MOLA, IL MIRACOLO DELLA "CONVERSIONE" ANTIFASCISTA: ORA A SINISTRA "SALVA" LA MAGGIORANZA E "BLINDA" IL CONSIGLIERE
Dalle richieste di espulsione al fronte comune: il gruppo politico accetta le scuse di Calabrese e trasforma lo scandalo di Predappio in un manifesto istituzionale contro il Ventennio.
di: Mancio
Una crisi politica che sembrava destinata a frantumare la coalizione di governo, o almeno alimentava la speranza dei detrattori e dell'opposizione in questo senso, si è trasformata, nel giro di poche settimane, in una prova di solidità (o realismo politico?).
Il gruppo “Ora! a Sinistra”, che solo lo scorso 1° febbraio aveva invocato l'estromissione immediata e le dimissioni del consigliere di maggioranza Calabrese, torna ufficialmente sui suoi passi.
Dal "gesto inaccettabile" alle "scuse gravi"
La strategia del Sindaco: Una delibera per "ripulire" l'immagine
La chiave di volta di questa tregua è la proposta avanzata dal Sindaco: una deliberazione consiliare formale di "Condanna di ogni forma di apologia del fascismo e riaffermazione dei principi costituzionali".
Un atto che "Ora! a Sinistra" sposa con convinzione, vedendo in questa mossa l’opportunità di trasformare una vicenda divisiva in un momento storico per Mola.
Non si tratta più solo di difendere un consigliere, ma di produrre un documento che impegni l'intera assise — maggioranza e opposizione — a una presa di posizione inequivocabile.
L'appello alle minoranze: "Votiamo tutti insieme"
Il gruppo politico ora lancia un appello accorato anche alla minoranza, auspicando un'approvazione all'unanimità. L'obiettivo dichiarato è:
Recuperare la credibilità compromessa dall'opinione pubblica.
Cancellare ogni ambiguità istituzionale nei confronti del fascismo.
Rafforzare la coerenza democratica dell'amministrazione.
Sebbene il tono del comunicato sia improntato alla responsabilità civile, è innegabile che questa mossa permetta alla maggioranza anche di arrivare al prossimo, decisivo Consiglio Comunale (quello del bilancio e del PNRR) con i numeri intatti e senza fronde interne.
La "scandalosa" foto di Predappio, dunque, non produrrà teste rotolanti, ma un nuovo manifesto politico che, paradossalmente, potrebbe rendere la vita politica del paese più consona a quella che dovrebbe essere.


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