è un caso isolato, ma si inserisce in una rete di alleanze internazionali che definisce l’identità politica dell’attuale esecutivo.
Nella "squadra" di riferimento troviamo:
- Viktor Orbán: Il "dittocrate" ungherese, noto per aver trasformato il suo Paese in una democrazia illiberale, dove l'aborto è ostacolato e l’omosessualità viene sistematicamente criminalizzata attraverso leggi che limitano la libertà d'espressione.
- Javier Milei: Il leader argentino, spesso ritratto con la motosega in mano come simbolo dei tagli radicali allo Stato, finito nel mirino delle critiche per posizioni giudicate discriminatorie verso le categorie più fragili, inclusi i disabili.
- Marine Le Pen: Volto storico della destra radicale francese, la cui eredità politica e le cui radici ideologiche continuano a proiettare l'ombra del post-fascismo sull'Europa.
- Benjamin Netanyahu: Il Premier israeliano, la cui figura è oggi al centro di una tempesta legale senza precedenti, con la Corte Penale Internazionale che ha emesso mandati di cattura per crimini di guerra e una gestione del conflitto a Gaza che molte organizzazioni internazionali hanno denunciato come genocidaria.
La contraddizione democratica
Il paradosso appare evidente: come può una coalizione di governo rivendicare il ruolo di guida morale della democrazia quando i suoi principali alleati sono leader che calpestano i diritti civili o sfidano le istituzioni del diritto internazionale?


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