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Il primo romanzo di Mancio M. Ruggiero

Mola, La notizia del giorno? Calabrese è antifascista!


Tra pentimenti eccellenti, sedute deserte e il ritorno del "crocifisso", il Consiglio Comunale si trasforma in un dejavu tra fede e politica.

diMancio

Si, lo so, leggendo il titolo, in tanti avranno pensato: "Si! E Cicciolina è vergine!" 

Ma cerchiamo di ... analizzare (e non per la citazione della famosa attrice), la situazione, se è possibile, con parole più consone alla massima espressione politica nella cittadina a sud di Bari.

Andiamo a ricercare un termine non comune e diciamo che è bel guazzabruglio quello che vede protagonisti gli attori principali del Consiglio Comunale.

Sembra la classica sceneggiatura all'italiana dove il colpo di scena — la "folgorazione" antifascista di Pinuccio Calabrese — invece di chiarire le acque, finisce per intorbidirle ancora di più, specialmente nel contesto politico di Mola di Bari.

​Il Valzer di Mola: Tra Dichiarazioni Shock e Ritirate Strategiche

​Alla fine della fiera, la notizia che sta facendo il giro è quasi surreale: Pinuccio Calabrese si scopre antifascista. 
Una dichiarazione che, in un mondo normale, accoglieremmo con un applauso, ma che nel contesto attuale di Mola di Bari crea un cortocircuito logico non indifferente.
In Consiglio Comunale stiamo assistendo a un remake politico di "Non gioco più" di Mina: l'opposizione, invece di dare battaglia, sembra preferire la ritirata strategica.
 Il rischio? Che tutto finisca nel più classico dei "tarallucci e vino", una conclusione che lascia l'amaro in bocca a chi sperava in un confronto serio.

​L'Arte del Paradosso

​Per molti cittadini questa è solo una farsa, un argomento da non toccare più per evitare la noia del "C’est la vie" cantato da Elodie nel brano Black Morgana.
Eppure, nonostante sembri un labirinto di complicazioni, la faccenda è di una linearità quasi imbarazzante.

​Dire che Pinuccio Calabrese è antifascista oggi, suona un po' come dire che:

  • Vittorio Sgarbi ha deciso di fare un ritiro spirituale in un monastero buddista nel silenzio assoluto.
  • Elon Musk ha venduto tutto per andare a vivere in una comune hippy senza connessione internet.
  • Gordon Ramsay ha dichiarato che il miglior pasto della sua vita è stato un panino preconfezionato dell'autogrill.

​Il Senno di Poi

​Come canta Noemi, "sono tutti bravi con il senno di poi"
Già ci immaginiamo il coro dei "ve l'avevo detto" e dei "si sapeva" che esploderà non appena la vicenda verrà archiviata. 
Succederà non appena spunterà un nuovo tormentone di massa o la prossima occasione per l'opposizione di mettere i bastoni tra le ruote alla maggioranza.

​Tutto cambia perché nulla cambi davvero.

​Ma partiamo ... e cerchiamo di mettere ordine.

​C’era un’attesa messianica (visti anche i simboli religiosi che diventano fondamentali) per l’ultimo Consiglio Comunale. 
Non tanto per l’ordine del giorno, un ordinario canovaccio di interrogazioni e interpellanze, quanto per l’atto finale (o forse l’ennesimo sequel) della saga che vede protagonista il consigliere Pinuccio Calabrese
Al centro della tempesta, come ormai noto anche ai sassi, quell’immagine del saluto romano alla tomba di Mussolini: uno scatto vecchio di anni, ma tornato prepotentemente d’attualità dopo una discutibile pubblicazione tra gli stati di WhatsApp.

​Un film già visto: tra Matrix e "Calabresemente"

​Chi segue da tempo le cronache di Manciolandia avrà avvertito un forte senso di familiarità. 
È andata in onda una nuova puntata di quello che potremmo definire lo spin-off di "Calabresemente", l'articolo che per anni ha dominato le letture locali. 
Il copione è lo stesso: torna l’iconografia del crocifisso davanti al quale chiedere scusa, tornano i corsi e ricorsi storici che fanno sembrare il tempo una variabile trascurabile. 

Più che politica, sembra fantascienza: un mix tra i glitch di Matrix, i viaggi temporali di Doctor Who e le linee temporali di Ritorno al Futuro
Gli anni passano, ma gli spettatori assistono sempre alla medesima scena.

​Lo strappo dell'opposizione e il caso Tanzi

​La serata è stata segnata anche dal consueto cliché della minoranza che abbandona l’aula. 
Questa volta, la miccia è stata accesa dal consigliere Francesco Brunetti, che ha puntato il dito contro il Presidente del Consiglio Tanzi
L'accusa? 
Una presunta mancanza di imparzialità dovuta alla sua partecipazione a un incontro pubblico della maggioranza presso la sede elettorale del Sindaco Colonna
In quell'occasione, era stato proprio il Primo Cittadino — e non il Presidente Tanzi con il Segretario, come lamentato da Brunetti — a comunicare l'inammissibilità della mozione di sfiducia presentata dall'opposizione.

​Tanzi, dal canto suo, ha rispedito le accuse al mittente, blindando la sua posizione: nessuna norma impedisce al Presidente di essere parte organica della maggioranza e di partecipare alle sue iniziative politiche.

​Il "miracolo" di Pinuccio: da Destra ad Antifascista

​Ma veniamo al "core business" della seduta: Calabrese non si dimette
Nonostante le pressioni della minoranza, di varie forze politiche e l'indignazione di una parte di cittadinanza, il consigliere ha scelto la via del pentimento pubblico.
Il consigliere ha preso la parola per un'interpellanza rivolta al Sindaco, definendo la pubblicazione della foto una "leggerezza" e un "errore" legato a una stagione politica superata. 
Pur non rinnegando il suo percorso umano a destra, ha riconosciuto i danni provocati dal fascismo, dichiarandosi addolorato per il clamore mediatico e per la sofferenza arrecata alla sua famiglia.
Poi, il colpo di teatro: il consigliere si è proclamato cristiano e antifascista
Una metamorfosi che ha lasciato molti a bocca aperta. Quanti siano disposti a credere a questa conversione sulla via di Damasco (o sulla via del Crocifisso) resta un mistero che solo l'opinione pubblica potrà sciogliere.

​L'abbraccio del Sindaco e il finale "tarallucci e vino"

​Il Sindaco Colonna ha vestito i panni del padre misericordioso nella parabola del figliol prodigo
Ha accolto il pentimento di Calabrese, ne ha confermato l'appartenenza alla coalizione di maggioranza pur ribadendo il ritiro delle deleghe. Colonna ha poi blindato la coalizione, proclamandone la "granitica certezza antifascista".
​Incassato il perdono e i ringraziamenti di Calabrese, la seduta si è chiusa anticipatamente. 
Con l'aula vuota per l'assenza dell'opposizione e la rinuncia della maggioranza alle proprie interrogazioni, Tanzi ha dichiarato lo scioglimento della seduta. 

Attenzione io vorrei che le cose stessero veramente come raccontato dai protagonisti, sarebbe un'illuminazione ed avrebbe funzionato il crocifisso.

Insomma la speranza è un ..."Se solo fosse vero" ..
Come il titolo di un famoso film nella versione italiana che originariamente si intitola Just Like Heaven, proprio come un brano dei Cure, presente nella colonna sonora.

​Tra l'Incanto dei Cure e il Realismo del Consiglio

​Tutto ruota attorno a quel "Se solo fosse vero", che nel titolo italiano del film sembra una promessa, ma che nella versione originale — Just Like Heaven — evoca uno stato di grazia quasi soprannaturale, proprio come il brano dei Cure. 
È quel trucco magico che ti fa ridere e urlare allo stesso tempo, quella capacità della politica di incantare la platea con visioni paradisiache.
Tuttavia, il passaggio da quel sogno di "paradiso" alla realtà delle sedute del consiglio comunale a Mola di Bari è un attimo. 
A queste latitudini, quando la politica ostenta ottimismo o dipinge scenari idilliaci, la reazione naturale è la perplessità. 
Anche per i più fiduciosi, lo scarto tra la narrazione ufficiale e la controversa vicenda amministrativa genera un inevitabile senso di distacco. 
In ambito pubblico, la distanza tra il "paradiso" promesso e la verità dei fatti rimane il vero nodo critico, dove persino l'ottimismo più sbandierato deve fare i conti con il dubbio.

"Mostrami, mostrami, mostrami come fai quel trucco
Quello che mi fa urlare", disse
"Quello che mi fa ridere", disse"


​Tutto finito a tarallucci e vino? 
Forse. 
Ma a Manciolandia, la storia insegna che il prossimo dejavu è sempre dietro l'angolo.

​Devo dire ... Speriamo di no?

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© Copyright 2013 Mancio Mario Ruggiero

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